User Tag List

Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 31
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Feb 2008
    Messaggi
    193
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Indipendentisti/secessionisti VS. federalisti/autonomisti. Il nodo dell'art. 5 cost.

    In questi giorni sto leggendo un libro di Bagehot su Napoleone 3°, sul colpo di stato del 1851, sui plebisciti, etc.
    In quel frangente si verificò per l'appunto un "fatto costituente": la rottura del precedente assetto costituzionale francese e la creazione di una "nuova" Costituzione (intesa in senso materiale).

    Di qui qualche mia riflessione sulla situazione italiana e una domanda che voglio porre agli indipendentisti del nord Italia.

    Ai tempi dell'Università ho studiato - penso di non essere l'unico - sui classici testi di Paladin, Crisafulli, Martines, etc. i quali concordavano su alcuni punti: la Costituzione Italiana, pur essendo una costituzione "rigida" è modificabile con il procedimento ex art. 138 cost. Tuttavia ci sono dei principi e delle norme "immodificabili", che non possono essere cambiati in nessun modo, pena la "rottura" della Costituzione. Uno di questi principi è l'art. 5 che recita "La Repubblica è una e indivisibile".

    Orbene, una norma del genere si trova in molte costituzioni, ad es. in quella elvetica; solo poche costituzioni prevedono il diritto all'autodeterminazione ed alla secessione.

    Orbene, in un quadro come questo risulta chiaro che i movimenti indipendentisti nord-italiani si trovano davanti ad un problema che è grande come una casa. Ossia il problema dato dal fatto che per conseguire l'indipendenza dovrebbe verificarsi un fatto costituente, ossia la rottura dell'assetto costituzionale dello Stato che vogliono abbandonare: lo Stato Italiano. Infatti la legge fondamentale di questo Stato non prevede clausola di salvaguardia per le minoranze o per i territori che volessero rendersi indipendenti e creare uno stato a sè.
    Quindi: anche vi fosse addirittura una maggioranza parlamentare dotata dei numeri per effettuare una revisione costituzionale non potrebbe modificare l'art. 5 nè sancire o ufficializzare la secessione di una parte del territorio.

    A fronte di ciò leggevo il sito del PNV, che in generale è ben fatto ma che secondo me contiene una grossa "ingenuità": tale partito chiede un referendum ai cittadini veneti per chiedere loro se vogliono distaccarsi.

    MA questa è ingenuità perchè un tale referendum non avrebbe alcun valore giuridico. Anche se per ipotesi il 90% della popolazione dicesse sì alla secessione, rimarrebbe il nodo dell'art. 5 cost.. Si tratterebbe cioè di un referendum "illegale" rispetto all'ordine costituito consacrato nella Carta Costituzionale.

    Il problema quindi è: come arrivare al passo successivo, ossia alla rottura dell'ordine costituzionale? A parte le parole ad effetto, tutti sappiamo che tale rottura si può verificare solo se l'esercito o la polizia, o un altro potere forte si schiera dalla parte di chi vuole la rottura per instaurare un nuovo ordine.
    Oppure, è il caso del Kosovo, ci vuole l'ONU e la Comunità Internazionale che si schiera apertamente dalla parte dei secessionisti.

    Mi chiedo: il PNV (ma il discorso è identico anche per gli altri movimenti indipendentisti del Nord Italia) dove pensa di poter trovare questa forza e questo appoggio per rompere la Costituzione Italiana. E' inutile dire "i cittadini bla bla". LA volontà dei cittadini, come dicevo, non è in grado di rompere da sola la Costituzione: ci vuole un colpo di stato, un fatto costituente, un esercito, i signori della guerra-mercanti di armi, etc, etc (vedi il caso Jugoslavia)

    Invece quelli che parlano di autonomia, federalismo, etc. non hanno questo grande problema in quanto il principio di unità dello Stato (che - giusto o no - esiste ed è calato nella Carta Fondamentale) non impedisce in nessun modo che lo stato divenga federale, nè autonomista. Anzi, in teoria sono possibili anche forme estreme di autonomia e federalismo, entro i limiti fissati dagli artt. 115-116-117-118-119 Cost. Non solo: questi ultimi articoli ben potrebbero essere modificati dalla maggioranza parlamentare, in quanto non sono norme immodificabili, a differenza di quella posta dall'art. 5 Cost.

