COMUNICATO STAMPA
Ciambetti sull’approvazione della legge voluta dalla Lega
«GIORNATA DEI VENETI:
STORIA DEL NOSTRO POPOLO»
«Per non dimenticare chi ha lasciato la propria madreterra»
Il consiglio regionale del veneto approva la legge sulla “Giornata dei Veneti”. Piena soddisfazione del primo firmatario del provvedimento, Roberto Ciambetti: «Celebrare la giornata dei veneti nel Mondo significa ricordare la storia del nostro popolo. Celebrare i Veneti nel Mondo significa anche non dimenticare i più sfortunati. Con questa celebrazione riuniamo idealmente tutti i veneti, che hanno sconfitto la povertà, veneti di ogni dove e ogni tempo».
Spiega il consigliere Ciambetti: «Con la “Giornata dei Veneti” abbiamo voluto dedicare un giorno per ricordare anche la fame, gli stenti, il dolore, i lutti ed il sacrificio vissuti e sofferti da migliaia e migliaia di nostri concittadini».
L’esponente leghista ricorda come «una bella canzone dell'emigrazione racconti che coloro che hanno lasciato la madrepatria hanno poi fondato Paesi e città. Se oggi giovani nazioni si affacciano prepotentemente sulla scena mondiale come protagoniste dell'economia (pensiamo al Brasile) lo si deve alla spinta propulsiva di tanti nostri veneti e connazionali». «Un pensiero caro vada anche a quei discendenti di Veneti che non hanno avuto fortuna – ha continuato Ciambetti - . Ce ne sono di Veneti che vivono nelle favelas o nelle poblacion...».
Secondo il consigliere regionale berico, «Contrariamente a quanto si dice e si pensa in maniera strumentale, oggi il ricco Veneto, che di quei Veneti nel Mondo deve tornare ad essere punto di riferimento, terra madre e non matrigna immemore, il nostro Veneto non è xenofobo e razzista. Lo dimostra il fatto per cui proprio in Veneto si registrano i tassi migliori di inserimento dei nuovi flussi migratori. Non confondiamo gli onesti, i lavoratori e le persone che qui vengono a cercare onestamente, proprio come fecero i nostri emigranti, lavoro e opportunità di crescita, con delinquenti che invece fanno combattuti e allontanati».
Chiude Ciambetti: «C’è una differenza abissale tra l'emigrante onesto e chi non ha alcun interesse a lavorare. Celebrando i Veneti nel Mondo, noi celebriamo gli onesti, di oggi come di ieri. Il nostro popolo, la nostra diaspora, il nostro futuro che non conosce frontiere, perché quello veneto è un popolo anche sotto Stati diversi, un popolo che non è diviso da mari, ma unito da un oceano di affetto, da montagne di valori. Parlare dei Veneti nel Mondo significa riflettere sulle cause della povertà e su come il nostro popolo ha saputo sopportare e superare la miseria».




Rispondi Citando
