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  1. #1
    Signore di Trieste
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    Predefinito Sicilia, l’ultima frontiera dell’eolico: 115 mega torri in mezzo al mare

    Il parco eolico marino off-shore immaginato nel golfo di Gela è avveniristico e destinato ad essere uno dei primi del Mediterraneo: 115 pale eoliche produrranno energia elettrica per 1.150 chilowattora, un «tot» capace di soddisfare la richiesta di 390mila famiglie, evitando emissioni di anidride carbonica per oltre 800mila tonnellate. A realizzarlo sarà una joint-venture composta da Enel, che farà la parte da leone, con il 57%, e «Moncada costruzione» che detiene, invece, il 43%. «Questo innovativo progetto - ha affermato l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti - raddoppierà la capacità installata di Enel nel settore eolico in Italia e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra impresa, istituzioni locali e associazioni amiche dell’ambiente. Crediamo nell’eolico e vogliamo giocare un ruolo da protagonisti nello sviluppo di questa fonte di energia anche nel nostro Paese».
    Alla notizia, che dà ufficialità alla realizzazione del parco eolico marino, si dicono favorevoli gli ambientalisti di Legambiente, purché però il parco venga costruito con le opportune opere di mitigazione. «A Gela - spiegano i vertici di Legambiente Sicilia - come in ogni altro sito ad alto rischio ambientale, ogni intervento deve comportare necessariamente una riduzione dell’inquinamento sia localmente che su scala regionale. Per questo apriamo le braccia ai progetti di eolico off-shore, perché con la loro presenza ci aspettiamo la rottamazione dell’inceneritore di “petcoke” (l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio) operante nella raffineria di Gela». Gli ambientalisti hanno le idee chiare: «Occorrerà discutere approfonditamente sulle opere di mitigazione - spiegano -. Riteniamo che le pale debbano necessariamente essere localizzate oltre le attuali piattaforme petrolifere dell’Eni, cioè oltre i 10 chilometri dalla linea di costa». Di miglia, tra i siti individuati per la posa delle pale eoliche e la costa, il progetto ne prevede appena tre. Le torri, sulle quali poggeranno rotori del diametro di 110 metri, saranno alte oltre 100 metri, e saranno ancorate in fondali profondi fino a 30 metri. Sono anche allo studio sistemi di integrazione del parco eolico con le aree marine in cui verrà installato, per garantire la salvaguardia degli ecosistemi coinvolti. I comuni interessati sono a cavallo tra le province di Caltanissetta e Agrigento: si tratta di Gela, Licata e Bufera.
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277335

  2. #2
    Speriamo non sia tardi
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    Predefinito

    Speriamo non restino solo sulla carta e che la realizzazione avvenga nel massimo rispetto della normativa ambientale vigente.

  3. #3
    Signore di Trieste
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    Predefinito

    Gela, la capitale della petrolchimica
    dice no agli impianti eolici


    Dopo l'industrializzazione selvaggia le fonti rinnovabili e non inquinanti fanno più paura delle raffinerie


    GELA – E’ una delle capitali della petrolchimica italiana. In anni di industrializzazione selvaggia ciminiere e raffinerie hanno devastato le coste ma, stranamente, ora è pronta ad alzare le barricate contro un nuovo impianto per la produzione di energia eolica. Come dire: le fonti rinnovabile fanno più paura delle vecchie raffinerie che negli anni hanno reso l’aria irrespirabile provocando anche centinaia di casi di malformazioni neonatali.
    INCOERENZA - E’ il paradosso di Gela che da giorni è in fermento dopo che l’Enel ha annunciato che intende realizzare tra Licata e Gela il primo campo eolico off-shore del Mediterraneo. Uno dei più ambiziosi progetti sulle fonti rinnovabili con un investimento di oltre 500 milioni di euro che a regime produrrà energia elettrica per 1.150 milioni di chilowattora, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 400 mila famiglie e soprattutto evitando emissioni di CO2 in atmosferica per oltre 800 mila tonnellate annue. In epoca di caro petrolio una vera boccata di ossigeno.
    CROCIATE - Ma il combattivo sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha già avvertito: «Faremo le crociate, questo impianto sul nostro territorio non si deve fare». Il progetto dell’Enel ha puntato su un territorio già fortemente compromesso da punto di vista ambientale e non aveva messo in conto questo tipo di reazione da parte degli amministratori locali. Tra l’altro si tratta di un impianto off-shore cioè verrà realizzato in mare, ad una distanza minima di 3 miglia dalla costa. E quindi anche visivamente le pale eoliche non deturperebbero il paesaggio più di quanto non avvenga già con le mostruose sagome del petrolchimico.

    «CONDANNATI PER L'ETERNITA'» - Ma è proprio quel che contesta il sindaco, esponente del partito dei Comunisti Italiani: «Non siamo contrari in se all’eolico. Ma siamo contrari a realizzare questo impianto in una zona già fortemente compromessa sotto il profilo ambientale. Non possiamo essere una città condannata per l’eternità». Secondo il primo cittadino anche la sovrintendenza ai beni culturali di Caltanissetta si sarebbe espressa contro il nuovo impianto eolico. L’Enel intanto va avanti: il progetto è già stato presentato al ministero dell’ambiente con la richiesta di valutazione dell’impatto ambientale.

    http://www.corriere.it/cronache/08_l...4f02aabc.shtml

  4. #4
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    eh si'.. troppo "verde" e poco lottizzabile per essere una soluzione per Gela...