    Mi sembra che questo forum sia frequentato da diversi indipendentisti. Orbene, la mia domanda a loro è: come pensate di superare il nodo dell'art. 5 cost, del principio dell'unità nazionale, che - giusto o no - impedisce l'attuazione dei vostri propositi?
    Non pensate che siano più realisti quei partiti che ad es. chiedono lo statuto di autonomia per il veneto, per la lombardia, etc.?

    Sì, il loro obiettivo è meno ambizioso, ma - ripeto - loro non hanno bisogno di un "fatto costituente".
    Date una risposta realista e quanto più tecnico-giuridica possibile; le motivazioni politiche che stanno alla base delle vostre richieste - specificità culture territoriali, impossibilità di coesistenza tra nord e sud - le ho lette negli altri 3eads; ma gli stessi tacciono quando si va al dunque e si tratta di tradurre gli slogan e le intenzioni in fatti pratici). Non dite: è la disposizione costituzionale di uno Stato che non è il nostro; vostro o no, ne fate parte, per cui dovete trovare il modo di uscirne.

    Anche il punto di vista degli autonomisti/federalisti in ordine alla posizione dei loro cugini indipendentisti/secessionisti è ben accetto.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Aug 2006
    Messaggi
    471
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito patti di Yalta ed aggiornamenti

    il tuo ragionamento non fa una grinza!
    ricordiamo che gli assetti giuridici e politici dei vari stati derivano da contrattazioni postbelliche di ogni tempo (salvo, fra gli altri, il caso degli Apuani che furono estromessi dal loro terriorio nel 180 a.C. dai romani senza ombra nè di guerra nè di trattato!!!)

    dunque anche per l'assetto generale e quindi costituzionale della penisola italiana sembrerebbe che non ci sia altro da fare che attendere il prossimo conflitto europeo.

    salvo per l'appunto seguire la strada delle regioni autonome.
    come cita il Manzoni..."todos caballeros...!!" allo stesso modo si deve seguire la strada del "tutte le regioni diventino a statuto speciale"!!!
    questo era per l'appunto la line seguita dai movimento autonomisti negli anni tra il 1975 ed il 1987.
    anche i primi tentativi elettorali seguirono questa impostazione (ricordate il Melòn,l'Union Piemonteisa, e la Lega autonomista Lombarda?)

    dunque la tua analisi è giuridicamente ineccepibile.
    ed è anche l'unica strada praticabile.

    tutto il resto sono "fanfaluche"

    dopo la caduta del muro di Berlino (a dire il vero anche prima!!!) il ruolo determinante della penisola italiana come base avanzata nel mediterraneo contro la cortina i ferro era decaduto.
    l'importanza dell'Italia decadde dal momento dell'invenzione del sottomarino nucleare "Nautilus" e dalla preparazione dei missili "Polaris".
    Le basi italiane per la navigazione (Bagnoli, Sigonella, Livorno) divennoro meno importanti. Restavano invece utili quelli di Aviano e Rodstok (non vorrei aver sbagliato a scrivere "rodstok") come appoggio aereo.

    Con la conversione in base avanzata del Kossovo, anche tali basi diventano meno importanti senon come appoggi logistici.

    Il confine orientale si è dunque spostato verso la Croazia e la Bosnia con l'appoggio della Turchia.

    Gli USA dunque non hanno nessuna necessità di cambiare gklui assetti politici ed organizzativi della penisola italiana.

    Ergo!
    Poichè noi siamo una colonia USA sancita dal quarto protocollo di Yalta (protocollo non pubblicato!!!) e poichè ora gli USA non hanno più interesse ad amministrare direttamente o finanziare la nostra penisola, è evidente che anche la penisola deve "far da sola".

