
Originariamente Scritto da
Enrico1987
Per essere piu precisi:
1. in danimarca la lieve sconfitta è il piu basso risultato dei socialdemocratici dal dopoguerra
2. in svezia la sconfitta è il piu basso risultato dei socialdemocratici dal dopoguerra
3. in grecia la situazione del PASOK non è cosi malvagia ma le elezioni del 2007 sono state anche qui il piu basso risultato di un partito socialdemocratico
4. la slovenia? ma se i socialdemocratici non sono mai andati oltre il 10%? Se tutto va bene vanno al governo come secondo partito della coalizione dietro i liberaldemocratici. cmq lasciamo perdere i paesi dell'est europa nei quali la mobilità elettoraleè ancora elevata e l'effettività "socialdemocraticità" dei paritti socialdemcoratici è tutta da vedere
5. in sostanza l'anno 2007 ha visto IN TUTTE LE ELEZIONI NEI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA la perdita di voti sia in termini assoluti che in termini percentuali dei partiti socialdemocratici. Non nascondiamoci la realtà. Forse è una crisi ciclica, piu concretamente sono convinto che sia la crisi profonda delle nostre democrazie e la mancanza di innovazione a portare questi partiti alla crisi, anche perchè contemporaneamentel e forze conservatrici non crescono. Stanno nascendo forze populiste di destra e di sinistra. A mio modo di vedere se le forze liberali, cattolico democratiche, cosnervatrici e socialdemocratiche sistemiche dei vari paesi non reagiscono con una operazione volta a realizzarre politiche sociali risolvendo prima i problemi inerenti agli effetti negativi della globalizzazione si finirà a breve per avere paesi governati da forze populiste estremiste come il fu-governo dei Kazynsky.
Per riassumere:
1. i partiti tradizionali sono in crisi in tutti i paesi europei perchè non sanno piu rispondere alle esigenze dei cittadini per le conseguenze della globalizzazione che non permettono piu di autogenerare il sistema welfaristico odierno
2. tra questi, dato che non sono piu partiti capaci di rappresentare un'alternativa (anche riformista) alle forze di governo di destra e di centro, i partiti socialdemcoratici sono particolarmente in crisi, dato anche il fallimento delle politiche progressiste dei goverrni eletti tra il 96 e il 97 in tutti i paesi europei.
3. gli unici partitti socialdemocratici che si salvano sono, guarda un po', quelli dell'est europa (dove i vecchi sistemi di potere dei regimi hanno continuato a controllare il sistema politico garantendo stabilità e progresso, facendo però politiche ultra liberiste, con l'eccezione della slovacchia...) e quelli della penisola iberica. Non a caso sono le ultime aree arrivate alla democrazia e soprattutto allo sviluppo economico. Quando la crisi giungerà anche li' le forze socialdemocratiche dovranno reinventarsi e dati i risultati del congresso socialista in Spagna ho i dubbi che ne abbiano i mezzi.
4. le forze populiste saranno sempre piu la risposta politica se le forze moderate (conservatori, cristiano-democratici, socialdemocratici, liberali) non sapranno dare risposte politiche reali all'incapacità di riprodurre il sistema welfaristico occidentale.
5. in questo il PD cerca di essere un'innovazione, come lo è il PDL. Nella sfiga italiana questi due partiti rappresentano, forse, un'alternativa? In un certo senso si perchè entrambi ormai si sono ampiamente dotati di fette di populismo rubando parte dello spazio politico a destra e a sinistra. La recente vittoria della Lega ha però dimostrato l'incapacità di vincere nonostante ciò.
E' la strada sbagliata? Realisticamente le strade come dicevo sono due:
1. o liberismo sfrenato sul modello delle forze politiche di destra (cioè mantenimento dell'attuale sistema)
2. o ricostruzione di un'alternativa solidale non populista che metta al centro della propria azione la necessità di una federazione europea che è l'unica risposta al sistema della globalizzazione della mondializzazione dell'economia e contestualmente si ponga il fine di recuperare le tematiche ambientali e sociali come paradigmatiche alla propria azione, mettendo in secondo piano il tentativo di accreditarsi come forza moderata e sicura e cercando di battersi per un reale CAMBIAMENTO, una reale RIVOLUZIONE del sistema. Oggi è rivoluzionario ritornare a parlare di democrazia di qualità, è rivoluzionario parlare di uno sviluppo che ponga davanti l'ambiente, è rivoluzionario parlare di tecnologia. Queste rivoluzioni in Europa passono molto poco attraverso gli sclerotizzati socialisti, passono poco anche tramite i populisti di destra e di sinistra, figuriamoci nelle forze popolari e conservatrici. Una risposta può arrivare dall'italia? E' forse utopia ma data la macchinetta ke abbiamo tra le mani può essere una speranza di non poco conto dato che la dobbiamo riempire di contenuti.