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  1. #1
    Timeo Danaos et dona ferentes
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    Predefinito Senato, saltano i tagli al bilancio: gruppi dimezzati, però la spesa sale

    IL CASO

    Senato, saltano i tagli al bilancio:
    gruppi dimezzati, però la spesa sale


    La mancata disdetta del contratto del personale annulla
    i cinque milioni di risparmi previsti



    Quattro milioni l'anno: tanto il Senato avrebbe risparmiato grazie alla riduzione dei gruppi parlamentari. Il calcolo l'aveva fatto l'Ansa, quarantotto ore dopo le elezioni, citando «fonti parlamentari».
    Quattro milioni: sui circa 600 che ogni anno spendiamo per la Camera alta non è una gran cifra.
    Ma sarebbe stato sempre meglio di niente.
    Invece di quei quattro piccoli milioni, nel bilancio che il Senato approva oggi, non c'è nemmeno l'ombra. Anzi. Nonostante il numero dei gruppi si sia dimezzato, passando da 11 a sei, e quest'anno ce ne siano stati quindi cinque in meno per otto mesi (la nuova legislatura è iniziata il 23 aprile), spenderemo addirittura 750 mila euro in più.
    Il conto salirà dai 39 milioni 350 mila euro del 2007 a 40 milioni 100 mila euro: è scritto nero su bianco a pagina 65 del bilancio.
    L'aumento è dell' 1,91%, superiore anche a quell'inflazione programmata che doveva rappresentare il limite invalicabile delle spese. Chiamiamola col suo nome: un'autentica beffa.

    Eppure ci avevano provato, alla fine dell'anno scorso, a contenere le spese del Senato almeno entro quel tetto. C'era voluta, è vero, la spallata di un emendamento alla Finanziaria presentato da Massimo Villone e Cesare Salvi, due senatori della sinistra rimasti senza seggio al pari dei loro colleghi di schieramento, per costringere l'amministrazione delle Camere, ma anche quella del Quirinale, ad assumere come riferimento l'inflazione programmata e non più, com'era stato fino ad allora, il prodotto interno lordo nominale, che consentiva agli organi costituzionali, in realtà, di fare i furbetti.
    Tagliare di oltre 5 milioni le previsioni di uscita del Senato per quest'anno, tuttavia, non era stato affatto facile. Ma alla fine il senatore del Pd Gianni Nieddu (non ricandidato dal suo partito) era riuscito a convincere la presidenza di Franco Marini a disdettare un contratto del personale che prevede scatti e automatismi tali da avere spinto le retribuzioni dei dipendenti del Senato a una media di oltre 131 mila euro lordi pro capite, e con un aumento di oltre mille euro al mese in un solo anno. Da quell'intervento dovevano arrivare risparmi per almeno 3 milioni e mezzo di euro, a coronamento di un impegno solenne assunto per iscritto dal consiglio di presidenza del Senato: quello di ridurre in modo significativo l'incidenza del costo del personale sulle spese correnti, che aveva ormai superato il 40%.

    E la manovra sugli stipendisarebbe stata appena l'antipasto, seguito da un piatto ancora più sostanzioso: l'innalzamento dell'età minima pensionabile per tutti i dipendenti di Palazzo Madama a 53 anni. Sappiamo com'è andata. La fine anticipata della legislatura ha mandato in soffitta quel progetto, così chi è entrato al Senato prima del 1998 potrà continuare a ritirarsi dal lavoro anche a 50 anni, infischiandosene di scaloni e scalini. E ha mandato in soffitta anche la disdetta del contratto del personale: lo ha deciso la commissione contenziosa, uno speciale organismo interno, motivando la revoca con un vizio di forma. Il risultato è che la spesa per gli stipendi, invece di diminuire, salirà ancora: dell'1,14%.
    E non basta. La somma dei costi per il personale in attività e per i pensionati, che beneficiano come i dipendenti degli aumenti retributivi, ha raggiunto il 42,92% delle uscite complessive, contro il 42,74% del 2007 e il 41,52% del 2006. Numeri che hanno indotto i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord) ad ammettere una resa senza condizioni: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida», hanno scritto nel bilancio.

