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    Mistica Fascista
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    Post "Trattato contro i Giudei" di Sant'Agostino

    TRATTATO CONTRO I GIUDEI
    Esempio della severità di Dio nel ripudio dei Giudei e della sua bontà nell'accettazione dei Gentili.
    1. 1. Il beato apostolo Paolo, Dottore delle genti nella fede e nella verità, che ci esorta affinché rimaniamo stabili e saldi nella medesima fede in cui fu costituito a tutti gli effetti ministro, ci ammonisce con l'insegnamento e ci infonde timore con il suo esempio. Dice: Guarda la bontà e la severità di Dio: in quanti caddero la severità, in te invece la bontà, se persevererai nella bontà 1. E certo ciò lo disse a proposito dei Giudei che sono stati allontanati per la loro infedeltà e furono potati come i rami di quell'olivo che pure, in virtù delle radici dei santi Patriarchi, aveva portato frutti; ciò affinché l'olivo selvatico delle Genti fosse innestato mediante la fede e potesse rendersi partecipe dell'abbondanza dell'olivo potato dei suoi rami naturali. Ma, dice, non gloriarti contro i rami, perché se tu ti glorierai, non sei tu a portare la radice, ma la radice porta te 2. E poiché alcuni tra loro si salvano, aggiunse di seguito: Altrimenti tu stesso sarai rifiutato. E quelli, senza dubbio, se non persevereranno nell'infedeltà, anche loro saranno innestati, perché Dio può innestarli una seconda volta 3. Quanto a coloro che permangono nell'infedeltà, essi sono oggetto di quella sentenza del Signore, in cui egli dice: I figli di questo regno andranno nelle tenebre esteriori; là vi sarà pianto e stridore di denti 4. E alle Genti che persevereranno nella bontà si riferisce quanto aveva detto prima: Verranno molti da oriente e occidente e si sederanno con Abramo e Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli 5. Così ai Patriarchi che vivevano nella radice, da un lato, mediante la giusta severità di Dio, è amputata la superbia infedele dei suoi rami naturali, dall'altro, mediante la bontà divina, è innestata la fedele umiltà dell'olivo selvatico.

    La cecità dei Giudei dimostrata mediante le scritture dell'Antico Testamento.
    1. 2. Ma quando si dicono queste cose ai Giudei, essi disprezzano il Vangelo e l'Apostolo e non ascoltano ciò che gli diciamo perché non intendono ciò che leggono. Se capissero ciò che ha annunciato il profeta quando leggono: Ti renderò luce delle Genti, affinché tu porti la mia salvezza fino ai limiti della terra 6, non sarebbero tanto ciechi né tanto infermi da non riconoscere nel Cristo Signore la luce e la salvezza. Così anche se capissero ciò che sterilmente e invano cantano essere stato profetizzato di loro stessi: su tutta la terra giunse il loro suono e le loro parole fino ai confini della terra 7, si desterebbero al suono delle parole degli Apostoli e capirebbero che le loro parole sono divine. Quindi, dalle sacre Scritture, che godono anche tra loro di grande autorità, si dovranno trarre delle testimonianze, in modo che, anche se dovessero non voler esser guariti dal servigio loro offerto, li possa convincere almeno la verità loro manifestata.

    I libri dell'Antico Testamento riguardano noi cristiani e i suoi precetti sono da noi realizzati più compiutamente.
    2. 3. In primo luogo deve essere combattuto il loro errore, per cui ritengono che i libri dell'Antico Testamento non ci riguardino perché non osserviamo i sacramenti antichi, ma quelli nuovi. In effetti ci dicono: Perché leggete la Legge e i Profeti di cui non volete osservare i precetti? Noi in realtà non circoncidiamo la carne del prepuzio maschile e mangiamo la carne che la legge chiama immonda; non osserviamo in maniera carnale i sabati, i noviluni e i giorni festivi; non immoliamo a Dio degli animali in sacrificio, né, allo stesso modo, celebriamo la Pasqua con l'agnello e il pane azzimo. Inoltre l'Apostolo 8 chiama questi e altri sacramenti antichi, con un vocabolo generale, ombre delle cose future, perché essi allora significavano ciò che si sarebbe rivelato e che noi recepiamo come già rivelato affinché, tolta l'ombra, fruiamo della loro pura luce. Sarebbe troppo lungo discutere di tutto ciò dettagliatamente: di come siamo circoncisi con lo spogliamento dell'uomo vecchio e non con lo svestirci del corpo carnale; di come ciò che loro evitano non cibandosi di certe carni animali, noi lo evitiamo nei costumi ed offriamo il nostro corpo come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, al quale effondiamo con intelligenza le nostre anime con santi desideri anziché sangue; e di come siamo purificati da ogni iniquità per il sangue di Cristo come agnello immacolato. Il quale Cristo, per la somiglianza della carne del peccato 9, vediamo prefigurato in un caprone anche negli antichi sacrifici: e chi riconosce in lui la somma vittima sacrificale, lo riconosce quale toro nei corni della croce. Osserviamo veramente il sabato quando troviamo in lui riposo; e l'osservanza della luna nuova è la santificazione della vita nuova. E Cristo è la nostra Pasqua, e il nostro azzimo è la sincerità della verità che non ha il lievito vecchio 10, e se vi sono alcune altre cose su cui ora non vi è necessità di soffermarsi, prefigurate nei segni antichi, esse hanno il loro compimento in colui il regno del quale non avrà fine. Occorreva infatti che tutto giungesse a compimento in colui che non venne ad abolire la Legge e i Profeti, ma a portarli a compimento 11.

    Cristo non ha ricusato la legge, ma l'ha portata a compimento.
    3. 4. Così, poi, Cristo non ha rigettato quelle antiche prefigurazioni ricusandole, ma le ha tramutate conferendo loro pienezza, cosicché fosse possibile distinguere ciò che annunciava che Cristo era venuto da ciò che preannunciava che sarebbe venuto. Che cosa vuol dire la frase che alcuni salmi, che essi stessi conservano e ne riconoscono l'autorità di scritti sacri, portano scritto nel titolo: Per quelle cose che saranno mutate - in verità il testo di questi stessi salmi preannuncia Cristo -, se non che è preannunciata la loro stessa futura trasformazione per opera di colui, nel quale essa sarebbe giunta a compimento? In tal modo il popolo di Dio, che ora è il popolo cristiano, non è più obbligato ad osservare ciò che veniva osservato ai tempi dei Profeti, non perché quelle cose siano condannate, ma perché sono state trasformate, e ciò non perché andasse perduto ciò che in esse veniva significato, ma perché le prefigurazioni si realizzassero ognuna a suo tempo.