    Ed i proconsoli USA diventati romani con a loro volta proconsoli romani in ogni angolo della penisola sono oggi una casta aristocratica conservatrice che tende a conservare se stessa più che a far bene per il popolo della penisola. Anzi è ovvio che (come successe per la Serbia rispetto alla Croazia) è meglio tenere sotto controllo la parte più produttiva della penisola (il Nord) guardando bene di non farselo sfuggire di mano.

    L'errore dei proconsoli USA consiste nel fatto che essi controllano i "capibastone" peninsulari (proconsoli romani), ma non riescono più a capire quel che pensano i popoli della penisola.

    I popoli della penisola (dal loro canto) si sono sempre conformati al detto "o franza o spagna purchè se magna"!!

    Dunque è impensabile che facciano rivoluzioni, se non costretti da eventi (e dalla fane) esterni.

    Quanto ai colpi di stato, abbiamo visto come gli USA dopo aver più volte spinto alcuni ad agire secondo il motto "vai avanti tu che a me mi vien da ridere...! ed aver abbandonato costantemente i loro alleati (vedasi Saigon), hanno pii ritirato gli appoggi ai vari "golpisti" lasciandoli finire in galera più di una volta.

    Dunque l'unica via percorribile in questo momento è per l'appunto la ricomposizione regionale dela penisola in chiave i euroregioni ed in chiave aautonomistica (cioè "a statuto speciale").
    L'Italia in tal modo non infrange l'art.5 e resta in "stand-by" fino al prossimo conflitto.

    questa è la realtà.

    quanto alla Jugoslavia (che significa Slavia del Sud e che presuppone l'esistenza di una Slavia del Nord, cioè l'ex impero austroungarico) essa venne formata con cinque territori federati (rappresentati dalle cinquelingue di fuoco dell'emblema titino).
    questi territori firmarono una carta che prevedeva il "diritto di recesso".
    malgrado ciò, la Slovenia potè recedere quasi in modo indolore con l'appoggio ed il sostegno dell'Austria.
    La Croazia invece subì un attacco (dovuto alla presenza delle seconde case serbe sulle coste e sulle isole)
    In Bosna ecc. sappiamo come è finita.

    Dunque è ben vero che ipuò scrivere un patto od un trattato, ma poi bisognavedere se tutti lo rispettano.
    ciao
    vb

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    25 Mar 2008
    Messaggi
    398
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da montecristo2006 Visualizza Messaggio
    Poichè noi siamo una colonia USA sancita dal quarto protocollo di Yalta (protocollo non pubblicato!!!) e poichè ora gli USA non hanno più interesse ad amministrare direttamente o finanziare la nostra penisola, è evidente che anche la penisola deve "far da sola".
    vb
    Quando di grazia l'italia ha mai fatto "da sola"? se gli insulsi e ridicoli stati della penisola negli ultimi 400 anni e oltre sono sempre stati la colonia-meretrice di Qualcuno...e sarà sempre così purtroppo.
    Inglesi-Francesi o Austriaci a nord Spagnoli a sud.
    La storia va studata sui libri e non su internet.....

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    19 Oct 2009
    Messaggi
    2,857
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Gulliver'sTales Visualizza Messaggio
    Quando di grazia l'italia ha mai fatto "da sola"? se gli insulsi e ridicoli stati della penisola negli ultimi 400 anni e oltre sono sempre stati la colonia-meretrice di Qualcuno...e sarà sempre così purtroppo.
    Inglesi-Francesi o Austriaci a nord Spagnoli a sud.
    La storia va studata sui libri e non su internet.....
    e invece è proprio se continui a studiarla sugli italici libri che non saprai mai quale è la vera realtà dei fatti avvenuti

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    11,262
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Se si verificheranno delle code davanti alle banche per ritirare i denari, sarebbe interessante sapere cosa ne facciamo dell’articolo 5.
    Avrà un valore molto limitato se non sarà suffragato dall’esercito, che prudentemente a giorni verrà messo in campo.

