Sulla questione "Nicolas di Banat": una lettera aperta del monaco Justin (Parvu).
IL primo giugno scorso, l'igumeno Justin (Parvu) del monastero dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele a Petru-Voda ha indirizzato una lettera aperta al Sinodo della Chiesa di Romania e al Patriarca Daniele, richiedendo una sanzione contro il vescovo Nicolas di Banat, autore della ormai conosciuta comunione uniate.
Forniamo qui una traduzione italiana di questa lettera. E' necessario indicare che questo igumeno è uno tra i più rispettati di Romania ed è considerato da molti come un "Geronda" [= Anziano spirituale].
Ha conosciuto le prigioni comuniste tra il 1948 e il 1964.
Lettera aperta al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Romania
All'attenzione di sua Beatitudine Daniele, Patriarca della Chiesa ortodossa di Romania.
Vostra Beatitudine,
E' con una obbedienza filiale e con una grande pena che vi indirizzo questa lettera, io, il miserabile e più piccolo dei servitori della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica.
Un avvenimento sconvolgente ha causato delle convulsioni e riempito di confusione tutta l'ortodossia romena. La faccia dell'ortodossia è stata offuscata da un unico atto dopo 300 anni. Si tratta dell'atto non ortodosso del nostro fratello, il Metropolita Nicolas Corneau. L'atto anticanonico che è l'uniatismo in Transilvania ha afflitto l'Ortodossia da 3 secoli. Oggi è stata afflitta ancor più, visto che i romeni hano sofferto i mali del gioco straniero [austro-ungherese] e oggi, senza esservi forzati, partecipano all'eresia papista.
Vostra Beatitudine,
io non sono in una posizione che mi permetta di ricordare ad un primato della Chiesa i Santi Canoni e le Sante Tradizioni della nostra Santa Chiesa Ortodossa. Voi le conoscete bene. Ma mi sento interpellato dalle parole ferme del grande Santo e Patriarca Giovanni Crisostomo, l'illuminatore del mondo intero che dice: "Non prendiamo parte alle opere disoneste delle tenebre ma, al contrario, denunciamole apertamente"; non voglio rimanere in silenzio vedendo che dei nostri prestigiosi metropoliti, di età avanzata e pieni di esperienza, comunichino con coloro che hanno commesso apostasia.
Quest'azione, come voi sapete è una seria infrazione al 46imo canone degli Apostoli che dichiara chiaramente: "Noi ordiniamo che ogni vescovo o prete che ha accettato il battesimo degli eretici o il loro sacrificio sia deposto". Non c'è che questo.
E' ampiamente conosciuto che l'uniatismo non fu solo un attacco contro la purezza della fede ortodossa ma pure un attacco contro l'essere e l'unità dei Romeni. Un tal atto, proveniente da un metropolita ortodosso, non fa che risuscitare una pagina nera della storia romena.
Il nostro popolo ha saputo, lungo la sua storia, abitare in pace con le altre religioni ma non ha mai accettato che la Fede sia alterata. Noi speriamo che questo dialogo ecumenico intrapreso dalla nostra Chiesa da qualche tempo sia fruttuoso, pacifico e senza apostasia.
Ma ora guardiamone i frutti! Questo atto conduce unicamente alla divisione e per nulla all'unità basata sulla verità dei Santi Padri.
Questo è affliggete, vostra Beatitudine, molto affliggente. Nella storia della nostra Chiesa ci sono già state delle cadute da parte del clero come ai tempi dell'uniatismo, quando l' 80 per cento dei preti accettarono dei compromessi, rinunciando alla loro Santa Fede. Non scandalizziamo i nostri fedeli come fecero loro.
Vostra Beatitudine,
ora che la nostra nazione è nuovamente minacciata d'essere divisa, mentre la Transilvania, la Bucovina e la Bessarabia sono oggetto di controversia da parte di coloro che hanno cattive intenzioni e di cattivi credenti, quando la nostra ortodossia è attaccata da pratiche pagane come l'omosessualità e l'aborto, mentre le sante icone non hanno più posto nelle scuole dei nostri bambini, noi chiediamo, in nome degli innumerevoli martiri del nostro popolo che hanno versato il loro sangue per difendere la Fede e la nazione, di prendere le misure necessarie e di punire questo vescovo - non per la mia opinione ma per quella dei Canoni e della Tradizione dei nostri Santi Padri - per condurlo al pentimento e alla correzione agendo per la gloria della nostra Santa Chiesa. E' nel potere del Sinodo che voi presiedete d'impedire che l'unità della Chiesa sia compromessa.
Conseguentemente, vostra Beatitudine, vi esorto a presentare questa questione al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Romania senza attardarvi, affinché sia discussa nella prossima riunione. Non lasciate che il gregge sia diviso; non lasciate che la collera di Dio si abbatta su questa nazione!
Con obbedienza e profondo rispetto,
Protosincello Justin (Parvu)
Anziano e Igumeno del Monastero dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele (Petru-Voda).
1° giugno 2008.





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