    Cristo annunciato nel salmo 44.
    4. 5. Almeno nel salmo quarantaquattro (è il primo di quelli che portano, al principio, questo titolo: Per quelle cose che saranno mutate, dove si legge anche: Cantico per il diletto) viene annunciato in modo evidentissimo Cristo: Splendido in bellezza sopra i figli degli uomini 12. Egli che, esistendo in forma di Dio, non considerò un tesoro geloso il suo esser uguale a Dio 13. Lì si dice: Cingi la tua spada al fianco 14, perché avrebbe parlato agli uomini nella carne. Senza dubbio con la spada si intende la parola, e con il fianco la carne: perché spogliandosi di se stesso, prese la forma di servo 15, affinché in colui che per la divinità era splendido in bellezza sopra i figli degli uomini si compisse per la debolezza anche ciò che un altro profeta dice di lui: Lo vedemmo e non aveva figura né splendore, e il suo viso era prostrato e la sua posizione deforme 16. Nello stesso salmo poi viene mostrato in modo evidentissimo che Cristo non è solo uomo, ma anche Dio, quando si afferma: Il tuo trono, o Dio, per i secoli dei secoli, e scettro giusto è lo scettro del tuo regno. Hai amato la giustizia e odiato l'iniquità; per questo Dio, il tuo Dio ti unse con l'olio della letizia a preferenza dei tuoi eguali 17. E in effetti, a causa dell'unzione, che in greco si dice , egli è chiamato Cristo: egli è il Dio unto da Dio che ha cambiato, come gli altri sacramenti, anche la stessa unzione carnale in spirituale. Lì gli si dice della Chiesa: Alla tua destra sta la regina con un vestito aureo, con ogni varietà d'ornamenti 18. In queste parole viene simboleggiata la diversità delle lingue tra tutte le Genti, che, però, nell'intimo sono animate da una fede unica e semplice: infatti tutta la ricchezza della figlia del re è interiore 19. Ad essa si riferisce il salmo quando dice: Ascolta, figlia, e guarda: ascolta la promessa e guarda il suo compimento. E dimentica il tuo popolo e la casa del padre tuo. In questo modo si compie il nuovo e si cambia il vecchio. Perché il re è innamorato del tuo splendore 20. Lo splendore che egli stesso fece per sé e che non ha trovato in te. E infatti: come potevi esser bella ai suoi occhi, così deturpata dai tuoi peccati? E con ciò, perché tu non creda che debba riporre la tua speranza nell'uomo, prosegue e dice: Poiché egli stesso è il Signore Dio tuo 21. Perché tu non disprezzi la forma di servo, né derida la debolezza del potente e l'umiltà dell'eccelso, egli è il Signore Dio tuo. In ciò che pare piccolo si cela il grande; nell'ombra della morte il sole della giustizia; nell'ignominia della croce il Signore della gloria. Seppure lo uccidono i persecutori e gli infedeli lo negano, egli è il Signore Dio tuo e in virtù del suo corpo è stato tramutato ciò che prima veniva prefigurato per mezzo di ombre.

    Anche il titolo del salmo 68, che celebra la passione di Cristo, annuncia il mutamento.
    5. 6. Anche il salmo sessantotto ha come titolo: Per quelle cose che saranno mutate. E lì si celebra la passione del nostro Signore Gesù Cristo che trasfigura in sé anche le voci di alcuni suoi membri, vale a dire, dei suoi fedeli. In effetti egli non commise nessun delitto, ma si fece carico dei nostri; per questo dice: E i miei peccati non ti sono ignoti 22. Lì è scritto e profetizzato ciò che nel Vangelo leggiamo esser già avvenuto 23: Mi diedero fiele da mangiare e nella mia sete mi dissetarono con l'aceto 24. Mediante lui vennero dunque trasformate le cose antiche che il titolo del salmo aveva predetto sarebbero state cambiate. I Giudei, leggendo ciò e non intendendolo, credono di dire qualche cosa di sensato quando chiedono in che modo accogliamo l'autorità della Legge e dei Profeti, visto che non osserviamo i riti misteriosi che ivi sono prescritti. Non li osserviamo perché sono mutati: e sono mutati perché era stato annunciato che dovevano esser trasformati; e noi crediamo in colui mediante la rivelazione del quale sono stati mutati. Quindi non osserviamo le prescrizioni rituali che sono lì ordinate, perché intendiamo ciò che lì viene preannunciato e osserviamo ciò che lì viene promesso. Coloro poi i quali ci incolpano di queste cose, sono ancora amari a causa dei loro padri che diedero fiele come cibo al Signore e sono ancora vecchi per via dell'aceto che gli diedero da bere; perciò non capiscono che in essi si compie ciò che segue: Il loro pasto diventi per loro trappola, retribuzione e scandalo 25. Veramente quelli divennero di fiele e d'aceto offrendo al Pane vivo fiele e aceto come cibo. Come faranno a vedere queste cose coloro di cui fu predetto: Saranno accecati i loro occhi affinché non vedano 26? E come potranno restar eretti, affinché abbiano il cuore in alto, coloro a proposito dei quali è stato predetto: E la loro schiena sarà sempre ricurva 27? Né queste cose sono state dette di tutti, ma certo sono state dette di coloro per i quali sono state predette queste cose. Quindi esse non riguardano quanti, tra loro, credettero in Cristo, né quanti ora credono in lui, né quanti crederanno in lui fino alla fine dei secoli: cioè il vero Israele, che vedrà il Signore faccia a faccia. Perché non tutti i discendenti d'Israele sono il vero popolo d'Israele; e non tutti i discendenti di Abramo sono veri figli d'Abramo; ma per mezzo d'Isacco - ha detto l'Apostolo - tu avrai discendenti. Questo significa che non sono figli di Dio quelli generati naturalmente, ma quelli nati in seguito alla promessa 28. E questi appartengono alla Sion spirituale e alle città di Giuda, cioè, alle Chiesa delle quali l'Apostolo dice: Ero ignoto alle Chiese di Giudea che sono in Cristo 29. Perché, come viene esposto poco dopo nello stesso salmo: Dio salverà Sion e saranno edificate le città di Giuda. E la abiteranno e la erediteranno. E la discendenza dei suoi servi la possederà e coloro che ameranno il suo nome abiteranno in essa 30. Quando i Giudei odono ciò, lo comprendono secondo la carne e pensano alla Gerusalemme terrena - che, con i suoi figli, è schiava - e non alla madre nostra eterna nei cieli 31.

