User Tag List

Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: parliamo di umbri veri

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 May 2007
    Messaggi
    829
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito parliamo di umbri veri

    Le attestazioni linguistiche sulla cui base sono operate le precedenti scansioni sono così disposte:
    - dal ‘Piceno’ provengono iscrizioni di età arcaica di carattere linguistico safino arcaico (le iscrizioni “sudpicene”);
    - dall’Umbria” provengono iscrizioni di età recente e di carattere linguistico safino innovativo (le Tavole Iguvine e le iscrizioni “umbre”);
    - dalla “Sabina” provengono glosse di età regia e di carattere linguistico paleoumbro, nonché iscrizioni di età arcaica e di carattere linguistico safino;
    - dal territorio “Osco” provengono iscrizioni di età arcaica e di carattere linguistico safino arcaico (le iscrizioni “campane”), nonché numerose iscrizionì di età più recente e di carattere linguistico safino conservativo
    (le iscrizioni “osche”).

    dalla lucania su di una corazza italica ( è stata ritrovata in Tunisia).
    Luceria contiene la radice osca presente in Lucetius, Lucani), e

    In ultima analisi il nostro concetto di sflino si distingue da quello di “oscoumbro” per il fatto che con “safino” si intende solo ciò che nel complesso oscoumbro non appartiene al sostrato “paleoumbro”:
    safino è, in altri termini, ciò che costituisce il “superstrato” recenziore dell’unità linguistica oscoumbra.
    Il nome dei Sabini
    Quanto al nome di “sabino”, si deve partire oggi dalla considerazione che « gli Italici di Penna S.Andrea [in iscrizioni del V sec.a.C.] definiscono safina la loro toùta e i loro nerf ‘principes’ sono nerf di Safini ... Nell’iscrizione su bracciale si legge "ombriìen akren ‘nell’agro umbrio’, con l’ovvio richiamo al fatto che nell’umbro delle tavole iguvine (V è ricordato come parte di una circoscrizione umbra un territorio (agro) in area del Piceno (genitivo Piquier Martier)» (Prosdocimi 19875).

    Il termine di “sabino” è centrale in questo nostro discorso. Secondo Rix (1957) i nomi di popolazioni italiche come Sabini, Sabelli, Samnites, ecc. sono il risultato della diffusione di un etnonimo italico che si ricostruisce come *sajeno (con Jl spirante sonora). Dice Prosdocimi (1987): « se questo *Sakeno è l’etnico sia di italici del nord di tipo umbroide, come i Sabini (della storia) e i Safini (epigrafici), sia di italici del sud come i Sanniti, *Sa/jeno sarebbe l’etnico che precede questa divisione, sarebbe quindi l’etnico proprio che si davano gli Italici, o almeno una sezione di Italici giunti ad avere una coscienza etnica ».

    ad esempio,Sabini a causa della loro religiosità e pietà» (dal verbo greco sébomai = venero, onoro). legati all' etimologia è da far risalire alla radice indo-europea *s(w)e-bh(o)-, all'origine del termine germanico sibja (parentela di sangue) e dell'antico termine indiano sabh (assemblea, congregazione, società, totus ).




    26

    Come ha osservato De Simone (1992:228 ss.), la tradizione letteraria (Catone, Igino e Silio Italico) che istituisce il dio Sabus come eponimo dei Sabini, noi diremmo come “base derivazionale” dell’aggettivo Sabino-, è una tradizione autentica (non semplicemente un’invenzione di Catone fondata sul rapporto ovvio “nome in -os: aggettivo in -inos”) ed è linguisticamente fondata, in quanto il significato lessicale di sabho- è ‘proprio, il proprio’, come già rilevato: ne discende che l’aggettivo (sostantivato) sabino- vale ‘colui che è proprio, ciò che è proprio’, detto di uomini, territorio, costumi, ecc., in opposzione a ciò che è altrui, diverso dal proprio. De Simone dimostra poi come le varie derivazioni da questa base (*sabhen/sabhon, *sabhnio *sabhenqo., ecc.) sono morfologicamente “ben formate” e giustificate nella semantica: il quadro che se ne ricava è solido e del tutto convincente. Tutto ciò non contrasta con quanto emerge dalla lettura di Prosdocimi 1987, e cioè che il tema safino-/sakino- si applicava come autodenominazione indifferentemente a Umbri, Piceni e Sabini fin da un’epoca protostorica; che è quanto dire che lo si può considerare l’etnonimo universale dei parlanti “oscoumbro”, gli Italici. Una conferma viene dal fatto signifcativo che quando nel I sec.a.C., con le guerre sociali, le genti italiche si organizzarono contro Roma, a Corfinium, scelta a capitale federale, si coniarono monete con la scritta Saflnim: tutti gli Italici si dovevano riconoscere in questo etnonimo tradizionale.
    Il tema di partenza *sapeno mostra comunque diversi adattamenti che sono quelli intervenuti nelle varie aree linguistiche dove l’etnonimo è stato recepito, e sono essenzialmente dovuti all’ intolleranza che i diversi sostrati locali mostrano nei confronti delle spiranti sonore. Infatti va detto che in genere le cosiddette “medie aspirate” indeuropee (bh, dh, gh: per cui si parte da un*sabheno) sono entrate in Italia come spiranti sonore (ft, 4 j: quindi *sa!eno) e che da queste si deve partire per rendere ragione delle reali articolazioni che le lingue attestano. Nel caso in esame va anche considerato che la lingua delle genti che inizialmente si autodefinivano *Safteno si è diffusa forse anche in parte per moltiplicazione e propagazione dei parlanti originari, ma certo in modo prevalente per diffusione della lingua da quelli a parlanti nuovi; e quando una lingua viene adottata da parlanti non originari ciò avviene sempre e necessariamente a spese di alcuni suoi caratteri peculiari; le prime peculiarità che ne soffrono sono quelle fonetico-fonologiche. Così nel Piceno il /1 di *sap heno ha perduto la sonorità (f in origine non era labiodentale, come pronunciamo oggi, ma bilabiale, quindi era la versione sorda di J3); a Roma, dove l’etnonimo non può essere entrato dopo l’VITI sec.a.C., perché i *Saffini parteciparono al sinecismo, ha subìto
    l,occlusivizzazione in -b-; nell’Umbria settentrionale ha subìto al contempo l'’ assordimento e l’occlusivizzazione, divenendo -p- su bocca “paleo-umbra”.
    Lo schema della diffusione linguistico-culturale (e non necessariamente di materiale umano, si badi bene) che Prosdocimi (1987:60) propone è il seguente:
    Umbri [nel nostro discorso Safinì”]
    Sabini
    Picentini
    Sanniti
    Campani
    Lucani

    L ‘unità originaria del mondo oscoumbro
    L’unità originaria del mondo italico (dove per ‘italico” noi in
    tendiamo “safino”), se mai ci fosse bisogno di dimostrarla, è implicita
    nella compattezza del sistema onomastico usato da tutti gli Italici. Pro
    sdocimi (1987:63) ritiene questo « un fenomeno che per la sua partico
    lare posizione tra lingua come forma e cultura come contenuto esige nel
    suo prodursi che il mondo italico fosse unitario ... il suo prodursi è col
    legabile a un fenomeno socioculturale preciso: si tratta del fatto che il
    morfema -jo- assume un aspetto diverso a seconda che si trovi nel primo
    o nel secondo membro della formula binomia, tipo
    Nominativo -is -(i)es, -iìs, -IES
    Accusativo -im -iùm, -IOM

    Questo comporta il fatto che nella coscienza dei parlanti Safini la formu
    la binomia fosse solidamente istituzionalizzata e al di sopra di ogni op
    zionalità. Ora, poiché questo “istituto culturale” col suo preciso risvolto
    linguistico percorre tutto l’italico dall’umbro al piceno, al sabino, alle va
    rietà sabelliche, al sannitico e a tutto ciò su cui il sannitico si è sovrap
    posto, tale omogeneità si spiega solo come comune eredità.

    è da ricordare e menzionare che in Val Camonica, esistono toponimi sacri dei Paleo-umbri, in carta indicati come Pescarzo. i toponimi dalla doppia radice osco-umbra persklum + arsie cioè "pietra altare + sacro" persklum ovvero cerimonia sacra procedurale ,genitivo singolare- perk-sk-lo -azione sacrificale (prsosdocimi lancillotti devoto) Ciò era consono con la disposizione dei toponimi osco-umbri in kaprum della Lunigiana, tre coppie in Val di Magra, di cui uno sempre in destra idraulica ed uno in sinistra idraulica, e tre in alture del Golfo e delle Cinque Terre, tutti intervisibili, formanti un triangolo di geografia sacra simile.

    ver sacrum e abbigliamento villanoviano e daunio

    in quest' area caratterizzata dall’uso simbolico di animali sarci a marte, quasi esclusivo, di una tipologia peraltro insolita, è l’attuale Puglia centro-meridionale, in Peucezia e Messapia: in questa zona si usavano soprattutto dei cinturoni con ganci “a corpo di cicala”, i quali non si inserivano in fori d’aggancio bensì in cerchietti mobili (del diametro :a cm 1,5) tenuti da altri ganci anch’essi “a corpo di cicatipo bovide e quadrupede ,è presente a Cegiie Peuceta, Rutigliano, Mesagne, curia, in modo molto consistente nel Leccese, con proveniena- — quelle note — da Rudiae, Soleto, Gallipoli, Vaste. a Lavello e globalmente sparsi in tutta l'area, in quest’area il tipo di gancio “a r di cicala” presenta a volte una terminazione caratteristica : serpentiforme ondulata: tali terminazioni si trovano nei cinturoni italici da Oria, Taranto, Lecce, Soleto, Poggiardo e nelle c.u lontane Oliveto Citra, Palma Campania e Alfedena.


    Canosa, poi, si configura come uno dei centri fondamentali per la tipologia dei ganci “a corpo di cicala” desinenti a protome teriomorfa, privi di piastrine: da questo sito provengono infatti sei cinturoni a 5 ganci, due a 3 ganci, uno a 4 ganci, uno a 9 ganci, uno a 13 ganci e numerosi altri ganci sciolti di questo tipo. Il tipo è particolarmente rappresentato anche nella valle dell’Ufita, dato il numero di esemplari rinvenuti. Dunque questo gancio è caratteristico di una zona il cui fulcro era probabilmente in parte nell’irpinia orientale e in parte si allargava a est verso l’Apulia (Salapia, Bovino, Canosa, Conversano), a sud verso Lavello, Atella e il Porentino. Si confermano ancora per altre vie gli intensi legami della Baronia con l’Apulia sullo scorcio delle guerre sannitiche.

    il cinturone a gangio - hirpus

    La particolare terminazione a protome di lupo, numericamente così preponderante in Irpinia, è veramente rilevante e pertanto indicativa di una netta preferenza del tipo. Ho già osservato in altra sede29 che non è forse senza significato se questo tipo di gancio si concentra in un territorio che abbraccia l’attuale Irpinia orientale (la Baronia), l’antica Daunia, parzialmente la Peucezia e il Melfese, un territorio cioè che vedeva le periodiche trasmigrazioni della transumanza e quindi la necessità in primis di difendere le greggi quale cespite economico fondamentale. La protome del lupo è esibizione scaramantica? Comunque esaltazione dell’animale o come forza positiva (cane lupo che difende le greggi) o come forza negativa (lupo da cui difendere le greggi), o entrambe per un gruppo, quello irpino, che nell’hiipus appunto, sacro a Marte, vedeva il suo animale totemico.
    Il gancio da Fisciano, il cui unico confronto è con i ganci del cinturone dalla tomba 48 da Capua, è originato invece da una placca a sezione convessa conformata “a corpo di cicala” e termina in una protome di cane mastino, i cui caratteri morfologici rimandano a un alano, l’antico molosso; il corpo stesso è accompagnato, presso l’ultimo chiodo di fissaggio sull’estremità maschio del cinturone non più esistente, da altre due protomi di alano di profilo. Ugualmente sarà interessante la definizione dell’area di diffusione dei cinturoni che presentano, sia a rilievo che incisa, una protome taurina (o di bovide), ritrovati finora a San Polo, Bitonto, Alife, Carife, Pontecagnano, nell’agro picentinopestano, Paestum, Agropoli e presenti a Siena nel Museo Chigi. Il motivo potrebbe essere specifico di un territorio dove l’allevamento dei bovini era particolarmente praticato3° e/o di un’area che le fonti antiche ci indicano prescelte in un ver sacrum in cui l’animale-totem era appunto un toro.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 May 2007
    Messaggi
    829
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    unità italica prima della della rileggittimazione da parte di roma

    PREFAZIONE di Augusto Lancillotti al saggio "la lingua degli umbri!
    di Francesca Pinna JAMA EDIZIONI


