Pubblicato in due riprese su LA JORNADA del 12 e del 19 Marzo Dopo il “fuoco incrociato” che nel luglio passato pose fine alla vita di 11 deputati prigionieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), il comandante Raúl Reyes avvertì in una intervista con TeleSur (venezuelana) che mercenari americani, inglesi ed israeliani stavano perlustrando le foreste amazzoniche con il proponimento di “mettere in congedo” alcuni dirigenti di questa organizzazione.Profezia autoavverata. Il primo marzo, il portavoce e negoziatore delle FARC fu assassinato dall’ esercito mentre pernottava con altri guerriglieri in un’ accampamento sito in Sucumbíos, provincia dell’ Ecuador confinante con la Colombia. L’operazione di controguerriglia richiamò l’ attenzione degli esperti militari.
Come previsto, Washington ha giustificato e difeso l’ operazione militare ordinata dal presidente Álvaro Uribe, suo fedele e unico alleato in América del Sud. Con tutto ciò, e per caso in modo non troppo discreto, tra quanti manifestarono un grande compiacimento, vi fu il generale Israel Ziv, ex comandante del reggimento di Gaza, ed uomo di più alto rango, tra gli ufficiali israeliani che svolgono compiti collegati con l’ addestramento del personale del governo colombiano.
I vincoli militari tra Israele e Colombia datano dal primo quinquennio del 1980, quando un contingente di soldati del Batallón Colombia “… uno dei peggiori violatori di diritti umani nell’ emisfero occidentale furono addestrati nel deserto del Sinai da alcuni dei peggiori violatori di diritti umani nel Medio Oriente” , secondo il ricercatore statunitense Jeremy Bigwood.
Esperto nell’ uso della “Legge per la Libertà dell’ Informazione” che rende accessibili documenti censurati dal governo USA, Bigwood osserva che l’ addestramento dei giovani paras colombiani non poteva essere avvenuto senza il consenso esplicito delle più alte autorità delle forze di difesa di Israele.
Il caso volle che in quegli anni i latifondisti e gli allevatori della región caraibica dell’ Urabá e del Magdalena Medio (Uribe tra loro) non fossero proprio d’accordo con la “inattività” dell’ esercito (leggasi: “rispetto dello stato di diritto”) nella lotta contro i guerriglieri delle FARC e dell’ Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). In conseguenza di ciò, nel 1983, un gruppo di giovani “idealisti” della stessa classe sociale si recò in Israele, e non esattamente per studiare il “socialismo agrario” del popolo eletto.
Carlos Castaño, appartenente ad una famiglia di proprietari terrieri, aveva allora 18 anni. Sedici mesi dopo, colmo di “fervore patriottico”, tornó in Colombia e tentò di applicare meticolosamente quanto appreso nel corso 562 impartito dall’ Esercito di Difesa (sic) di Israele. Prestò servizio nel Batallón Bombona però, deluso, arrivò alla conclusione che l’ esercito non ammazzava “sul serio”.
Insieme a suo fratello maggiore (Fidel), Carlos organizzó lo squadrone della morte Los Tangueros, nome preso da quello di un suo rancho: “Las Tangas”. Nel libro Mi Confesion dichiara: “Di fatto, il concetto di ‘autodifesa’ in armi lo ho mutuato dagli israeliani”. Concetto che rapidamente si annacquò man mano che i gruppi paramilitari delle varie regioni legavano i propri interessi a quelli delle mafie politiche del narcotraffico. Cosa questa che metteva in agitazione gli uomini dell’ agenzia antidroga USA (DEA, dalla sua sigla in inglese).
Grande boom editoriale, la testimonianza di Castaño (serie di di interviste realizzate dal giornalista spagnolo Mauricio Aranguren Molina) parla diffusamente delle caratteristiche che usualmente distinguono il “militare” dal “paramilitare”. In Mi Confesión si chiarisce che, in teoria, un esercito instituzionale si adegua al “monopolio della violenza” che gli delega lo Stato. Invece, i paramilitari ammazzano con l’ appoggio della “mano invisibile” del mercato, che sorvola le restrizioni legali dello stato borghese.
L’esistenza dei “paramilitari” offre alcuni vantaggi: permette, ad esempio, che funzionari, politici, intellettuali, mezzi di comunicazione, ed “analisti seri” si straccino le vesti parlando di “opposti estremismi”. Ma nella propria testimonianza, Castaño sottolinea le relazioni che ebbe modo di coltivare durante il corso 562 con il colonello dell’ Esercito Alfonso Martínez Poveda e “con altri uomini del Batallón Colombia”.
Questo serial killer non lesina commenti su “la fermezza del sionismo… che sempre è stato in grado di difendersi, invadere e conquistare territori… Da là arrivai convinto del fatto che sia possibile distruggere la guerriglia in Colombia”. Castaño è morto nel 2004, e la storia recente lo ricorda per quello che è stato: uno dei paramilitari più sanguinari della Colombia.
Senza dubbio, Castaño non è il solo che sia stato addestrato in Israele, anche Salvatore Mancuso, altro “leader storico” delle Autodifese Unite della Colombia (AUC, 1997), attualmente in carcere. A metà degli anni 90, Mancuso organizzó i paramilitari delle Cooperative Convivere, finanziate da Álvaro Uribe Vélez, allora governatore del departimento di Antioquia.
In una intervista con la corrispondente Margarita Martínez della agenzia di notizie Associated Press (13/2/02), il capo paramilitare si vantò di “… non giustiziare più di tre persone nello stesso momento”. Attualmente Mancuso sta scontando una condanna in carcere, dove dispone di una página web per spiegare al mondo in che cosa consista la “democrazia occidentale”.
La compagnia di “sicurezza” Hod He’ hanitin (Sperhead Ltd.), diretta dal colonnello della riserva israeliano Yair Klein, iniziò l’addestramento di paramilitari a Puerto Boyacá, dopo l’ accordo di “cessate il fuoco”, firmato nel Maggio del 1984 dal presidente Belisario Betancur (conservatore, 1982-86), e dalla segreteria delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC).
In quel periodo di vittorie della destra mondiale, gli agricoltori e gli allevatori di bestiame associati del Magdalena Medio (ACDEGAM) non erano per niente interessati alla pacificazione. E fu così che al cartello di benvenuto della piccola città fluviale venne aggiunto “….terra di pace, di progresso e capitale antisovversiva della Colombia “
ACDEGAM comprava le armi fabbricate dalle Industrie Militari (Indumil), ed ufficiali dell’ Esercito, come il tenente colonnello Luis Bohórquez (Brigata 14, Batallón Bárbula), le consegnavano ai paramilitari. Tutto legale, tutto a posto.
Il modello paramilitare di Klein ” ebbe successo”. In aggiunta agli allucinanti massacri di umili popolani delle città e delle campagne furono assassinati anche quattro candidati alla presidenza . Entusiasmato dai risultati (“contrattista” privato in fin dei conti), Klein filmó l’ addestramento dei propri “cani” con scopi pubblicitari. La diffusione del film da parte della catena televisiva statunitenseABC News fece scoppiare uno scandalo di portata mondiale. Insieme ai professori israeliani, la pellicola metteva in mostra anche noti mercenari australiani e britannici dello Special Air Service (SAS).
Il Dipartimento Amministrativo per la Sicurezza (DAS, polizia política) si vide obbligato a rivelare i nomi e le matricole dei passaporti con le date di ingresso e di uscita dal paese dei mercenari. Perfino John Mayor, Ministro degli Esteri della Gran Bretagna, manifestó la propria condanna. Per miracolo, il generale Miguel Maza Márquez, capo del DAS, uscì vivo da un attentato con la dinamite. Ma vi era anche un altro problema. Dal momento che i ragazzi di Klein se la facevano anche con i capi della droga (Gonzalo Rodríguez Gacha, Fabio Ochoa, Pablo Escobar ed altri), il modello paramilitare era diventato qualcosa di poco chiaro: i sicari ammazzavano e sequestravano indistintamente ufficiali dell’ esercito e della polizia; politici di sinistra, destra, guerriglieri ed agenti antidroga di Washington.
Caos operativo che andava ad urtare con la crescente importanza delle relazioni economiche colombo-israeliane, come l’ acquisto di 14 aerei da guerra Kfir, nell’ aprile del 1988. Allora, il governo israeliano decise, a modo proprio, di mettere un freno ai propri “cani”. Nel febbraio del 1989, una “inchiesta speciale” del giornale Yediot Ahronot di Tel Aviv raccontava della “possibile partecipazione” di israeliani nel commercio delle droghe.
Il gruppo di Klein fece le valigie. Senza dubbio, però i “contrattisti” proseguirono le proprie operazioni nel paese sudamericano . Un caso clamoroso nel 2001 è stata la triangolazione per vendere 3000 fucili AK-47 e 2500000 di proiettili. Affare messo a punto in Guatemala da Oris Zoller, direttore dell’ società GIRSA, filiale locale dell’ industria israeliana dgli armamenti.
Si disse che la polizia del Nicaragua aveva comperato le armi. Anche l’ ex presidente della Colombia, César Gaviria, segretario della OEA, accuso i nicaraguensi in una nota informativa. Wes Carrington, portavoce del Dipartimento di Stato, fu ancor più fantasioso. Dichiarò che i fucili automatici erano destinati a “collezionisti di armi negli USA” (sic).
Finalmente, l’ agile trafficante israeliano Simon Yelinek, residente a Panamá, fece in modo che il carico mortale arrivasse nelle mani dei clienti: le Autodifese Unite della Colombia. Neppure Leonardo Di Caprio in Diamanti di Sangue avrebbe fatto di meglio.
Ed eccoci qui. La presenza ufficiale di Israel Ziv in Colombia, generale della riserva dell’ Esercito di Difesa (sic) di Israele, rappresenta un “salto di qualità” nei progetti di guerra subregionali di Uribe e del suo ministro della Difesa, Juan Manuel Santos.
Assunto por la modica somma di 10 milioni di dollari, Ziv promette di lasciarsi alle spalle il modus operandi di personaggi minori come Klein, e avrebbe ben potuto collaborare nella messa a punto dell’ attacco contro le FARC in territorio ecuadoriano. La sua carriera lo tradisce: nell’ ottobre del 2002, alla testa della Brigata Givati, Ziv ha invaso il campo profughi di Al Amal (Gaza). I reparti di fanteria, corazzati e mezzi blindati causarono un massacro nel quale morirono vecchi, donne, invalidi, bambini e neonati.
Il generale Ziv figura nella lista di Counterterrorism International ed è membro della Task Force on Future Terrorism (FOTFF), creata nel giugno del 2006 dall’ Ufficio per la Sicurezza della Patria di …… Israele ? No, degli Stati Uniti.
Il FOTFF è messo agli ordini del segretario Michael Chertoff e di Lee Hamilton, direttore dell’ ultraconservatore Woodrow Wilson Center, nido di accademici, psicologi, imprenditori ed esperti di “intelligence”.
In Colombia, la base operativa di Ziv resta Tolemaida, dipartimento di Cundinamarca. La sua influenza è al livello più alto. Il viceministro della Difesa, Sergio Jaramillo, ha definito “preziosa” l’ asistenza israeliana. “Sono come psicoanalisti : ci offrono spunti di riflessione su temi ai quali non avevamo pensato”. Chi sa quali saranno?