italia, anno 2008.
mentre i nostri assurdi media continuano a discutere di cazzate senza senso, mentre il nostro presidente del consiglio si occupa di rendersi sempre più intoccabile e di non far trapelare le intercettazioni con la bella mara, nel resto del paese si sta consumando una tragedia generazionale.
i lavoratori italiani delle nuove generazioni sono tornati a una condizione presindacale... i giovani italiani sono una generazione di precari. e mentre i vecchiacci autoeletti (nonchè baby pensionati) inciuciano tra loro e scrivono leggi e programmi assieme a confindustria, i giovani se lo prendono in quel posto, i sindacalisti non dicono manco "pio", sanno che se non rompono i coglioni le porte del dorato mondo della politica italiani si spalancheranno per loro.
sei precario? hai uno stipendio da fame che tra qualche mese potresti anche non avere più? a loro, non solo non interessa aver cancellato il futuro dei giovani italiani, ma per loro è anche "necessario" che sia così. il precariato è una dolorosa necessità. loro la chiamano "flessibilità"... per loro rimanere per mesi fermo e senza stipendio in attesa di avere un nuovo contratto trimestrale, significa "flessibilità". loro se ne sbattono le palle delle persone che dovrebbero rappresentare. del resto più siamo poveri e disperati più sarà facile per loro comprarci con un pacco di pasta.
si lavora e si fatica per il pane e per la fica... il problema è che lavorando da precario non avrai nessuna delle due cose. i giovani precari senza l'aiuto dei genitori col cazzo che possono mantenersi, pagare l'affitto, pagare le bollette. col cazzo che possono sposarsi, mettere su famiglia, comprare casa, mantenersi...
"oggi lavoro, guadagno poco, ma qualcosina almeno guadagno, fra dieci giorni non lo so. amore, ci sposiamo? amore, facciamo dei figli?". nel caso in cui il giovane precario sia così "irresponsabile" da voler compiere un passo così importante senza poterselo permettere, ci penseranno subito le nostre amatissime banche a fargli mettere subito i piedi per terra. infatti, se il nostro giovane precario prova a chiedere un mutuo, la banca si mette a ridere e lo manda a fanculo.
si lavora e si fatica per il pane e per la fica... di lavorare, il precario, lavora parecchio. cercando di farsi rinnovare il contratto in scadenza, o sognando che il suo contratto precario si trasformi in un contratto a tempo indeterminato, il lavoratore precario si spacca il culo il triplo degli altri, poco importa se non ha esperienza e se questa sua inesperienza lo porta a fare inevitabilmente il lavoro a cazzo di cane: quando ci saranno da fare straordinari non pagati, non potrà dire di no, quando dovrà compiere mansioni non previste nel contratto, non potrà dire di no... il lavoratore, quando il suo contratto sta per scadere, ormai lavora bene, ha accumulato una certa esperienza, ha dimostrato di sapersi spaccare il culo, spera che il suo inferno sia finito, spera di poter lavorare come un essere umano, ma tutto questo spesso non conta... del resto di disperati, anche molto qualificati, in cerca di lavoro se ne trovano un sacco e chi si accontenta senza rompere i coglioni ben venga, gli altri vadano a fanculo...
si lavora e si fatica per il pane e per la fica... certo, a un lavoratore precario, quando ha il contratto, almeno il pane non manca, il lavoratore precario che vive a casa dei genitori non paga l'affitto, non paga le bollette, ogni giorno ha un piatto caldo quando torna a casa. il lavoratore precario non se la passa male, magari va anche a fare la fila per comprarsi l'iphone che costa quanto il suo stipendio mensile... bella la vita? manco per il cazzo. cosa c'è di bello nel non potersi rendere indipendenti nonostante si abbia un lavoro?
si lavora e si fatica per il pane e per la fica... spesso nemmeno la fica manca al lavoratore precario. il lavoratore precario si spacca il culo durante la settimana, ma nel week end esce. si sputtana i soldi che (per ora) sta guadagnando. il precario ha una vita sociale come chiunque altro, se ci sa fare può avere tante ragazze, se non ci sa fare farà un po' più di fatica... ma quando trova quella giusta, che succede? quando il precario intende creare una famiglia, cosa può fare? avere una famiglia costa. è una grande responsabilità. prendersi cura delle persone che più ami al mondo è una enorme responsabilità, ma è una responsabilità tremendamente costosa.
io sento un sacco di persone parlare di "famiglia", "bisogna salvare la famiglia"... la cosa assurda è questi discorsi vengono fuori quando si parla di gay e non quando si parla di precariato e lavoro. vuoi vedere che un precario non si sposa perchè ci sono i gay che chiedono diritti e non perchè non può permetterselo?
si lavora e si fatica per fare avere al padrone sempre più pane e sempre più fica.
strano paese l'italia del 2008.




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