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    Predefinito Usa-Iran: Il gioco delle parti

    Bellissimo articolo, davvero "fuori quadro", ma assolutamente documentato e ben scritto, non piacera' nè ai complottisti ad oltranza nè ai sionisti sfegatati, ma proprio per questo lo ritengo degno di fede.

    da
    DI PAOLA PISI
    Uruknet

    Ieri tutti i media del mondo hanno pubblicato una notizia clamorosa, che sembrava indicare che la lungamente profetizzata guerra contro l'Iran questa volta si faceva davvero. C'erano già i bombardieri israeliani pronti nei cieli iracheni. Era vero? Naturalmente no.

    Cos’era successo? Sul sito iraniano Press TV era comparso che un network iracheno, Nahrainnet news, aveva reso noto di aver appreso da "fonti ben informate" vicine al Ministero della Difesa dell'Iraq, che caccia israeliani da un mese sorvolavano il paese, partendo dalle basi americane nei pressi di Nassirya e di Haditha, il tutto per preparare un bombardamento congiunto USA-Israele (con una serie di dettagli che è inutile menzionare).

    Fin qui, tutto vero: non che aerei israeliani andassero a spasso per i cieli iracheni, naturalmente, ma che Nahrainnet l'avesse scritto. Ho controllato il sito, e l'articolo c'era davvero. Certo, Press TV si guardava bene dal dire che cos'è Nahrainnet: si tratta un prestigioso sito di di proprietà dei seguaci di Moqtada al-Sadr, notoriamente una fonte informativa di prim'ordine, non c'è che dire. Accanto alla storia degli aerei israeliani, su Nahrainnet vi erano alcuni articoli che magnificano la potenza invincibile dei missili iraniani (sì, quelli taroccati al pc), un po' di propaganda filo-persiana e anti-saudita, insomma quello che ci si può aspettare su un sito sadrista. Tanto per far capire la qualità dell'informazione dei fedeli di Moqtada, oggi Nahrainnet riporta che gli israeliani hanno confermato lo scoop sui caccia sionisti in Iraq, citando un imprecisato "Israeli news", e se questo par poco in un altro articolo sostiene di aver appreso da "fonti nel ministero della sanità del Kuwai" che sta iniziando la distribuzione di medicinali contro le radiazioni, per limitare l'impatto del bombardamento degli impianti nucleari da parte degli aerei di cui sopra.

    A rendere ancora più inverosimile la notizia non era solo la non eccelsa credibilità di Nahrainnet, ma anche e soprattutto la pretesa da parte dei sadristi di aver ricevuto - loro e soltanto loro - confidenze su una materia di tale gravità da parte della cerchia del ministero della difesa. E già, perché in tutto l'Iraq nessun altro si era accorto dei voli dei caccia bombardieri sionisti, e "le fonti" ministeriali si sarebbero confidate solo con i seguaci di Moqtada. Il che è francamente improbabile, visto che quello che i media occidentali per anni hanno presentato come l'"uomo più potente dell'Iraq" è da qualche tempo caduto pesantemente in disgrazia, e i suoi accoliti sono stati decimati da una campagna di arresti ai quali non sembrano ormai in grado di reagire se non con vibranti proteste, mentre il líder máximo se ne sta buono buono presso la casa madre persiana, a Qum (ormai da più di un anno), dove pare l'abbiano raggiunto alcuni capi del Mahdi army sfuggiti alla cattura. Figuriamoci se era possibile che in questo momento così infausto per Moqtada e amici qualcuno della cerchia del Ministero della Difesa si fosse andato a sciacquare la bocca con i malcapitati sadristi, e su un argomento simile. Aggiungo, che probabilmente in Iraq della clamorosa rivelazione di Nahrainnet non se ne sarà accorto quasi nessuno (il sito ha un traffic rank su Alexa pari a quello di un blog non popolarissimo: 444.556) e in ogni caso nessuno gli avrà dato il minimo peso, vista la qualità delle fonte e delle sue presunte rivelazioni. Perché i sadristi abbiano pubblicato l'improbabile storiella non è dato sapere, e le risposte possono essere varie: per screditare ulteriormente il governo Maliki, che Sadr aveva fatto eleggere e ora - dopo che i suoi squadroni della morte avevano finito il loro sporco compito di ripulitura etnica - lo ripagava con tale moneta, perché gli iraniani gli avevano ordinato "pubblicatelo voi, e noi lo citiamo, perché perfino Press TV si vergogna a pubblicare di suo cazzate simili", perché avevano avuto un impeto di creatività... Nessuno può saperlo e non ha una soverchia importanza. Oltretutto il sito sadrista specificava che "le fonti del ministero della difesa" avrebbero saputo degli aerei israeliani da alcuni ufficiali in pensione nella provincia di Al-Anbar, che li avevano visti con i propri occhi: e questi come avevano fatto a capire che erano israeliani? Avevano sopra una bella stella di Davide, magari luminosa?

    Naturalmente, quando ho letto la notizia su Press TV ho immaginato che due minuti dopo decine di siti alternativi l'avrebbero postata come verità assoluta, andando oltre perfino quanto scriveva il sito iraniano, che quantomeno poneva la eventuale presenza degli aerei israeliani in Iraq in forma dubitativa. Su questo, è chiaro, ci ho preso, non è che ci volesse Madame Soleil: la fede di molti media alternativi su tutto quanto viene scodellato dall'informazione iraniana, in particolare dall'adorata Press TV, è cieca assoluta e inossidabile - e certo non poteva essere stata incrinata neppure dall'incidentuccio del giorno precedenti dei missili fatti col photoshop -, e in ogni caso pubblicano qualsiasi cosa possa apparire come clamorosa, specie se mostra che finalmente arrivano queste guerre persiane vaticinate instancabilmente da un lustro. Così alla fine la notizia l'ho pubblicata anch'io aggiungendo nel titolo e in nota che Nahrainnet era un sito sadrista, con un link attivo, in modo che si capisse quale poteva essere la credibilità di tale gemma informativa. E pensavo che la cosa finisse qui: solitamente questo tipo di notizie si dimenticano in poche ore, quando arriva un'altra rivelazione ancora più assurda. Immagino del resto che anche Press TV non si ponesse altro scopo che fare un po' di propaganda presso i propri seguaci nei media alternativi.

    Invece, poche ore dopo la storia degli aerei israeliani era dappertutto, su tutti i siti del mondo, perché era stata ripresa in tutta serietà dal Jerusalem Post, il quale, bontà sua, aveva aggiunto che non poteva confermarla. Da lì ovviamente è rimbalzata su tutti gli organi di stampa dell'universo. Il Jerusalem Post, per di più, a differenza di Press TV, non riportava il nome del sito iracheno che aveva pubblicato la "notizia", rendendo impossibile qualsiasi verifica sulla credibilità e serietà del network in questione. Si limitava a scrivere che fonti del ministero dal Ministero della Difesa iracheno avevano comunicato a un network locale la presenza di caccia israeliani in Iraq, per preparare il bombardamento all'Iran, e che il report era stato pubblicato anche da media iraniani (su quest'ultimo punto il sito israeliano era quanto meno impreciso: Press TV aveva semplicemente dato notizia che Nahrainnet aveva riportato tale notizia, senza affermare che fosse vera - si era cioè comportato esattamente come lo stesso Jerusalem Post, anzi molto meglio, visto che a differenza di quest'ultimo, aveva riferito il nome del "network iracheno", permettendo a chiunque volesse farlo di appurare che si trattava di un oscuro e screditato sitino sadrista). Subito, dopo un attimo di sbalordimento incredulo, ho pensato: "anche i sionisti non sono più quelli di una volta, se credono a queste stupidaggini"... E' chiaro che però la questione non era così semplice: figuriamoci se il Jerusalem Post si fida alla cieca di quello che pubblica Press TV e non provvede a verificare che cos'è Nahrainnet: Google c'è anche - e soprattutto - In Israele, e ci vogliono non più di due minuti. Dopo di che, i signori sionisti si potevano fare una bella risata e scrivere qualcosa d'altro (pare che invece internet e i motori di ricerca siano sconosciuti alla televisione nazionale italiana: il sito della RAI riporta: "Nahrainnet.net, la cui credibilita' non e' valutabile, ...": cocchi miei della RAI, lo andate a vedere e poi la credibilità la giudicate da soli - se ci riesco io dovreste riuscirci anche voi, con quel che paghiamo di canone). Aggiungo che se ci fosse stata una minima possibilità che davvero caccia israeliani si stessero preparando in Iraq a bombardare gli impianti nucleari persiani mai, neanche sotto tortura, il Jerusalem Post l'avrebbe pubblicato. Figuriamoci, è in corso una missione segretissima, di cui si sarebbe accorto solo un sito legato a Moqtada al-Sadr - che a giudicare dal traffic rank di alexa non riceve più di 300 o 400 visite al giorno -, e il Jerusalem post lo fa sapere a tutto il mondo.

