Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 14
  1. #1
    www.natidallospirito.com
    Data Registrazione
    08 Jun 2006
    Messaggi
    114
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Dubbi seri su un passaggio di Isaia (28:16)

    Agape a tutti.

    Non so se vi ricordate, ma tempo fa aprii un thread sulle traduzioni della Bibbia.

    Ora mi trovo davanti a questo dubbio, dopo aver comprato la "Orthodox Study Bible" che potete trovare qui.

    Arrivo al passo che mi interessa:
    Isaia 28:16, noto passo profetico e cristico.
    Vediamo le varie versioni:

    1. La Bibbia "ortodossa" inglese mi dà questo:

    "Behold, I lay for the foundations of Zion a costly stone, a chosen and precious cornerstone for its foundations, and whoever believes in Him will not be put to shame"
    2. tenevo affianco La Nuova Diodati che, se vi ricordate, comprai per protesta contro una Bibbia CEI che era, in molti passi, scandalosa. Ecco cosa dice la Nuova Diodati:

    "Ecco, io pongo come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, una testata d'angolo preziosa, un fondamento sicuro; chi crede in essa non avrà alcuna fretta."
    Alcuna fretta? E che vuol dire? E lo splendido "put to shame", messo in scorno, che fine fa?! Ma fretta di cosa?

    3. Andiamo avanti. Vediamo la CEI come traduce:

    Ecco io pongo una pietra in Sion,
    una pietra scelta,
    angolare, preziosa, saldamente fondata:
    chi crede non vacillerà.
    Sembra molto migliore di "alcuna fretta" ma non tanto bella quanto "put to shame".

    4. Riveduta e Nuova Riveduta sono identiche sul passo interessato:

    Ecco, io ho posto come fondamento in Sion una pietra,
    una pietra provata, una pietra angolare preziosa, un fondamento solido;
    chi confiderà in essa non avrà fretta di fuggire.
    Qui si spiega Nuova Diodati? La fretta era "fretta di fuggire"? Non so se questo chiarisce o complica. Fuggire da cosa, mi viene spontaneo chiedere?

    5. Diodati, del '600, è diversa dalla sua versione moderna:

    Ecco, io son quel che ho posta in Sion una pietra, una pietra a prova, pietra di cantone preziosa, un fondamento ben fondato; chi crederà non si smarrirà.
    Mi sembra che, di tutte, la peggiore qui è proprio quella della Nuova Diodati! Ma che cosa vuol dire "non avrà fretta"?!?

    Chiedo lumi a tutti voi, laici e clero, di questo forum. Sono un attimo smarrito. Vorrei che qualcuno mi aiutasse.

    Vi ringrazio!

  2. #2
    Brutto, sporco e cattivo
    Data Registrazione
    25 Mar 2002
    Località
    Nato a Catania - vivo a Firenze
    Messaggi
    619
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La Vulgata: "qui crediderit non festinet", che il Martini traduce con un bel "chi crede non abbia fretta". Il non aver fretta credo vada inteso semplicemente come un "non essere in agitazione". Sostanzialmente le diverse traduzioni qui si equivalgono tutte nel senso, anche se le versioni protestanti moderne sono in genere assai letteraliste.

    p. Daniele
    p. Daniele Marletta
    www.orthodoxia.it

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Agape fratello kimit.

    Il versetto di Isaia che citi tradotto dall'ebraico (BHS) dovrebbe suonare così:

    Perciò così parla il Signore Dio: «Ecco, io pongo in Sion una pietra, una pietra scelta, angolare, preziosa, bene fondata; chi crede, non si agiterà.

    Il verbo ebraico in questione ha un significato primario di "affrettarsi" e generalmente nell'Antico Testamento viene usato in questo senso. Ma c'è anche per questo verbo un secondo significato che è anche attestato nella Sacra Scrittura in particolare in Giobbe 20,2 dove si legge:

    Per questo le mie riflessioni mi spingono a rispondere: a causa dell' agitazione che sento in me.

    Come in Isaia 28,16 anche in questo caso il nostro verbo può avere l'accezione di "agitarsi", che ci apre un campo ampio di riflessione esegetica e spirituale. Sappiamo bene che nella Sacra Scrittura e nell'esperienza dei Padri, in particolare quelli del deserto, c'è una contrapposizione molto forte tra l'agitarsi e la stabilità. E' stabile per la Scrittura e per i Padri solo colui che sa rimanere saldo nella meditazione/mormorazione della Sacra Scrittura. In questo senso mi pare utile ricorrere alle belle immagini dei salmi 1-2 che rendono bene questa contrapposizione tra i giusti, che sono dipinti nella loro stabilità, e gli empi che come pula si agitano.

  4. #4
    www.natidallospirito.com
    Data Registrazione
    08 Jun 2006
    Messaggi
    114
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro Lepanto, grazie mille per la tua bella risposta.

    A questo punto mi chiedo: secondo te (e secondo gli altri) qual è la traduzione migliore? La Orthodox Study Bible ha inventato?

  5. #5
    Ministrare non Ministrari
    Data Registrazione
    26 Sep 2004
    Località
    Non mortui laudabunt te Domine: neque omnes qui descendunt in infernum. Sed nos qui vivimus, benedicimus Domino, ex hoc nunc et usque in sæculum.
    Messaggi
    866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il termine greco καταισχυνθῇ (versione dei settanta) suggerirebbe piuttosto una traduzione del tipo "non subirà l'onta del disonore".

    Questo passaggio di Isaia viene riproposto, pur con qualche modifica letterale, in Rom 9, 33.
    Il termine greco qui usato è καταισχυνθήσεται.

    Diodati così traduce Rom 9, 33: "ma chiunque crede in esso non sarà svergognato".
    La vulgata invece, secondo me, più correttamente traduce: "et omnis qui credit in eum non confundetur",

    Il termine greco richiama l'atto dello stupro, ed in alcuni autori (ad esempio in Lisia) indica propriamente l'atto della deflorazione delle vergini a seguito di violenza.
    La vulgata rende il verbo greco non tanto come l'atto della violenza in se e per se considerato ma pittosto come quel senso di confusione, di stordimento, di scombussolamento interiore, di spraffazione, di vergogna che segue alla violenza stessa.

  6. #6
    www.natidallospirito.com
    Data Registrazione
    08 Jun 2006
    Messaggi
    114
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ringrazio anche TheDruid per la sua preziosa risposta.

    A quanto pare, la versione ebraica veicola il senso di "essere in fretta, agitarsi" mentre la versione greca indica "l'onta, la vergogna" (will not be put to shame).

    Ora mi viene in mente una domanda: si tratta di un slittamento semantico voluto? Mi spiego. Isaia 7:14=halmà in ebraico indica "nubile" mentre i Settanta traducono in greco, molto tempo prima di Cristo, con parthenos cioè "vergine". "Ecco la vergine concepirà..."

    Forse che questo è un altro caso in cui la versione greca "perfeziona" la profezia? Cosa ne pensate?

  7. #7
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ricordiamoci che la LXX non è soltanto una traduzione, ma anche e forse soprattutto un’interpretazione e un adattamento del testo ebraico al nuovo contesto. Questo aspetto risulta particolarmente evidente in tutti i casi in cui i traduttori tendono a spiritualizzare il contenuto del testo, seguendo la tendenza dell’epoca che cerca di mettere in contatto due mondi tanto lontani: quello delle antiche tradizioni semitiche e quello della mentalità greca ellenistica. In concreto la versione del Pentateuco risulta abbastanza fedele e corretta, con qualche variante e piccola modifica del l’ordine dei testi, per cui coincide sostanzialmente col testo masoretico. Sembra che appunto questo modello sia stato il riferimento per la versione degli altri testi dell’AT, sia quanto a lessico tecnico, sia quanto a pensiero teologico.
    Invece la traduzione del libro di Isaia (ecco il nostro caso!) è molto libera, ma è interessante per seguire l’antica esegesi giudaica perché basata su fonti antichissime ricuperate in seguito dal Targum e dalla Peshitta.

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Sep 2004
    Messaggi
    1,844
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nei primi anni '60 un sacerdote di Piana degli Albanesi pubblicò (in pochi esemplari per la verità) una completa traduzione italiana della Bibbia dei LXX. Oggi questa Bibbia è quasi introvabile. Bisognerebbe però fare riferimento anche a quel testo per dirimere queste discussioni.

  9. #9
    www.natidallospirito.com
    Data Registrazione
    08 Jun 2006
    Messaggi
    114
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lepanto Visualizza Messaggio
    Ricordiamoci che la LXX non è soltanto una traduzione, ma anche e forse soprattutto un’interpretazione e un adattamento del testo ebraico al nuovo contesto. Questo aspetto risulta particolarmente evidente in tutti i casi in cui i traduttori tendono a spiritualizzare il contenuto del testo, seguendo la tendenza dell’epoca che cerca di mettere in contatto due mondi tanto lontani: quello delle antiche tradizioni semitiche e quello della mentalità greca ellenistica.
    Allora una domanda da perfetto profano: com'è che i 70 tradussero, in maniera separata, la Bibbia allo stesso modo? Se di "adattamento" alla cultura greca si tratta, come fecero tutti a farlo in modo identico?

  10. #10
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da kimit Visualizza Messaggio
    Allora una domanda da perfetto profano: com'è che i 70 tradussero, in maniera separata, la Bibbia allo stesso modo? Se di "adattamento" alla cultura greca si tratta, come fecero tutti a farlo in modo identico?
    L'origine della traduzione dei LXX è narrata leggendariamente dalla Lettera di Aristea a Filocrate, tuttavia questa leggenda è poco attendibile circa il contenuto storico. Secondo gli studiosi moderni, il Pentateuco fu tradotto ad Alessandria d'Egitto Tolomeo Filadelfo (regno 285-246 a.C.). Non è necessario supporre il contributo 'dall'alto' del tempio di Gerusalemme o del re ellenista: probabilmente il lavoro fu realizzato da ebrei autoctoni di lingua greca per l'uso liturgico della nutrita comunita giudaica locale, poi accolta nella celebre biblioteca.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Bondi sta con Travaglio: "seri dubbi su ruolo Napolitano"
    Di brunik nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 15-10-13, 21:45
  2. isaia carrasco e la viltà omicida di ETA
    Di Terraeamore nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 21-03-08, 17:04
  3. Isaia dice SI al referendum
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 25-06-06, 21:44
  4. Putin: Ho seri dubbi sulla legittimità del voto in Iraq"
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 08-12-04, 18:46

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito