» 2008-07-24 18: 54 FIDEL: BOMBARDIERI RUSSI A CUBA? NIENTE SPIEGAZIONI A USAL'AVANA - L'ipotesi che Cuba possa servire da base per una risposta militare di Mosca allo scudo spaziale che Washington vuole vicino alle frontiere russe ha risvegliato il timore di una possibile riedizione della Crisi dei Missili del 1962, e spinto ad intervenire anche l'ex presidente cubano Fidel Castro, unico protagonista superstite dell'epoca. In un intervento dal titolo 'La Strategia di Machiavelli' pubblicato oggi dalla stampa, il convalescente leader approva il riserbo del fratello che lo ha sostituito ai vertici dello Stato: "Molto bene ha fatto Raul a mantenere un dignitoso silenzio sulle dichiarazioni pubblicate il 21 luglio sulle Izvestia (...) di fronte all'ostinazione yankee" di installare uno scudo nucleare "vicino alla frontiera di questa grande potenza".
Castro mostra di aver compreso che gli Usa hanno preso sul serio l'ipotesi e cita al riguardo l'intervento del generale Norton Schwartz, futuro capo di Stato maggiore dell'aviazione militare statunitense che, dice, "ha dichiarato in Senato che se la Russia attuasse questo progetto sorpasserebbe la linea rossa, cosa che è inammissibile per la sicurezza americana". Ma per Castro, la linea corretta in questo contesto è quella di "non dare spiegazioni, né chiedere scuse o perdono", perché "l'Impero applica nei confronti di Cuba" la "strategia di Machiavelli: se dici sì, ti uccido. Se dici no, fa lo stesso, in ogni caso ti uccido". E conclude: "Quello di cui c'é bisogno sono nervi d'acciaio in questi tempi di genocidio, e Cuba ce li ha. L'Impero lo sa. Sabato 26 si compiranno 55 anni di una lotta senza tregua (il riferimento è all'attacco alla caserma della Moncada che avviò la rivoluzione vincitrice nel 1959)".
Da tempo la diplomazia russa manifesta la propria contrarietà all'installazione nella Repubblica ceca, e possibilmente in Polonia, di uno scudo formato da radar e missili, una irritazione riemersa durante la recente visita a Mosca del presidente venezuelano Hugo Chavez che ha stretto, prima con Vladimir Putin, e poi con Dmitri Medvedev, numerosi accordi economici e di vendita di armi. E' stato in questo contesto che le Izvestia hanno ipotizzato, citando "altissime fonti", una disponibilità cubana per ospitare i White Swans, bombardieri supersonici Tu-160. Ad imbrogliare la matassa diplomatica sono arrivate infine presunte dichiarazioni di Chavez, rilanciate dall'agenzia Interfax ma smentite da Caracas, riguardanti una disponibilità del Venezuela ad accogliere sul proprio territorio forze militari russe
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