Una testimonianza tratta dal Forum degli studenti di Lettere e Filosofia de "La Sapienza" di Roma(http://letterefilosofiasapienza.spac...?topic=18067.0). A dir poco inquietante...
Ho fatto richiesta per le 20 borse di tutorato (2500 euro, dicevano; in realtà 1500) e, vincendo, mi hanno assegnata studi storico religiosi. Sono stata "accolta" dal professor Tito Orlandi, presidente del corso di laurea. Una delle sue prime domande è stata: "Ah, fa storia contemporanea? Non sarà mica una rivoluzionaria come quelli che studiano storia contemporanea!". Capendo che era inutile spiegare ad uno che si è laureato nel 1963 e che guadagn 80mila euro l'anno che se chi conosce la storia è rivoluzionario il problema sta nelle dinamiche storiche e non negli studenti, ho chiosato "Ormai "rivoluzionario" è un termine un po' abusato". Una delle cose che mi mette a fare - definendomi "factotum" (cosa che non ero: il mio contratto parlava di "orientamento durante "Porte Aperte" e tutorato immatricolazioni") - è "dare un sistemata all'ARCHIVIO" in modo da poter fare una "scrematura" (cit.) di studenti da coinvolgere (gli altri no!) nelle decisioni che riguardano il corso di laurea: ha parlato di assemblee, in cui chiamare solo quanti sono in ordine con gli esami e frequentano l'università, "per fargli un trattamento di favore" (cit.). Apro il cassetto archivio: ogni studente ha un fascicolo, contenente piani di studio, contratti, articoli scritti, corsi e stage extra-universitari frequentanti, lettere di "presentazione" (raccomandazione?). Noto allora che su alcune cartelline, dove qualcuno ha già messo le mani, accanto al nome dello studente ci sono degli APPELLATIVI, quali "latitante", "vagante", "ondivago": evidentemente chi non riesce a star dietro all'università, per il professor Orlandi, merita di essere DERISO in questo modo. Credendo ingiusto questo sistema, il giorno dopo mi sono licenziata: addio 1500 euro, ma almeno non ho schedato nessuno.





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