



Dal 16 luglio all'11 settembre, la Galleria Famiglia Margini aduna 50 artisti Visionari per l'ultima esposizione nel microspazio di via Sciesa 9, Milano. Incurante delle denunce, scomuniche e censure di ogni tipo che gli artisti convocati offrono, accoglie e ne propone una selezione spietata e impudente, dando voce, proprio a chi era sempre stato relegato ai margini del Sistema Arte.
Sesso, Religione e Politica senza mezzi termini, simbologie e citazioni da ogni universo vengono reinterpretate con energie anarchiche alla ricerca di un nuovo Rinascimento.
Artisti convocati: Alessandro Acerra, Fabrizio Garghetti, Paolo Cassarà, Angelo Cruciani, Pus, Florindo Rilli, Max Papeschi, Sergio Racanati, Eveline, Gatto 555, Maya Giannocaro, Ketra, Federica Moretti, Luca Dalmazio, Fabio Ballario, (b)ananartista, ABBA e Patrizio Basile, Tomoko Nagao, Chicco Camontelli e Tano Mallia, Andrea Gambugiati, Federico Molendini, Luigi Copello, Andrea Simoncini, Isotta Dardilli, Giuliano Cardella, Arianna Milesi, Alfonso Gasperini, Gianluigi Antonelli, Francesco Martin, Valentina Campagni, Elena Terrin, David Riganelli.
molti stavano per festeggiare a leggere il titolo.......


certo è che se le suore fossero così ... ci sarebbe un aumento delle conversioni ... e dell'affluenza nei luoghi di culto ...![]()


Intervista ad Alessandro Acerra
Alessandro, come ti definisci nel mondo dell'arte?
"Sono sicuro di essere ancora distante, ma sulla strada giusta per poter dare una mia definizione dell'arte. Ora non è il momento, l'arte è un mondo dentro la mente dell'uomo, veramente troppo complesso, che ha tante definizioni quante persone cercano di imprigionarla dentro una definizione. Credo sia veramente utopia essendo fatta di creatività pura!"
Sei spesso in giro per il mondo e da poco sei tornato da un'esperienza in Portogallo. Cosa impari dai tuoi viaggi?
"Il viaggio mi serve per imparare almeno il doppio delle cose che imparerei rimanendo sempre nello stesso posto. Nutro la creatività con un'alimentazione fatta di immagini e contesti diversi. Viaggiare mi serve per avere sempre di più elasticità mentale e capacità di elaborare per quello che faccio."
Cosa ha fatto scattare in te la scintilla per creare Hibu?
"La voglia di mettersi in quel filone di persone che hanno il dono della creatività per rendere la vita collettiva più piacevole."
Parlaci del concept e dello scopo di Hibu.
"Hibu tenta la strada ecologica perché è l'unica plausibile quando si parla di produrre. Molti lo stanno facendo, ma veramente pochi rispetto la massa. Hibu guarda alla globalizzazione, valorizzando tutti i singoli individui con prodotti fatti in pezzi unici, con produzione manuale. Tutto questo serve per distruggere il grave sistema della globalizzazione che ci vuole tutti uguali. Hibu è per essereliberi di pensare, è scegliere senza vincoli."
Cosa manca a Milano per l'arte e la vita delle persone?
"Un sistema aperto a tutti per un libero scambio d'informazioni: mostre aperte senza barriere economiche all'entrata e informazione alla base della cultura."
tratto da www.milanodabere.it