    Dunque il Jerusalem Post era perfettamente conscio di pubblicare un ridicolo falso ma ha voluto far credere che la storia degli aerei israeliani pronti a bombardare l'Iran potesse essere vera: ed è riuscito perfettamente nell'intento. Ovviamente, il Ministero della Difesa iracheno, una volta che la rivelazione sui caccia israeliani era scivolata dal sitino sadrista alle prime pagine di tutto il mondo, si è precipitato a smentire nel modo più netto, seguito a ruota dal portavoce militare israeliano. Ovviamente, non è servito a niente, prima di tutto, perché anche se fosse stata vera non avrebbero mai confermato, in secondo luogo perché la storia dei bombardieri sionisti pronti a colpire l'Iran era proprio quello che molti volevano leggere, per vedere finalmente realizzati cinque anni di false profezie sulla guerra contro l'Iran (sto cominciando a pensare che alcuni dei signori che per un lustro hanno battuto il tamburo di guerra urlando "domani gli USA inceneriscono la Persia e poi scoppia la il terzo conflitto mondiale", se la guerra non si farà - e per fortuna secondo me non si farà - saranno delusissimi).

    Ora la domanda è: per quale motivo il Jerusalem Post l'ha fatto? Perché Press TV abbia diffuso la storia dei cacciabombardieri israeliani si spiega con facilità: l'Iran sa perfettamente che l'immenso prestigio di cui gode presso le sinistre (e le estreme destre) occidentali e parte del popolo arabo deriva al 90% dalla psy-op della guerra prossima ventura, e dunque la propaganda iraniana deve da un lato tenere costantemente alta la tensione (per questo motivo, e anche per motivi interni e per altre ragioni che sarebbe inutile discutere qui), dall'altro contemporaneamente dire che invece la guerra non ci sarà, benché Bush e i sionisti la vorrebbero a tutti i costi, perché bloccati dalla forza invincibile della Persia, che - ci assicura Ahamninejad - è la prima superpotenza del mondo, e delle sue armi malamente photoshoppate. Nulla di strano dunque che Press TV voglia far credere che gli aerei sionisti in Iraq ci fossero davvero, e poi magari siano scappati via con la coda fra le ali terrorizzati dalle foto taroccate dei missili iraniani "già puntati" su obiettivi predeterminati. Ma il Jerusalem Post - e gli altri siti organi di stampa israeliani che hanno pubblicato tale scemenza, e con il massimo risalto (la notizia degli aerei in Iraq pronti a sganciare bombe sugli impianti iraniani è stata per ore il titolo di apertura di YNet News)? Loro, perché lo hanno fatto?

    Non ho citato a caso le foto taroccate dei missili iraniani, perché la storia dei war games iraniani photoshoppati presenta alcuni interessanti paralleli con quella degli inesistenti caccia israeliani in volo sull'Iraq. Cosa è successo, lo sanno tutti. L'Iran ha testato - o ha detto di aver testato -, fra roboanti proclami, missili potentissimi, in grado di annientare non solo Israele ma anche 32 basi USA in Medio Oriente, assicurando di avere il nemico sotto tiro e il dito "sempre sul grilletto". Nel frattempo, ha diffuso come prova delle sue nuove invincibili armi una bella foto molto maldestramente alterata al computer.



    Ma c'è di più (e questo è meno noto): le altre foto degli esercizi missilistici iraniani dei giorni scorsi diffuse dalle agenzie locali (e cioè dal governo) risalgono ad almeno due anni fa. Eccole:

    Presunta fotografia dei recenti test missilistici pubblicata dall'iraniano IRIB News


    Fotografia pubblicata due anni fa. Una anche superficiale comparazione mostra che si tratta del medesimo evento.


    Fotografia che IRIB News afferma riferirsi al recente test missilistico


    Fotografia pubblicata dall'iraniano FARS news 2 anni fa


    Presunta fotografia dei recenti test missilistici sulla prima pagina dell'ultraconservatore giornale iraniano Kayhan,10 luglio, 2008


    Fotografia pubblicata dall'iraniano MEHR News nel novembre 2006


    Le due foto sovrapposte



    E ce ne sono altre, ma sarebbe superfluo proseguire. Credo che queste bastino. Non è dato di sapere se l'immagine taroccata sia almeno davvero recente, o se non si tratti anche in questo caso di una vecchia fotografia, per sovrammercato truccata, visto che i missili sono perfettamente identici. In parole povere, non sappiamo se davvero l'Iran abbia fatto qualche test, o almeno qualche lancio, missilistico, o abbia semplicemente detto di averlo fatto. Certo, la prova dei test non l'abbiamo vista. Se però noi non sappiamo se l'Iran abbia davvero fatto i war games così strombazzati, l'intelligence americana e israeliana lo sa: e anche se fossero falsi, non ce lo direbbero di sicuro. Non voglio aprire il capitolo del nucleare iraniano, e sarebbe semplificante dire: "Ma se hanno dei missili obsoleti e non sanno neanche usare come Dio comanda il photoshop, cosa vuoi che siano capaci di fare un'atomica!". Però il pensiero viene. E infatti alcuni stanno seriamente mettendo in discussione non solo la volontà - mai dimostrata da nessuno-, ma anche la capacità da parte dell'Iran di produrre armamenti atomici. Per di più le fonti sul numero delle centrifughe nucleari iraniane in attività sono le medesime che ci hanno elargito la foto truccata dei missili, e qualche sospetto sul fatto che sia un po' esagerato anche in quello è inevitabile. Invece, l'Occidente e Israele fingono di credere che il potenziale bellico dei mullah sia davvero quasi illimitato.

    Anche che la foto dei 4 missili fosse truccata - e male - è stato scoperto dai blogger (l'uso del photoshop da parte dei pasdaran era stato davvero troppo grossolano, e non era possibile che passasse inosservato), e solo in un secondo momento la notizia è apparsa sui media ufficiali, gli stessi che l'avevano sbattuta in prima pagina come prova che la Persia ci minaccia tutti quanti. Soprattutto nessun organo di stampa di rilievo ha pubblicato che le altre foto del presunto test missilistico diffuse dall'Iran erano vecchie di due anni. Il che è molto peggio: perché l'aggiustamento digitale di un'immagine mostrava semplicemente che gli iraniani non avevano voluto far vedere che uno dei missili non era partito dalla base di lancio, mentre la diffusione di immagini vecchie poteva portare a mettere in dubbio l'intero test missilistico. Così come è stato un notissimo blog a scoprire che i missili nelle foto (compresa la famosa immagine taroccata), erano sempre i vecchi Shahab-3, con una gittata di 1.200 Km, e non un fantomatico missile con una gittata di 2.000, come millantato dall'Iran. Dato che non era la prima né la seconda e neppure la terza volta che il governo iraniano esagerava un tantinello le proprie capacità belliche, qualche dubbio poteva sorgere, e un'occhiata alle foto avrebbe mostrato che tutto il test era solo una malriuscita operazione propagandistica. Invece i presunti war games iraniani hanno tenuto il mondo in allarme, fatto alzare enormemente di nuovo il prezzo del petrolio, provocato nuovi tracolli borsistico-finanziari, fatto urlare che la guerra ormai si apprestava, quando al massimo l'Iran ha lanciato qualche missile vecchio e obsoleto, senza fare dunque alcun vero test in senso proprio, tuonando poi che avevano testato armi in grado di far tremare l'intero universo. Condoleeza Rice si è precipitata a giurare che gli USA difenderanno l'implume pulcino israeliano dalle minacce dei terribili missili persiani, come se con le sue 300 bombe atomiche lo stato sionista non fosse eventualmente in grado di difendersi da sé dal photoshop persiano, per di più usato così rozzamante. Addirittura si sta dicendo, in tutta serietà, che ormai per l'Europa è imprescindibile dotarsi dello scudo missilistico per difendersi dall'orco persiano, che altrimenti ci scaglierebbe addosso un po' di vecchie foto taroccate.

    E' vero che poi gli USA e Israele hanno detto che seguiranno la via diplomatica per far desistere l'Iran (da che cosa? dall'usare il photoshop? in ogni caso l'Iran ha il pieno diritto di fare esercizi militari sul suo territorio, veri o falsi che siano, e di dotarsi, se ci riesce, di tutti i missili a lunga e lunghissima gittata che vuole), e l'Iran ha dichiarato che i missili sono solo ad uso difensivo (come se qualcuno avesse mai avuto davvero dubbi a proposito) e dunque annienteranno USA, Israele e magari qualcun'altro solo se qualcuno oserà colpire la superpotenza persiana, e hanno di nuovo fatto intendere che forse potrebbero eventualmente essere aperti a una qualche trattativa, non si capisce bene su che cosa. Ma entrambe le parti sanno perfettamente che il pubblico recepisce solo gli ettolitri di benzina gettati sul fuoco, e non le bicchierate d'acqua successive.

    La storia dei caccia israeliani che sorvolano l'Iraq in attesa di scagliarsi sulla Persia è dunque per molti versi analoga a quelli dei terribili missili che richiederebbero scudi spaziali per essere bloccati (i Russi hanno perfettamente ragione: i missili iraniani dimostrano proprio che lo scudo è completamente inutile): due fandonie, o meglio una fandonia e mezzo, alle quali USA e Israele hanno fatto finta di credere, pur disponendo in entrambi i casi degli strumenti per poterle smascherare in pochi minuti.