    Se invece per qualche anno si continua con il sistema economico virtuale con bilanci di fantasia si potrebbe incominciare a individuare chi manterrà ancora questo paese del bengodi.

    Paese dove un semplice ministro ( Brunetta) riesce a guarire a distanza migliaia di persone nella penisola.

    Pensierino. : Proponiamolo per la laurea in medicina per provata capacità sul campo, circa le sue doti terapeutiche. .

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Feb 2008
    Messaggi
    193
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Se si verificheranno delle code davanti alle banche per ritirare i denari, sarebbe interessante sapere cosa ne facciamo dell’articolo 5.
    Avrà un valore molto limitato se non sarà suffragato dall’esercito, che prudentemente a giorni verrà messo in campo.
    Beh, effettivamente se si verificherà un nuovo 1929 potrebbe succedere addirittura la rivoluzione popolare: quindi il crollo dello Stato Italiano e/o la sua disgregazione/amputazione sarebbe riconducibile proprio a ciò. Il "fatto costituente" necessario per legittimare la secessione di una porzione territoriale in questo caso sarebbe dato da sommosse e/o rivoluzioni popolari.

    Ma non mi sembra che i movimenti indipendentisti abbiano mai confidato in ciò. Del resto la crisi finanziaria totale sta diventando uno spauracchio reale solo da un'annetto a questa parte (prima dei subprimes chi avrebbe pensato ad un nuovo 1929?); inoltre essa coinvolgerebbe anche altri paesi (se crollano Unicredit e Intesa-Sanpaolo crollanno anche UBS, Santander, etc.).

    In realtà è chiaro che alla base della c.d. questione settentrionale (quale è esplosa negli ultimi 20 anni) ci sia soprattutto il malessere fiscale.
    Ora, il PNV e gli altri movimenti si lamentano a ragione dell'alta tassazione.
    Ma questo non basta a ottenere la secessione: il malessere fiscale potrà condurre con mezzi legali al federalismo fiscale ovvero al federalismo tout court ovvero all'autonomia speciale oppure a qualcosa di altro.

    Ma per ottenere l'indipendenza della Venetia ci vuole il fatto costituente.
    E il malessere fiscale non è un fatto costituente, piaccia o no.
    Nè mi smebra che il PNV abbia del resto maii pensato a metodi violenti, sul modello dell'IRA o dell'ETA, ovvero a provocare una guerra civile.

    Quindi per me la domanda costituzionalistica resta: continuo a chiedermi a quale strada pensano i movimenti indipendentisti per conseguire il loro obiettivo, superando lo scoglio dell'art. 5 Cost.

    Io leggo il sito web del PNV e vedo un movimento pacifico, che aspira all'indipendenza senza auspicare metodi violenti.
    Come pensa di scontrarsi con il "moloch" statale che - inefficiente, corrotto quanto si vuole - ha dalla sua il baluardo dell'art. 5?

  7. #7
    www.pnveneto.org - PNV
    Data Registrazione
    18 Aug 2006
    Località
    Trevixo - Venetia
    Messaggi
    1,133
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nei ultimi tenpi pì de qualchedun gà espresso dubi suła posibiłità de otegner l’independensa veneta par mexo de un proceso politico come queło individuà dal Partito Nasional Veneto, a cauxa del’inpedimento da parte deła costitusion tałiana.
    Par far ciaro de sti dubi, penso sipia utiłe portar qualche breve riflesion.
    Ła prima riflesion xe che un independentista veneto no gà da farse intimorir dała costitusion tałiana,
    Al momento £a linea proposta dal PNV - anca parché nisuni che mi sapie gà fin deso proposto alternative valide, che co łe vegnarà proposte podarà eventualmente esar examinae - xe queła de rifarse ai percorsi individuai dai grandi partiti independentisti democratici e nonviolenti europei e mondiali che se propone de indir un referendum de autodeterminasion e che individua nel masimo organo istitusional raprexentativo dei veneti (el presidente del’Ente Regione del Veneto) che ancuò exista l’agente che posa autorevolmente indirlo, in seguito al’otenimento de un spesifico mandato popołar par farlo.
    Sarà eventualmente responsabiłità del’itałia negarne el dirito al’autodeterminasion e asumersene le responsabilità połitiche, prima tra tute la non oservansa dei tratati che a gà sotoscrito par far parte dela comunità internasionałe, oltreché porse in contrapoxision no tanto co un burocrate come n’altro che pol esar el governator del’Ente regional del Veneto, quanto dela popolasion che gavarà votà un serto programa e obietivo połitico apunto.
    A ogni modo podarà anca esar che el Veneto a che'l ponto e con l'autorevolesa che derivarìa el dichiari l'independensa in modo unilateral e magari far un referendum confermativo dopo. No sarìa ne el primo nè l'ultimo exenpio de sto tipo de asion politica.
    Gò qualche serio dubio parò che un stato osidentałe posa inpedir de fato un referendum de autodeterminasion, gnanca ła Serbia xe riusìa a inpedir al Montenegro de farlo e naltri ghemo qualche strumento democratico in pì dei montenegrini, par fortuna.
    Par conpletesa d’informasion, ła costitusion taliana stesa al’articoło 2 riconose (e donca logicamente ghe ne amete ła preexistensa e la superiorità fiłoxofica e giuridica) e garantise i diriti inviołabiłi del’omo: tra questi l’autodeterminasion.
    Senpre par conpletesa, no ghe xe stato al mondo che riconosa el dirito de autodeterminasion in modo esplicito (ghe xe soło el Canada che ło contenpla come posibiłità, sensa riconosarlo ciaramente, e na volta, paradosalmente, ghe gera l’URSS comunista), ma sto aspeto no gà inpedìo ła formasion de un gran numaro de novi stati, proprio grasie al’autodeterminasion !!! Deła serie, i popołi pol libararse, se i lo vol, ma i so cołonixatori no i xe cusì idioti da darghe i manuałi e łe istrusion operative sul come farlo :-)
    El steso articolo 5 deła costitusion tałiana no dixe in modo esplicito che ła republica xe una e indivixibiłe, ma ło dixe in incixo, dando pì spasio logico ałe autonomie locałi che al’unità e indivixibiłità.
    A ogni modo xe evidente che xe pì fasiłe otegner l’independensa rispeto a altre forme de autonomia, o federałismo, parché ne basta manco de 2 milioni de voti par otegnerla, in rafronto ai 2/3 del parlamento colonial tałian che ne conceda forme de autonomia, opur a metà del parlamento pì 25 milioni de voti che la conferma par mexo de un referendum. Xe donca evidente che 2 xe pì picenin de 25 !!
    In concluxion mi son convinto che l’independensa se gà da torsela - democraticamente e pasificamente - e no spetar che i altri i ne la daga par gentile concesion :-)

    Gianluca Busato
    segretario nasional PNV

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Feb 2008
    Messaggi
    193
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
    £a linea proposta dal PNV... xe queła de rifarse ai percorsi individuai dai grandi partiti independentisti democratici e nonviolenti europei e mondiali che se propone de indir un referendum de autodeterminasion
    Scusi Presidente, ma lei sa bene che i grandi partiti independentisti democratici e nonviolenti europei (provenzale, bretone, etc.) non hanno mai ottenuto nulla.
    Gli unici nuovi stati europei sono scaturiti dalla dissoluzione della Jugoslavia, e dalle guerre che hanno rotto l'Unità statuale di quella confederazione.

