Non posso mollarti a questo punto: dove sarebbe la mia superficialita' culturale?
Eric
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Dopo queste affermazioni è evidente che tu non hai la benchè minima idea di che cosa si stia parlando. Ti consiglio di studiare un pò più a fondo la storia delle Civiltà Tradizionali.
E per quanto mi riguarda, il mio libro guida per eccellenza è solo uno: RIVOLTA CONTRO IL MONDO MODERNO" di Julius Evola.
Dagli una letta anche tu, poi torna qui e ne riparliamo
"(...) Oggi, indubbiamente, neocristiani insulsi, presi dallo spirito borghese ed effeminato del secolo, grattano come una ruggine questo vecchio colore sacro di un culto di sacrificio per farne una miserabile devozione d’amore. Rinunciano a tutto ciò che è terribile e profondo, alla predestinazione, alla grazia, al carattere diabolico delle cose; a loro occorrono leziosaggini bigotte e un cielo dolciastro, dove si arrivi per vie facili. Ah, i corruttori! Quante coscienze hanno snervato coi loro beati idilli! Hanno perso tutto intorno a sé, perché si sono persi essi stessi, non soltanto a causa della falsa mansuetudine dei nostri tempi rammolliti, ma anche a causa di un libro essenzialmente fatale, un libro di errori supremi, il libro degli Ebrei. Maledetti ebrei: sono peggio degli hegeliani! Basti considerare questo Mosè, che ha scritto la frase ripetuta dappertutto dopo di lui, cioè che Dio, dopo la creazione, gettò uno sguardo su questo mondo e trovò che tutto andava bene: “E vide che era cosa buona”. Scempiaggini! D’altronde, si crede veramente che un essere sovrumano potrebbe continuare anche solo per un giorno la commedia della vita? Questa è fatta apposta per noi uomini; spiriti o Dei dicono: no, grazie! “ (A. Schopenhauer)
E poi ancora: "Se si considera pertanto l’uomo un essere, la cui esistenza è una punizione e un’espiazione, lo si scorge già in una luce più giusta. Il mito del peccato originale è l’unica cosa dell’Antico Testamento cui io possa riconoscere una verità metafisica, anche se soltanto allegorica; anzi, è la sola cosa che mi riconcili con l’Antico Testamento. A nient’altro cioè la nostra esistenza assomiglia più che alla conseguenza di un errore commesso e di una voglia meritevole di castigo. Il Cristianesimo del Nuovo Testamento si è subito molto saggiamente appigliato a tale mito; anzi, senza di esso non avrebbe trovato nel giudaismo nessun punto di contatto."
Sempre Arturo?