Approvato il Piano triennale della Lingua sarda

La Giunta regionale ha dato via libera al Piano 2008-2010 per la prima volta dedicato interamente alla promozione della lingua sarda. Obiettivo principale: creare le condizioni di base per rafforzare la didattica della lingua minoritaria e il suo radicamento nel mondo della scuola.


CAGLIARI, 29 LUGLIO 2008 - Una televisione web e digitale in lingua sarda, l’Atlante linguistico di tutti i dialetti della Sardegna e il consolidamento della sperimentazione delle norme di riferimento per la lingua scritta in uscita per gli atti della Regione. Sono tre tra gli obiettivi più qualificanti del Piano triennale della lingua sarda approvato oggi dalla Giunta Regionale.

Pilastro del progetto identitario che questa amministrazione regionale persegue in maniera sempre più mirata su fronti plurimi, il Piano 2008-2010 è strumento di programmazione, indirizzo e coordinamento per gli interventi volti ad affermare il "diritto linguistico" del popolo sardo, come definito dallo Statuto Speciale del 1948, a tutt'oggi problema persistente capace di mettere in discussione l'essenza stessa dell'autonomia.

Patrimonio culturale irrinunciabile, la lingua sarda in tutte le sue declinazioni e varietà alloglotte è considerata, nel Piano triennale, il cardine di una costruzione sistemica tesa a stimolare e supportare il diffondersi di valori positivi intorno alla lingua e al suo utilizzo. In questo senso, la promozione della diffusione della lingua non solo consolida l'autocoscienza dei sardi ma diventa elemento della coesione sociale, così come indicato negli strumenti di programmazione europea. Allo stesso tempo si trasforma in risorsa economica che vivifica e moltiplica le possibilità di crescita della società sarda.

Confronti, dibattiti, convegni e monitoraggi degli ultimi anni hanno evidenziato, anche a seguito delle novità apportate dalla legge 482 del 1999, l'opportunità di adeguare gli strumenti normativi attuali. Questi ultimi infatti, se tendono alla valorizzazione culturale tout court e alla salvaguardia del patrimonio immateriale dialettologico, non individuano la specificità dei problemi di rivitalizzazione e pianificazione linguistica. In tal senso il Piano assume un ruolo fondamentale nella transizione verso l'adozione di nuovi e più adatti strumenti normativi.

Condividendo le scelte con istituzioni, enti, associazioni e operatori qualificati, la Regione incrementa e agevola l'intervento della "società educante" sul processo di formazione linguistica e di percezione simbolica in senso lato. Creare le condizioni di base per rafforzare la didattica della lingua minoritaria e il suo radicamento definitivo nel mondo della scuola è un presupposto fondamentale che la Regione intende perseguire attraverso l'implementazione di curricola formativi da consolidare con corsi universitari, borse di studio, interventi sui media e progetti più direttamente realizzati nelle scuole grazie anche agli interventi degli enti locali.

Il documento mette al centro la necessità di garantire più efficacemente la trasmissione intergenerazionale della lingua sarda in tutte le sue varietà ponendo in primo luogo, quale emergenza, gli interventi sulla didattica. E' stato varato un progetto per il sostegno e la sperimentazione dell'insegnamento della lingua, e in lingua, nell'orario curricolare delle scuole di ogni ordine e grado, mentre i finanziamenti concessi alle università saranno vincolati alla formazione di docenti che dovranno insegnare il sardo. Borse di studio saranno assegnate a giovani che vorranno specializzarsi nella ricerca applicata alle metodologie didattiche delle lingue di minoranza. Per la prima volta la Giunta regionale ha messo in cantiere dei progetti speciali di valorizzazione delle cosiddette "varietà alloglotte", cioè quegli idiomi parlati da cittadini sardi che non appartengono storicamente al sostrato neolatino della lingua propria dell'isola. Catalano, gallurese, turritano e tabarchino saranno tutelati e valorizzati anche in collaborazione con gli enti locali territoriali e con istituzioni e organismi europei.

Con il piano triennale approvato oggi, per la prima volta l'esecutivo regionale progetta e finanzia la realizzazione dell'Atlante Linguistico della Sardegna che permetterà la conoscenza e la tutela di ogni singola parlata territoriale dell'isola. Il sardo era ormai rimasto l'ultima lingua romanza a non avere a disposizione uno strumento di questo genere che, negli intendimenti dell'assessore Mongiu che lo ha proposto, avrà una rigorosa metodologia scientifica e potrà essere fruito dagli utenti in versione digitale e multimediale. La Regione ha confermato la scelta di implementare, attraverso lo Sportello Linguistico Regionale, la sperimentazione dell’uso della lingua sarda in atti e documenti in uscita. A questo proposito nel piano triennale è prevista la realizzazione di un correttore ortografico che possa facilitare le operazioni di scrittura e redazione dei testi.

Nel documento programmatorio della Regione sono presenti anche gli indirizzi per le Amministrazioni Provinciali in relazione alle competenze trasferite in merito a segnaletica bilingue, consulte locali e progetti scolastici in lingua sarda. Nel piano si ribadisce l’intenzione della Regione di dotare il settore della politica linguistica di un nuovo strumento legislativo utile a superare l'ambiguità degli investimenti tra lingua e cultura.