

la Morte Al Ciminale Di Guerra Karadzic


Si si dai ibero libero per lasciarlo nelle mani dei parenti delle vittime. Povero non merita di andare in galera no, lui merita il massacro da parte del popolo. Occhio per occhio e dente per dente.




Serbia, arrestato il criminale di guerra Karadzic
Con grande tempismo, una Serbia impegnata nel tentativo di aderire all'Unione europea presenta una carta importante: l'arresto di Radovan Karadzic, uno dei principali ricercati per crimini di guerra dei conflitti balcanici. L’ex presidente serbo bosniaco accusato di crimini contro l'umanità e catturato dalle autorità di Belgrado, lavorava sotto falso nome e come medico vicino la capitale serba. Si era fatto crescere la barba, e si era dato il nome di Dragan Dabic. Lavorava in un uno studio di medicina alternativa. Karadzic, secondo una prima ricostruzione della stampa serba e del suo avvocato, sarebbe stato catturato su un autobus che viaggiava da Belgrado a Batajnica, una località a nord della capitale. Una prima fotografia dopo l'arresto lo mostra irriconoscibile, visibilmente dimagrito.
Radovan Karadzic sarà trasferito al Tribunale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia, che ha sede all'Aja. Vladimir Vukcevic, che coordina la squadra serba del Tribunale per la cattura dei criminali di guerra, ha assicurato le autorità serbe hanno catturato Karadzic «nel pomeriggio di lunedì» e «da sole, senza un aiuto dall'esterno», in riferimento alle indiscrezioni di un intervento di agenti statunitensi. L'ex presidente serbo bosniaco è stato catturato in un momento in cui era basso il rischio per la gente che casualmente era intorno a lui. «L’operazione è stata messa in atto dopo aver pedinato», ha spiegato il magistrato, «un gruppo di persone sospettate di aver costituito una rete di protezione della sua latitanza». Karadzic è stato poi interrogato: «La sua identità è stata accertata e gli è stato consegnato l'atto di accusa del Tribunale». A un primo esame, ha aggiunto Vukcevic, «sono state riscontrate le condizioni per un suo trasferimento all'Aja». Il leader serbo-bosniaco si è rifiutato di rispondere ai giudici e si è limitato a dire che l'interrogatorio è «tutto una farsa». Secondo il suo avvocato, Svetozar Vujacic, Karadzic avrebbe dovuto essere portato dal giudice immediatamente. Invece, ha detto, «chi ha ordinato la cattura lo ha tenuto per tre giorni in carcere». L'arresto, ha concluso, “è assolutamente contro la legge”.
È così finita la latitanza di Karadzic, considerato, insieme a Ratko Mladic e Slobodan Milosevic, la figura simbolo delle brutalità commesse durante le guerre balcaniche. Fu infatti lui ad ordinare di sparare sui civili durante l'assedio di Sarajevo e ad aver dato il via libera al massacro di 8.000 persone nell'enclave di Srebrenica, nel luglio di tredici anni fa. Incriminato per genocidio e crimini di guerra, aveva sulla propria testa una taglia di 5 milioni di dollari messa dal governo degli Stati Uniti. Nato in Montenegro nel 1945, laureato in psichiatria e amante della poesia, nell'89 si è dedicato alla politica arrivando rapidamente a coprire ruoli di primissimo piano.
Le reazioni
L'arresto di Karadzic segna per la Serbia un’importante tappa d’avvicinamento all'Unione Europea, che da tempo chiede a Belgrado la consegna dei criminali di guerra, tra i quali anche Mladic. La notizia è stata accolta con soddisfazione all'Aia, dove ha sede il Tribunale penale internazionale. «Sono stato informato dai nostri colleghi a Belgrado del brillante arresto di Radovan Kradzic», ha annunciato il procuratore capo del Tpi Serge Brammertz. Se Karadzic verrà estradato all'Aia, sarà il 44esimo accusato serbo che finisce nelle mani della corte internazionale. Tra questi anche l'ex presidente serbo Slobodan Milosevic, che è morto nel 2006 durante il processo per crimini di guerra «È un giorno molto importante - ha continuato Brammertz - per le vittime che hanno atteso quest'arresto per oltre un decennio. È un giorno molto importante anche per la giustizia internazionale, perché questo dimostra chiaramente che nessuno è al di sopra del potere della legge e che prima o dopo tutti i latitanti saranno portati di fronte alla giustizia».
Per il segretario generale delle nazioni Unite, Ban Ki-moon, l'arresto di Karadzic rappresenta «un momento storico per le sue vittime, che hanno aspettato tredici anni che Mr Karadzic sia portato di fronte alla giustizia». È soddisfatto della cattura di Karadzic anche il primo ministro del Kosovo, Hashmin Thaci: «È una notizia positiva, importante per la Serbia, per il Kosovo e per il raggiungimento della pace. Ma la Serbia deve fare di più: deve per esempio catturare Ratko Mladic - l'ex generale serbo-bosniaco accusato dal Tribunale penale internazionale degli stessi crimini attribuiti a Karadzic - se vuole davvero guardare al futuro» ha affermato Thaci.
Secondo il cancelliere tedesco, Angela Merkel, con questo passo il presidente Boris Tadic ha «sottolineato la vocazione europea della Serbia». Per il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, il governo serbo ha dato prova di avere un'identità «non nazionalista ma pro-europea». David Miliband, ministro degli Esteri britannico, prima di partecipare ai lavori del Consiglio Esteri dell'Unione Europea a Bruxelles, ha detto: «L'arresto è un passo molto significativo per tutti i Balcani occidentali e per le relazioni della Serbia con la comunità internazionale». Il capo della Farnesina, Franco Frattini, ha sottolineato il «grande risultato che dimostra come il processo di avvicinamento della Serbia all'Unione europea deve continuare a grandi passi».


Karadzic Heroj




e i croati quanti morti hanno fatto, a partire dall'italiana Istria??
Pro aris rege!


morte al criminale Gotovina!!!
Pro aris rege!


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