    Le genti che portavano il nome di Umbri sono infatti quelle che diedero vita alla civiltà più antica dell’italia, come ricorda Plinio, il grande scienziato e storico romano, del quale tutti ricordano la frase Umbrorum gens antiquissima Italiae. Una civiltà che dal 13° secolo avanti Cristo in poi si estese dalla pianura padana al Tevere, dal mare Tirreno all ‘Adriatico, come ricordano gli storici greci, e poi (con L ‘apporto safino) pian piano fino all’italia Meridionale; una civiltà alla quale spetta di diritto il nome di “italica”, come la chiamiamo noi moderni, anche se gli storici greci e romani parlano inizialmente di “Umbri” per la metà settentrionale del territorio, e di “Ausoni” per la metà meridionale. Sul fondamento dei dati linguistici, infatti, possiamo affermare che l’italia fu una REALTà culturalmente UNITARIA ben prima che Roma realizzasse l’unità politica, e che lo fu su basi non latine, ma, almeno inizialmente, umbre.
    Ma perché non si è parlato di Umbri sino ad oggi? Per una serie di ragioni, tutte legittime, ma ormai tutte superate. in primo luogo perché gli studiosi del settore sono riusciti a comprendere in modo pressoché definitivo e sicuro i testi umbri antichi solo negli ultimi trent’anni, e solo dagli anni Settanta hanno raggiunto la certezza dell’importanza e dell’originalità della cultura umbra (prima si tendeva ad interpretare i contenuti delle tavole come influenzati dalla romanità); poi perché alle pur solide con getture che i contenuti delle Tavole di Gubbio avevano suggerito mancava il supporto documentale dei reperti archeologici, in genere scarsissimi per l’ambiente umbro pre-romano. Oggi però va detto che le cose stanno cambiando. Anzitutto perché con il Convegno Internazionale sugli Antichi Umbri, tenutosi a Gubbio nel mese di settembre 2001, si è manifestato il consenso generale degli studiosi di tutto il mondo intorno alla significatività ed originalità di questa cultura; in secondo luogo perché l’archeologia sta scoprendo importantissime testimonianze materiali della vita di comunità umbre risalenti al secondo millennio a. C. (gli attuali scavi a Colle i mori di Gualdo Tadino, a cura della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria, raccontano di una città umbra fondata due-tre secoli prima di Roma e prima di tante altre città greche ed etrusche che si riteneva fossero le più antiche in italia); ed infine perché si sono cominciate a rivalutare le testimonianze degli storici antichi (fondamentale è il recente libro di Andrea Carandini, La nascita di Roma), sino a qualche anno fa tenute in poca considerazione a causa della tendenza al gusto del mito che spesso le caratterizza.
    il libro di Francesca Pinna viene ad inserirsi in questo quadro di sviluppo delle nostre conoscenze sull ‘antico mondo italico pre romano, portando un ‘importantissima tessera al mosaico che si viene ricostruendo. E chi, come me, si occupa di recuperare i possibili resti linguistici dello strato prelatino sopravvissuti nei toponimi dell’italia centrale, nelle voci dialettali ed in quelle che hanno avuto la sorte di trovar posto nel lessico della lingua standard, oggi, grazie a questo lavoro, dispone di un repertorio di caratteri morfologici “targati” umbro antico, che permette di sottrarre molte voci al fantomatico “sostrato mediterraneo” per recuperarle al proprio legittimo proprietario, il patrimonio di quella cultura umbra che sta alle radici stesse del mondo romano.

  3. #3
    Super Troll
    Data Registrazione
    26 Mar 2005
    Località
    Gubbio
    Messaggi
    52,137
    Mentioned
    918 Post(s)
    Tagged
    28 Thread(s)

    Predefinito

    Se parliamo della lingua e della cultura delle antiche popolazione umbre allora è d'obbligo parlare delle "tavole eugubine"
    Nel primo millennio a.C. spunta la civiltà e la cultura del Popolo umbro. Prende così avvio, praticamente, la Città Stato a struttura prevalentemente religiosa. Gubbio (il nome umbro era Ikuvium tradotto dai romani in eugubium)ne fu la capitale e nelle Tavole Eugubine ha la principale testimonianza. Alla triade romana di Giove, Marte e Quirino, Gubbio proponeva altra triade di dei: Giove, Marte e Volfiono, tutti con l'attributo di Grabovio (Roccia).
    Ai tre dei erano dedicati tre templi, tre vie e tre porte. La Tutà Ikuvina (Città Giovina, di Giove, cioè Gubbio, che dal dio Giove ha tratto il nome) estendeva le sue mura di massicci blocchi di pietra di travertino spugnoso pressappoco nell'attuale quartiere di S. Giuliano, con tre porte.

