Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Nov 2006
    Località
    Difendi, Conserva, Prega!
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2
     Like avuti
    75
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Olanda e prostituzione, un fallimento taciuto.

    Olanda e prostituzione: un fallimento taciuto

    Maurizio De Santis, www.giustiziagiusta.info, giovedì 27.11.2008
    La legalizzazione della prostituzione in Olanda ha aumentato forme di sopruso
    Tutti gli osservatori concordano sul fatto che il traffico di donne, avviate alla prostituzione, sia l'attività della criminalità organizzata che sta conoscendo la più fiorente espansione.

    Secondo l'Ufficio Internazionale del Lavoro, i dati del 2005 attestano che nella “tratta delle bianche”, per il 90-92% dei casi, esse sono destinate alla fabbrica del sesso. La rimanente percentuale ad altri lavori forzati (soprattutto domestici o agricoli). L'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine attesta, dati alla mano, che praticamente nessun paese al mondo è risparmiato dalla tratta di esseri umani: individua 127 paesi “fornitori” e qualcosa come 137 paesi “consumatori”.

    L’Olanda si staglia quale uno dei dieci maggiori referenti del traffico internazionale della prostituzione. Lo stesso sito nazionale (www.Olanda.cc), dichiara che solo il 30% delle 25.000 prostitute regolari sono olandesi. Quello che però non dice è che esse sono molte di più, il 70% delle quali prive di documenti. Vittime della tratta delle donne a fini di prostituzione, controllata dalla criminalità organizzata.

    L’Olanda, ricordiamolo, è il paese che nel 2000 ha legalizzato la prostituzione ed ha regolamentato l’esercizio dei bordelli in specifiche zone a “luci rosse” (già presenti ad Amsterdam, ma non legali). Grande vantaggio fiscale (un miliardo di euro annui drenati dall’erario), “normalizzazione” commerciale (i bordelli possono farsi pubblicità), nonché garanzie individuali delle professioniste (assistenza medica, pensione, ecc).

    Non solo. La legalizzazione della prostituzione, confinandola nei bordelli e nelle case di tolleranza doveva, se non cancellare, porre almeno un forte freno alla piaga della prostituzione di minorenni. L'Organizzazione per i diritti del fanciullo, ritiene che il numero dei minori che si prostituiscono in Olanda sia passato dai 4.000 nel 1996 ai 15.000 nel 2001, un terzo dei quali provenienti dall'estero.

    Il traffico dei minori non accompagnati è in piena espansione, come in altri paesi europei che hanno legalizzato la prostituzione regolamentata. I minori rifugiati, che richiedono asilo, sin dall'arrivo all’aeroporto di Schiphol (Amsterdam) sono condotti in case di accoglienza dalle quali, puntualmente, scompaiono. Il rapido ritmo di queste sparizioni mise la pulce nell’orecchio alle forze di sicurezza olandesi che, proprio nell’ottobre 2007, smantellarono una vasta rete di traffico di minori provenienti dalla Nigeria, destinati alla prostituzione.

    Il sindaco di Amsterdam ha recentemente iniziato la chiusura del quartiere a luci rosse, ammettendo implicitamente un colossale fallimento. Il piano, chiamato “Project 1012”, ha già trasformato parte delle famose vetrine in ateliers di alta moda.
    Karina Schaapman, ex prostituta e consigliere della città, non ha peli sulla lingua: "Invece di regolamentare il settore, la politica delle licenze concesse ai bordelli, dal 2000 ad oggi, ha portato ad una situazione incontrollabile",

    Da tempo la stampa (non solo nazionale), stigmatizzava il fatto compiuto di un quartiere consegnato a trafficanti di persone e di droga. Così, la legalizzazione della prostituzione è rapidamente scaduta da simbolo della liberazione delle donne, “libere di disporre di se stesse”, ad una svilita questione di sfruttamento.

  2. #2
    Dubitare Discutere Cooperare
    Data Registrazione
    05 Jul 2006
    Località
    10, 100, 1000 Genchi!!!
    Messaggi
    3,442
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Son sempre stato antiproibizionista, ma se l'unico paese che ha avuto il coraggio di sperimentare l'antiproibizionismo ci fa sapere che non ha funzionato, allora penso che bisogna dar loro retta (oltre che ringraziarli di aver sperimentato per noi).

    Allora se l'antiproibizionismo non funziona, bisogna provare col proibizionismo, per esempio come stanno facendo in Svezia.