    Anche il titolo del salmo 79 profetizza il mutamento.
    6. 7. Il salmo settantanove è parimenti preceduto da un titolo simile: Per quelle cose che saranno mutate. In questo salmo sta scritto, tra l'altro: Guarda dal cielo e osserva e visita questa vigna e perfezionala perché la piantò la tua destra; sia la tua mano sul Figlio dell'uomo che per te hai reso forte 32. Questa è la vigna di cui si dice: Dall'Egitto trapiantasti la vigna 33. In effetti Cristo non ne piantò una nuova, ma, quando venne, la tramutò in una migliore. Nel Vangelo si legge la stessa cosa: Ucciderà senza pietà quegli uomini malvagi e darà la vigna in affitto ad altri agricoltori 34. Non dice: la sradicherà e ne pianterà una nuova, ma affiderà la medesima vigna ad altri agricoltori. Ed essa è in verità la città di Dio formata dalla società dei santi e l'assemblea dei figli della promessa che deve essere completata da chi muore e da chi succede dei mortali e che alla fine dei secoli dovrà ricevere in tutti l'immortalità dovuta: la qual cosa è espressa in un altro salmo con l'immagine del fertile olivo quando dice: Io, come fertile olivo nella casa di Dio, ho sperato nella misericordia di Dio per sempre e per tutti i secoli dei secoli 35. Né poté andar perduta la radice dei Patriarchi e dei Profeti, perché sono stati spezzati gli infedeli e i superbi diventati con ciò rami infruttuosi, affinché potesse essere innestato l'olivo delle Genti, e, come dice Isaia, il numero dei figli di Israele fosse numeroso come la sabbia del mare e i restanti si salvassero 36. Però solo in colui di cui si dice: E sul Figlio dell'uomo che per te hai reso forte; e di cui si ripete: La tua mano sia sull'uomo della tua destra e sopra il Figlio dell'uomo che per te hai reso forte. Ma non ci allontaniamo da te 37. Per questo Figlio dell'uomo, cioè Cristo Gesù, e per gli altri suoi [seguaci] cioè gli apostoli e gli altri molti israeliti che credettero in Cristo Dio, con l'adesione della pienezza delle Genti, si realizza la vigna santa. E con la rimozione dei sacramenti antichi e con l'istituzione di nuovi si compie il titolo del salmo: Per quelle cose che saranno mutate 38.

    Testimonianze più chiare contro i Giudei del mutamento che si realizzerà.
    6. 8. Si debbono riportare testimonianze ancora più chiare, cosicché tanto se sono d'accordo quanto se non lo sono, in ogni caso comunque sentano. Verranno giorni, dice il Signore, e confermerò sopra la casa di Giacobbe un testamento nuovo, non secondo il testamento che avevo stretto con i loro padri il giorno in cui presi le loro mani per condurli fuori dall'Egitto 39. Questo mutamento predetto con certezza non viene significato nel titolo del salmo, che pochi intendono, ma si trova espresso nell'annuncio chiaro della voce profetica. Viene promesso apertamente un nuovo testamento, diverso da quello che era stato concluso con il popolo quando fu condotto fuori dall'Egitto. Dato dunque che in quell'Antico Testamento sono comandate queste cose che noi che apparteniamo al Testamento Nuovo non siamo tenuti ad osservare, perché i Giudei non riconoscono piuttosto che loro stessi sono rimasti ancorati ad un'antichità superflua anziché obiettare a noi - che possediamo la nuova promessa - che non osserviamo le cose antiche? Siccome però adesso, secondo quanto è scritto nel Cantico dei Cantici: È arrivato il giorno, le tenebre siano allontanate 40, che splenda il significato spirituale e cessino le celebrazioni secondo la carne. Il Dio degli dèi, il Signore, ha parlato e ha chiamato la terra da occidente a oriente 41; certamente ha chiamato al Testamento Nuovo tutta la terra, alla quale in un altro salmo viene detto: Cantate al Signore un cantico nuovo, cantate al Signore da tutta la terra 42. Quindi non ha parlato, come aveva fatto prima, dal monte Sinai a un solo popolo, che il Dio degli dèi aveva chiamato dall'Egitto, ma ha parlato in modo tale da convocare tutta la terra da oriente a occidente. E se il giudeo volesse intendere quelle parole, udirebbe anche questa chiamata e sarebbe tra quelli di cui, nello stesso salmo, si dice: Ascolta, popolo mio, voglio parlare, testimonierò contro di te, Israele: Io sono Dio, il tuo Dio. Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. Non prenderò giovenchi dalla tua casa, né capri dai tuoi recinti. Sono mie tutte le bestie della foresta, animali a migliaia sui monti. Conosco tutti gli uccelli del cielo, è mio ciò che si muove nella campagna. Se avessi fame, a te non lo direi: mio è il mondo e quanto contiene. Mangerò forse la carne dei tori, berrò forse il sangue dei capri? Offri a Dio un sacrificio di lode e sciogli all'Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria 43. E certo anche in questo passo è evidente il cambiamento dei sacrifici antichi. Dio aveva preannunciato che i sacrifici antichi non gli sarebbero stati più graditi ed ha istituito per i suoi fedeli un sacrificio di lode, e ciò non perché egli aspettasse da noi la lode come un indigente, ma perché in essa ci procurava la salvezza. E infatti concluse così lo stesso salmo: il sacrificio di lode mi darà gloria e lì è la via in cui mostrerò a lui la salvezza di Dio 44. Che cos'è la salvezza di Dio se non il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo; il Giorno Figlio dal Giorno Padre, cioè Luce da Luce, il cui avvento ha rivelato il Testamento Nuovo? Per questo anche quando viene detto: cantate al Signore un cantico nuovo; canta al Signore, terra tutta. Cantate al Signore, benedite il suo nome, viene subito mostrato colui che dev'essere annunciato, e per questo si aggiunge: Annunziate di giorno in giorno la sua salvezza 45. Egli stesso, quindi, sacerdote e vittima, ha compiuto il sacrificio di lode accordando il perdono delle opere cattive e concedendo la grazia di ben operare. Per questo gli adoratori immolano al Signore un sacrificio di lode, perché colui che si gloria, si glori nel Signore 46.

    In difesa delle cose che saranno mutate.
    7. 9. Ma quando i Giudei ascoltano tutto ciò rispondono con superbia: Siamo noi; è di noi che si parla; ciò è detto per noi. Perché noi siamo Israele, il popolo di Dio; noi ci riconosciamo nelle parole di chi dice: Ascolta, popolo mio, io ti parlo, Israele, e darò testimonianza di te 47. Che cosa potremo controbattere? Che conosciamo l'Israele spirituale, del quale l'Apostolo dice: Dio doni pace e misericordia a quelli che seguono questa norma, a loro, e sopra Israele di Dio 48; sappiamo anche che è carnale quell'Israele, del quale lo stesso Apostolo dice: Osservate Israele secondo la carne 49. Essi però questo non lo intendono e proprio in ciò dimostrano di essere secondo la carne. Mi piace parlare un pochino con loro come se fossero presenti: Forse che voi siete parte di quel popolo che il Dio degli dèi ha chiamato da oriente a occidente 50? Non foste voi ad esser condotti dall'Egitto alla terra di Canaan? Voi non siete stati chiamati da oriente a occidente, ma piuttosto siete stati dispersi verso oriente e occidente. Non appartenete piuttosto a quei nemici dei quali si dice nel salmo: Il mio Dio mi ha fatto conoscere la sorte dei miei nemici: non li uccidere perché non si dimentichino della tua legge: disperdili col tuo potere 51? Dunque voi, che non rinnegate la legge ma la predicate, senza saperlo la gestite a vantaggio delle Genti e a vostra vergogna, per il popolo chiamato da oriente e occidente. Negate anche questo? Ciò che è stato profetizzato con tanta autorità e che è stato compiuto con tanta evidenza o non lo vedete perché siete ancora più ciechi, o non lo confessate per la vostra incredibile impudenza? Che cosa rispondete a ciò che proclama il profeta Isaia: alla fine dei tempi il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le Genti. Verranno molti popoli e diranno: " Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi la via della salvezza e possiamo camminare per i suoi sentieri ". Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore 52? Direte anche qui: siamo noi, perché udite la casa di Giacobbe e Sion e Gerusalemme? Come se noi negassimo che Cristo Signore sia, secondo la carne, della discendenza di Giacobbe. Egli che è stato indicato con il nome di " monte " posto sulla cima dei monti in quanto la sua altezza trascende tutte le altezze. O, come se negassimo che gli apostoli e le chiese della Giudea, che dopo la resurrezione di Cristo hanno creduto subito dopo in lui, facciano parte della casa di Giacobbe! Come se con Giacobbe non si dovesse intendere spiritualmente altro che lo stesso popolo cristiano, il quale, essendo più giovane del popolo dei Giudei, crescendo senza dubbio lo supera e soppianta: cosicché si avveri quanto fu profetizzato nell'immagine di quei due fratelli: Il maggiore servirà il minore 53. Sion e Gerusalemme d'altra parte, quantunque vengano intese come la Chiesa in senso spirituale, continuano a deporre contro costoro, perché da questo luogo in cui essi crocifissero Cristo, vennero tanto la legge quanto la parola del Signore alle Genti. In effetti la legge che fu data ai Giudei per mezzo di Mosè, della quale si inorgogliscono con grande superbia e dalla quale sono confutati in modo ancor più decisivo, non si legge che sia venuta da Sion e Gerusalemme, ma dal monte Sinai. Essi giunsero con la legge nella terra della promessa, dove è Sion, che si chiama anche Gerusalemme, dopo quaranta anni: quindi non la ricevettero lì o dopo esservi giunti. Invece il Vangelo di Cristo e la legge della fede è certo che procedano da là. Così come lo stesso Signore, dopo esser risorto, parlando ai suoi discepoli e mostrando che le profezie della parola divina si erano adempiute in lui, disse: Così sta scritto e così bisognava, che il Cristo patisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno. E che si predicasse nel nome di lui la penitenza, e la remissione dei peccati a tutte le nazioni, cominciando da Gerusalemme 54. E ciò è quanto aveva annunciato Isaia quando aveva detto: perché la legge verrà da Sion e il verbo del Signore da Gerusalemme 55. Infatti là lo Spirito Santo, scendendo dall'alto secondo la promessa del Signore, colmò quanti allora si trovavano in una sola casa, e fece sì che parlassero le lingue di tutte le Genti 56: e poi uscirono a predicare il Vangelo facendolo conoscere a tutte le Genti. Come dunque quella legge che discese dal monte Sinai cinquanta giorni dopo la celebrazione della Pasqua fu scritta dal dito di Dio, col quale è significato lo Spirito Santo, così questa legge, che discese da Sion e Gerusalemme, non fu scritta in tavole di pietra, ma nelle tavole del cuore dei santi evangelisti dallo Spirito Santo cinquanta giorni dopo la vera Pasqua di passione e resurrezione del Signore Cristo. Quel giorno fu inviato lo Spirito Santo che prima era stato promesso.

    Nei Profeti si parla dei Giudei, ma essi sono sordi al richiamo.
    7. 10. Muovetevi ora, o israeliti secondo la carne e non secondo lo spirito, muovetevi ora e contraddite ancora l'evidentissima verità; e quando udite: venite, ascendiamo al monte del Signore e nella casa del Dio di Giacobbe 57, dite: siamo noi, così da urtare, accecati, contro il monte, dove, sbattendo il muso, abbiate a perdere ancor più il vostro pudore. Se poi, invero, vorrete dire: Siamo noi, ditelo quando udite: È stato condotto a morte per l'iniquità del mio popolo 58. Ciò infatti viene detto di Cristo che voi - nei vostri padri - avete inviato a morte, e fu condotto come un agnello alla mattanza 59, e così voi, infierendo contro di lui, avete consumato nell'ignoranza la Pasqua che nell'ignoranza celebrate. Se davvero volete dire: Siamo noi, allora ditelo quando ascoltate: Indurisci il cuore di questo popolo, occludi le sue orecchie, cieca i suoi occhi 60. Dite dunque: Siamo noi, quando udite: Ho teso tutto il giorno le mie mani al popolo che non crede in me e che mi contraddice 61. Dite ancora: Siamo noi, quando udite: Possano accecarsi i loro occhi così che non vedano e possano esser sempre curve le loro schiene 62. Dite riguardo a tutte queste espressioni profetiche e a quelle simili: Siamo noi, perché lì, senza dubbio, si parla di voi; ma voi siete ciechi a tal punto, che dite che si parla di voi dove non è di voi che si parla e non riconoscete invece dove è proprio di voi che si parla.

    Il rinnegamento dei Giudei annunziato per mezzo di Isaia.
    8. 11. Ma prestate ora un poco di attenzione alle cose più manifeste che sto per dire. Certo che quando udite parlare bene di Israele dite: Siamo noi; e quando udite parlar bene di Giacobbe, dite: Siamo noi. E se richiesti del motivo, rispondete: Perché Giacobbe è la stessa cosa di Israele, il patriarcha dal quale discendiamo, sicché a ragione veniamo designati con il nome del nostro padre. Or dunque non vogliamo spronarvi, voi che dormite un sonno profondo e grave, verso le cose spirituali che non capite; né intendiamo ora persuadere voi, che nella vista e nell'udito delle cose spirituali siete sordi e ciechi e non capite come queste cose siano da intendere in modo spirituale. Certo, così come voi affermate e come la lettura del libro della Genesi manifestamente sostiene, Giacobbe e Israele erano lo stesso uomo 63 e la casa di Israele è la stessa di Giacobbe di cui voi vi gloriate. Che cosa significa allora ciò che ha annunciato lo stesso profeta, quando ha predetto che vi sarebbe stato un monte sulla vetta dei monti, un monte al quale sarebbero andate tutte le Genti? Infatti la legge e la parola di Dio non sarebbero scese dal monte Sinai per un solo popolo, ma da Sion e Gerusalemme per tutti i popoli, la qual cosa vediamo compiuta in modo evidentissimo in Cristo e nei Cristiani. E dice poco oltre: E ora vieni, tu, casa di Giacobbe, camminiamo nella luce del Signore 64. Qui direte certamente, come siete abituati: Siamo noi. Ma aspettate un poco ciò che segue, così quando direte ciò che volete, udirete anche ciò che non volete. Infatti il profeta prosegue e dice: Perché ha abbandonato il suo popolo, la casa di Israele 65. Dite anche qui: siamo noi. Riconoscetevi qui e perdonate noi che vi abbiamo ricordato queste cose. Se infatti ascoltate queste cose con gioia, le avremo dette a vostra esortazione; se però le ascoltate con indignazione le avremo dette a vostra vergogna. Ciò nonostante, che a voi piaccia o meno, è bene che ciò sia detto. Ecco, non io, ma il profeta che leggete, mediante il quale Dio - non potete negarlo - ha parlato, e che non potete togliere dall'autorità della divina Scrittura, esclama con veemenza nel modo in cui il Signore gli diede ordine, e, come una tromba 66, spande la sua voce e vi rimprovera dicendo: e ora tu, casa di Giacobbe, vieni, camminiamo nella luce del Signore 67. Nei vostri padri avete ucciso Cristo. Tanto a lungo non avete creduto e avete resistito 68; tuttavia non siete morti perché nel corpo ancora vivete; avete ancora tempo di fare penitenza: venite ora! Da tanto tempo sareste dovuti venire, ma, almeno ora, venite! Ancora non sono terminati i giorni per quanti ancora non è giunto l'ultimo giorno. E se voi, che seguite il profeta credete, come casa di Giacobbe, di camminare già nella luce del Signore, mostrate allora quale sia la casa di Israele che Dio ha abbandonato. Noi infatti mostriamo entrambe le cose: sia coloro che egli, chiamandoli, ha separato da questa casa, sia coloro che sono restati in essa ed egli ha abbandonato. In effetti non chiamò da lì solo gli apostoli, ma anche, dopo la resurrezione di Cristo, un popolo numeroso, a proposito del quale abbiamo già detto più sopra. Abbandonò invece quelli che anche voi imitate nel non credere e [abbandona] anche voi che imitandoli siete rimasti nella medesima sventura. O se voi siete coloro che ha chiamato, dove sono coloro che ha abbandonato? Infatti non potete dire: Non so quale altra gente abbia abbandonato, quando il profeta dice: Perché ha abbandonato il suo popolo, la casa di Israele 69. Ecco ciò che siete, non ciò che vi vantate di essere. Egli ha abbandonato infatti quella vigna, dalla quale s'aspettava che desse uva e diede spine; e comandò alle sue nubi che non piovessero più acqua sopra di essa. Ma il Signore scelse anche da lì coloro ai quali dice: giudicate tra me e la mia vigna 70. Anche a costoro il Signore dice: Se ho scacciato i demoni col potere di Beelzebub, con quale potere li scacciano i vostri figli? Pertanto essi saranno i vostri giudici 71. Ed ha promesso loro: Sederete su dodici troni per giudicare le dodici tribù di Israele 72. Così si sederà la casa di Giacobbe, la quale una volta chiamata ha camminato nella luce del Signore, per giudicare la casa di Israele, cioè il suo popolo che egli ha abbandonato. In che modo, poi, la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata testata d'angolo 73, secondo lo stesso profeta, se non perché i popoli provenienti dalla circoncisione e dal prepuzio, come delle pareti che provengono da punti diversi, si uniscono in un solo angolo come in un bacio di pace? Per questo l'Apostolo dice: Egli è la nostra pace che fece dei due uno 74. Coloro che dalla casa di Giacobbe o di Israele hanno seguito colui che li chiamava, sono coloro che aderiscono alla pietra angolare e camminano nella luce del Signore. Quanti ha invece abbandonato lì, sono coloro che edificano la loro rovina e scartano la pietra angolare.

    Il ripudio dei Giudei predetto più chiaramente da Malachia.
    9. 12. Infine voi, o Giudei, resistendo al Figlio di Dio contro la vostra salvezza, potrete tentare di stravolgere queste parole profetiche secondo il vostro animo e piegarle in un altro senso. Voi potrete intendere queste parole, lo ripeto, in modo tale che sia quello chiamato che quello ripudiato è il medesimo popolo, la casa di Giacobbe o d'Israele: non in alcuni chiamato e in altri ripudiato, ma tutti quanti chiamati per camminare nella luce del Signore, essendo stati tutti quanti abbandonati perché non camminavano nella luce del Signore. Ma voi volete intendere che la stessa casa è stata chiamata in alcuni e ripudiata in altri in modo che - escludendo la separazione della mensa del Signore riguardante il sacrificio di Cristo - gli uni e gli altri si trovano sotto i sacramenti antichi, tanto quelli che camminando nella luce del Signore hanno osservato i suoi precetti, tanto quelli che disprezzando la giustizia meritarono che il Signore li abbandonasse. Ebbene, se tutto questo voi volete intendere così, cosa direte e in che modo interpreterete l'altro profeta che vi toglie del tutto la voce quando grida tanto chiaramente: Non mi trovo bene tra voi, dice il Signore onnipotente, e non accetterò un sacrificio dalle vostre mani. Perché da quando il sole nasce a quando muore, il mio nome è diventato famoso tra le Genti e in ogni luogo si offre un sacrificio in mio nome, sacrificio puro, perché è grande il mio nome tra le Genti, dice il Signore onnipotente 75? Con quali parole, insomma, reclamate dinanzi a tanta evidenza? Perché vi vantate ancora con tanta impudenza, per perdervi più miseramente in una rovina maggiore? Non mi trovo bene tra di voi, lo dice non una persona qualsiasi, ma il Signore onnipotente. Perché vi gloriate tanto della discendenza d'Abramo, voi che ovunque udiate Giacobbe o Israele, o casa di Giacobbe o casa d'Israele, quando ciò è detto in forma di lode, affermate che ciò può esser detto soltanto di voi? Ma il Signore onnipotente dice: non mi trovo bene tra voi e non accetterò un sacrificio dalle vostre mani! Certamente qui non potete negare che non solo egli non accetta sacrifici dalle vostre mani, ma anche che siate proprio voi a fargli sacrifici con le vostre mani. Uno solo è il luogo stabilito dalla legge del Signore dove ordinò che i sacrifici fossero eseguiti per mano vostra, e fuori di quel luogo proibì ogni sacrificio. Ma poiché perdeste questo luogo a causa delle vostre azioni, anche il sacrificio che solo là era lecito offrire, non osate offrirlo altrove. Così si è compiuto del tutto ciò che dice il profeta: E non accetterò sacrifici dalle vostre mani. E in effetti, se nella Gerusalemme terrena vi fossero restati il tempio e l'altare, potreste dire che questo si è avverato in coloro tra voi che sono malvagi e il sacrificio dei quali non è ben accetto al Signore, mentre egli, al contrario, accetta il sacrificio dagli altri, di voi e tra voi, che osservano i precetti di Dio. Ma non c'è motivo di dire ciò, perché non vi è nessuno di voi che, secondo la legge che venne dal monte Sinai, possa offrire un sacrificio con le sue mani. Né quanto è stato profetizzato e realizzato vi permette di rispondere, citando il detto profetico: Non offriamo la carne con le mani, ma la lode con il cuore e la bocca, secondo quel salmo che dice: Immola a Dio un sacrificio di lode 76. Anche in questo punto vi contraddice colui che dice: non mi trovo bene tra voi.

