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    Predefinito La dittatura economica che ci ruba anche il tempo

    da Messaggero Veneto — 30 giugno 2008
    di DELIO STRAZZABOSCHI

    Un lamento generale, e una nuova delusione della
    modernità: manca il tempo, bisogna sempre correre dietro a
    impegni senza fine. Nonostante l’elettronica, il tempo del
    lavoro è addirittura aumentato (gli americani lavorano
    almeno 50 ore la settimana, con orari da primordi dell’era
    industriale). E alcuni storici hanno notato che «neppure
    gli schiavi del mondo antico e i servi del medioevo
    lavoravano così duramente». Innanzi tutto gli schiavi
    erano “a carico del padrone” per vitto e alloggio,
    mentre i servi lavoravano duro solo stagionalmente e
    dall’alba al tramonto; non c’era la luce elettrica a
    rendere la giornata interminabile, come in una fabbrica o un
    ufficio d’oggi. Lo stesso impiego femminile è diventato
    aumento del tempo di lavoro per l’intera famiglia (dato
    che la donna deve comunque occuparsi della casa e dei
    figli), e pratica trasformazione di due stipendi in uno
    (nonostante il lavoro femminile, il reddito disponibile
    delle famiglie al netto delle spese è addirittura
    diminuito negli ultimi anni). Eppure, la pressione operaia e
    i vincoli sindacali avevano costretto le imprese al recupero
    della produttività non tramite ulteriore insopportabile
    sfruttamento, ma mediante la produttività degli impianti,
    e dunque promuovendo il circolo dell’innovazione
    tecnologica. E non è un caso se gli orari di lavoro più
    brevi sono praticati da quei Paesi che ancora mantengono uno
    stato sociale forte (come quelli scandinavi), mentre dove
    non c’è protezione (negli Usa) ci si ammazza di lavoro,
    dovendo conquistare sul mercato anche la più infima delle
    sicurezze. La miseria dello sviluppo, con il trionfo
    dell’economia e la morte della società, ci ha quindi
    regalato anche una restrizione del tempo che non ha
    precedenti nella storia umana e investe tutti gli strati
    sociali e tutte le età: solo un quarto delle famiglie
    pranza insieme a mezzogiorno; i bambini perdono sempre più
    del loro tempo libero (meno 12 ore la settimana, negli
    ultimi venti anni), alle medie e superiori, poi, sono
    imprigionati dalla frequenza e dai compiti a casa per 50/60
    ore la settimana! Un vero regime che rende i ragazzi
    precocemente nevrotici, distruggendo serenità e
    creatività, generosità e spirito cooperativo. La stessa
    tecnologia, che, a esempio con la lavatrice, ci faceva
    risparmiare tempo, oggi ce ne ruba. Cellulari e posta
    elettronica ci costringono a usare tutto il tempo a scopo
    produttivo: un nuovo taylorismo che ha abolito la
    separazione fra pubblico e privato, fra lavoro e tempo
    libero. Ora il tempo è solo un ostacolo che rallenta la
    trasformazione delle risorse in merci prima e in rifiuti
    poi, e del denaro in ulteriore denaro. E così si corre da
    un’attività all’altra, si cucina e si mangia in
    fretta, ci si vede poco con gli amici e perfino l’amore si
    consuma con speditezza. Ma non ci si dedica neppure
    all’associazionismo volontario, ai comitati dei genitori a
    scuola e all’impegno civile e alla vita politica. Anche la
    democrazia ha quindi sempre meno attori e sempre più
    spettatori, perché il tempo della partecipazione (ma anche
    della critica e del controllo) è divorato da quello per
    produrre e consumare. Questa fretta permanente finisce con
    alienarci: ognuno di noi opera quotidianamente perdendo di
    vista il senso stesso dell’agire, e ciò finisce per
    renderci indifferenti nel distinguere o meno il bene dal
    male, insensibili verso gli altri, estranei a noi stessi.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    Gia'... sembra proprio che qualcuno usi il Progresso per farci correre di piu' anziche farci stare meglio... d'altronde cosi' si ha meno tempo per informarci, pensare e criticare

  3. #3
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    e la città ch'in mezzo alle piscose paludi, del Po teme ambe le foci, dove abitan le genti disiose che 'l mar si turbi e sieno i venti atroci
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    Il vero lusso sarebbe il tempo libero, per dedicarsi agli affetti, al territorio, ai prpri interessi, ma ce n'è sempre meno, in particolare sotto il dominio itaglione, dove le leggi sono duecentomila in più che altrove, dove per fare una denuncia dei redditti di una ditta individuale devi passare le notti col commercialista, dove per pescare due seppie in laguna devi fare cento permessi.

  4. #4
    Lumbard
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    Citazione Originariamente Scritto da srodelabisati Visualizza Messaggio
    Il vero lusso sarebbe il tempo libero, per dedicarsi agli affetti, al territorio, ai prpri interessi, ma ce n'è sempre meno, in particolare sotto il dominio itaglione, dove le leggi sono duecentomila in più che altrove, dove per fare una denuncia dei redditti di una ditta individuale devi passare le notti col commercialista, dove per pescare due seppie in laguna devi fare cento permessi.

    lo stato itaglione è il primo divoratore del nostro tempo, perchè:
    - ci fa passare in coda davanti agli uffici pubblici (in piena era informatica)
    - ha la rete di infrastrutture pubbliche + inefficente del mondo
    - ha il sistema buracratico e legale + lento del mondo
    - ha metà dei dipendenti pubblici che non lavorano (causando disservizi e obbligando spesso i colleghi a lavorare il doppio)

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito

    Bell'articolo. Il favoloso sistema economico-produttivo di questi padroni del vapore non doveva essere accompagnato da una crescente riduzione dell’orario di lavoro? Oggi si va al contrario. E le novità tecnologiche che ci avrebbero aiutato ad avere più tempo libero da dedicare agli affetti e alle cose meno materiali della vita? Oggi si va al contrario. E c'è chi pure vorrebbe togliere qualche festa qui è là perchè sono giorni sprecati e che non fanno altro che ridurre il nostro Pil! Siamo alla totale follia.

    "Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
    quando l'ultimo albero sarà abbattuto
    quando l'ultimo animale sarà ucciso
    solo allora capirete che il denaro non si mangia."


    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=435698

 

 

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