Una rivoluzione linguistica è in atto oramai da decenni, ed i contorni delle parole, sempre più piegate ai voleri dei potenti di turno, si sono fatti sfumati e indefiniti: in particolare i termini liberale e patriota sono due luminosi esempi di come sia possibile stravolgere i significati più intimi e veri del nostro vocabolario. Lo scenario assomiglia a quello descritto da Orwell nel celebre romanzo “1984”, il cui protagonista Winston legge, inciso a caratteri cubitali sulla facciata del Ministero della Verità “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”.

In un contesto simile, è solo aggrappandosi a personaggi come Filippo Mazzei che è possibile ritrovare la strada smarrita: il toscano infatti, originario di Poggio a Caiano, fu un liberale ed un patriota autentico, nel vero significato che tali parole avevano in origine, e riscoprire i suoi scritti e le sue peregrinazioni da "cittadino del mondo", potrebbe senz'altro illuminare la via nel tortuoso cammino verso la libertà.

Il liberalismo degli esordi (quello che oggi viene talvolta definito "classico") altro non era che una teoria ed una prassi per il controllo e la riduzione del potere statale, così come patrioti erano chiamati coloro che si opponevano allo strapotere e alle barbarie dei governanti in difesa dei diritti naturali ed inviolabili alla vita, alla proprietà, alla libertà. In sostanza, si era patrioti e liberali se ci si opponeva ai torti e alle usurpazioni portate innanzi dal potere statale.

Mazzei dedicò buona parte della sua vita al perseguimento di tale scopo: non è un caso che la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, punto di riferimento ancora attuale per chiunque ami la libertà, sia stata fortemente influenzata proprio da quanto il toscano ebbe a scrivere il 6 maggio 1776 nelle Istruzioni dei possidenti della Contea di Albemarle ai delegati alla Convenzione: «Noi teniamo per certe queste Verità. Che tutti gli Uomini sono creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi diritti inalienabili...»

È così che i pensieri di un immigrante toscano sono incarnati nel documento della fondazione degli Stati Uniti d'America: questo contributo è ammesso anche da John F. Kennedy nel suo libro Una Nazione di Immigranti in cui afferma che:

«La grande dottrina “Tutti gli uomini sono creati uguali” attribuita nella Dichiarazione di Indipendenza a Thomas Jefferson, è ripresa dagli scritti di Philip Mazzei, un patriota scrittore nativo dell'Italia, che era intimo amico di Jefferson.» (J. F. Kennedy, "Una Nazione di immigranti", Harper & Row, New York, pp. 15-16)

Oggi invece, nell'età della neolingua orwelliana, liberale e patriota sono parole che troviamo di frequente associate a simboli, fatti e misfatti grondanti sangue innocente, vere e proprie icone della potenza distruttiva degli Stati nazionali: dal tricolore all'inno, passando per la falce e il martello e la fiamma, per finire con il protezionismo e la guerra, tutto finisce in un unico calderone infernale, dove distinguere il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, diviene compito arduo, e chi si limita a fare buon uso della ragione viene trattato da criminale. Basti pensare all'atteggiamento tenuto dai media nei confronti del candidato libertario alle ultime primarie repubblicane Ron Paul, che solo per aver contestato la liceità di una guerra ingiustificata e alcuni provvedimenti folli come il Patriot Act, si è preso in buona sostanza del terrorista e dell'anti-americano un giorno sì e l'altro pure.

Le gesta e gli scritti di Mazzei sono finiti così a lungo nel dimenticatoio, come se per salire agli onori della cronaca fosse necessario calpestare secoli di tradizioni, cultura e libertà con mille uomini al seguito e la giubba rossa indosso, e "limitarsi" pacificamente a seminare e commerciare piantine in Virginia, combattendo la battaglia per la libertà al fianco dei Padri Fondatori statunitensi (che parlavano e scrivevano il toscano) fosse degno dell'oblio e del disprezzo.

Un'epoca nuova sembra però alle porte, se è vero che Hollywood sta preparando un film sul toscano avventuriero, ed un gruppo di ragazzi ha dato vita in questi mesi ad un Clan Libertario Toscano intitolato proprio al Mazzei, con l'intento di sconvolgere la vita politica toscana riportando alla ribalta quelle tematiche e quegli ideali libertari, liberali e liberisti che troppo spesso, in specie nella "rossa" Toscana, vengono messi nell'angolo e bistrattati.

Il compito è di quelli ardui, ma lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli: tu ne cede malis, sed contra audentior itor!

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