percolato usato per concimare i campi"

"Hanno trasportato anche ceneri e fanghi tossici dalle centrali Enel"




«C´ERANO i rifiuti liquidi di una certa ditta che arrivavano in cisterne speciali inox anticorrosive. Quei rifiuti sversati friggevano e scioglievano la plastica. E poi c´era un´impresa che trasportava fanghi tossici e cenere dalle centrali dell´Enel, e poi le ceneri spente della centrale termoelettrica di Brindisi. Portava i rifiuti anche una nota azienda farmaceutica (una multinazionale, ndr). Il responsabile dell´azienda farmaceutica era ben a conoscenza che i rifiuti erano smaltiti illegalmente. L´azienda attestava che il materiale conferito era idoneo alla produzione dei legumi: posso dire che non era vero, perché sulla terra su cui veniva smaltito il rifiuto non ho mai visto nascere frutta o ortaggi».

L´imprenditore pentito Gaetano Vassallo, oggi in località protetta, indagato con otto fratelli e una sorella, non conosce sosta nel suo racconto. Fa un lungo elenco di ditte del Nord e del Centro Italia (da Lucca a Montecatini, Latina, Pisa, Pistoia, Milano, La Spezia) che pagavano le ditte dello smaltimento dei Casalesi con false fatturazioni per un importo superiore a quello reale. Per attestare la legalità della pratica, per scaricare un costo maggiorato d´impresa. La differenza nel guadagno illecito? Fondi neri per le tangenti.

Vassallo spiega tutto passo dopo passo, anche quegli effetti devastanti sul terreno che conducono all´ipotesi di reato di disastro ambientale. E anche le carenze della pubblica amministrazione. «L´autorizzazione regionale - racconta il pentito - parlava per esempio di una discarica in località Schiavi, ma non erano mai state individuate le particelle di riferimento, sicché era estremamente semplice sfruttare quel sito all´infinito. Tutte le discariche campane hanno in realtà, con questo espediente, continuato a smaltire in modo abusivo, sfruttando autorizzazioni meramente cartolari».


Vicende di cui parlano almeno otto pentiti oltre a Vassallo, tra cui Anna Carrino, collaboratrice di giustizia moglie di Francesco Bidognetti. Vassallo ne ha per tutti: «Nell´indagine precedente sullo smaltimento dei rifiuti venni arrestato e condannato in primo grado, fui prosciolto in Appello: io ero colpevole». Racconta, l´imprenditore, delle file di camion in attesa di sversare in piena notte: prima quelli dei Comuni della zona (in accordo con la camorra), poi quelli dal Nord.

Particolari raccapriccianti. «Nel periodo estivo i percolati e il liquido caseario senza alcun trattamento venivano utilizzati per innaffiare i piazzali delle discariche aridi e secchi. I fanghi e il percolato altamente tossico e nocivo venivano usati anche senza alcun trattamento per l´irrigazione e la concimazione dei campi di coltivazione di ortaggi e frutta. I rifiuti liquidi erano talmente inquinanti che quando venivano sversati producevano la morte immediata di tutti i ratti». Ma la Procura fa riferimento anche alla presenza di nichel, zinco e di cromo esavalente, materiale altamente cancerogeno di cui si fa riferimento nelle intercettazioni. E alla collina del Consorzio Napoli 1, fatta di triturati di pneumatici che non verranno mai eliminati. Un danno all´ambiente, per gli inquirenti, «davvero incommensurabile e difficilmente reversibile». Per esempio quello della falda acquifera della discarica Resit di Giugliano, con un inquinamento che toccherà il suo culmine entro 55 anni.