    Peccato che l'italia non abbia mai il coraggio di provare ne' l'una ne' l'altra cosa. Il buonismo tollerante e complice in questo caso e' peggio di entrambe le altre soluzioni.

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    23 Sep 2009
    Messaggi
    6,415
     Likes dati
    102
     Like avuti
    148
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La verità è che i politici italiani non hanno il coraggio di operare delle scelte, nè in una direzione, nè in direzione opposta.

  4. #4
    Libero pensatore
    Data Registrazione
    16 Jul 2006
    Località
    Nello Stato Laico Italiano
    Messaggi
    921
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Già.

    E sarebbe ora di prenderla sta decisione.

  5. #5
    Piccolo insipiente
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Vivo a Perugia (Augusta Perusia Colonia Vibia) con la mia famiglia
    Messaggi
    9,978
     Likes dati
    0
     Like avuti
    8
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    a proposito, voglio postarvi un articolo che ho scritto ieri per il foglio dle mio liceo, lo zibaldone.....ho già scritto 4 articoli, sull'attualità e la politica, e mi hanno detto che scrivo bene, i miei articoli sono piaciuti a tutti (sebbene devono essere più corti)...eccolo qui, ditemi poi che ne pensate....

    La pacchia è finita

    Qualcosa è cambiato, e in meglio

    E adesso, come faranno antiproibizionisti, libertari e radicali vari, ch
    e avevano fatto dell’Olanda uno dei loro paradisi? Se si sente parole co
    me Paesi Bassi o Amsterdam, ormai, soprattutto tra noi più giovani, non
    vengono certo in mente Veermeer, Van Gogh o Rembrandt, i bellissimi paes
    aggi olandesi, il sistema di canali e dighe, Anne Frank: no, ormai se se
    ntiamo Paesi Bassi o Amsterdam, non ci vengono in mente nient’altro che
    droga libera, prostituzione, “libertà” (intesa fare come pare e piace, s
    enza pensare o essere responsabili). Ormai questo è uno stereotipo conso
    lidato, che come tutti gli stereotipi sarà duro a morire; anche per colp
    a degli stessi governanti olandesi che si sono avvicendati dal 1975 (ann
    o della sciagurata liberalizzazione delle droghe, quella della prostituz
    ione è del 2000), senza far niente contro le piaghe della droga e della
    prostituzione, e anzi de facto promuovendole.
    Ma qualcosa sta cambiando: da almeno un paio di anni, si stanno iniziand
    o a smantellare le “vetrine” (veri e propri “mercati delle vacche”) e i
    coffee shop (centri di spaccio promossi dallo Stato); finalmente i gover
    nanti olandesi hanno aperto gli occhi: questa politica scellerata non ha
    fatto altro che garantire l’impunità ai trafficanti, spacciatori e “pro
    tettori”, dare un asilo a tossicodipendenti e clienti, diffamare per dec
    enni il Paese e i suoi abitanti e, cosa ancor più grave, l’accettazione
    sociale e culturale della droga e della prostituzione.
    Quella che è stata chiamata la “grande ipocrisia”., consiste nel fatto c
    he la droga può essere venduta, ma non prodotta: ma i gestori di coffee-
    shop (che possono trasmettere il “mestiere” per via ereditaria) dove e d
    a chi acquistano la droga, se lo Stato giustamente non può produrla o co
    mprarla? Ecco quindi come la criminalità internazionale può prosperare i
    mpunita e addirittura aiutata, quando lo Stato latita: e lo Stato olande
    se latita, poiché non solo non persegue gli spacciatori e i trafficanti
    (e i gestori di coffee shop non sono che questi), ma anzi non ha neanche
    programmi di educazione alla salute e alla vita nelle scuole, né progra
    mmi sanitari di aiuto contro i clienti.
    Non parliamo poi della prostituzione legalizzata, che è diventato il par
    avento perché i papponi traffichino e sfruttino impunemente (e anzi pote
    ndosi fare pubblicità e ottenendo sovvenzioni statali) con i corpi di do
    nne e ragazze, perfino minorenni; invece di colpire gli sfruttatori e i
    clienti, di educare i giovani al rispetto dell’altro, alla responsabilit
    à e all’affettività (oltre che alla sessualità), e di garantire alle pro
    stitute, o meglio, alle prostituite, un futuro economico e sociale alter
    nativo, si permette che i criminali esercitino impunemente e che le donn
    e soffrano e siano sfruttate e violate.
    Ciò che spesso gli antiproibizionisti dicono davanti alle critiche è che