    E non si dica che tutto questo non succederebbe se il governo iraniano non facesse queste pagliacciate. Questo è scontato, ma l'Iran queste pagliacciate le fa giusto perché sa che invece di ridergli in faccia i governi occidentali fingono di credere alla veridicità degli show di potenza bellica e alle preziose perle informative elargite dai media persiani (e ora anche sadristi). Se USA e Israele facessero una bella risata, dicendo "pataccari piantatela", lo smercio di patacche smetterebbe domani. E poi, come ho già detto, l'Iran fa i propri interessi, e a suo modo li fa anche bene: scopo del governo di Teheran non è certo quello di eliminare lo stato sionista o di annientare gli USA, ma di estendere ulteriormente la propria influenza ed egemonia in medio oriente. E alzare lo scontro verbale con gli USA e Israele fino al calor bianco è esattamente quanto serve alla bisogna. L'Iran non è governato da un branco di cretini, e dunque gli ayatollah sanno benissimo che non potrebbero mai seriamente impensierire l'Occidente o Israele. Sanno anche, però, che mostrando di sfidare (a chiacchiere) i sionisti e gli americani, sempre di più estenderanno la propria influenza dove davvero gli interessa, e cioè nell'opinione pubblica dei paesi arabi. L'Iran sta costruendosi, egregiamente, l'immagine dell'unico paese medio-orientale che contrasta impavido e vittorioso l'imperialismo sionista (salvo, in concreto, aiutarlo, come ha fatto, nelle guerre contro l'Afghanistan e l'Iraq: ma i fatti sono stati da tempo cancellati dal diluvio verbale, da ambo le parti). Per fare questo, devono convincere il loro pubblico che gli USA e Israele vorrebbero attaccarli, hanno già pianificato la guerra, ma poi di fatto non osano perché si rendono che se lo facessero verrebbero annientati dalle terribili armi persiane fatte con il photoshop. Dato che il governo iraniano è perfettamente conscio che per fortuna non li bombarderà nessuno, quanto meno non nel breve-medio periodo, il gioco può essere portato avanti all'infinito. E bisogna dire che i mullah iraniani stanno riuscendo perfettamente nell'intento: ormai l'opinione pubblica, l'informazione e la politica araba sono divisa in due fronti: o con gli l'occidente o con l'Iran, e non solo stanno scomparendo completamente la sinistra e il nazionalismo arabo, ma lo stesso senso di identità arabo sta venendo meno (anche grazie ai numerosi movimenti politici islamici).

    Dunque perché USA, Israele e i governi occidentali fingono di prestare fede a notizie che potrebbero essere smascherate in pochi minuti? Per quanto riguarda i falsi test missilistici sicuramente c'entra anche lo scudo spaziale, che, ci dicono gli USA, è indispensabile per difendere l'Europa dal minaccioso photoshop persiano. Ma dato che questa situazione non è episodica bensì strutturale, lo scudo spaziale non può essere l'unica giustificazione. Né tantomeno giustificherebbe il risalto dato dal Jerusalem post - e a seguire dal resto del mondo - alla risibile patacca sui caccia bombardieri israeliani in volo per i cieli iracheni. Dunque c'è altro. Certo la spiegazione definitiva non ce l'ho (e per di più probabilmente vi è un complesso di ragioni, a volte anche diverse da caso a caso), ma è evidente che anche Israele e USA sembrano avere tutta l'intenzione - e dunque l'interesse - a mantenere altissima la tensione verbale con l'Iran e far credere che probabilmente la guerra arriverà (nonostante le smentite ufficiali cui, come è noto, non presta fede nessuno), facendo sì che l'affaire iraniano sia costantemente sulle prime pagine dei giornali. E questo nonostante le disastrose ricadute sull'economia, grazie all'aumento dei prezzi petroliferi. Premettendo che escludo nella maniera più categorica un psy-op congiunta Iran/USA-Israele (ognuna delle due parti agisce per i fatti suoi, e la tensione è reale, anche se non sfocerà in una guerra), mi pare che però che almeno in parte le motivazioni di Israele e USA da una parte e Iran dall'altra si incontrino. Non perché ci sia un'alleanza occulta, ma perché c'è, al di là dei tuonanti proclami, c'è un avversario comune, e cioè il mondo arabo. La divisione del mondo arabo in due fronti - uno filo-USA e l'altro filo-Iran - con conseguente cancellazione finale non solo del panarabismo ma anche di una qualsiasi identità politica araba, specie se di sinistra e progressista, è interesse comune iraniano e sionista, seppur per motivi diversi. L'unico vero reale avversario del sionismo è sempre stato infatti il panarabismo, non il regime dei mullah: ed è il panarabismo che Israele ha costantemente considerato come il nemico per eccellenza da eliminare. E infatti, a Nasser e a Saddam la guerra l'hanno fatta davvero.

    Paola Pisi
    Fonte: http://www.uruknet.info/
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    La Paola rincara la dose e prende a pesci in faccia tutti, dagli "antiwar" ai "prowar" ai sionisti e ai vari attivisti pro o contro.
    Mi piace sta ragazza

    SULL'"INEVITABILE" GUERRA CONTRO L'IRAN

    DI PAOLA PISI
    Uruknet

    Alcuni mesi fa un blog canadese aveva diffuso per primo la falsa notizia dell’isolamento internazionale dell'Iran da internet e per giorni, in maniera diluviale, i siti "alternativi" si erano riempiti di articoli che gridavano al complotto contro Teheran, al primo passo (il milionesimo "primo passo") della guerra contro l’Iran, per arricchirsi in maniera metastatica di sempre più fantasiosi particolari (si è voluto bloccare la borsa petrolifero iraniana, che distruggerà per sempre il dollaro, e via di scemenza in scemenza). Sarebbe bastato un minuto per controllare se l’Iran era isolato davvero: naturalmente non lo era, le linee internet funzionavano senza problemi, come hanno confermato le autorità iraniane, perché la Repubblica Islamica dell’Iran utilizza cavi diversi da quelli tranciati.

    Era importante? Era emblematico, per due motivi.


    Il primo è che la patacca ha potuto attecchire e trovare spazio anche in un’informazione che si vorrebbe seria e antimperialista perché da anni si va avanti a rilanciare il falso scoop, il sensazionalismo, il singolo episodio eclatante, con una ricezione acritica di qualsiasi notizia venga diffusa ad arte, senza alcun controllo sulle fonti: l’importante è che la notizia, vera o falsa che sia, risulti clamorosa e possa essere sfruttata in senso cospirazionistico. E in questo modo molta informazione alternativa diventa, a volte inconsapevolmente, disinformazione

    Il secondo è che la bufala dell’isolamento internet iraniano costituiva l'allora ultimo esempio di una serie di false notizie, presunte rivelazioni che mai si avverano, sedicenti indiscrezioni in realtà inventate dalla prima all'ultima parola, che da cinque anni stanno riempiendo la stampa alternativa (e nell'ultimo anno anche molti media ufficiali), per far credere all'opinione pubblica che Bush (o Israele, o entrambi) stia per scatenare un terrificante attacco, magari atomico, contro l'Iran. Quello della guerra contro l'Iran è stato in grande tema disinformativo dell'ultimo lustro: giorno dopo giorno, articolo dopo articolo, incessantemente la dis-informazione alternativa (almeno quella anglofona) ci ha martellato quotidianamente con l'imminente, anzi già iniziato, olocausto nucleare iraniano, tutti a lutto preventivo per il futuro genocidio persiano, e del tutto indifferenti davanti ai genocidi e alle guerre reali in Iraq e Afghanistan. Ci sono siti, come il canadese Globalresearch, che di fatto sono dedicati quasi esclusivamente a sfornare falsi scoop sull'attacco all'Iran: il resto è solo contorno del piatto forte.

