Come si fa a giustificare l'ordinanza del Sindaco di Terralba che manda le ruspe ad abbattere le baracche dei Rom e non sapere che quelle 52 persone,di cui 28 bambini ,sono cittadini del suo comune e sono cittadini europei.Ma dove vogliamo arrivare ? Fra poco in un condominio,dove abita una famiglia povera e forse con problemi anche "igenici" si potrà cacciarla col pretesto di "emergenza igenico/sanitaria:E' la storia delle 6 famiglie rom di Terralba.VERGOGNA !
Oggi ho incontrato don Giovanni Usai della Comunità " IL Samaritano ".Con lui ho potuto parlare insieme ad una delegazione della CSS dei fatti gravi di Terralba dove sei famiglie di rom - cittadini di Terralba - complessivamente 52 persone, di cui 28 bambini compresi due con handicap - sono stati cacciati dai loro terreni con l'immediata demolizione delle loro baracche in seguito ad una ordinanza di dubbia legittimità, emessa dal Sindaco, che rischiava di essere messo in minoranza dalla sua stessa coalizione qualora non l'avesse firmata.
Meglio Sindaco dimissionario, piuttosto che essere ricordato come amministratore bieco ed ignorante.
Penso che detta ordinanza, se impugnata, verrebbe dichiarata immediatamente nulla e che il Sindaco si dovrà dimettere - suo malgrado - e questa volta a grande richiesta dei suoi stessi cittadini.
L'assurdo è che, avendo dato ospitalità a questi veri e propri"sfollati", fornendo loro assistenza, tende, luce elettrica, acqua e servizi igenici in perfetta sintonia col Prefetto di Oristano e la Protezione Civile, una nuova ordinanza ha colpito lo stesso don Usai che deve, secondo il Sindaco di Terralba, provvedere allo sgombero dei suoi assistiti. Mi chiedo se questo Sindaco abbia problemi di equilibrio perchè le sue azioni e dichiarazioni non trovano alcun consenso nè da parte delle autorità sovraordinate, nè dagli stessi rappresentanti delle Istituzioni democratiche.
La prima ordinanza di sgombero era motivata" per gravi problemi igenico/sanitari "; mentre l'altra ordinanza verrebbe giustificata dal sospetto che gli adulti non più operosi e disoccupati siano sicuramente spinti a delinquere e che, perciò, cautelativamente tra il vedere e il non vedere sia giusto cacciarli, alla faccia della democrazia.
Don Giovanni fa appello perchè chi può doni viveri di prima
necessità, soprattutto zucchero, caffè, pasta, olio, vestiario per bambini, biscotti, giochi e quant'altro.
Chi può si metta in contatto con don Giovanni Usai presso la
Comunità " IL SAMARITANO " di Arborea , oppure porti con generosità questi doni presso l'Associazione dei Consumatori Sardegna - via Roma,72 ,1° piano 09100 Cagliari.
Grazie. Giacomo Meloni Segretario Generale CSS




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...la mia è una domanda seria!




