Il giovane segretario regionale del partito democratico, Enzo Amendola, da politico serio e preparato quale è, nel corso della sua relazione sull'esito disastroso del voto regionale ed amministrativo, concluso con la perdita, per la coalizione di centro sinistra, del governo regionale e di quello di amministrazioni da sempre feudi del centro sinistra come Pomigliano d'Arco e Castellammare di Stabia, città con forte tradizione e cultura operaia, non si autoassolve, nonostante sia stato eletto segretario regionale del partito e segretario provinciale ad interim appena a novembre.
Di fronte alle continue richieste da parte di tutte le correnti del partito, di dimissioni, Enzo Amendola ha risposto: “non ho mai pensato di essere l'uomo della provvidenza, di errori, nel corso di questi mesi, posso averne commessi, ma l’imputarmi la fine di questo ciclo politico, durato per il centro sinistra quindici anni, è un conto troppo salato per chi, come me, è stato eletto segretario regionale solamente nel mese di novembre”. Il segretario regionale del Pd è responsabile come altri dirigenti nazionali e regionali della disfatta del partito in queste elezioni regionali, ma la sconfitta ha ragioni profonde che nascono dalla sfiducia del corpo elettorale nei confronti del centro sinistra nel suo complesso per la mancata spinta alla modernizzazione e alla riforma di comparti decisivi per le politiche regionali, per la cattiva amministrazione dell'ente regione, conclusa con lo scandalo di portata internazionale della mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani e con il commissariamento della sanità regionale per eccessivi debiti di bilancio. A tutto ciò si aggiunge il passaggio, in qualità di alleati del popolo delle libertà di partiti un tempo facenti parte del centro sinistra, come l'Udeur di Clemente Mastella, e di alcuni consiglieri regionali di maggioranza, di stretta osservanza demitiana, nelle file dell'Unione di Centro, premiati ancora una volta, dal consenso elettorale. Un caso emblematico quello del consigliere Sommese, recordman di preferenze nel partito centrista. Nello scorso giugno, il centro sinistra, aveva già perso il governo di tre importanti amministrazioni provinciali, quali Avellino, Napoli e Salerno, da sempre feudi incontrastati della sinistra, primo segnale, limpido e chiaro, che era finito un ciclo politico, quello del bassolinismo e che necessariamente se ne doveva aprire un altro. Enzo Amendola ha fatto sapere che in qualità di segretario regionale del partito, si impegnerà, da qui al futuro, per fare emergere nel Pd il profilo del noi e non dell'io, mettendo al centro l'importante ruolo che deve essere svolto dai circoli, che rappresentano la variegata realtà della regione Campania e rilanciando il partito con una grande assemblea regionale programmatica sulle grandi questioni ancora non risolte della regione. In qualità di segretario provinciale ad interim del partito, invece, Amendola, dopo la debacle amministrativa del centro sinistra, guarda con una certa preoccupazione alle elezioni comunali di Napoli, che dovrebbero svolgersi, nel prossimo mese di giugno, a scadenza naturale di mandato, con un partito democratico, che ha subito scissioni, perso alleati fedeli e fidati, in cui regnano caos, anarchia e discussioni autoreferenziali. Mantenere il governo della terza città d'Italia sarà per il centro sinistra un'impresa davvero difficile se non impossibile.
Giuseppe Parente
da rinascita di sabato 24 e domenica 25 aprile




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