
Originariamente Scritto da
DarkClassWar
Premetto che non faccio parte della componente "Essere Comunisti"; la mia storia nel PRC come ho già detto è iniziata nella componente "Progetto Comunista" che ho votato allo scorso congresso, di cui non ho condiviso l'uscita. A questo congresso ho appoggiato il primo documento, non per motivi ideologici di cui non mi interesso più da tempo, bensì perchè il progetto politico del partito sociale mi ha letteralmente conquistato.
Quindi mi ritengo un indipendente del primo documento, anche se vivendo in una federazione a egemonia grassiana (67% al doc 1 di cui 62% ascrivibile ad "essere comunisti") ho vissuto tutto il congresso da grassiano, insieme ai miei compagni ed amici della federazione, alle riunioni della loro area, oltre a quelle comuni della mozione 1 nelle quali mi trovavo molto più a mio agio... non sono cmq nemmeno un ferreriano, anche se Ferrero mi piace, ma non sono mai stato bertinottiano, quindi no posso nemmeno ascrivermi a quell'area. Insomma, sono indipendente nel primo documento, anche se ho vissuto tutto il congresso gomito a gomito con i grassiani.
Detto questo, voglio assicurare che Grassi non ha mai trattato con Vendola. Anche perchè se l'avesse fatto l'area "Essere Comunisti" sarebbe immediatamente scoppiata.
Fin dall' inizio Grassi ha ribadito che l' unità della mozione 1 era una condizione irrinunciabile, e che qualunque cosa si decidesse di fare, si sarebbe fatta insieme a Ferrero ed ai suoi compagni.
In quei primi giorni l'accordo con le minoranze sembrava impossibile, e giravano pressanti voci sull' uscita del gruppo di Giannini che avrebbe regalato a Vendola la maggioranza assoluta del CPN, se non prima, dopo l'elezione del segretario. Fortunatamente come le voci diffamanti su Grassi, anche queste sono state smentite dai fatti.
In questo scenario, Grassi sosteneva che la priorità fosse salvaguardare l'unità del partito e concentrarsi per cambiare la linea politica, il segretario sarebbe venuto dopo.
Con il 47% dei consensi a Vendola, e con l'impossibilità di unire le altre mozioni sul nome di Ferrero, la possibilità che uscisse un segretario della 2 sembrava scontata ma, sosteneva Grassi, se avessimo posto il veto su Vendola, la scelta sarebbe ricaduta su Migliore, Fratoianni. De Palma, De Cristoforo o Gianni. Da questo deriva la frase riportata anche dal compagno Leninista in altro 3ad "per noi è meglio Vendola segretario", che è stata nella discussione preceduta da "se le alternative sono queste"... il che capirete bene cambia un bel po' il senso del discorso.
La risposta di Ferrero per fermare i dissensi che si sono levati in sala non si è fatta attendere: "nessuno di noi, che in passato eravamo insiema ai nemici di oggi, può permettersi di spiegare a Claudio che è sempre stato bistrattato all' opposizione, la malvagità di quelli che insieme combattiamo", e ha anche aggiunto con estrema umiltà "ora vedo che allo scorso congresso, le minoranze avevano ragione, noi no".
Ferrero aveva capito che la posizione di Grassi non era un tradimento, era frutto di un discorso basato su un' analisi precisa: il 40% non fai il 51. Subito cmq Grassi ha dichiarato, che anche se la scelta di andare allo scontro, lo lasciava dubbioso, lui avrebbe seguito fino in fondo la linea della mozione tutta, e che su questo, non ci sono mai stati dubbi.
Inoltre va detto che non c'è stato alcun incontro privato con Vendola, e che tutte le discussioni interne al gruppo sono sempre state alla luce del sole, e tutti i dubbi sempre condivisi e spiegati alla componente Ferreriana della mozione.
L' accordo poi con le minoranze è stato raggiunto solo in tarda nottata tra sabato e domenica, e Ferrero contro ogni previsione è stato eletto segretario.
Un ringraziamento speciale va a tutte le minoranze che hanno dato fiducia a questo cambiamento, compresa la 5, che avendo votato il documento politico finale, è da considerarsi parte integrante della nuova maggioranza COMUNISTA uscita dal congresso.