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  1. #1
    E io pago!
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    Predefinito Mosca: scudo antimissile darà via a nuova corsa ad armamenti!

    Secondo la Russia dara' il via a una nuova "corsa agli armamenti", in Europea e non solo, la firma avvenuta oggi del trattato tra Stati Uniti e Polonia, in base al quale Varsavia accogliera' sul proprio territorio una batteria da dieci missili intercettori americani: parte di quell'ampliamento all'Europa dell'Est del sistema nazionale di difesa anti-missilistica Usa, il cosiddetto 'scudo', che il Cremlino considera una minaccia diretta contro la propria sicurezza. "Iniziative del genere", si afferma in un comunicato ufficiale del ministero degli Esteri russo, "creano diffidenza e incitano a una corsa agli armamenti, sul continente europeo e anche al di la' dei suoi confini". Nella stessa nota si ammonisce che Mosca non potra' esimersi dal "reagire, e non soltanto per mezzo di proteste sul piano diplomatico".



    http://www.repubblica.it/news/ired/u...ml?ref=hpsbdx2

  2. #2
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Citazione Originariamente Scritto da rw1421 Visualizza Messaggio
    Secondo la Russia dara' il via a una nuova "corsa agli armamenti", in Europea e non solo, la firma avvenuta oggi del trattato tra Stati Uniti e Polonia, in base al quale Varsavia accogliera' sul proprio territorio una batteria da dieci missili intercettori americani: parte di quell'ampliamento all'Europa dell'Est del sistema nazionale di difesa anti-missilistica Usa, il cosiddetto 'scudo', che il Cremlino considera una minaccia diretta contro la propria sicurezza. "Iniziative del genere", si afferma in un comunicato ufficiale del ministero degli Esteri russo, "creano diffidenza e incitano a una corsa agli armamenti, sul continente europeo e anche al di la' dei suoi confini". Nella stessa nota si ammonisce che Mosca non potra' esimersi dal "reagire, e non soltanto per mezzo di proteste sul piano diplomatico".



    http://www.repubblica.it/news/ired/u...ml?ref=hpsbdx2

    se la nato continua ad accerchiare la Russia quest'ultima ha pieno diritto ad armarsi contro questa minaccia

  3. #3
    Can che abbaia morde
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    Finirà male, presto.
    Speriamo che si salvi qualcosa. L'imbecille , come al solito, vuole trarre con sè l'intera umanità. E la sua sublime idiozia supera qualsiasi ostacolo. Infatti non si pone ostacoli e tantomeno problemi. Decide.
    Auguri

  4. #4
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    In Georgia, al confine con gli osseti e con l'altra piccola comunità locale le russe erano appunto delle forze di interposizione, diciamo legalmente riconosciute, è stata la Georgia a voler forzare la mano ed a travolgere quelle forze di interposizione, la risposta di Mosca era dovuta e doverosa.
    Poi, se la Russia mettesse dei missili a Cuba, in Messico ed in Canada e fomentasse la rivolta nei paesi guidati da presidenti filoamericani mettendoglieli contro cosa direste?
    Perchè se una certa azione la fanno gli USA si fa finta di non vedere che a ruoli invertiti tutti avremmo dato un giudizio diametralmente opposto.
    E soprattutto, fino ad adesso fare gli schiavi degli americani era stupido ma magari economicamente vantaggioso, ora che fare gli schiavi degli americani significa il muro contro muro con uno dei nostri maggiori esportatori di petrolio e gas, siamo sicuri che questa sia la strada giusta?
    E ancora, non è arrivato il momento per l'Europa di avere una propria politica estera sganciata dagli americani?
    Andare a mettere i missili in Polonia, PROPRIO adesso, come lo chiamate se non PROVOCAZIONE? Una grande potenza può giocare davvero così con il destino dell'umanità?
    Cosa succederà quando piano piano, questo marasma tirerà dentro l'Iran maggiore fornitore di petrolio e gas cinese? Pensate che la Cina si farà fottere il petrolio dagli americani o si berrà un'altra "esportazione di democrazia"?
    Ecco, gli USA stanno innescando una spirale (soprattutto il coglionazzo di Bush che tra la'altro a casino innescato non sarà più il presidente degli Usa) dagli effetti devastanti e soprattutto una spirale che non permetterà poi di tornare indietro.
    Complimentoni.

  5. #5
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    Ancora una volta, dobbiamo dire "Grazie America!",
    per l'instabilità nel mondo, per la crescita dell'odio, per il sangue versato, per la catena di odio, e per l'escalation verso il disastro.
    Grazie di cuore, superpotenza guidata da lobby folli!