    La più grande testimonianza del popolo umbro sono le Tavole Eugubine fortuitamente giunte fino a noi in stato di eccellente conservazione e ben custodite in apposite vetrine girevoli, nella Civica Pinacoteca. Le Tavole Eugubine sono sette lastre di bronzo rettangolari scritte, o meglio, incise da leggersi da destra verso sinistra.
    Furono rinvenute nei pressi del Teatro Romano di Gubbio, nell'anno 1444 da certo "Paulus Gregoriensis, habitator Schigiae..." e da questi vendute al Comune di Gubbio. Le Tavole Eugubine, secondo il Prof. Devoto, traduttore delle medesime, sono il più importante testo rituale di tutta l'antichità classica, in quanto non si possiede nulla di simile ne in lingua latina ne in quella greca; per trovare paralleli bisogna ricorrere a letterature del vicino e lontano oriente.
    Le Tavole Eugubine sono scritte in due lingue: umbro locale derivato dall'etrusco perugino cortonese ed il lingua latina d'epoca sillana e risalgono a più di due secoli a.C.
    L'Alfabeto Umbro è composto da 14 lettere e 4 vocali
    L'alfabeto delle Tavole Eugubine è formato da 14 lettere e quattro vocali (manca la "o"). Nel testo sono ritualizzate cerimonie religiose e processioni di fedeli.È degna di essere ricordata la preghiera che gli Ikuvini, cioè gli abitanti dell'attuale città di Gubbio, rivolgono ai propri dèi tutelari per proteggersi dall'attacco di popoli nemici, come i Nahartes, riconosciuti negli abitatori della conca ternana in cui scorre il Nera (Nahar), i Japuski, probabilmente popolazioni adriatiche come Piceni e Iapigi, ed infine il Turskum nomen, ossia la vicina nazione etrusca.

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    6,869
    Mentioned
    31 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE=c@scista;8280762]Le Tavole Eugubine sono scritte in due lingue: umbro locale derivato dall'etrusco perugino cortonese [QUOTE]

    mmmmmm....ma sei sicuro????

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Feb 2005
    Località
    ilpostopiùbello
    Messaggi
    499
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tra un pò, gli Umbri veri saranno la grna massa di calabresi che hanno occupato tutti i posti nell'amministrazione umbra, dalla Regione, alle Asl, alla Provincia.ecc. Eh eh, ma non c'erano umbri capaci per questi ruoli?

  6. #6
    Forumista
    Data Registrazione
    01 Dec 2009
    Messaggi
    782
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da RobieT Visualizza Messaggio
    Tra un pò, gli Umbri veri saranno la grna massa di calabresi che hanno occupato tutti i posti nell'amministrazione umbra, dalla Regione, alle Asl, alla Provincia.ecc. Eh eh, ma non c'erano umbri capaci per questi ruoli?
    Giusto... chiamali per nome calafricani bastardi...

  7. #7
    Super Troll
    Data Registrazione
    26 Mar 2005
    Località
    Gubbio
    Messaggi
    52,137
    Mentioned
    918 Post(s)
    Tagged
    28 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE]Biordo[QUOTE=c@scista;8280762]Le Tavole Eugubine sono scritte in due lingue: umbro locale derivato dall'etrusco perugino cortonese
    Scritto in origine da Biordo
    mmmmmm....ma sei sicuro????
    Beh diciamo che quella frase va spiegata meglio: la lingua umbra e' una lingua totalmente autonoma dall'etrusco ma secondo gli storici iniziamente gli umbri non conoscevano la scrittura (tra l'altro per gli studi della lingua umbra si sono basati moltissimo proprio sulle tavole eugubine)e solo in un periodo successivo gli umbri hanno imparato la scrittura grazie all'influenza culturale dei vicini etruschi di Perugia per cui con le tavole eugubine in cui per la prima volta la lingua umbra diventa lingua scritta si risente in tal senso l'influenza culturale della scrittura etrusca

  8. #8
    Piccolo insipiente
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Vivo a Perugia (Augusta Perusia Colonia Vibia) con la mia famiglia
    Messaggi
    9,978
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da umbro Visualizza Messaggio
    Giusto... chiamali per nome calafricani bastardi...
    che finezza...

 

 

Discussioni Simili

  1. Berlusconi: Ora parliamo di problemi veri, dopo la riforma dello Stato
    Di TEBELARUS nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 26-06-13, 23:15
  2. ag e gli umbri contro yahoo!
    Di ilGladiatore (POL) nel forum Umbria
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 18-10-07, 11:00
  3. Camerati Umbri
    Di Fiamma Perugia nel forum Destra Radicale
    Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 15-05-07, 19:00
  4. Di cosa parliamo quando parliamo di PACS
    Di Willy nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-12-06, 11:02
  5. Artisti Umbri
    Di er uagh nel forum Umbria
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 07-05-06, 14:57

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226