    Ovviamente, non intendo dire che chiunque ritenga che a breve-medio gli USA (o Israele) attaccheranno l’Iran faccia disinformazione (e tantomeno che la faccia volontariamente): le tensioni USA(e Israele)-Iran sono innegabili e vi è un motivo di reale e grave conflitto fra USA-Israele e la Repubblica islamica dell’Iran. E cioè il nucleare iraniano, che, anche se presumibilmente a scopi civili, doterebbe Teheran di una tecnologia in grado di costruire armi atomiche: ma un'analisi dei dati dovrebbe, appunto, tenere in conto anche di tutti gli altri fattori che rendono quantomeno inverosimile un attacco contro la Persia, prima di tutto il fatto che gli USA hanno consapevolmente consegnato a l’Iraq a un gruppo di politici settari sciiti, importati dagli occupanti in Iraq direttamente da Teheran. Risulta assai difficile pensare che se gli USA avessero pianificato dopo quella irachena una guerra iraniana non avrebbero trovato di meglio che regalare in via preventiva la Mesopotamia a un gruppo di sanguinari seguaci di Khomeini, i quali per di più godono tuttora del sostegno incondizionato di Bush. Inoltre gli USA non hanno sufficienti truppe da mandare in Afghanistan, dove la NATO sta platealmente perdendo la guerra contro la resistenza nazionale guidata dal Mullah Mohammad Omar: con quali soldati invaderebbero l'Iran? Il problema tecnico secondo me è secondario, perché in ogni caso manca qualsiasi volontà da parte USA di attaccare la Persia, ma chi invece crede che l'America stia per iniziare una guerra contro gli ayatollah persiani dovrebbe pure porsi anche un minimo problema sulla fattibilità della stessa. E poi qualcuno crede seriamente che il Congresso voterebbe, durante una campagna elettorale, a favore di una nuova guerra, mentre gli USA ne stanno perdendo un'altra in Afghanistan? Anche un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani sembra, al momento, altamente improbabile: forse, se, come tutti i sondaggi lasciano prevedere, il Likud vincerà le prossime elezioni nello stato sionista, le possibilità aumenterebbero lievemente, ma pare difficile, se non impossibile, che Israele possa agire, in un campo di tale rilievo, in maniera opposta ai voleri USA. Aggiungo che un altro argomento mostra che una guerra contro l'Iran (o un attacco agli impianti nucleari persiani) è allo stato quasi impossibile. E cioè che se gli USA e/o Israele avessero avuto l'intenzione di' attaccare la Persia lo avrebbero già fatto, e da un pezzo: non avrebbero certo aspettato che l'Iran, anche grazie al gentile dono dell'Iraq da parte degli USA, si rafforzasse, che la corsa al nucleare (a scopi civili, come è probabile, o militari, non importa) procedessero fino a questo punto, e soprattutto che il petrolio, anche grazie a questo chiacchiericcio infernale sulla guerra prossima ventura, arrivasse vicino ai 150 dollari al barile, rendendo a questo punto catastrofico, al di là dell'esito militare, un attacco contro Teheran, viste le immediate e disastrose ripercussioni economiche. E' chiaro che le cose potranno cambiare in futuro, a causa di eventi attualmente imprevedibili, ma allo stato tutto fa pensare che non vi sarà alcuna altra guerra nel golfo. E davvero spero di non sbagliarmi.

    In ogni caso, la dis-informazione alternativa anglofona non si è posta né questi, né altri interrogativi, appunto perché per cinque interminabili anni si è andati avanti, nel 99% dei casi (percentuale prudente), a battere senza un minuto di respiro il tamburo della guerra contro l’Iran non sulla base di analisi dell'espansione imperialista, o della situazione mediorientale, e spesso senza neppure specificare i motivi che avrebbero dovuto portare a una guerra, ma fondandosi su presunte rivelazioni anonime di "fonti sicure" – tutte platealmente in contrasto l’una con l’altra, e tutte smentite dai fatti -, su date certe dell’attacco, che venivano sostituite appena quella precedente era superata dal calendario (spesso fatte circolare da Debka file, sito legato al Mossad) e su notizie semplicemente false. Ogni evento è stato letto come l’inizio della guerra che non c’è: Israele bombarda un presunto sito nucleare siriano (che nucleare non era)? E’ ovvio, si prepara a bombardare l’Iran. Un pesante battibecco nel golfo di Hormuz, gonfiato ad arte dal Pentagono, diventa il nuovo Tonchino. All’infinito, senza un attimo di pausa. Appena il precedente "primo passo" della guerra viene dimenticato (solitamente accade in poche ore) o l’ennesima attendibilissima rivelazione anonima ai vari Scott Ritter e Seymour Hersh si rivela non così attendibile, si passa a quella successiva, all’infinito e senza la minima vergogna. Ci è toccato perfino leggere a profusione che un B-52 USA levatosi in volo per errore con un carico nucleare stava andando a bombardare Teheran – dal Dakota e da solo – ed è stato bloccato da una misteriosa "rivolta dei generali" contro Cheney, nota solo a quattro buffoni dei siti "alternativi", cui è stata rivelata dalle solite attendibilissime fonti anonime. Per quattro anni siamo stati tediati dalla storia della prossima borsa petrolifera iraniana, che avrebbe dovuto - a dispetto di ogni logica economica - distruggere il dollaro a vantaggio dell'euro e pertanto sarebbe stata l'ennesima causa scatenate della guerra: bene, ora la borsa petrolifera iraniana ha aperto nell'indifferenza del mondo e, nel silenzio imbarazzato degli stessi disinformatori che per quattro anno avevano urlato a tutti polmoni che la borsa persiana avrebbe segnato insieme la fine del dollaro e l'inizio dell'aggressione USA. In realtà il dollaro ha 10.000 motivi di preoccupazione, ma fra questi non rientra la borsa dell'isola di Kish, dove per di più le transazioni non avvengono in euro, come giuravano i grandi analisti economici "alternativi", ma soprattutto in rial: e forse perfino un Mike Whitney non riesce ancora a trovare il coraggio di scrivere che il rial iraniano mette in pericolo la supremazia del dollaro e che qualche anno sarà la moneta principale delle transazioni internazionali, tanto più che l'Iran è forse l'unico paese al mondo ad avere un'economia ben più disastrata di quella americana.

    Il problema dei rapporti USA-Iran non viene affrontato con un metodo analitico, bensì divinatorio-oracolare: e chi ci sta vendendo questo veleno da 5 anni viene accolto con un fideismo quasi religioso. Ultimamente poi si è raggiunto il parossismo: la presidenza Bush sta per finire, e ai mullah non è stato torto neanche un capello. E allora le rivelazioni, i rumor, le profezie si accavallano in un crescendo wagneriano: Bush bombarderà l'Iran in agosto, me l'ha detto un anonimo; no lo bombarda in novembre, me l'ha detto un altro anonimo più attendibile; no lo bombarda Israele entro la fine dell'anno, l'ha confermato un terzo anonimo, ancora più attendibile degli due altri anonimi. Qualche audace - terrorizzato all'idea che fra qualche mese la pacchia finisca - mette già le mani avanti: sarà Obama - O B A M A ! - a bombardare l'Iran.

    I profeti della guerra contro l'Iran possono essere in buona fede? Ovvio che no. Alcuni lo saranno anche - in particolare i più stupidi e quelli che hanno raggiunto la cordata negli ultimi tempi - , ma certo non lo può essere chi da 5 anni ci propina false rivelazioni ricevute da inesistenti e sicurissimi informatori anonimi. Certo non lo può essere uno Scott Ritter, che da almeno tre anni instancabilmente millanta che fonti ultra-affidabili - e rigorosamente non menzionabili - gli fornirebbero indiscrezioni certe, certissime, doc, su inizio e modalità delle guerre persiane, con profusione di dettagli. E appena l'ultima vaticinio viene smentito dagli eventi, questo cialtrone parte con la profezia successiva, e perfettamente in contraddizione con quella precedente. Certo non lo può essere Seymour Hersh, che qualche giorno fa ha rivelato l'ennesima "operazione coperta" USA contro l'Iran (aveva cominciato due anni fa, a inventarsi le operazioni coperte, e continua monotonamente a ripetere il suo verso, citando come sempre alcune decine di "fonti anonime", per di più sempre preso seriamente dai media ufficiali, che si guardano bene dal ricordare le cantonate precedenti del grande giornalista investigativo). Certo non lo può essere Ray McGovern, prodigo da anni sui particolari dell'attacco all'Iran, di cui ci ha fornito innumerevoli date e scenari, naturalmente tutti diversi e tutti rivelati da fonti che non possono essere nominate. Certo non possono esserlo i tanti siti dedicati alla guerra che non c'è: possibile che dopo cinque anni che postano senza un attimo di sosta false indiscrezioni, previsioni tutte sbagliate, oracoli contraddetti dai fatti, non gli sia sorto almeno qualche dubbio sulla qualità dei loro "informatori anonimi", se mai per caso esistono? Quello che più sconcerta comunque è la credulità dei loro lettori. E poi qualcuno si meraviglia che la gente creda alle menzogne di Bush. Naturalmente non sto dicendo che tutti i siti di informazione alternativa che giorno dopo giorno ci hanno sommerso solo di oracoli sulla guerre persiane e di lodi alla gloria dei mullah di Teheran siano al servizio di oscuri poteri: la maggior parte lo ha fatto per puro conformismo, per seguire la corrente, per ammannire ai lettori quello che questi volevano leggere, senza neppure chiedersi se quanti andavano pubblicando fosse vero o falso. Il che, forse, è anche peggio.