    Il sacrificio dei cristiani si offre ovunque, in cielo e in terra.
    9. 13. Non pensate però che non si offra alcun sacrificio a Dio perché voi non ne offrite alcuno ed egli non ne accetta alcuno dalle vostre mani. In verità non ne ha bisogno colui che non ha necessità di nessuno dei nostri beni; tuttavia non rimane mai senza sacrificio, che è però utile non a lui ma a noi. Aggiunge e dice: perché il mio nome da oriente a occidente è diventato celebre tra le Genti e in ogni luogo si offre un sacrificio in mio nome, un sacrificio puro; perché il mio nome è grande tra i popoli, dice il Signore onnipotente 77. Cosa rispondete a ciò? Aprite gli occhi una buona volta e vedete come il sacrificio dei cristiani venga offerto da oriente a occidente in ogni luogo e non in uno solo, come fu stabilito per voi; e non ad un dio qualsiasi, ma a colui che ha predetto queste cose, al Dio d'Israele. Ragion per cui in un altro passo dice alla sua chiesa: e colui che ti ha abbattuto, lo stesso Dio d'Israele, sarà chiamato Dio di tutta la terra 78. Esaminate le Scritture nelle quali voi credete di possedere la vita eterna 79. In realtà la possedereste se riconosceste Cristo in esse e lo accettaste. Ma esaminatele: esse danno testimonianza di questo sacrificio puro che si offre al Dio d'Israele: non dalla sola vostra gente, dalle mani della quale è stato predetto che non l'accetterà, ma da tutti i popoli che dicono: venite, saliamo al monte del Signore 80. Né in un solo luogo, come fu imposto a voi, cioè nella Gerusalemme terrena, ma in ogni luogo, fin nella stessa Gerusalemme. Non secondo l'ordine di Aronne, ma secondo l'ordine di Melchisedech. Perché è stato detto a Cristo e su Cristo era già stato profetizzato da tanto: il Signore lo ha giurato e non se ne pentirà: tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedech 81. Che significa: il Signore ha giurato, se non che lo ha confermato con verità inconcussa? E che cosa: e non se ne pentirà, se non che questo sacerdozio non lo cambierà per nessun motivo? Infatti Dio non si pente come l'uomo, ma si parla in lui di pentimento quando vi è trasformazione di qualche cosa che era stata istituita da lui stesso e che si credeva fosse destinata a permanere. Pertanto, quando dice: non si pentirà: tu sei sacerdote per sempre secondo l'ordine di Melchisedech, dimostra sufficientemente in che senso si è pentito: ha voluto cioè mutare il sacerdozio che era stato costituito secondo l'ordine di Aronne. Lo vediamo realizzato di tutti e due. In effetti, da un lato non vi è più alcun sacerdozio di Aronne in nessun tempio, il sacerdozio di Cristo continua eternamente in cielo.

    I Giudei non si stancheranno quando camminano, credendo, verso Cristo.
    9. 14. Dunque il profeta vi chiama a questa luce del Signore quando dice: e ora tu, casa di Giacobbe, vieni, camminiamo nella luce del Signore. Tu, casa di Giacobbe, quella che ha chiamato ed eletto; e non Tu, quella che è stata ripudiata. Egli infatti abbandonò il suo popolo, la casa d'Israele 82. Chiunque di voi che da lì vuol venire, apparterrà alla casa che è stata chiamata e si toglierà da quella ripudiata. In effetti la luce del Signore nella quale camminano i popoli è quella della quale lo stesso profeta dice: ti ho posto quale luce delle genti, perché tu sia la mia salvezza fino ai confini della terra 83. A chi dice ciò, se non a Cristo? In chi si è compiuto ciò, se non in Cristo? Tale luce non è in voi, di cui ripetutamente viene detto: Dio diede loro uno spirito di contraddizione: occhi mediante i quali non vedono, e orecchi mediante i quali non odono fino ad oggi 84. Ripeto: questa luce non è in voi, perciò rifiutate con presuntuosa cecità la pietra che è diventata testata d'angolo. Quindi: Avvicinatevi a lui e sarete illuminati 85. Che cosa significa: Avvicinatevi se non: Credete? Dove andate inoltre per avvicinarvi a lui, dato che egli è la pietra della quale il profeta Daniele dice che è cresciuta a tal punto da formare un monte che occupa tutta la terra 86? Così i popoli che dicono: venite, saliamo al monte del Signore, non si agitano per muoversi e raggiungere qualche altra terra. Dove sono, lì salgono, perché in ogni luogo si offre un sacrificio secondo l'ordine di Melchisedech. Così, allo stesso modo, un altro profeta dice: Dio stermina tutti gli dèi delle genti della terra e lo adora ciascuno nel suo paese 87. Quando poi vi si dice: Avvicinatevi a lui, non vi si dice: preparate le navi e le vostre bestie, e caricatele con le vittime dei vostri sacrifici; camminate dai luoghi più lontani al luogo in cui Dio accetta i sacrifici della vostra devozione, ma: Avvicinatevi a colui che vi viene predicato nelle vostre orecchie, avvicinatevi a colui che viene glorificato dinanzi ai vostri occhi. Non vi stancherete camminando, perché vi avvicinate a lui quando credete.

