niente paura, non sono per le dimissioni in caso di mancato pareggio del bilancio nel 2003, e nemmeno sul cambio lira / euro a 1500.
quelle sono castronerie del passato.
oggi Tremonti fa la parte di quello che "ha previsto la crisi" finanziaria odierna, e si pavoneggia per la sua preveggenza in libri e conferenze.
premesso che la crisi finanziaria di oggi era scolpita nella roccia (nel 2001 sono stati bruciati in 6 mesi circa 7000 miliardi di dollari, ovvero circa il 70% del PIL USA; nel 1929, per avere un metro di misura, la crisi aveva bruciato "solo" il 30% del PIL. come si fa a pensare che un tale shock possa andare all' infinito senza conseguenze?), oggi Tremonti ne trova le tracce nella finanziarizzazione dell' economia.
non nella distruzione del sistema produttivo americano che a partire dalla meta' degli anni '80 ha delocalizzato tutto il delocalizzabile, prima in messico, poi in malaysia indonesia eccetera e infine in india, cina, vietnam....
non nell' illusione americana che un paese di 300 milioni di abitanti potesse campare facendo solo lavori creativi, lasciando il resto del mondo a sporcarsi le mani.
no. nel "mercatismo", nella globalizzazione e nella finanziarizzazione dell' economia.
premesso che sulla terza secondo me c'e' del vero (ma vale sopratutto per USA e UK, che usano la finanza come sistema di poduzione di soldi a mezzo di soldi, e non come supporto alla produzione di ricchezza materiale -cibo, vestiti, moboili, case, gadget elettronici...-), e che vale sopratutto per la disinvoltura con cui le autorita' di supervisione hanno tollerato eresie come gli special purpose vehicles che tanto bella prova di se' hanno dato nel caso Enron, e che hanno consentito alle banche USA di mascherare liabilities per anni.
come mai nel 2002-2003 il nostro Ministro dell' economia suggeriva ai cittadini italiani di ipotecare la casa per finanziare i consumi, secondo quel modello che oggi, assieme a "mercatismo" e altre stupidaggini viene individuato come causa della crisi?
quand'e che sentiremo il vicecapolocusta dire "beh, si, nel 2003 dicevo cose diverse da quelle che dico oggi: mi sbagliavo"?
quand'e' che ammettera' che parlare di protezionismo per un paese forte esportatore come l' italia e' da suicidi?
quand'e che riconoscera' di essere un dilettante che sta giocando una partita che non e' la sua, e lascera' il posto a un professionista, di cui c'e' urgente bisogno?




Rispondi Citando