    In generale però la psy-op sull''attacco all'Iran è un’operazione niente affatto innocente, motivata da diverse ragioni, non ultima, evidentemente, la speculazione petrolifera e borsistica. Da quando le false rivelazioni sull'"inevitabile" guerra contro la Persia sono passate dall'informazione alternativa alle prime pagine dei media ufficiali, ad ogni nuovo scoop e ad ogni rivelazione di fonti "che non possono essere nominate" fa seguito un ulteriore aumento del petrolio e un crollo borsistico. Ovviamente, ogni giorno il regime di Teheran getta alcune tonnellate di benzina sul fuoco, minacciando ritorsioni apocalittiche per bombardamenti che i mullah sanno benissimo non verranno mai (ovviamente, a meno che non presumiamo che l'Iran sia governato da pazzi, in senso tecnico, se il governo persiano temesse davvero una guerra cercherebbe di allentare la tensione, non di fomentarla in tutti i modi possibili), addirittura arrivando a costruire "centinaia di migliaia" di tombe per i futuri invasori, testando con mega strombazzamenti pubblicitari missili che "possono raggiungere Tel Aviv" e in realtà taroccati col photoshop, giurando di avere centinaia di missili già puntati su "obiettivi predeterminati" e pronti per essere lanciati (sia ben chiaro, l'Iran ha il pieno diritto di sperimentare tutti i missili, veri e photoshoppati, che vuole, ma le dichiarazioni che accompagnano i presunti war games persiani non sono certo fatte per rasserenare il clima), inventandosi financo improbabili tentativi di rapimento e assassinio di Ahmadinejad. Il tutto, mentre i governanti iraniani mandanoappunto in giro per il mondo immagini malamente alterate digitalmente dei loro invincibili armamenti. Naturalmente lo scopo iraniano non è certo quello di terrorizzare l'Occidente per la presunta capacità distruttiva dei missili grossolanamente creati al computer e "già puntati" contro grandi e piccoli Satana o con l'arma segreta persiana, il photoshop, ma di far credere che un attacco USA-Israele all'Iran sia probabile e così alimentare costantemente la tensione, al fine di creare all'interno del paese un clima di assedio che possa far diminuire l'impatto della catastrofe economica iraniana, e da un lato ricompattare il paese, dall'altro creare una nuova scusa per l'aumento della repressione contro qualsiasi potenziale vero o presunto oppositore. Soprattutto, l'Iran sa perfettamente che la sfida verbale con USA e Israele ne accresce di minuto in minuto popolarità e prestigio in quel mondo arabo che costituisce il reale oggetto delle sue mire egemoniche. Nel contempo, la propaganda persiana serve ad alzare il prezzo del petrolio, far crollare ulteriormente le borse, determinando per questi motivi - e non certo per la paura delle ritorsioni e/o minacce belliche del photoshop persiano - un vero e proprio panico nel Grande Satana e nei suoi alleati. Con il conseguente effetto di poter alzare il prezzo in future trattative USA-Iran nel dopo-Bush. A questo punto è ovvio che gli abitanti degli USA preferirebbero qualsiasi soluzione a favore dell'Iran che un petrolio a 200 dollari al barile (per arrivare al quale non c'è bisogno di alcuna guerra: basta che l'Iran e i battitori occidentali dei tamburi bellici continuino a far credere che la guerra è dietro l'angolo). Che l'Iran faccia i propri interessi, e lo faccia nel modo più sfacciato, nulla di male: che l'economia mondiale riceva il colpo di grazia da questa indecente psy-op non può, e non deve, preoccupare il regime dei mullah, tanto più che la loro, di economie, non ha davvero più nulla da perdere. Infinitamente più esecrabile è che invece continuino a spargere menzogne su un imminente attacco contro la Persia sedicenti giornalisti occidentali, senza i quali tutta la minacciosa e vagamente clownesca propaganda iraniana avrebbe il peso che dovrebbe avere, e cioè zero. Naturalmente ad alimentare la psy-op delle guerre persiane da parte dei media ufficiali occidentali vi è anche parecchio altro oltre alla speculazione petrolifera (rassicurare gli alleati arabi degli USA, prima di tutto i sempre più inviperiti sauditi, che Bush sta facendo qualcosa per bloccare l'egemonia iraniana in Medio Oriente, dopo averla determinata; far dimenticare agli elettori che gli USA hanno fatto una guerre genocida per consegnare di fatto l'Iraq all'Iran, sostituendo un regime laico con una teocrazia sciita filo-khomeinista; esercitare pressioni sull'Iran perché fermi il progetto nucleare; presumibilmente anche spianare la via a un futuro accordo fra i prossimi presidenti degli USA e dell'Iran - con ogni verosimiglianza Obama e Larijani -, accordo che dovrà apparire agli occhi degli americani come il male minore rispetto al collasso economico che farebbe seguito a una nuova guerra in aree petrolifere, e parecchio altro).

    Per quanto riguarda però i siti e i movimenti cosiddetti contro la guerra e la dis-informazione alternativa, che certo non hanno il potere di provocare scossoni borsistici, i motivi di questi cinque anni di maniacale propaganda sulla guerra contro l'Iran sono altri, e spesso anche più ignobili. Certamente le migliaia e migliaia di articoli pubblicati dai media "alternativi" hanno avuto anche l'ovvia funzione di preparare la strada al lancio della "notizia" della possibile nuova guerra sulla stampa ufficiale: ma una delle ragioni di questo fanatico martellamento di tamburi da parte di chi teoricamente dovrebbe denunciare i crimini VERI dell'imperialismo, è che la ipotetica guerra contro l'Iran è servita perfettamente allo scopo di far dimenticare e passare sotto silenzio le guerre, i massacri e i genocidi reali . Come ha detto più volte Scott Ritter, fra l'entusiasmo dei buffoni "anti-war" e dei siti alternativi, la guerra contro l'Iraq è "un evento minore" se comparata alle future guerre persiane. Quando ha cominciato a dirlo, i morti iracheni erano 100.000, ora sono ben più di un milione. Cui si aggiungono milioni di feriti, mutilati, orfani, e quasi cinque milioni di profughi. Cosa volete che siano? niente, "un evento minore", una quisquiglia rispetto ai futuri morti iraniani. Di quelli, e di quelli soltanto, dobbiamo preoccuparci, per quelli dobbiamo piangere, lamentarci come prefiche, indignarci, indire manifestazioni: i morti iracheni - per non parlare di quelli afghani - possono tranquillamente andare all'inferno, insieme con i rifugiati alla disperazione, alle bambine costrette a prostituirsi, ai bambini torturati. L'Iraq - come ha scritto Ritter - dovrà aspettare: ora dobbiamo occuparci delle cose serie, dell'Iran. E questo sconcio è stato pubblicato praticamente da tutti i siti contro la guerra e di "sinistra", come se non sapessero che nessun movimento contro la guerra e tantomeno i siti "alternativi" hanno mai fermato alcuna impresa bellica: l'unico scopo che ci si può seriamente prefiggere è quello di fare informazione, di far conoscere alla gente quello che succede davvero. E invece si proclama, senza alcun pudore, che l'informazione sulla realtà deve scomparire per cedere il passo ai vaticini su un improbabile futuro. E naturalmente non lo si è solo detto, ma lo si è anche fatto: ormai una metà (stima prudentissima) degli articoli pubblicati dall'"informazione alternativa" ha un unico maniacale argomento: "domani gli USA, o Israele, o tutti e due, attaccheranno l'Iran", con annessa descrizione di conseguenze catastrofiche. Anzi, attualmente, ad essere gettonatissimi sono proprio gli scenari apocalittici che faranno seguito ai bombardamenti che non ci saranno. Le guerre e i crimini veri? scomparsi completamente. Qualche lieve sussulto si ha solo nel caso di attacchi USA contro sadristi: in questo caso, perfino i siti alternativi deplorano, forse perché i seguaci di Sadr ricevono una qualche luce riflessa dalla casa madre persiana: altrimenti, silenzio plumbeo. Gli USA possono massacrare, distruggere, torturare uomini donne e bambini in Iraq e Afghanistan, e non una parola, men che mai una anche timida protesta, da parte degli attivisti anti-war: mica si può star dietro a tutto, e le lacrime sono già state versate tutte per i morti virtuali iraniani. Per quelli reali non ne è rimasta neanche una. Premesso che ovviamente mi opporrei in ogni modo possibile ad una guerra contro l'Iran (e contro qualsiasi altro paese), mi pare evidente che oscurare i genocidi e le guerre in atto per occuparsi in modo esclusivo e parossistico solo di improbabili eventi futuri non possa che fare il gioco dell' imperialismo. Come se durante la guerra in Vietnam i movimenti anti-war avessero urlato per anni: "Chissenefrega del Vietnam! Gli USA presto bombarderanno le isole Tonga, ce l'hanno detto gli anonimi: questo è quello che conta, altro che il Vietnam! I vietnamiti crepano? Pazienza, tanto mica sono immortali, pensiamo piuttosto ai poveri tonghesi che verranno inceneriti, che tragedia!".

