BAGHDAD (Reuters) - L'Iraq spera di avere il controllo su tutte le sue province entro la fine dell'anno. Lo ha detto il consigliere nazionale di sicurezza oggi, sottolineando la crescente fiducia che il governo nutre sulle proprie forze.
Mowaffaq al-Rubaie ha pronunciato il suo discorso durante la cerimonia in cui le truppe a guida statunitense hanno trasferito le responsabilità per il controllo della provincia meridionale sciita di Qadisiya alle forze irachene, portando a 10 su 18 - tutte prevalentemente sciite o curde - il numero di aree su cui Baghdad ha il compito di gestire le operazioni di sicurezza.
"Aspiriamo a controllare le 18 province entro al fine di quest'anno. Se Dio vuole, tutte le province saranno sotto il controllo delle autorità irachene prima della fine di quest'anno", ha detto Rubaie in un discorso trasmesso dalla tv di stato Iraqiya dalla capitale di Diwaniya Qadisiya.
I funzionari militari statunitensi sono stati invece più cauti circa la tempistica con cui le autorità irachene riprenderanno il controllo di alcune delle rimanenti province, in particolare nel nord e a Baghdad.
Ieri, diversi attacchi esplosivi hanno ucciso circa 40 persone e causato numerosi feriti in due province settentrionali.
La crescente fiducia dei leader iracheni sulla gestione delle proprie forze di sicurezza è stata mostrata anche la settimana scorsa, quando il primo ministro Nuri al-Maliki ha detto che si sarebbe dovuta stabilire la tempistica del ritiro dell'esercito americano dalla regione.
La presenza dei contingenti statunitensi in Iraq è una questione chiave nella battaglia tra il repubblicano John McCain e il democratico Barack Obama, in corsa alle elezioni presidenziali Usa del prossimo novembre. Mentre McCain appoggia l'attuale strategia dell'amministrazione Bush, Obama vorrebbe che fossero stabiliti i tempi del ritiro.
L'esercito Usa ha detto oggi che gli ultimi cinque contingenti aggiuntivi inviati in Iraq nel 2007 concluderanno le operazioni di rientro la prossima settimana, ponendo fine al cosiddetto "sovraccarico", e lasciando dispiegati nella regione 140.000 soldati.
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush aveva ordinato l'invio delle truppe per fermare la guerra civile di tipo settario che si sviluppava in Iraq. Le truppe americane aggiuntive, ha detto l'esercito, hanno contribuito a portare gli episodi di violenza al livello più basso degli ultimi quattro anni.


© Reuters 2008. Tutti i diritti assegna a Reuters.


http://www.borsaitaliana.reuters.it/...LO-REGIONI.XML