    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
    e che individua nel masimo organo istitusional raprexentativo dei veneti (el presidente del’Ente Regione del Veneto) che ancuò exista l’agente che posa autorevolmente indirlo, in seguito al’otenimento de un spesifico mandato popołar par farlo.
    Qui c'è una fallacia logica: lei dice: il Presidente della Regione indice un referendum... dopo aver ottenuto un mandato popolare che autorizza tale indizione. Ma come viene dato questo mandato? Con un precedente referendum? Ma chi lo ha autorizzato? I cittadini interpellati con un altro referendum... autorizzato da chi?

    Insomma: è un cane che si morde la coda.

    Non solo: mi sembra che lei si illuda.
    Se il Presidente della Regione Veneta si azzardasse a indire questo referendum, verrebbe a dir poco rimosso dal Prefetto (se non arrestato).


    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
    Sarà eventualmente responsabiłità del’itałia negarne el dirito al’autodeterminasion e asumersene le responsabilità połitiche, prima tra tute la non oservansa dei tratati che a gà sotoscrito par far parte dela comunità internasionałe,
    Qui c'è uno spunto interessante, e cioè l'accenno alla tesi minoritaria propugnata da alcuni costituzionalisti secondo la quale in base all'art. 10 della Cost. che consente limitazioni di sovranità avrebbe trovato ingresso nel nostro Ordinamento anche il principio di autodeterminazione dei popoli.

    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
    xe pì fasiłe otegner l’independensa rispeto a altre forme de autonomia, o federałismo, parché ne basta manco de 2 milioni de voti par otegnerla, in rafronto ai 2/3 del parlamento colonial tałian che ne conceda forme de autonomia, opur a metà del parlamento pì 25 milioni de voti che la conferma par mexo de un referendum. Xe donca evidente che 2 xe pì picenin de 25 !!
    Mah, lo Stato, anche se faticosamente, ha dato attuazione al principio del pluralismo autonomistico a partire dagli anni '70 L. 281/70 e ss. senza grandi problemi.
    Resto invece dell'idea che reagirebbe con forza se vi fosse un referendum per l'indipendenza (ammesso che si possa svolgere: è difficile trovare qualcuno che lo indica e qualcuno che sia disposto ad organizzarlo).

    Comunque caro Segretaio mi conferma che il Vostro è un movimento pacifico e democratico e quindi le faccio i miei auguri (Anche se continuo a dubitare che tali metodi paghino).

    La ringrazio per la cortese risposta, e sarei interessato anche a conoscere l'opinione degli altri movimenti indipendentisti sulla "rottura costituzionale", sull'art. 5 cost., etc.

  9. #9
    l'occasione fa l'uomo italiano
    Data Registrazione
    19 Sep 2006
    Messaggi
    2,814
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Secondo la dottrina la Costituzione è caratterizzata da alcuni principi non revisionabili fondamentali che ne hanno ispirato la redazione.

    Principio personalista [modifica]

    La Costituzione coglie la tradizione liberale e giusnaturalista nel testo dell'art. 2: in esso infatti si dice che "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo". Tali diritti sono considerati diritti naturali, non creati giuridicamente dallo Stato ma ad esso preesistenti. Tale interpretazione è agevolmente rinvenibile nella parola "riconoscere" che implica la preesistenza di un qualcosa. Tale impostazione, stimolata dalla componente d'ispirazione cattolica dell'assemblea costituente, fu il frutto di una sentita reazione al totalitarismo e alla concezione hegeliana dello Stato che in esso si propugnava.

    Principio pluralista [modifica]

    È tipico degli stati democratici. Pur se la Repubblica è dichiarata una ed indivisibile, sono riconosciuti i diritti dell'uomo nelle formazioni sociali (art. 2), la libertà associativa (art. 18), la libertà delle confessioni religiose (art. 8), dei partiti politici (art. 49) e dei sindacati (art. 39). È riconosciuta altresì anche la libertà delle stesse organizzazioni intermedie, e non solo degli individui che le compongono, in quanto le formazioni sociali meritano un ambito di tutela loro proprio. In ipotesi di contrasto fra il singolo e la formazione sociale cui egli è membro, lo Stato non dovrebbe intervenire. Il singolo, tuttavia, deve essere lasciato libero di uscirne.

