L’oracolo oscuro della lega ha proferito nuove fatwe (sorta di sentenze/ profezie per il diritto islamico). I due obiettivi di Bossi sono stati l’inno e i professori meridionali. Un accoppiata vincente per i mass media che hanno sguazzato sulle invettive del senatur esaltando la musica di Mameli e compiangendo i professori sudisti. Qualcuno di parte maggioritaria (governativa) in verità ha cercato di fare la filologia delle esternazioni bossiane, trovando questioni e retroterra complessi per le sentenze del profeta del nord. In verità le chiacchiere bypartisan sprecate sul tema farebbero intendere a chi non conosce la storia, come i meridionali siano partiti da Marsala per sbarcare a Quarto per poi realizzare l’unità d’Italia mettendo a ferro e a fuoco i paesi della bergamasca, del cuneese e del bresciano. I meridionali, secondo la vulgata generale, avrebbero costruito lo stato italiano con le prefetture, l’esercito, la polizia, l’amministrazione centrale. Mameli in questa scia è di Napoli e oltre all’inno avrebbe scritto anche O sole mio.
I professori sono parte di questo disegno imperialista che da centocinquanta anni sta ingessando il nord della penisola costringendolo in una morsa meridionalista. Questa la storia fantastica della padania. Un territorio che sembra Narnia di Lewis Carrol ma di cui a parlarne sempre si è materializzato con presunti confini geopolitici. D’altro canto i cultori della storia patria risorgimentale non si fanno domande sulla storia, o peggio danno per scontato la bontà dell’unificazione garibaldina, quasi che la rozzezza delle tesi bossiane assolvesse il passato risorgimentale. Infatti gli italianisti fanno la figura dei benpensanti e razionali di fronte alle sgangherate tesi del senatur ed il gioco si sposta su altri e non veritieri versanti. In tutto questo i meridionali sono spiazzati, percepiscono un avversione naturale ed un pericolo che viene da nord ma ripiegano su posizioni che non sono le loro. Come al solito balliamo su una musica non nostra o meglio su due musiche aliene. Dalla padella alla brace per i meridionali senza difesa e senza memoria. Un primo passo realistico è la creazione dei Comitati, un’alleanza a difesa dei meridionali (dico meridionali in questo caso) su tutti i fronti ed a cui facciano riferimento i cittadini di nascita d’oltre la linea gotica. Un sodalizio che raduni anche e soprattutto la gente emigrata esposta agli attacchi e paradossalmente anche alle sirene leghiste. Niente intellettualismi in questa operazione ma semplicemente un sistema di mutuo soccorso che non vada per il sottile che permetta di veicolare successivamente idee più complesse ed organiche. In questo scenario bisogna muoversi per far contare le ragioni del Sud e pretendere rispetto.
Pasquale Costagliola
CDS Caserta - Terra di Lavoro




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