    i fenomeni per cui invocano la legalizzazione siano sempre esistiti e d
    iffusi, e che per questo vadano tollerati e legalizzati: ciò che è norma
    le e diffuso, diventa automaticamente giusto. Di questo passo, senza lim
    iti alcuni, dicendo che tutto ciò che è clandestino ma diffuso va legali
    zzato, non stupiamoci se vedremo proposte di legalizzazione dell’usura,
    dell’incesto, della pedofilia (anche se è bene ricordare che nei paesi i
    dolatrati dai libertari, come Olanda e nazioni scandinave, partiti e cir
    coli pedofili hanno tutte le libertà costituzionali) e, perché no, del t
    errorismo, della mafia, della corruzione, del furto, dell’omicidio…tanto
    , anche questi sono fenomeni sotterranei, ma diffusi. Lo Stato quindi no
    n è più tutore del bene comune e della legalità, ma è semplicemente uno
    spettatore, di ciò che accade, e impossibilitato a prendere decisioni.
    Un’altra cosa che si può sentir dire è che la droga (altra cosa tipica d
    ei libertari è l’eliminazione del concetto di male della droga, dividend
    ole in “leggere” e “pesanti”) e la prostituzione sono dei diritti, che s
    ono affari privati, che l’Italia è in questo il fanalino di coda dell’Eu
    ropa: ma proprio per niente! Innanzitutto, nessuno è obbligato a seguire
    le cose che fa il proprio vicino o un altro, men che meno se sono negat
    ive (perché non importare allora le leggi sul nucleare francesi, le legg
    i sul lavoro cinesi o le leggi liberticide turche?), e sarebbe proprio b
    ello sapere da dove o cosa si evince che drogarsi e andare a prostitute
    facciano parte dei diritti fondamentali della persona; altra cosa, non s
    ono affari privati, poiché se un cliente va con una prostituta in una si
    tuazione igienica disastrosa e si infetta, diventando un pericolo infett
    ivo, non è più un affare privato; se un tossicodipendente va in overdose
    o si mette al volante fatto e uccide delle persone, non è più un affare
    privato. Un’altra possibile obiezione è il fatto che con la legalizzazi
    one di questi fenomeni si stroncherebbe la criminalità: a parte che lo S
    tato non può farsi mercante di morte (e già è immorale che permetta la p
    roduzione e la vendita di sigarette, o che permetta l’acquisto di alcoli
    ci e sigarette ai minorenni), ma come la mettiamo dal punto di vista del
    la legalità, dal momento che in Olanda non c’è alcun controllo sui gesto
    ri dei coffee shop e delle “vetrine”? Se chiunque può gestire un coffe s
    hop o una “vetrina”, non sono forse aperte le porte ai criminali?
    Il male non va supportato o legalizzato, ma contrastato e combattuto, co
    n il bastone (la repressione di trafficanti e spacciatori di droga e sfr
    uttatori delle prostitute) e la carota (l’educazione alla vita, alla sal
    ute, al rispetto e all’affettività, l’aiuto alle prostitute e ai crimina
    li a trovare vie alternative al crimine per vivere, la cura dei malati e
    dei tossicodipendenti). Se persino i paesi scandinavi (Svezia in primis
    ) e l’Olanda hanno finalmente cominciato a rivedere le loro politiche sc
    iagurate, dopo averle sperimentate, se il settimanale inglese The Indipe
    ndent of the Sunday (che per dieci anni ha propagandato l’antiproibizion
    ismo) ha chiesto scusa ai suoi lettori per le sue scelte, vuol dire che
    sta cambiando qualcosa, che finalmente ci si è resi conto che queste pol
    itiche hanno fatto danni immensi che dovremo ancora a lungo pagare; se p
    er trenta, quaranta anni queste politiche scellerate hanno fatto scuola
    negativa, ora forse avremo una scuola positiva.

 

 

Discussioni Simili

  1. quello che a scuola ci hanno taciuto
    Di pietroancona nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 19-11-07, 17:12
  2. Aborto, il “dopo” taciuto
    Di oggettivista nel forum Cattolici
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 19-09-07, 11:26
  3. Aborto, il “dopo” taciuto
    Di oggettivista nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-09-07, 11:38
  4. Baruch XVI ad Oświęcim: Perchè il Signore ha taciuto?
    Di cariddeo nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 17-06-06, 17:51
  5. dopo aver taciuto vi saluto
    Di amospiazzi nel forum Destra Radicale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 11-04-06, 09:10

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito