User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Anarcocapitalista
    Data Registrazione
    02 Feb 2007
    Località
    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
    Messaggi
    11,362
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Cool Il Liberismo secondo i Ticinesi......

    EDITORIALE - Economia
    I «subprime» affondano il liberismo
    Alfonso Tuor




    La cosiddetta crisi dei mutui subprime sta mettendo la pietra tombale sul liberismo che ha influenzato in modo determinante le politiche economiche dell’ultimo quarto di secolo. I cambiamenti dei paradigmi economici e politici sono abitualmente associati ai cambiamenti politici. In realtà, queste «rivoluzioni» sono il frutto del fallimento delle politiche attuate in precedenza. Così negli anni Settanta l’incapacità delle politiche keynesiane di governare l’uscita dal sistema dei cambi fissi di Bretton Woods e di affrontare i due choc petroliferi e soprattutto la stagflazione crearono le premesse per la successiva «rivoluzione» liberista. L’arrivo di Ronald Reagan alla Casa Bianca e di Margareth Thatcher a Downing Street consacrò la fine delle politiche economiche keynesiane (o del cosiddetto compromesso socialdemocratico).
    Qualcosa di simile sta accadendo oggi. I paradigmi che hanno influenzato la politica e l’economia negli ultimi decenni sono inequivocabilmente in crisi e talmente incapaci di rispondere alle sfide poste dalla crisi del sistema bancario che lo Stato è chiamato a soccorrere il sistema finanziario e ad assumersene i rischi. È quanto è successo ancora mercoledì scorso quando il Congresso statunitense ha varato la legge per salvare Fannie Mae e Freddie Mac aprendo una linea di credito illimitata; per soccorrere migliaia di famiglie con i mutui ipotecari in sofferenza (sono stati stanziati 300 miliardi di dollari) e per evitare ondate di pignoramenti di case nei quartieri più poveri. Il costo complessivo di questo megapacchetto è facilmente intuibile grazie alla decisione contemporanea di alzare il tetto del debito pubblico americano di 800 miliardi di dollari.
    Questi provvedimenti sono solo gli ultimi di una lunga serie che si sono succeduti a partire dall’agosto dell’anno scorso. Misure del genere non sono state adottate solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa. La Gran Bretagna ha istituito un fondo pubblico di 100 miliardi per rifinanziare il sistema bancario. La Federal Reserve americana, la Banca centrale americana e anche la Banca Nazionale Svizzera continuano a finanziare il sistema bancario dando soldi buoni in cambio di titoli di dubbio valore. Insomma, è tuttora in corso un’enorme operazione di salvataggio del sistema bancario con l’obiettivo di evitare una crisi sistemica ed una profonda recessione.
    Questa crisi e la sua gestione rimettono in discussione i principi del liberismo. Il primo è che i principali fautori del liberismo, ossia le grandi banche, non sono sottoposti al principio del fallimento e sono consapevoli che possono assumersi forti rischi, poiché lo Stato le salverà per evitare una crisi sistemica. È il noto azzardo morale (o moral hazard) che fa sì che lo Stato debba intervenire per organizzare il salvataggio di un Hedge Fund, come Long Term Capital Management nel 1998, o oggi per salvare gli istituti bancari che «soffrono i postumi di una sbornia dovuta anche alla moltiplicazione di fantasiosi strumenti finanziari da loro stessi creati», come ha detto il presidente Bush.
    Il secondo principio è che i mercati finanziari sono efficienti e quindi in grado di far confluire il risparmio verso gli investimenti con le prospettive migliori e siano quindi lo strumento migliore per innalzare la crescita e dunque la prosperità di un paese. Questo principio è stato messo in crisi paradossalmente dalla nuova ingegneria finanziaria. La cartolarizzazione ha infatti rotto il rapporto tra chi concede il credito (la banca) e chi si assume il rischio che il credito non venga onorato (il detentore del titolo). Inoltre la fantasia della nuova finanza ha fatto sì che non si investa più solo su azioni o obbligazioni, ma si facciano scommesse sull’andamento di un mercato e additrittura scommesse sulle scommesse. A queste viene data credibilità anche se sono spesso chiaramente insostenibili, come le assicurazioni sull’insolvenza dei titoli obbligazionari. Questa serie di giochi ha già mandato in fumo centinaia di miliardi di dollari e diventa sempre più chiaro che sta facendo precipitare in una severa recessione sia l’economia americana sia quella europea.
    La sempre più diffusa consapevolezza della gravità dell’attuale crisi finanziaria sta spingendo le autorità politiche ad adottare misure d’urgenza. Ad esempio, oggi il Congresso americano dovrebbe approvare definitivamente lo «Stop Excessive Energy Speculation Act» (la legge per fermare l’eccessiva speculazione sui prodotti energetici), che mira a colpire una speculazione finanziaria che ha contribuito a portare il prezzo del petrolio a sfiorare i 150 dollari il barile. Il timore del varo di questa legge, approvata in prima istanza all’unanimità dal Senato americano (94-0), è probabilmente la causa prima dell’attuale discesa al di sotto dei 125 dollari il barile del prezzo del greggio.
    Questi atti segnano la fine dell’era liberista, ma a differenza della fine degli anni Settanta non sono sufficienti per intuire quali potrebbero essere le linee guida che si imporrano nei prossimi anni. È comunque già prevedibile che vi saranno nuove regole per il sistema bancario che provocheranno un forte ridimensionamento della nuova ingegneria finanziaria. E l’arresto del processo di finanziarizzazione dell’economia costituirebbe già un enorme progresso. Ad esso occorrerebbe però aggiungere, come sostiene il ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti, una nuova Bretton Woods per ridefinire le regole economiche, monetarie e finanziarie a livello mondiale, per poter uscire in modo duraturo da questa crisi provocata dagli eccessi del mondo finanziario.

    http://www.cdt.ch/interna.asp?idarticolo=136966

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Libertarian Party
    Data Registrazione
    16 Apr 2008
    Località
    Molte persone vogliono che il governo protegga il consumatore. Un problema molto più urgente è proteggere il consumatore dal governo
    Messaggi
    4,364
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Che ignorante 'sto tizio, mamma mia. Certo che anche in questo forum, si leggono perle simili.

 

 

Discussioni Simili

  1. Elezioni cantonali ticinesi
    Di Paranoid nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-04-11, 23:51
  2. IL "LIBERISMO" secondo silvio.
    Di nitti63 nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 26-11-07, 16:23
  3. Elezioni cantonali ticinesi 2007
    Di Paranoid (POL) nel forum Politica Estera
    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 02-04-07, 19:13
  4. Lega dei Ticinesi
    Di Conte Jean nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-05-04, 18:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226