ROMA (Reuters) - Gli agenti della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Roma hanno arrestato oggi sette persone accusate di far parte di un clan camorristico che, in accordo con un'organizzazione criminale cinese, imponeva con la forza a commercianti del quartiere Esquilino di Roma l'acquisto di immobili e di merci proveniente dalla Cina.
Lo ha riferito oggi il capo della Dia Paolo La Foggia durante una conferenza stampa.
Oltre agli arresti, avvenuti in particolare a Roma e a Cassino, le forze dell'ordine hanno sequestrato alcune attività commerciali, tra cui tre concessionarie di automobili di lusso e un ristorante nel Fusinate, dove i proventi illeciti delle attività del clan venivano reinvestiti attraverso l'uso di un prestanome, per un valore di circa 5 milioni di euro.
Il clan facente capo a Salvatore Giuliano - storico capo camorrista del rione Forcella di Napoli arrestato nel 2005 per associazione mafiosa -aveva sviluppato una rete per la commercializzazione di capi d'abbigliamento fabbricati in Cina, assemblati a Napoli, stoccati nel Lazio e imposti ai commercianti cinesi e italiani della capitale, secondo quanto emerso dalle dichiarazioni dello stesso boss - ora collaboratore di giustizia - e dalle indagini che ne sono seguite.
Parte dei profitti, ha spiegato La Foggia, venivano reimmessi in un giro d'affari nel settore immobiliare diretto dal clan, che agiva da intermediario non autorizzato - attraverso la società Dafa Consulenze - nella compravendita di immobili del quartiere romano, precedendo le agenzie del settore e forzando le parti a concludere l'affare secondo i termini imposti dall'associazione mafiosa.
Il clan ha agito grazie alla collaborazione di imprenditori cinesi, ha detto il capo della Dia, verso i quali non è stato possibile ottenere l'emissione di ordinanze di custodia cautelare per mancanza di elementi sufficienti a incriminarli. Due di essi sono al momento indagati per associazione di stampo mafioso.
http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/200...a-ca02f96.html


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