
Originariamente Scritto da
senhor soares
Scozia, altra batosta per Gordon Brown Ma lui: resto
Si sono rivelate una nuova batosta per il primo ministro britannico Gordon Brown e per il Partito Laburista le elezioni suppletive tenutesi in Scozia, terra della quale il premier è originario. Il Labour ha perso infatti il seggio che era appartenuto al suo deputato David Marshall, costretto al ritiro per ragioni di salute, in una delle sue più tradizionali roccheforti: la circoscrizione di Glasgow Est, sotto il profilo strettamente elettorale considerata finora il 25mo collegio più sicuro di tutto il Paese per la formazione che controlla il governo.
Contro ogni previsione, è stato infatti il Partito nazionalista scozzese (Snp) ad aggiudicarsi il seggio di Westminster, lasciato libero dal dimissionario David Marshall, laburista. John Mason, candidato nazionalista, ha ottenuto 11.277 voti (43,08%), 365 in più della laburista Margaret Curran (10,912, pari al 41,69%). Una sconfitta umiliante per i laburisti, anche alla luce del crollo di consensi (-18,99%) rispetto alle elezioni del 2005; i nazionalisti, invece, hanno ottenuto il 26,06% di voti in più.
I risultati definitivi sono arrivati solo in piena notte a causa del riconteggio chiesto dal candidato laburista, che temeva che i suoi voti fossero stati assegnati erroneamente a Frances Curran, candidata del Partito socialista scozzese. Il nuovo conteggio ha invece aumentato il divario tra i due maggiori contendenti, da 354 a 365 voti. L'affluenza alle urne è stata del 42,25%.
Il nuovo deputato, John Mason, ha dichiarato a caldo: «Questa vittoria dei nazionalisti scozzesi non rappresenta soltanto un terremoto. È una vittoria epica e le sue scosse saranno avvertite sino a Westminster. È arrivato il momento di cambiare» ha concluso
È stato un autentico smacco per Brown, che oltre tutto è nato e cresciuto a Govan, località limitrofa alla terza città per importanza del Regno Unito, e che vi ha la sua base elettorale. Secondo stime dell'agenzia di stampa “Press Association of Britain”, se si votasse ora su scala nazionale sarebbe verosimile una replica dello scarto del 22,54% registrato nelle suppletive: il premier in tal caso perderebbe addirittura il proprio seggio, e il suo partito rimedierebbe un fallimento memorabile. Il Labour era per di più reduce da due ulteriori sconfitte in altre suppletive, tutte risalenti agli ultimi mesi, e i sondaggi demoscopici lo indicano in drastico calo di consensi presso l'opinione pubblica dell'intera Gran Bretagna: pesano certo il costo della vita in costante aumento e la stessa politica economica perseguita dal primo ministro, ex cancelliere dello Scacchiere sotto il predecessore Tony Blair e dunque identificato dai connazionali con il portafoglio delle Finanze; ma piace assai poco anche lo stile personale adottato dal capo del governo che fa rimpiangere Blair.
Da un deputato richiesta dimissioni Un deputato laburista, Graham Stringer, ha chiesto le sue dimissioni aprendo una difficile stagione estiva per il primo ministro in vista del congresso nazionale del partito fra meno di due mesi. Il Consiglio dei ministri dovrebbe aprire «un'onesta discussione con Gordon Brown - ha detto Stringer, citato sul Times di Londra - abbiamo bisogno di una nuova partenza e questa potrebbe giungere solo da un dibattito sulla leadership».
Ma Brown intende al momento restare al suo posto. «Vado avanti con il mio lavoro», ha detto respingendo la richiesta di elezioni anticipate giunta dall'opposizione dei conservatori. Intervenuto poi alla conferenza di Warwick, un forum che per tre giorni riunisce rappresentanti del partito e dei sindacati, il primo ministro ha parlato di «un futuro luminoso che possiamo costruire», dicendosi fiducioso di poter convincere il Paese nei 18 mesi prima delle prossime elezioni generali.
L'approssimarsi della pausa estiva concede un pò di respiro a Brown ma offrirà ai deputati laburisti «settimane di riflessione» sulle sconfitte subite, commenta il Times. Molti osservatori si aspettano un rimpasto di governo a settembre per ridare slancio all'esecutivo, ma intanto Brown rischia di arrivare seriamente indebolito all'appuntamento del 20 settembre con il Congresso nazionale laburista, il supremo organo decisionale del partito che si riunisce una volta l'anno.
Brown in vacanza Brown comunque andrà in vacanza e per la prima volta dai tempi della 'dama di ferrò Margaret Thatcher, una donna prenderà (provvisoriamente) le redini del governo di Sua Maestà: da lunedì Harriet Harman sarà di fatto per una settimana primo ministro per la gestione degli affari correnti, al posto di Gordon Brown che parte per le vacanze. Brown rimarrà per tre settimane lontano da Downing Street e ha deciso che la prima settimana sarà rimpiazzato dalla Harman, la seconda settimana dal cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling e la terza dal ministro della Giustizia Jack Straw. A differenza del suo predecessore Tony Blair, che amava le vacanze in Toscana e ai Caraibi, l'austero Brown non uscirà dai patrii confini: si riposerà una prima parte di ferie nel Suffolk e poi andrà nella natia Scozia.
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