    Con quale carità i Giudei devono essere invitati alla fede.
    10. 15. Queste cose, carissimi, sia che i Giudei le ascoltino rallegrandosi sia indignandosi, noi però, dove possiamo, le diciamo con amore verso di loro. E non gloriamoci con superbia dinanzi ai rami spezzati, ma piuttosto riflettiamo per grazia di chi e con quale misericordia e in quale radice siamo stati innestati 88. Non aspiriamo a cose troppo alte, ma pieghiamoci a quelle umili 89. Non insultando presuntuosamente, ma esultando con tremore 90 diciamo: venite, camminiamo nella luce del Signore 91 perché il suo nome è grande tra i popoli 92. Se [ci] udranno e daranno ascolto, saranno tra coloro dei quali è stato detto: Avvicinatevi a lui e sarete illuminati e i vostri volti non si arrossiranno 93. Se poi dovessero udire ma non ascoltare, vedere e guardare di malocchio, saranno tra quelli di cui è stato detto: il peccatore vedrà e si irriterà, digrignerà i denti e si consumerà di odio 94. Io invece, dice la Chiesa a Cristo, come olivo fertile nella casa del Signore, ho sperato nella misericordia di Dio in eterno e nei secoli dei secoli 95.


    fonte: http://sant-agostino.it/italiano/con...dei/index2.htm

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    Lightbulb Re: "Trattato contro i Giudei" di Sant'Agostino

    28 AGOSTO 2019: SANT’AGOSTINO, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa…
    In onore e ricordo di questo grande cattolico berbero romanizzato, filosofo e teologo: un autore a me molto caro, la lettura e la meditazione di alcune sue essenziali opere, sebbene saltuaria, mi ha aiutato nella conversione al Cattolicesimo integrale...
    Stamattina ho riletto la "Preghiera a Sant'Agostino" a p. 454 dall'aureo libretto spirituale "Il mio libro di preghiere" ("Centro Librario Sodalitium" dell'IMBC - Istituto Mater Boni Consilii) e poi alcune parti dell'opera "Le confessioni"; cito di nuovo dal libro IV capitolo X: "O Dio di ogni virtù, rivolgi noi a Te, mostraci il tuo volto e saremo salvi", così sia!




    Sant'Agostino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santagostino/
    «28 agosto, Sant’Agostino, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430).

    “A Ippona, in Africa, il natale di sant’Agostino Vescovo, Confessore e Dottore esimio della Chiesa, il quale, convertito alla fede cattolica e battezzato per opera del beato Vescovo Ambrogio, la difese propugnatore acerrimo contro i Manichei ed altri eretici, e dopo aver sostenuto molte altre fatiche per la Chiesa di Dio, passò al cielo per il premio. Le sue reliquie, prima trasportate dalla sua città in Sardegna per paura dei barbari, e poi da Liutprando, Re dei Longobardi, trasferite a Pavia, ivi furono onorevolmente riposte.”
    Per quella vivissima consolazione che voi, o glorioso sant’Agostino, arrecaste a santa Monica vostra madre e a tutta quanta la Chiesa, allorquando animato dall’esempio del romano Vittorino e dai discorsi ora pubblici, ora privati del gran Vescovo di Milano, sant’Ambrogio, e di san Simpliciano e di Alipio, risolveste finalmente di convertirvi, ottenete a noi tutti la grazia di approfittare continuamente degli esempi e dei consigli dei virtuosi, onde arrecare al cielo tanto di gioia colla nostra vita avvenire, quanto di tristezza abbiamo cagionato coi tanti mancamenti della nostra vita passata. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...no-220x300.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-220x300.jpg






    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».







    “OPERA OMNIA DI SANT’AGOSTINO”
    “SANT'AGOSTINO: TUTTE LE OPERE”
    Opere di Sant'Agostino
    http://www.augustinus.it/italiano/index.htm






    “28 agosto - Sant'Agostino d'Ippona (354-430), vescovo e dottore della Chiesa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...la-chiesa.html
    “28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post15731545
    “Sant'Agostino.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html
    “"Trattato contro i Giudei" di Sant'Agostino.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant'Agostino Dottore della Chiesa, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant'Agostino Dottore della Chiesa possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»








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    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»

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    «Non credere di avere la vera Fede Cattolica, se non insegni la necessità di avere la Fede Romana».
    (Sant’Agostino, Discorso CXX, 13, cit. in Leone XIII, “Satis cognitum”)

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    "L'ANGOLO PATRISTICO
    Dalle «Confessioni» di sant'Agostino, vescovo.
    (Lib. 7, 10, 18; 10, 27; CSEL 33, 157-163. 255)
    Eterna verità e vera carità e cara eternità!

    Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr Ps. 29:11). Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce.
    O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore. Mi ritrovai lontano come in una terra straniera, dove mi pareva di udire la tua voce dall'alto che diceva: «Io sono il cibo dei forti, cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me».
    Cercavo il modo di procurarmi la forza sufficiente per godere di te, e non la trovavo, finché non ebbi abbracciato il «Mediatore fra Dio e gli uomini, l'Uomo Cristo Gesù» (1Tim. 2.5), «che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli» (Rom. 9.5). Egli mi chiamò e disse: «Io sono la via, la verità e la vita» (Joann. 14:6); e unì quel cibo, che io non ero capace di prendere, al mio essere, poiché «il Verbo si fece carne» (Joann. 1:14).
    Così la tua Sapienza, per mezzo della quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini.
    Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l'ho respirato, e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.

    Omelia di sant'Agostino, vescovo.
    Libro 1 sul Sermone del Signore sul monte, cap. 6, tom. 4.

    Il Signore ci mostra doversi giudicare insensati coloro che, cercando l'abbondanza dei beni temporali o temendo d'esserne privati, perdono gli eterni, che gli uomini non possono né dare né togliere. «Ora se il sale diventa insipido, con che si salerà?» (Matth. 5:13). Cioè, se voi, che dovete in certo modo condire i popoli, per timore delle persecuzioni temporali, perderete il regno dei cieli: quali saranno gli uomini che potranno ritrarvi dall'errore, dal momento che Dio ha scelto voi per togliere gli altri dall'errore?
    Dunque il sale insipido non serve più «a nulla se non ad essere gettato via pestato dagli uomini» (Matth. 5:13). Pertanto non è calpestato dagli uomini chi soffre persecuzione, ma chi istupidisce per timore della persecuzione. Poiché non può essere calpestato se non uno inferiore; ma non è inferiore chi, sebbene patisca molto sulla terra nel corpo, tuttavia col cuore abita in cielo.
    «Voi siete la luce del mondo» (Matth. 5:14). Come più sopra ha detto «il sale della terra» (Matth. 5:13), così ora dice «la luce del mondo». Ora per questa terra, di cui si parla più sopra, non si deve intendere quella che calpestiamo coi nostri piedi corporei, bensì gli uomini che abitano sulla terra, o anche i peccatori, a rialzare i quali col condimento della sapienza e a distruggere le loro perverse inclinazioni, il Signore inviò nel mondo il sale apostolico. E qui mondo si deve intendere non il cielo e la terra, ma gli uomini che sono nel mondo o amano il mondo, e che gli Apostoli hanno la missione d'illuminare. «Non può rimaner nascosta una città situata su un monte» (Matth. 5:14): cioè, fondata sopra un'insigne e grande giustizia, significata anche nello stesso monte, su cui il Signore si trova a parlare."
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    «28 agosto 2019: Sant'Agostino, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.