    Come conseguenza di questo quinquennale incessante frastuono sulla imminente guerra contro l'Iran, il regime di Teheran è stato promosso a campione del progresso e dell'antimperialismo. Le sedicenti sinistre (in tutti i sensi) idolatrano la teocrazia persiana, i professionisti dei cosiddetti movimenti contro la guerra sono sdraiati ai piedi di Ahamdinejad e Khamenei, ogni notizia che potrebbe apparire anche lievemente critica nei confronti dei mullah viene pubblicata dai siti alternativi con a fianco la scritta: "war pimp alert": se non esalta la grandezza dei teocrati di Teheran deve essere falsa per forza. Nel contempo, una delle principali fonti di un'informazione che davvero non aveva bisogno di ulteriori disgrazie è diventato il sito di propaganda iraniano Press TV, che mediamente pubblica una notizia attendibile su tre (ma chissà perché ad essere ripostate all'infinito sono le altre due). E non sto parlando solo dei movimenti anti-guerra britannici, tipo Socialist Worker o Stop the war, che ha vietato ogni anche blanda critica al regime iraniano (come è noto, Stop the war ha espulso i movimenti antimperialisti e di sinistra contro la guerra all'Iran, perché critici nei confronti della teocrazia khomeinista) o a un uomo davvero per tutte le stagioni - piene e mezze - come George Galloway, che di fatto difende la pubblica impiccagione di adolescenti gay nelle piazze persiane, ma anche della cosiddetta sinistra USA, anche se sicuramente meno esaltata rispetto al fanatismo khomeinista dei colleghi inglesi. La logica sottesa è più o meno questa: dato che gli imperialisti USA bombarderanno l'Iran, il regime di Teheran è un bastione dell'antimperialismo, e se qualcuno osa balbettare che lapidazione di adulteri, impiccagione di bloggers , gay e bevitori di alcool, carcere e nerbate per aver portato a spasso un cane, animale impuro, forse sono un tantinello eccessive, sicuramente è un servo di Bush.

    Chissà perché la regola aurea secondo cui i – veri o presunti (in particolare i presunti) - avversari degli USA devono essere al di sopra di ogni critica, pena l’essere tacciati di filo-imperialismo dal magnifico movimento antiwar, non ha funzionato in solo due casi, quando invece i governi di due paesi avversi agli USA sono stati oggetto di una campagna demonizzante da parte degli stessi attivisti anti-guerra, e cioè l’Iraq e l’Afghanistan. Precisamente gli unici due paesi davvero aggrediti dagli USA: sia ben chiaro, è solo una coincidenza, mai mi permetterei di pensare che la stragrande maggioranza del movimento antiwar sia una quinta colonna dell’imperialismo. Anzi, in assoluta e totale buona fede, i signori "anti-war" si sono prodotti in una riscrittura della storia, cancellando con un tratto di penna gli aiuti di Israele all'Iran durante la guerra con l'Iraq e l'intero Iran-Contra, e inventandosi un Saddam servo degli USA, che avrebbe attaccato la Persia per ordine di Washington: la dimostrazione che il presidente iracheno era un fantoccio della CIA sarebbe una foto di Saddam che stringe la mano e Rumsfeld, invece di sputargli in faccia come si usa in queste occasioni, foto che ripostata all'infinito dai magnifici media alternativi ha preso il posto di prove altrimenti inesistenti. Dunque, secondo questa ignobile propaganda, prezzolata a monte e deficiente a valle, gli USA avrebbero da sempre voluto attaccare l'Iran, prima usando Saddam e fra poco (fra poco da 5 anni) direttamente. Che nel frattempo abbiano attaccato l'Iraq e l'Afghanistan - e cioè proprio i peggiori nemici di Teheran -, importato direttamente dall'Iran i settari pupazzi messi al potere a Baghdad, avallato e promosso in Iraq la pulizia etnica di chiunque - sunnita, cristiano e sciita - si opponesse all'egemonia persiana, e alla fine consegnato il loro "alleato" Saddam ai pupazzi filo-persiani perché venisse linciato dal Mahdi army e da Moqtada al Sadr in persona, alla presenza del Gran Cerimoniere, l'ambasciatore iraniano, e molto altro, sono dettagli che non devono neppure essere presi in considerazione. Gli USA hanno sempre voluto attaccare Teheran, grande bastione antimperialista, e ora lo faranno. I fatti, compagni, non contano.

    Onde evitare fraintendimenti, ripeto che sono assolutamente contraria non solo a qualsiasi tipo di azione aggressiva nei confronto dell'Iran (e di ogni altro paese), ma anche ad eventuali tentativi da parte di stati stranieri di ottenere un cambiamento di regime in Iran: e questo non perché la reazionaria teocrazia khomeinista mi piaccia - non mi piace proprio per niente - ma perché l'unica cosa ancora peggiore del khomeinismo sarebbe un governo apertamente filo-USA. E in ogni caso i paesi occidentali non hanno alcuna legittimità né politica né morale per criticare chicchessia, figuriamoci per provocare sconquassi politici: devono essere le forze progressiste e antimperialiste iraniane a liberare l'Iran dal giogo teocratico. Semplicemente, non credo che nessuno, in Occidente, voglia né bombardare la Persia, né cercare di destituire il regime degli ayatollah.

    Precisato questo, va detto a chiare lettere che, a differenza di quanto sostengono alcune allegre sinistre, l'Iran non è un paese antimperialista. Non basta fare sgangherati proclami verbali contro gli USA e contro Israele per essere antimperialisti: altrimenti, con questo criterio, anche Forza Nuova e Roberto Fiore (non a caso grandi amici del governo di Teheran) sarebbero campioni del progresso. L'Iran è un paese capitalista, dove qualsiasi forza progressista e di sinistra e i movimenti dei lavoratori sono soggetti ad una feroce repressione. Oltretutto il regime iraniano sta portando avanti un programma di privatizzazioni che davvero solo Chossudovsky può presentare, in un articolo ai confini della realtà e oltre, come uno schiaffo all'imperialismo e al capitalismo (naturalmente, come sanno anche i sassi, in qualsiasi altro paese del mondo accade il perfetto contrario, e le privatizzazioni favoriscono il più sconcio capitalismo, specie se, come in Iran, aprono a multinazionali straniere. Ma in Persia succede così: prima si guarda cosa fanno i mullah, poi ci si industria disperatamente a mostrare che come sempre hanno agito per il meglio). Soprattutto l'Iran ha attivamente aiutato le criminali guerre di aggressione USA contro l'Afghanistan e contro l'Iraq. L'Iran ha collaborato con gli USA nel produrre falsa documentazione sulle inesistenti armi di distruzione di massa irachene, non solo grazie al doppio agente Iran/CIA Ahmed Chalabi - grande amico di un altro idolo delle sinistre nostrane, il genocida Moqtada al Sadr, e attualmente, come il compare, in visita presso la casa madre persiana -, ma anche aiutando galantuomini come Michael Leeden a costruire falsi dossier contro l'Iraq, con la gentile collaborazione del SISMI (naturalmente ora gli USA pretendono di essere stati "ingannati" dagli agenti iraniani che li volevano spingere verso la guerra contro Saddam, una delle tante pietose menzogne dell'amministrazione Bush). Le Badr brigades, create e addestrate dall'Iran, sono rientrate in Iraq con i carri armati USA, e hanno iniziato immediatamente un'opera di massacro e pulizia etnica, in stretta collaborazione con gli occupanti USA. Tutte le milizie filo-iraniane, braccio armato dei vari partiti del governo fantoccio filo-khomeinista installato dagli americani, non solo hanno combattuto attivamente contro la resistenza irachena, ma hanno provveduto a ripulire l'Iraq di chiunque fosse sospettato della pur vaga simpatia per la resistenza (oltre che di sunniti, cristiani, sciiti laici, palestinesi, donne senza velo o con velo non sufficientemente pesante, gay, barbieri, rom, venditori d'alcool, e sicuramente dimentico qualche altra categoria), ovviamente non solo nella più totale impunità, ma con la a volte tacita a volte attiva collaborazione degli USA. L'Iran sostiene con tutte le sue forze sia in Iran che in Afghanistan i governi fantoccio messi al potere dagli USA e naturalmente osteggia le resistenze nazionali ("terroristi", secondo Teheran) in entrambi i paesi.

    E qui arriviamo a un'altra delle conseguenze (casuali, per carità) della forsennata campagna quinquennale sulla "inevitabile, imminente, anzi già cominciata" guerra contro l'Iran, e cioè togliere quel barlume di supporto che qualcuno ancora dava alla resistenza irachena (per quanto riguarda quella afghana il problema non si è mai posto: i paladini della libertà occidentali hanno sempre osteggiato la lotta di liberazione del popolo afghano). Visto che il regime iraniano bolla la resistenza irachena come "terroristi saddamiti" (salvo poi definire "resistenza" gli squadroni della morte di Moqtada al-Sadr, ora apparentemente caduto in disgrazia), e che la resistenza irachena si ostina da sempre a parlare di una doppia occupazione del paese, USA-Iran, vorrà dire che la resistenza sbaglia, pare chiaro. Perfino Maliki, Hakim e gli altri fantocci importati dagli USA hanno goduto presso la stampa alternativa di una qualche luce riflessa dallo splendente sole persiano che li illuminava.