    Principio lavorista [modifica]

    Ci sono riferimenti già agli art. 1 e 4. Il lavoro non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale. Non serve ad identificare una classe. È anche un dovere, ed eleva il singolo. Nello stato liberale la proprietà aveva più importanza, mentre il lavoro ne aveva meno. I disoccupati, senza colpa, non devono comunque essere discriminati.

    Principio democratico [modifica]

    Già gli altri tre principi sono tipici degli stati democratici, ma ci sono anche altri elementi a caratterizzarli: la preponderanza di organi elettivi e rappresentativi; il principio di maggioranza ma con tutela della minoranze (anche politiche); processi decisionali (politici e giudiziari) tendenzialmente trasparenti

    Principio di uguaglianza [modifica]

    Come è affermato con chiarezza nell'art.3, tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (uguaglianza formale) e devono essere in grado di sviluppare pienamente la loro personalità sul piano economico, sociale e culturale (uguaglianza sostanziale)

    Principio di tolleranza [modifica]

    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, sovrani e indipendenti (art.7) e tutte le confessioni religiose, diverse da quella cattolica, sono egualmente libere davanti alla legge (art.8)

    Principio pacifista [modifica]

    Come viene sancito all' art. 11, la Repubblica italiana è contraria alla guerra e collabora con gli organismi internazionali per il mantenimento della pace e della giustizia fra le Nazioni

  10. #10
    l'occasione fa l'uomo italiano
    Data Registrazione
    19 Sep 2006
    Messaggi
    2,814
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    so che non è il vangelo, ma su Wikipedia italiana non si parla di art. 5 tra quelli inemendabili. Immagino comunque che lo sia e che le fonti di Alain siano ben più autorevoli.

    Detto questo:
    una leadership indipendentista non può avere lo spauracchio del prefetto, se no è un partito di poltronari traditori. Ne abbiamo già uno.

    Se io fossi presidente della Lombardia promuoverei un referendum consultivo tra i cittadini per chiedere il loro assenso all'istanza di autonomia per la regione. Se lo ottenessi potrei negoziare con il governo coloniale sulla base di un largo consenso popolare -- in questo sono d'accordo con Giane. Se questo poi si facesse in parallelo in Lombardia e Veneto, l'effetto sarebbe devastante.

    Le esperienze di altri paesi insegnano che processi come questi si innescano in due modi:
    1) con la guerra civile. Esempi: Croazia, Slovenia, Irlanda del Nord
    2) con la gradualità, per via istituzionale. Esempi: Catalogna, Belgio, Scozia (a suo modo)

    Ve li vedete i padani a fare la guerra civile?

    Infine: indipendentismo vs. federalismo. Qui si torna all'equivoco insanabile. Il federalismo vero non è un mezzo, è un fine. E' la creazione di una federazione spontanea (e aggiungo io rescindibile) tra stati indipendenti, basata sulla sovranità dei cittadini sui loro rappresentanti e sulla pari dignità delle comunità locali (comuni, cantoni) rispetto all'assemblea federale.

    Come dico da anni, questa contrapposizione è frutto di un pauroso equivoco: vediamo il federalismo come passaggio verso l'indipendenza, cioè lo vediamo come lo vedeva il bossi della prima ora, cioè lo sputtanatore universale del Federalismo.

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Movimenti autonomisti/indipendentisti
    Di Bonnot nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 11-03-11, 20:20
  2. Autonomisti al 25.89 % , indipendentisti al 9.85 %
    Di Istévene nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 59
    Ultimo Messaggio: 08-04-10, 13:40
  3. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 19-03-07, 11:13
  4. Secessionisti o etno-indipendentisti?
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 08-06-06, 22:46
  5. ma non erano federalisti autonomisti ?Che buffoni!!!
    Di Lutzianu nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-08-04, 10:32

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226