Arriva una stretta sul carcere duro
Sedici anni fa la strage di via D'Amelio
Arriva una stretta sul carcere duro. L'annuncio è arrivato questa mattina dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, appena giunto a Palermo, in via D'Amelio, per le cerimonie di commemorazione della strage del '92. «Proprio oggi, nel giorno della commemorazione della morte di Paolo Borsellino ho fatto diramare dai miei uffici una circolare restrittiva sul 41-bis, una stretta nell'applicazione del carcere duro che impedirà ancora di più le comunicazioni tra i boss in carcere».
La circolare limita la possibilità di contatto tra i reclusi. I direttori degli istituti di pena dovranno disporre lo spostamento dei boss sottoposti al regime del 41-bis in celle lontane tra loro, dove non sia possibile comunicare nemmeno parlando ad alta voce, cosa che talvolta avviene addirittura cantando. I direttori dei carceri sono anche autorizzati ad applicare sanzioni disciplinari ai detenuti sorpresi a scambiarsi informazioni. Diventano, poi, più rigidi i criteri per la formazione dei «gruppi di socialità», cioè la possibilità di detenuti sottoposti al regime del carcere duro di uscire talvolta dall'isolamento, ma solo in piccoli gruppi da tre a cinque. I direttori dovranno evitare che entrino in contatto boss di origine geografica diversa o appartenenti a organizzazioni criminali diverse per evitare il nascere di eventuali alleanze, ma anche dovranno impedire che dei gruppi facciano parte insieme vecchi e nuovi reclusi in modo da evitare che questi ultimi forniscano informazioni fresche.
«Cinquantasette giorni fa - ha ricordato Alfano - quando il 23 maggio abbiamo ricordato Falcone, il Governo aveva approvato misure importanti sulla sicurezza e di forte contrasto alla criminalità. Oggi quelle misure sono state rafforzate dal Parlamento e sono leggi dello Stato ed è un segnale di speranza, perché significa che lo Stato reagisce»