    Agostino nacque a Tagaste in Numidia il 13 novembre 354 da Patrizio e da santa Monica. Pur studiando prima a Cartagine e poi Roma e Milano, condusse in giovinezza una vita sregolata, durante la quale si accostò al manicheismo e successivamente al neoplatonismo. Grazie all'influsso e alle preghiere della madre Santa Monica e in seguito alla predicazione di sant'Ambrogio che ascoltò a Milano, Agostino si convertì al cristianesimo combattendo contro il materialismo con il "principio dell'interiorità": lo studio dei filosofi antichi lo aiutò a scoprire all'interno del proprio io la luce del vero arrivando così alla percezione di Dio. Da sant'Ambrogio ricevette il battesimo a Milano il 25 aprile 387. Torno in Africa per dedicarsi alla vita monastica di preghiera e per continuare i propri studi. Nel 391 Si consacrò alla vita religiosa e nel 396 venne eletto per acclamazione popolare vescovo di Ippona. Nei suoi quarant'anni di apostolato diffuse la dottrina cattolica nella sua città a rischio della sua stessa vita. Dotto teologo, è stato il primo filosofo morale della religione Cristiana. I principi della Suaas dottrina nascono Da Cristo e dalle Sacre Scritture nelle quali a differenza degli altri scritti, non sono possibili critiche o interpretazioni. Il pensiero di Sant'Agostino riguarda il problema del peccato e della Grazia come unico mezzo di salvezza. Sostenne contro il manicheismo, la libertà dell'uomo, il carattere personale della responsabilità etica e la negatività del male. Sviluppò dal punto di vista filosofico il tema dell'interiorità, in particolare sostiene che è nell'intimità della propria coscienza che si scopre Dio e si ritrova la certezza che fa superare il dubbio scettico. Tra le sue opere: "Le Confessioni", narrazione dei suoi errori di giovinezza e della sua conversione (397-400) e "La città di Dio" (412-426), quadro della lotta tra il cristianesimo e il paganesimo traslata nella lotta tra la città divina e la città terrena. Morì nel 430, durante un assedio dei Vandali.
    Dai "Discorsi" di sant'Agostino, vescovo.
    Da quando mi è stato posto sulle spalle questo peso, di cui dovrò rendere un non facile conto a Dio, sempre sono tormentato dalla preoccupazione per la mia dignità. La cosa più temibile nell’esercizio di questo incarico, è il pericolo di preferire l’onore proprio alla salvezza altrui. Però, se da una parte mi spaventa ciò che io sono per voi, dall’altra mi consola il fatto che sono con voi. Per voi infatti io sono vescovo, con voi sono cristiano. Quello è nome di un mandato che ho ricevuto, questo è nome di grazia. Quello di pericolo, questo di salvezza. Veramente ci sentiamo come in un mare immenso e come sbattuti dalle tempeste, proprio a causa dell’incombenza pastorale affidataci. Ci ricordiamo però a prezzo di quale sangue siamo stati redenti e, consolati da questo pensiero, entriamo come in un porto sicuro. Mentre ci affatichiamo nel lavoro apostolico, ci conforta la certezza del beneficio comune che ne risulta. "Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Se dico di offrire al Signore il ministero di pascere le sue pecorelle, dico la verità. Lo faccio, infatti, "non io, ma la grazia di Dio che è con me". Perciò, miei fratelli: "Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio". Rendete fruttuoso il nostro ministero. "Voi siete il campo di Dio" (1Cor 3, 9). Dall'esterno ricevete chi pianta e chi irriga, dall'interno, invece, colui che fa crescere: Aiutateci con la vostra preghiera e la vostra obbedienza, perché troviamo la nostra gioia non tanto nell'essere vostri capi, quanto nell'esservi utili servitori.
    Dalle "Confessioni" di Sant'Agostino.
    Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto. Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi poco se dicessi che era solo una luce più forte del comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diverse da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma era una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce. O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Cosi la tua Sapienza, per mezzo del quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.»
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    https://www.radiospada.org/tag/santagostino/
    "S. Agostino: I re devono servire Dio, difendere la vera religione e punire gli eretici."
    https://www.radiospada.org/2019/08/s...e-gli-eretici/

    "Nella sua festa il Commento di Sant’Agostino di Ippona al salmo 63. Parole dure che abbattono alla radice tutti i discorsi giudaizzanti dei Modernisti a seguito di Nostra Aetate."
    https://www.radiospada.org/2019/04/n...to-s-agostino/




    «28 agosto 2019.
    Ermete, santo, martire a Roma, fu sepolto nel cimitero di Bassilla. Papa Pelagio I (579-590) gli dedicò il cimitero e una basilica poi restaurata da Adriano I (772-795). Il corpo si vuole traslato nell’829 da papa Gregorio IV a S. Marco Evangelista in Campidoglio. Nel XVIII secolo si venerava alcuni resti a S. Alessio e a S. Clemente, un suo braccio si esponeva a S. Maria Maggiore. La reliquia di un dito, traslata in Francia, operò diversi miracoli.
    M.R.: 28 agosto - A Roma il natale di sant'Ermete, uomo illustre, il quale (come si legge negli Atti del beato Alessandro Papa), posto prima in prigione, quindi insieme a moltissimi altri ucciso colla spada, compì il martirio sotto il Giudice Aureliano.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...cb&oe=5DD3E1F5





    “Il 28 agosto 1718 con la bolla "Pastoralis officii" Papa Clemente XI Albani scomunica i giansenisti appellanti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...57&oe=5DD701A2






    “Con la bolla "Auctorem fidei" Papa Pio VI Braschi il 28 agosto 1794 condanna infallibilmente il sinodo giansenista e gallicano di Pistoia.”

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9b&oe=5E05C3E4










    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.com/2019/08/27/...de-la-oglesia/
    https://moimunanblog.files.wordpress...d-img_9273.jpg







    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    28 août : Saint Augustin, Évêque d'Hippone, Père et Docteur de l'Église (354-430) :: Ligue Saint Amédée
    «28 août : Saint Augustin, Évêque d'Hippone, Père et Docteur de l'Église (354-430).»
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_augustin.jpg







    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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