    Quest'anno, poi, c'è anche la ciliegina sulla torta dei nuovi vitalizi a 57 parlamentari non rieletti e dei 7 milioni 251 mila euro per pagare gli «assegni di solidarietà» (si chiamano proprio così) ai senatori che hanno perso il posto.
    Risultato: le spese correnti del Senato raggiungeranno quest'anno 570,6 milioni, 12 milioni 273.500 euro in più rispetto al 2007, con un aumento del 2,20%. Alla faccia di un'inflazione programmata dell'1,7%. Si dirà che il costo della vita è salito molto di più, e comunque nel bilancio c'è l'impegno a non far salire nel 2009 le spese oltre l'1,5% programmato dal Tesoro. Ma questo cambia poco. La sostanza è che le spese continuano ad aumentare, con poche eccezioni. Il costo per i servizi di ristorazione, per esempio cresce dello 0,76% a 2,8 milioni. Quello per le pulizie e il facchinaggio aumenta invece del 6,53%, da 4,3 a 4,6 milioni. La bolletta dell'acqua, poi, non si schioda dai 300 mila euro. Mentre la spesa per «servizi informatici e riproduzione » si incrementa addirittura del 13,44%, raggiungendo 9,3 milioni.

    E continua anche l'espansione immobiliare. A pagina 44 del progetto di bilancio si parla di una trattativa che sarebbe stata in corso al momento in cui è stata predisposta la prima versione del documento contabile, a fine febbraio 2008, per «l'acquisizione in locazione dell'intero secondo piano di un immobile situato in piazza del Pantheon». Senza peraltro menzionare il costo dell'operazione. Soprattutto, come denuncia Antonio Paravia, che già si era astenuto sui precedenti bilanci, ci sono sempre i soliti problemi di trasparenza: «Il finanziamento dei gruppi, per esempio, non è sufficientemente dettagliato, e non si capisce bene come vengono impiegati i soldi. Il fatto è che i bilanci di Camera e Senato vengono scritti da tre questori, approvati dall'ufficio di presidenza, resi disponibili ai parlamentari quarantotto ore prima di essere portati in assemblea e ratificati dalle aule solitamente semideserte. Il che, per un bilancio come il nostro da 600 milioni, non è proprio un dettaglio».

    Si tranquillizzi, il senatore del Pdl. Comincioli, Adragna e Franco promettono una «rigorosa gestione delle risorse di bilancio, attenti all'obiettivo prioritario del contenimento della spesa». E se lo dicono loro...

    Sergio Rizzo
    Gian Antonio Stella
    24 luglio 2008


    http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml

  2. #2
    "CATTOCOMUNISTA"
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    Per fortuna che Silvio c'èèèè

  3. #3
    Speriamo non sia tardi
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    In compenso i tagli a sanità, sicurezza ed enti locali sono stati confermati in pieno alla camera.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Sax78 Visualizza Messaggio
    IL CASO

    Senato, saltano i tagli al bilancio:
    gruppi dimezzati, però la spesa sale


    La mancata disdetta del contratto del personale annulla
    i cinque milioni di risparmi previsti



    .....................
    Sergio Rizzo
    Gian Antonio Stella
    24 luglio 2008


    http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml

    Per forza Tremonti dice che il tesoretto non c'è: lo spenderà secondo la logica ben descritta sopra da Rizzo e Stella e finirà nei mille rivoli della spesa pubblica.....

  5. #5
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    intanto però nella finanziaria.....

    Italiani all'estero e promozione dell'immagine dell'Italia (articolo 2, comma 60). Prevista la spesa di 18 milioni di euro per l'attuazione delle politiche di sostegno agli italiani all'estero e di promozione dell'immagine dell'Italia all'estero.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...02556205034XsG

  6. #6
    "CATTOCOMUNISTA"
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    Uuuuh cose utili...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da 232425 Visualizza Messaggio
    intanto però nella finanziaria.....

    Italiani all'estero e promozione dell'immagine dell'Italia (articolo 2, comma 60). Prevista la spesa di 18 milioni di euro per l'attuazione delle politiche di sostegno agli italiani all'estero e di promozione dell'immagine dell'Italia all'estero.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...02556205034XsG

    in che consisterà questa promozione dell'immagine italiana??...
    sarei curioso di vedere tutta la filiera di questi fondi...
    come andranno spesi e in cambio di quali benefici...