    E' chiaro che non sto dicendo che USA e Iran siano alleati, e che alla sera Bush e Ahmadinejad si telefonino e, dopo essersi scambiati effusioni amorose verbali, dicano: "Hai visto, amore mio, li abbiamo fatti fessi tutti anche oggi!". Tutt'altro. Si tratta di una convergenza di interessi: l'Iran ha aiutato gli USA a preparare e a compiere le proprie guerre genocide perché queste facevano anche l'interesse persiano. Ma il risultato non cambia: e i paesi antimperialisti queste cose non le fanno. Qualcuno mi può gentilmente spiegare perché sarebbe antimperialista la politica iraniana? Perché - dopo la totale distruzione dell'Iraq - ora ci sono tensioni con gli USA nella spartizione del bottino iracheno, e sia americani che persiani stanno tentando di strattonare il criminale "governo" iracheno, davvero servo di due padroni? Perché l'Iran vuole arricchire l'uranio a scopi civili e gli USA sospettano (o dicono di sospettare) che non siano civili affatto? Ovviamente l'Iran ha tutto il diritto di costruire centrali nucleari, ma non riesco a capire perché i medesimi soggetti politici sostengano che l'energia nucleare sia più o meno demoniaca se prodotta in occidente e angelica se prodotta in Iran, paese che peraltro naviga su un mare di petrolio. Ripeto, la volontà iraniana di dotarsi di centrali nucleari è pienamente legittima, ma non vi è nulla di antimperialista in una centrale nucleare (e neanche in un eventuale bomba atomica).

    Oltre ai continui minacciosi proclami contro Grandi e Piccoli Satana, con tutta la buona volontà del mondo si può citare solo l'aiuto economico dato dall'Iran a Hamas (quello militare è stato più volte smentito dallo stesso Hamas, quindi sospendo il giudizio), questo sicuramente autentico. Certo ci si può interrogare quanto tale aiuto sia dovuto ad un reale amore per la causa palestinese e non al desiderio da parte dell'Iran di promuovere il proprio ruolo di unico nemico del sionismo e di avere un altro alleato nel tentativo di stabilire un'egemonia mediorientale: l'amore dell'Iran per i palestinesi parrebbe, così a occhio, smentito dallo sterminio dei palestinesi in Iraq da parte delle milizie filoiraniane (con tanto di esplicita faida) [1]. E non si dica che i palestinesi in Iraq sono stati torturati e massacrati non in quanto palestinesi, ma perché precedentemente protetti dal governo di Saddam Hussein: questo lo so da me, ma li hanno torturati e massacrati ugualmente, uomini, donne e bambini, nell'assordante silenzio di tutti i paladini della causa palestinese. Un palestinese morto conta solo se lo uccidono gli israeliani: se invece hanno il cattivo gusto di farsi trucidare dai "buoni", che i palestinesi crepino pure. E comunque i soldi dati ad Hamas non bastano di sicuro a rendere l'Iran un baluardo antimperialista. Aiuti economici alla Palestina, Hamas compreso, li ha sempre dati anche l'Arabia saudita, ma certo nessuno si è giustamente sognato per questo di dire che la reazionaria monarchia saudita era un baluardo contro l'imperialismo.

    In realtà, a provare che l'Iran sarebbe una grande potenza antimperialista, a dispetto di qualsiasi dato e di qualsiasi seria analisi, è appunto autoreferenzialmente proprio la guerra che Bush vorrebbe, secondo la propaganda anti-war, muovere all'Iran: prima di grida a squarciagola che gli USA (e/o Israele) bombarderanno domani i mullah, e poi si dice che per questo motivo i mullah sono i campioni della libertà. Naturalmente, questa logica perversa ha portato a sottrarre qualsiasi supporto alle reali forze antimperialiste del mondo medio e centro-orientale (non solo ai movimenti nazionali di resistenza afghano e iracheno, ma anche alle sinistre arabe, per non parlare di quelle iraniane, addirittura espulse dai movimenti anti-war perché si permettevano di criticare la teocrazia di Teheran). E quel che è peggio è che questa apparentemente necessaria divisione in due dello schieramento politico e ideologico - o con i khomeinisti o con i sionisti, tertium non datur - ormai si riflette tragicamente anche sul mondo arabo, dove, una volta distrutto l'ultimo bastione del socialismo arabo, l'Iraq baathista, pare non ci sia alternativa fra Teheran e i suoi satelliti da una parte o USA e Israele dall'altra, cancellando così qualsiasi progetto di un autentica lotta di liberazione dal modo arabo. L'unica scelta possibile (a tutti i livelli, informativo compreso: ormai Aljazeera è filoiraniana e Alarabiya filo-USA) sembra essere fra due blocchi entrambi reazionari ed entrambi desiderosi di sottomettere alla propria egemonia regionale i paesi arabi. Ovviamente l'imperialismo sionista USA/Israele è infinitamente peggiore, più potente e più pericoloso del tentativo espansionista iraniano, ma questo non migliora di una virgola la qualità del regime khomeinista, tanto più che a essere meno peggio degli USA e di Israele ci vuole davvero poco. E soprattutto si tratta di un'alternativa falsa, perché nell'opposizione fra USA e Iran non vi è nulla di strutturale, come la collaborazione fra i due paesi nelle guerre di aggressione contro Afghanistan e Iraq ha ampiamente mostrato. Fra paesi capitalisti e reazionari un accordo si può sempre trovare, e con ogni probabilità, dopo le presidenze di Bush e Ahmadinejad si troverà, ovviamente sulla pelle del mondo arabo, probabilmente Palestina compresa (naturalmente, se e quando un qualche accordo USA-Iran si farà, i profeti della guerra prossima ventura non diranno mai che si erano sbagliati, Dio scampi: ci assicureranno che alla fine gli USA e Israele si sono dovuti piegare davanti alle invincibili armi photoshoppate dell'Iran, che, come Ahmadinejad ci assicura, è la prima superpotenza del mondo). E senza un lustro di propaganda sulla guerre persiane prossime venture, con annessa continua glorificazione della teocrazia di Teheran, tutto ciò sarebbe stato evidente anche un cieco, se si fosse guardato ai fatti e non alle profezie disinformative sparse ad arte.

    Paola Pisi
    Fonte: http://www.uruknet.info/
    Link: http://www.uruknet.de/?p=s8182&hd=&size=1&l=i
    13.07.2007
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    articoli molto interessanti.. anchio nutro da sempre molte perplessita' sulla questione perche' non solo mi e' evidente che sull' occupazione dell' irak e dell' afganistan USA e iran hanno una specie di " entente "... ma anche non mi sono mai scordato lo scandalo IRAn-CONTRAS cioe' ,tanto per ricordarlo .. l' invio di armi americane alla guerriglia antisandinista attraverso ISRAELE e IRAN.

    Ma siccome queste " perplessita'" le devono avere anche altri ( russia cina siria in primis ) ritengo questa possibile sceneggiata sostanzialmente inutile e con l' inevitabile conclusione che alla fine i due teatranti la dovranno trasformare comunque in realta' .
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  4. #4
    AhAhAh
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    Analisi interessante e largamente condivisibile, rovinata però da un epilogo delirante.


    [spoiler="Delirio"]Onde evitare fraintendimenti, ripeto che sono assolutamente contraria non solo a qualsiasi tipo di azione aggressiva nei confronto dell'Iran (e di ogni altro paese), ma anche ad eventuali tentativi da parte di stati stranieri di ottenere un cambiamento di regime in Iran: e questo non perché la reazionaria teocrazia khomeinista mi piaccia - non mi piace proprio per niente - ma perché l'unica cosa ancora peggiore del khomeinismo sarebbe un governo apertamente filo-USA. E in ogni caso i paesi occidentali non hanno alcuna legittimità né politica né morale per criticare chicchessia, figuriamoci per provocare sconquassi politici: devono essere le forze progressiste e antimperialiste iraniane a liberare l'Iran dal giogo teocratico. Semplicemente, non credo che nessuno, in Occidente, voglia né bombardare la Persia, né cercare di destituire il regime degli ayatollah.

