Non si tocca l’autonomia dell’ateneo friulano
Stop della Lega al Pdl:
no all’università unica
di Giacomina Pellizzari
UDINE. Il Carroccio raduna le forze per bloccare la costituzione della Fondazione di diritto privato "Università del Friuli Venezia Giulia". Se a Roma il senatore Mario Pittoni, si prepara all'audizione con il ministro Gelmini, a Trieste, domani, il gruppo consiliare presenterà un'interrogazione per bocciare il progetto del Pdl: «L'autonomia dell'ateneo friulano – avverte – non si tocca». Come negli anni Sessanta e Settanta, insomma, la questione università rischia di tornare a movimentare le coscienze dei friulani.
A sollevare gli scudi contro il piano regionale, anticipato al Senato accademico di Udine dal senatore Ferruccio Saro e illustrato solo in parte dall'assessore, Alessia Rosolen, ma subito sposato dal governatore Renzo Tondo, è stata la Lega seguita dai ventuno autonomisti storici che hanno già minacciato di riportare la gente in piazza. «L'autonomia dell'università del Friuli è frutto di una battaglia storica vinta da tutto l'autonomismo friulano con la raccolta di 125 mila firme sulle macerie del terremoto, tutto questo non si può mettere in discussione» sostiene il consigliere regionale, Maurizio Franz, nell'annunciare la presentazione dell'interrogazione in consiglio regionale che sarà sottoscritta da tutti i componenti del gruppo. Franz accetta di discutere l'opportunità di coinvolgere i privati, «ma – ribadisce – se Fondazione deve essere se ne facciano due, una per Udine, l'altra per Trieste».
Una posizione condivisa pure dal presidente del Comitato per l'università friulana, Marino Tremonti, che, nei giorni scorsi, ha incontrato Franz e Pittoni. «Con il presidente Tondo non abbiamo mai concordato un'azione del genere» assicura Franz, nel ribadire che «l'autonomia dell'ateneo friulano non si tocca». Anche la presidente di Identità e innovazione, Valeria Grillo, alza la voce contro il progetto regionale che, a suo avviso, è il preludio «dell'annullamento dell'identità e degli interessi del Friuli».
La questione è delicata. Più di qualcuno vede nella costituzione della Fondazione di diritto privato la volontà non solo dell'università di Trieste, ma anche della politica di mettere le mani sull'ateneo di Udine.
Ad anticipare il progetto è stato il rettore dell'ateneo giuliano, Francesco Peroni, in occasione della conferenza stampa organizzata a Udine per contrastare il decreto Tremonti che riduce progressivamente il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) dall'1% fino ad arrivare al 7% nel 2013 e blocca il turnover autorizzando concorsi solo per il 20% dei pensionamenti. In quell'occasione, Peroni, ha parlato apertamente di «università unica regionale», prima di ricordare alla collega, Cristiana Compagno, che sei delle dodici facoltà triestine sono pronte a sedere attorno a un tavolo con le consorelle udinesi per definire la razionalizzazione dell'offerta didattica. A Trieste, infatti, Architettura, Ingegneria, Economia, Lettere, Scienze della formazione e Scienze, sempre secondo Peroni, non raggiungono i requisiti minimi per confermare l'attuale offerta didattica. Tutto ciò nonostante Trieste sia al quinto posto tra le università più finanziate.
Diversa la situazione a Udine dove l'ateneo è il quarto più sottofinanziato d'Italia e nonostante ciò non ha grossi problemi di requisiti minimi. Nelle casse di palazzo Florio, dal 2001 a oggi, mancano 95 milioni di euro a questi se ne dovranno aggiungere altri 15 se il Governo approverà il decreto 112. Un'ipotesi questa confermata da Saro nell'incontro tra i parlamentari e il Senato accademico udinese. In quell'occasione senatori e deputati si sono impegnati a modificare il decreto in sede di Finanziaria, mentre Saro lanciava il progetto della costituzione della Fondazione di diritto privato. Solo Pittoni, convinto che il decreto 112 si può modificare entro agosto, ha chiesto e ottenuto l'audizione dei ministri Gelmini e Tremonti in commissione Cultura del Senato. L'incontro è fissato per mercoledì.
A chiarire il contenuto del progetto regionale è stato l'assessore Rosolen che in una nota ha confermato: la Regione a settembre presenterà la "Fondazione di diritto privato Università del Friuli Venezia Giulia" tra gli atenei di Udine e Trieste, la Sissa, le amministrazioni locali e i privati che vorranno aderire. L'obiettivo è «costituire un fondo globale per finanziare il sistema universitario regionale» e impegnare gli atenei a seguire i criteri fissati dalla Regione di concerto con il territorio. Non a caso l'assessore dopo essersi soffermata sull'unificazione degli Erdisu e dei consorzi universitari, ha citato l'esempio di Architettura: «A Trieste c'è la facoltà a Udine il corso di laurea: vale la pena, a 70 chilometri di distanza, mantenere o incrementare le due realtà?». Non va dimenticato, però, che tutte le attivazioni dei corsi di laurea hanno ottenuto il via libera dal Comitato regionale di coordinamento al quale partecipano i rettori e la Regione. L'assessore, però, non punta solo sull'eliminazione dei doppioni, ma anche sull'istituzione di un centro acquisti e di marketing condivisi.
(20 luglio 2008)
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