  8. #8
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da 232425 Visualizza Messaggio
    intanto però nella finanziaria.....

    Italiani all'estero e promozione dell'immagine dell'Italia (articolo 2, comma 60). Prevista la spesa di 18 milioni di euro per l'attuazione delle politiche di sostegno agli italiani all'estero e di promozione dell'immagine dell'Italia all'estero.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...02556205034XsG
    oh porca putt...ma politiche di sostegno per gli italiani in Italia mai?

    aspettate...mi sorge un dubbio...non è che Silvio ha la residenza all'estero?

  9. #9
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da Sax78 Visualizza Messaggio
    in che consisterà questa promozione dell'immagine italiana??...
    sarei curioso di vedere tutta la filiera di questi fondi...
    come andranno spesi e in cambio di quali benefici...






  10. #10
    Timeo Danaos et dona ferentes
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    questo era ciò che prevedeva l'ANSA,
    sottovalutando le infine "capacità" dei nostri parlamentari evidentemente...

    GRUPPI DIMEZZATI, RISPARMI PER 11 MLN L'ANNO
    di Francesco Bongarra'
    27 APRILE 2008

    Nel taglio dei costi della politica gli elettori hanno fatto decisamente meglio di parlamentari e ministri. La drastica riduzione dei gruppi parlamentari, praticamente dimezzati dal voto del 13 e 14 aprile, comporterà infatti risparmi cospicui per i bilanci del Senato e della Camera: una riduzione di spese che potrebbe arrivare, per entrambi i rami del Parlamento, a poco più di 11 milioni di euro annui.

    Una riduzione della spesa, quella determinata dalle urne, che é decisamente più consistente del risparmio dello 0,014% per il 2008 a Montecitorio annunciato alla fine del 2007 dai questori della Camera. Quell'inversione di tendenza "infinitesimale" (che però si registrava per la prima volta dopo ben 45 anni) si concretizzava in un contenimento della spesa pari a 150mila euro, "frutto di un intenso lavoro di contenimento delle voci di spesa aggredibili, compresa quella per il personale", spiegavano soddisfatti i questori.

    LE 'MANCATE SPESE' - Le riduzioni dei costi sono determinate sostanzialmente dal crollo del numero dei gruppi parlamentari. Al Senato passano dai 12 della XV legislatura ai 5 della XVI, come del resto alla Camera, a fronte del record storico di 14 gruppi nella legislatura appena conclusasi. Meno gruppi significa non solo meno soggetti a cui erogare contributi ma anche meno segretari di presidenza, che rispecchiano la rappresentatività dei gruppi: al Senato erano 10 e ce ne saranno 8, mentre alla Camera passeranno verosimilmente dagli attuali 16 a nove o dieci. Ogni segretario di presidenza costa più o meno 380mila euro all'anno, destinati all'indennità di funzione, al rimborso delle spese ed al personale di segreteria.

    I RISPARMI - Nella prossima legislatura dovrebbero esserci poco più di 11 milioni di mancate spese all'anno rispetto a quella precedente. Ecco, in particolare, come si arriva a questo dato.

    CAMERA. Per i gruppi parlamentari di Montecitorio si prevede una riduzione di spesa tra i due e i tre milioni di euro annui. Il calcolo, tuttavia, è abbastanza approssimativo: infatti si basa su gruppi standard di 25-30 componenti, i contributi vanno calcolati in base tanto della consistenza numerica dei singoli gruppi quanto dal loro numero complessivo. Cospicuo anche il risparmio per i segretari di presidenza: scendendo da 16 a nove o dieci, si spenderanno poco più di tre milioni di euro.

    SENATO. La riduzione della spesa per i gruppi di Palazzo Madama viene stimata tra i 4 e i 4,3 milioni all'anno: praticamente il 50% rispetto agli 8 milioni previsti nel progetto di bilancio per il 2007. Meno 'pesante' è, invece, il risparmio per il taglio dei segretari di presidenza: dovrebbe essere di circa 760mila euro.
    CAMBIA LA GEOGRAFIA DELLE AULE: Mancando i gruppi della sinistra radicale, i banchi d'Aula all'estrema sinistra andranno prevedibilmente ai parlamentari del Pd.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._69726372.html

 

 
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