  5. #5
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    Ho proprio voglia di vedere, per via di progetti ne sono pieni gli archivi, realizzarli è un altro paio di maniche................

  6. #6
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    Siamo contrari a realizzare l'impianto in una zona già compromessa???

    Cosa vorrebbe dire che l'eolico inquina ulteriormente il territorio? Avvelena le falde? Emana radiazioni? Provoca tumori? Ammorba l'aria??

    Signor sindaco di Gela, ma mi faccia il piacere! E soprattutto parli chiaro: quanti milioni vuole dall'Enel per dare l'autorizzazione?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    Il parco eolico marino off-shore immaginato nel golfo di Gela è avveniristico e destinato ad essere uno dei primi del Mediterraneo: 115 pale eoliche produrranno energia elettrica per 1.150 chilowattora, un «tot» capace di soddisfare la richiesta di 390mila famiglie, evitando emissioni di anidride carbonica per oltre 800mila tonnellate. A realizzarlo sarà una joint-venture composta da Enel, che farà la parte da leone, con il 57%, e «Moncada costruzione» che detiene, invece, il 43%. «Questo innovativo progetto - ha affermato l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti - raddoppierà la capacità installata di Enel nel settore eolico in Italia e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra impresa, istituzioni locali e associazioni amiche dell’ambiente. Crediamo nell’eolico e vogliamo giocare un ruolo da protagonisti nello sviluppo di questa fonte di energia anche nel nostro Paese».
    Alla notizia, che dà ufficialità alla realizzazione del parco eolico marino, si dicono favorevoli gli ambientalisti di Legambiente, purché però il parco venga costruito con le opportune opere di mitigazione. «A Gela - spiegano i vertici di Legambiente Sicilia - come in ogni altro sito ad alto rischio ambientale, ogni intervento deve comportare necessariamente una riduzione dell’inquinamento sia localmente che su scala regionale. Per questo apriamo le braccia ai progetti di eolico off-shore, perché con la loro presenza ci aspettiamo la rottamazione dell’inceneritore di “petcoke” (l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio) operante nella raffineria di Gela». Gli ambientalisti hanno le idee chiare: «Occorrerà discutere approfonditamente sulle opere di mitigazione - spiegano -. Riteniamo che le pale debbano necessariamente essere localizzate oltre le attuali piattaforme petrolifere dell’Eni, cioè oltre i 10 chilometri dalla linea di costa». Di miglia, tra i siti individuati per la posa delle pale eoliche e la costa, il progetto ne prevede appena tre. Le torri, sulle quali poggeranno rotori del diametro di 110 metri, saranno alte oltre 100 metri, e saranno ancorate in fondali profondi fino a 30 metri. Sono anche allo studio sistemi di integrazione del parco eolico con le aree marine in cui verrà installato, per garantire la salvaguardia degli ecosistemi coinvolti. I comuni interessati sono a cavallo tra le province di Caltanissetta e Agrigento: si tratta di Gela, Licata e Bufera.
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277335
    Sarà 1.150.000 kilovattora ; con 1150 chilovattora non soddisfi 390.000 famiglie.....ma 390 (la fornitura standard famigliare è come noto di circa 3 chilowatt).

  8. #8
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    E si, il sindaco di Gela ha detto una gran boiata!!!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Max50 Visualizza Messaggio
    Sarà 1.150.000 kilovattora ; con 1150 chilovattora non soddisfi 390.000 famiglie.....ma 390 (la fornitura standard famigliare è come noto di circa 3 chilowatt).
    Se i kW ed i kWh hanno nomi diversi magari sono anche diversi, cosa ne dici ?

    Una famiglia "tipo" italiana ha un impegno di 3 kW in casa e consuma 2.500 kWh annnui.

    Nell'articolo c'è un evidente errore di definizione della produzione (strano con i giornalisti che abbiamo in Italia...). Un impianto di 115 torri off shore avrà una capacità minima di 345 MW per una produzione di circa 800/900 mila mWh e non kWh annui.

    Questo ad occhio e senza conoscere il progetto.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    Gela, la capitale della petrolchimica
    dice no agli impianti eolici



    CROCIATE - Ma il combattivo sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha già avvertito: «Faremo le crociate, questo impianto sul nostro territorio non si deve fare». Il progetto dell’Enel ha puntato su un territorio già fortemente compromesso da punto di vista ambientale e non aveva messo in conto questo tipo di reazione da parte degli amministratori locali. Tra l’altro si tratta di un impianto off-shore cioè verrà realizzato in mare, ad una distanza minima di 3 miglia dalla costa. E quindi anche visivamente le pale eoliche non deturperebbero il paesaggio più di quanto non avvenga già con le mostruose sagome del petrolchimico.
    Le autonomie locali si devono limitare agli appalti per la manutenzione dei marciapiedi o alla camorra sull'assegnazione dei loculi al locale camposanto.
    Napoli insegna.

 

 
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