  6. #6
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    Fuori le basi USA dall'Italia e dall'Europa!
    Altro che allargamento del Dal Molin!

  7. #7
    Can che abbaia morde
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    Citazione Originariamente Scritto da Ormriauga Visualizza Messaggio
    Ancora una volta, dobbiamo dire "Grazie America!",
    per l'instabilità nel mondo, per la crescita dell'odio, per il sangue versato, per la catena di odio, e per l'escalation verso il disastro.
    Grazie di cuore, superpotenza guidata da lobby folli!
    Ma no: questi americani sono esperti nell'organizzare l'azienda . Il mondo è un'azienda. Adesso pare abbia bisogno di una ramazzata nuclerare. Lasciateli fare, sanno cosa sia il profitto.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da eragon Visualizza Messaggio
    In Georgia, al confine con gli osseti e con l'altra piccola comunità locale le russe erano appunto delle forze di interposizione, diciamo legalmente riconosciute, è stata la Georgia a voler forzare la mano ed a travolgere quelle forze di interposizione, la risposta di Mosca era dovuta e doverosa.
    Poi, se la Russia mettesse dei missili a Cuba, in Messico ed in Canada e fomentasse la rivolta nei paesi guidati da presidenti filoamericani mettendoglieli contro cosa direste?
    Perchè se una certa azione la fanno gli USA si fa finta di non vedere che a ruoli invertiti tutti avremmo dato un giudizio diametralmente opposto.
    E soprattutto, fino ad adesso fare gli schiavi degli americani era stupido ma magari economicamente vantaggioso, ora che fare gli schiavi degli americani significa il muro contro muro con uno dei nostri maggiori esportatori di petrolio e gas, siamo sicuri che questa sia la strada giusta?
    E ancora, non è arrivato il momento per l'Europa di avere una propria politica estera sganciata dagli americani?
    Andare a mettere i missili in Polonia, PROPRIO adesso, come lo chiamate se non PROVOCAZIONE? Una grande potenza può giocare davvero così con il destino dell'umanità?
    Cosa succederà quando piano piano, questo marasma tirerà dentro l'Iran maggiore fornitore di petrolio e gas cinese? Pensate che la Cina si farà fottere il petrolio dagli americani o si berrà un'altra "esportazione di democrazia"?
    Ecco, gli USA stanno innescando una spirale (soprattutto il coglionazzo di Bush che tra la'altro a casino innescato non sarà più il presidente degli Usa) dagli effetti devastanti e soprattutto una spirale che non permetterà poi di tornare indietro.
    Complimentoni.
    ... non ci sara' nessuna spirale in quanto gli usa non sono piu in grado economicamente e militarmente e politicamente di fare nulla del genere. Sono oramai una expotenza impazzita e si danno in questo modo ancor piu all autodistruzione, quando la loro economia e' deceduta e il loro potere oramai nullo. Non ci sara' nessuna spirale vedrai gli Usa stanno gia' cadendo e il botto e' veramente grande e difficile da non avvertire.

  9. #9
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    Le paure di uno zar



