2 agosto 1980: la strage di Bologna.A 28 anni di distanza dalla terribile ed ingiustificabile strage che si consumò alla stazione di Bologna in quel tragico 2 agosto del 1980 alle ore 10.25, Azione e Tradizione intende inchinarsi alla memoria di quelle vittime innocenti. Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti tra cui sei Baresi ed un Foggiano uniti - assieme alle altre vittime - in un misterioso "destino" ordito e partorito da chissà quale mente assassina.
Per la giustizia italiana a piazzare materialmente la bomba a Bologna é stato Luigi Ciavardini, all'epoca dei fatti diciassettenne ed oggi in carcere perchè condannato con sentenza definitiva a 30 anni proprio per quella strage.
Azione e Tradizione non ha mai creduto alla colpevolezza di Luigi Ciavardini unendosi alle voci di giornalisti, magistrati, esponenti della sinistra italiana e di ex Presidenti della Repubblica. Infatti, le sentenze sono piene di zone grigie e lo stesso impianto accusatorio contro Luigi Ciavardini si reggerebbe su prove inconsistenti. I due "testimoni" chiave sono Angelo Izzo (stupratore del Circeo) e Sparti, "malato immaginario".
Izzo ha potuto dedurre che a mettere la bomba alla stazione di Bologna fossero "i ragazzini di Fioravanti" (deduce) e cioé Ciavardini, De Angelis e Taddeini. Solo che De Angelis e Taddeini quella mattina stavano disputando la finale di rugby con tanto di telecamere e sono stati prosciolti dall'accusa. Ciavardini invece rimane invischiato nella vicenda.
Sparti invece avrebbe raccolto le "prove" in carcere. Ha raccontato che alla stazione di Bologna Fioravanti sarebbe andato vestito "con abiti tipici tirolesi" proprio per passare inosservato! In più sempre secondo Sparti, Fioravanti avrebbe avuto con sé un documento falso intestato ad un meridionale nato e residente a Roma. Sparti, inoltre, avrebbe avuto una gravissima forma di tumore al pancreas. Forma tumorale che gli avrebbe consentito di vivere ancora pochissimo tempo e, per questo, essere dimesso dal carcere. Invece Sparti é vissuto per molti anni e recentemente il figlio ha dichiarato che le lastre non erano attribuibili al papà il quale sulla vicenda di Bologna sarebbe stato costretto ad inventarsi tutto.
Lo stesso Presidente Cossiga ha recentemente dichiarato che "la strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche".
Azione e Tradizione auspica che, nel rispetto del dolore dei parenti delle vittime, vera luce possa essere fatta sulla strage di Bologna e si possa giungere serenamente ad una riapertura del processo alla luce delle dichiarazioni riasciate da importanti personaggi e testimoni al fine di evitare che Luigi Ciavardini, dal carcere romano di Rebibbia, possa essere l'ottantaseiesima vittima innocente di quella maledetta bomba.




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