Riceviamo dal Pri di Chiavari
Spazzatura in fumo
CHIAVARI (Genova) - La spazzatura di Napoli e della Campania ha riempito le cronache di Tv e giornali purtroppo non solo nazionali, dando una cattiva immagine del Paese all’estero e producendo un autogol sul flusso turistico di tutta la Regione, con immancabile perdita di posti di lavoro nel settore turistico, ancorchè parzialmente compensata dalle forti assunzioni di netturbini i quali, secondo alcuni, sarebbero in un rapporto di venti ad uno rispetto ai colleghi lombardi.
Dopo l’emergenza rifiuti si parla ora di un’emergenza sanitaria.
La parola “emergenza”, della quale si è abbondantemente abusato, è stata utilizzata in modo non corretto, perché con emergenza si designa una circostanza non prevista né prevedibile, mentre al contrario la situazione della quale stiamo parlando si protrae da quattordici anni.
Il Ministro Pecoraro Scanio, il Presidente della Regione Bassolino ed il Sindaco di Napoli Jervolino sono stati accusati di incapacità ed invitati alle dimissioni.
Eppure il Comune di Napoli una bella ordinanza in favore della salute pubblica l’aveva pur presa di recente. Il 16 Novembre 2007 aveva deliberato il divieto di fumare nei parchi pubblici urbani in presenza di lattanti, di bambini sotto ai 12 anni e di donne in evidente stato di gravidanza.
Possiamo immaginare di essere tutti d’accordo sul fatto che agli amministratori compete valutare i problemi e prendere le conseguenti decisioni ed in questo caso una decisione è stata presa: la regolamentazione del fumo passivo all’aperto è stata giudicata più urgente e pericolosa di centotrentamila tonnellate di spazzatura abbandonate nelle strade con conseguenti annessi e connessi.
La situazione spazzatura non risulta migliore in Liguria rispetto alla Campania. Fino ad ora si è privilegiato lo stoccaggio in discariche a cielo aperto, a scapito di altre metodologie di smaltimento, non ultima la costruzione di termovalorizzatori che ridurrebbero la quantità di cenere da stoccare al 25 per cento del monte spazzatura raccolta. La discarica di Scarpino, la più grande della regione, ha vita utile solo fino al 2010 e chi vuole procrastinare la soluzione del problema aspettando le ultimissime tecnologie, in realtà non lo vuole risolvere.
Ciascuna Regione dovrebbe diventare autosufficiente in questo campo come in quello della produzione di energia pulita; è’ l’ora di finirla con la politica del no a tutto!
Invitiamo l’Ing. Burlando, Presidente della Regione Liguria, a mettersi la patente di guida in tasca ed a condurci velocemente verso lidi più tranquilli, predisponendo ed aggiornando il Piano regionale della gestione dei rifiuti e la gestione integrata, di concerto con Provincie e Comuni. Chi ha tempo non aspetti tempo.
Chiavari, 14 Gennaio 2008
Paolo Bertuccio - Segretario PRI - Sezione Leone Garbarino - Chiavari