    di Sergio Romano



    Nel Corriere di ieri Alberto Ronchey si è chiesto quali siano le motivazioni della politica di Putin. Un disegno geopolitico o «geoenergetico » per la riconquista dello spazio imperiale perduto dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica? Il timore dei due colossi — gli Usa e la Cina — che incombono sulle sue frontiere? La mia interpretazione è personale e potrà sembrare a qualche lettore troppo «filo-russa». Ma non intendo assolvere Putin dai suoi peccati e giustificare le sue intemperanze. Voglio soltanto ricordare che non è possibile trattare con un grande Stato senza cercare di comprenderne le percezioni, le ambizioni e le paure. Putin è uno zar restauratore e modernizzatore. Vuole restituire ai suoi connazionali l'orgoglio perduto. Vuole preparare il suo Paese ad affrontare le sfide del futuro. Vuole instaurare un sistema economico che assicuri la prosperità e la crescita civile della società russa. Per raggiungere questo scopo non poteva permettere che le maggiori risorse naturali della nazione (soprattutto petrolio e gas) restassero nelle mani di oligarchi o di società straniere che hanno conquistato pezzi di ricchezza russa nel momento della sua maggiore prostrazione. Per sbarazzarsi di questi corsari dell'economia ha agito senza scrupoli.
    Ma non è stato più spiccio e spregiudicato di quanto siano state le sue vittime negli anni in cui creavano i loro imperi economici. Putin sperava di realizzare questi obiettivi in un clima di cooperazione internazionale con gli Stati Uniti, l'Europa, la Cina e le altre maggiori potenze. Ha manifestato solidarietà a Bush dopo gli attentati dell'11 settembre. Lo ha aiutato a vincere la guerra afghana autorizzando le forze armate americane a utilizzare lo spazio aereo russo e a creare basi in Asia Centrale. Ha stretto buoni rapporti con alcuni leader occidentali: Berlusconi, Chirac, Schröder. E ha colto un primo risultato positivo nel luglio del 2002, a Pratica di Mare, quando i Paesi del Patto Atlantico hanno accettato di creare una nuova organizzazione: il Consiglio Nato- Russia. Molti sperarono (io fra questi) che la vecchia Nato, costituita per contrastare un nemico ormai defunto, si sarebbe trasformata sino a diventare l'organizzazione per la sicurezza collettiva dell'intero continente europeo, dall'Atlantico agli Urali. Negli anni seguenti la tendenza alla cooperazione si è bruscamente invertita. Gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iraq. La vecchia Nato, improvvisamente ringiovanita e ringalluzzita, si è allargata verso Est sino a comprendere territori (le tre repubbliche del Baltico) che appartenevano all'Impero zarista e all'Urss. Quando i russi hanno lanciato i primi ammonimenti, gli Stati Uniti hanno rincarato la dose con due iniziative obiettivamente anti-russe.
    In primo luogo gli Stati Uniti hanno messo all'ordine del giorno l'ingresso nella Nato della Ucraina e della Georgia. In secondo luogo hanno cominciato a trattare con la Polonia e la Repubblica Ceca l'installazione di basi antimissilistiche che sono teoricamente anti-iraniane e concretamente anti-russe. Quando Mosca ha fatto comprendere che l'indipendenza del Kosovo avrebbe aperto il vaso di Pandora in cui erano finiti tutti i conflitti etnici irrisolti dell'era post-sovietica, gli Stati Uniti e l'Europa hanno ignorato le sue obiezioni. Quando qualcuno a Mosca, dopo lo scoppio della crisi georgiana, ha proposto la convocazione del Consiglio Nato-Russia, la Nato ha risposto con la convocazione di un Consiglio Atlantico che ha accusato Mosca di avere fatto un uso sproporzionato della forza; quasi che non vi fossero state altre circostanze recenti — i 78 giorni durante i quali la Nato ha bombardato la Serbia, i 35 giorni durante i quali Israele ha bombardato il Libano — in cui l'uso della forza poteva essere considerato, da altri punti di vista, «sproporzionato». E più recentemente, infine, gli Stati Uniti, per strappare alla Polonia una base missilistica, le hanno promesso una fornitura di missili Patriot: un'arma che, per la sua gittata, può essere usata soltanto contro missili russi. I polacchi li avevano chiesti perché sapevano che l'esistenza di una base anti-missilistica americana nel loro territorio starebbe stata considerata a Mosca un gesto ostile.
    E volevano disporre di armi che avrebbero meglio garantito la sicurezza del loro Paese. Dando i Patriot alla Polonia gli Stati Uniti hanno implicitamente ammesso che il loro «scudo» è anti-russo. Ciò che dovrebbe maggiormente sconcertare gli europei è il fatto che tutto questo avvenga in una situazione in cui Russia e Ue hanno eccellenti ragioni per andare d'accordo. I russi hanno petrolio e gas; noi abbiamo i capitali, le tecnologie e la cultura economica di cui la Russia ha bisogno per recuperare il tempo perduto. Esistono le condizioni per una intesa simile a quella che la Francia propose alla Germania e ad altri Paesi europei dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Il problema, allora, era la ricostruzione di un continente distrutto. Per evitare che i sopravvissuti cominciassero a contendersi i due beni di cui avevano maggiormente bisogno, Jean Monnet e Robert Schuman proposero la creazione della «Comunità europea per il carbone e l'acciaio»: una organizzazione che avrebbe reso possibile l'uso congiunto e solidale di due fondamentali risorse. Oggi, dopo la fine della guerra fredda, occorre una «Comunità euro-russa per gli idrocarburi e lo sviluppo». Se imboccheremo questa strada persino gli Stati Uniti (se non questa presidenza, la prossima) scopriranno che vi sono altri modi per vivere con la Russia e, alla fine, ce ne saranno grati.
    20 agosto 2008

    www.corriere.it

    Non sono certo un sovietico nostalgico o un anti-americano, ma...mi pare sensato questo articolo.
    Bisogna trovare il modo di ricominciare un rapporto con la Russia, il muro contro muro ci riporterebbe indietro di 20 anni.

  10. #10
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    anche la nato oramai non conta un emerito CAZZO signori. Ogni pagina di giornale oggi sottolineava come l'unica risposta possibile alla Russia e' stata quella delle parole ovviamente.

 

 
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