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Curioso
Manovra, ancora una bocciatura
Standard & Poor's: "Nessuna riforma strutturale"
“Il nuovo governo di centrodestra, guidato da Silvio Berlusconi, non propone alcuna riforma di tipo strutturale che affronti seriamente i temi della spesa pubblica. Lo evidenzia l'agenzia di valutazione Standard & Poor's, che oltretutto lancia anche un ulteriore allarme: le debolezze strutturali delle finanze pubbliche italiane porteranno il disavanzo di bilancio vicino al 3% del prodotto interno lordo almeno fino al 2011, mantenendo il livello di debito oltre il 100% del prodotto interno lordo. In pratica l'impatto della manovra sarà “lieve”.
“L'alto livello del debito pubblico e l'onerosa spesa per interessi dell'Italia continueranno – osserva ancora la Standard & Poor - a limitare la sua flessibilità finanziaria una situazione destinata a durare "fino a quando non vi sarà sufficiente volontà politica nell'affrontare le cause alla base del malessere del Paese: un settore pubblico sovradimensionato e inefficiente, una debole struttura di bilancio che ha portato ad una crescita rapida della spesa corrente, un sistema pensionistico oneroso, e le richieste che ricadono sul bilancio dello Stato a fronte di un sistema di federalismo fiscale ancora in fase di definizione".
Il nuovo governo ha promesso di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011, "principalmente attraverso tagli discrezionali alla spesa pubblica e incrementi mirati delle tasse. Secondo quanto accaduto in passato, avverte Trevor Cullinan, credit analyst di Standard & Poor's, quando il precedente governo Berlusconi in carica dal 2001 al 2006 comunicò obiettivi similari mancando però nella loro implementazione, la possibilità di alleggerire il peso del debito non dipenderà solo da quanto programmato in tema di politiche di bilancio ma soprattutto dalla completa e puntuale esecuzione di tali programmi".
E “le attese in merito ad un più energico intervento nella direzione di un consolidamento
fiscale” sono ostacolate ''dal peggioramento delle prospettive di crescita del prodotto interno lordo del paese. I vecchi ostacoli alla crescita economica sul lato sia delle infrastrutture fisiche ed istituzionali, sia delle rigidità strutturali del sistema paese, in particolar modo quelle del mercato del lavoro, non sono state ancora affrontate con decisione”. Inoltre rileva ancora la S&P “la crescita potenziale dell'economia continua a rimanere bassa ed il grado di competitività internazionale del paese rimane sotto pressione con perdite di quote di mercato nelle esportazioni. Nel lungo
termine, le prospettive di crescita potrebbero ridursi ulteriormente, anche alla luce del profilo demografico dell'Italia''. Insomma una quadro drammatico e destinato anche a peggiorare a causa delle politiche economiche del governo Berlusconi assolutamente carenti di riforme strutturali e capaci di fornire un’inversione di marcia.
“La nota di S&P - osserva Giorgio Tonini, coordinatore della formazione del PD - fotografa perfettamente quanto sosteniamo fin dai primi passi di una finanziaria che fa poco o niente per la crescita". L'esponente del PD rileva infatti come il governo Berlusconi abbia varato "una serie di misure i cui effetti, mancando di qualsiasi carattere strutturale, sono prevalentemente transitori e propagandistici. Tremonti ripercorre lo stesso sentiero seguito nel 2001 compiendo, purtroppo, gli stessi errori". Si tratta quindi per Tonini di "una scelta miope che abbiamo già pagato a caro prezzo, ripeterla sarebbe disastroso".
Fonte:
www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=56458