    Precisato questo, va detto a chiare lettere che, a differenza di quanto sostengono alcune allegre sinistre, l'Iran non è un paese antimperialista. Non basta fare sgangherati proclami verbali contro gli USA e contro Israele per essere antimperialisti: altrimenti, con questo criterio, anche Forza Nuova e Roberto Fiore (non a caso grandi amici del governo di Teheran) sarebbero campioni del progresso. L'Iran è un paese capitalista, dove qualsiasi forza progressista e di sinistra e i movimenti dei lavoratori sono soggetti ad una feroce repressione. Oltretutto il regime iraniano sta portando avanti un programma di privatizzazioni che davvero solo Chossudovsky può presentare, in un articolo ai confini della realtà e oltre, come uno schiaffo all'imperialismo e al capitalismo (naturalmente, come sanno anche i sassi, in qualsiasi altro paese del mondo accade il perfetto contrario, e le privatizzazioni favoriscono il più sconcio capitalismo, specie se, come in Iran, aprono a multinazionali straniere. Ma in Persia succede così: prima si guarda cosa fanno i mullah, poi ci si industria disperatamente a mostrare che come sempre hanno agito per il meglio). Soprattutto l'Iran ha attivamente aiutato le criminali guerre di aggressione USA contro l'Afghanistan e contro l'Iraq. L'Iran ha collaborato con gli USA nel produrre falsa documentazione sulle inesistenti armi di distruzione di massa irachene, non solo grazie al doppio agente Iran/CIA Ahmed Chalabi - grande amico di un altro idolo delle sinistre nostrane, il genocida Moqtada al Sadr, e attualmente, come il compare, in visita presso la casa madre persiana -, ma anche aiutando galantuomini come Michael Leeden a costruire falsi dossier contro l'Iraq, con la gentile collaborazione del SISMI (naturalmente ora gli USA pretendono di essere stati "ingannati" dagli agenti iraniani che li volevano spingere verso la guerra contro Saddam, una delle tante pietose menzogne dell'amministrazione Bush). Le Badr brigades, create e addestrate dall'Iran, sono rientrate in Iraq con i carri armati USA, e hanno iniziato immediatamente un'opera di massacro e pulizia etnica, in stretta collaborazione con gli occupanti USA. Tutte le milizie filo-iraniane, braccio armato dei vari partiti del governo fantoccio filo-khomeinista installato dagli americani, non solo hanno combattuto attivamente contro la resistenza irachena, ma hanno provveduto a ripulire l'Iraq di chiunque fosse sospettato della pur vaga simpatia per la resistenza (oltre che di sunniti, cristiani, sciiti laici, palestinesi, donne senza velo o con velo non sufficientemente pesante, gay, barbieri, rom, venditori d'alcool, e sicuramente dimentico qualche altra categoria), ovviamente non solo nella più totale impunità, ma con la a volte tacita a volte attiva collaborazione degli USA. L'Iran sostiene con tutte le sue forze sia in Iran che in Afghanistan i governi fantoccio messi al potere dagli USA e naturalmente osteggia le resistenze nazionali ("terroristi", secondo Teheran) in entrambi i paesi.

    E qui arriviamo a un'altra delle conseguenze (casuali, per carità) della forsennata campagna quinquennale sulla "inevitabile, imminente, anzi già cominciata" guerra contro l'Iran, e cioè togliere quel barlume di supporto che qualcuno ancora dava alla resistenza irachena (per quanto riguarda quella afghana il problema non si è mai posto: i paladini della libertà occidentali hanno sempre osteggiato la lotta di liberazione del popolo afghano). Visto che il regime iraniano bolla la resistenza irachena come "terroristi saddamiti" (salvo poi definire "resistenza" gli squadroni della morte di Moqtada al-Sadr, ora apparentemente caduto in disgrazia), e che la resistenza irachena si ostina da sempre a parlare di una doppia occupazione del paese, USA-Iran, vorrà dire che la resistenza sbaglia, pare chiaro. Perfino Maliki, Hakim e gli altri fantocci importati dagli USA hanno goduto presso la stampa alternativa di una qualche luce riflessa dallo splendente sole persiano che li illuminava.

    E' chiaro che non sto dicendo che USA e Iran siano alleati, e che alla sera Bush e Ahmadinejad si telefonino e, dopo essersi scambiati effusioni amorose verbali, dicano: "Hai visto, amore mio, li abbiamo fatti fessi tutti anche oggi!". Tutt'altro. Si tratta di una convergenza di interessi: l'Iran ha aiutato gli USA a preparare e a compiere le proprie guerre genocide perché queste facevano anche l'interesse persiano. Ma il risultato non cambia: e i paesi antimperialisti queste cose non le fanno. Qualcuno mi può gentilmente spiegare perché sarebbe antimperialista la politica iraniana? Perché - dopo la totale distruzione dell'Iraq - ora ci sono tensioni con gli USA nella spartizione del bottino iracheno, e sia americani che persiani stanno tentando di strattonare il criminale "governo" iracheno, davvero servo di due padroni? Perché l'Iran vuole arricchire l'uranio a scopi civili e gli USA sospettano (o dicono di sospettare) che non siano civili affatto? Ovviamente l'Iran ha tutto il diritto di costruire centrali nucleari, ma non riesco a capire perché i medesimi soggetti politici sostengano che l'energia nucleare sia più o meno demoniaca se prodotta in occidente e angelica se prodotta in Iran, paese che peraltro naviga su un mare di petrolio. Ripeto, la volontà iraniana di dotarsi di centrali nucleari è pienamente legittima, ma non vi è nulla di antimperialista in una centrale nucleare (e neanche in un eventuale bomba atomica).

    Oltre ai continui minacciosi proclami contro Grandi e Piccoli Satana, con tutta la buona volontà del mondo si può citare solo l'aiuto economico dato dall'Iran a Hamas (quello militare è stato più volte smentito dallo stesso Hamas, quindi sospendo il giudizio), questo sicuramente autentico. Certo ci si può interrogare quanto tale aiuto sia dovuto ad un reale amore per la causa palestinese e non al desiderio da parte dell'Iran di promuovere il proprio ruolo di unico nemico del sionismo e di avere un altro alleato nel tentativo di stabilire un'egemonia mediorientale: l'amore dell'Iran per i palestinesi parrebbe, così a occhio, smentito dallo sterminio dei palestinesi in Iraq da parte delle milizie filoiraniane (con tanto di esplicita faida) [1]. E non si dica che i palestinesi in Iraq sono stati torturati e massacrati non in quanto palestinesi, ma perché precedentemente protetti dal governo di Saddam Hussein: questo lo so da me, ma li hanno torturati e massacrati ugualmente, uomini, donne e bambini, nell'assordante silenzio di tutti i paladini della causa palestinese. Un palestinese morto conta solo se lo uccidono gli israeliani: se invece hanno il cattivo gusto di farsi trucidare dai "buoni", che i palestinesi crepino pure. E comunque i soldi dati ad Hamas non bastano di sicuro a rendere l'Iran un baluardo antimperialista. Aiuti economici alla Palestina, Hamas compreso, li ha sempre dati anche l'Arabia saudita, ma certo nessuno si è giustamente sognato per questo di dire che la reazionaria monarchia saudita era un baluardo contro l'imperialismo.

    In realtà, a provare che l'Iran sarebbe una grande potenza antimperialista, a dispetto di qualsiasi dato e di qualsiasi seria analisi, è appunto autoreferenzialmente proprio la guerra che Bush vorrebbe, secondo la propaganda anti-war, muovere all'Iran: prima di grida a squarciagola che gli USA (e/o Israele) bombarderanno domani i mullah, e poi si dice che per questo motivo i mullah sono i campioni della libertà. Naturalmente, questa logica perversa ha portato a sottrarre qualsiasi supporto alle reali forze antimperialiste del mondo medio e centro-orientale (non solo ai movimenti nazionali di resistenza afghano e iracheno, ma anche alle sinistre arabe, per non parlare di quelle iraniane, addirittura espulse dai movimenti anti-war perché si permettevano di criticare la teocrazia di Teheran). E quel che è peggio è che questa apparentemente necessaria divisione in due dello schieramento politico e ideologico - o con i khomeinisti o con i sionisti, tertium non datur - ormai si riflette tragicamente anche sul mondo arabo, dove, una volta distrutto l'ultimo bastione del socialismo arabo, l'Iraq baathista, pare non ci sia alternativa fra Teheran e i suoi satelliti da una parte o USA e Israele dall'altra, cancellando così qualsiasi progetto di un autentica lotta di liberazione dal modo arabo. L'unica scelta possibile (a tutti i livelli, informativo compreso: ormai Aljazeera è filoiraniana e Alarabiya filo-USA) sembra essere fra due blocchi entrambi reazionari ed entrambi desiderosi di sottomettere alla propria egemonia regionale i paesi arabi. Ovviamente l'imperialismo sionista USA/Israele è infinitamente peggiore, più potente e più pericoloso del tentativo espansionista iraniano, ma questo non migliora di una virgola la qualità del regime khomeinista, tanto più che a essere meno peggio degli USA e di Israele ci vuole davvero poco. E soprattutto si tratta di un'alternativa falsa, perché nell'opposizione fra USA e Iran non vi è nulla di strutturale, come la collaborazione fra i due paesi nelle guerre di aggressione contro Afghanistan e Iraq ha ampiamente mostrato. Fra paesi capitalisti e reazionari un accordo si può sempre trovare, e con ogni probabilità, dopo le presidenze di Bush e Ahmadinejad si troverà, ovviamente sulla pelle del mondo arabo, probabilmente Palestina compresa (naturalmente, se e quando un qualche accordo USA-Iran si farà, i profeti della guerra prossima ventura non diranno mai che si erano sbagliati, Dio scampi: ci assicureranno che alla fine gli USA e Israele si sono dovuti piegare davanti alle invincibili armi photoshoppate dell'Iran, che, come Ahmadinejad ci assicura, è la prima superpotenza del mondo). E senza un lustro di propaganda sulla guerre persiane prossime venture, con annessa continua glorificazione della teocrazia di Teheran, tutto ciò sarebbe stato evidente anche un cieco, se si fosse guardato ai fatti e non alle profezie disinformative sparse ad arte.

    Paola Pisi
    Fonte: http://www.uruknet.info/
    Link: http://www.uruknet.de/?p=s8182&hd=&size=1&l=i
    13.07.2007[/spoiler]

 

 

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