Cari forumisti, e' una settimana che non intervengo perche' per giorni non ho avuto la connessione a casa e non so per quanto tempo ancora dovro' stare senza. In fondo fa anche bene, un po' di sano distaccamento dal virtuale.
Ho letto con attenzione la discussione aperta da Danko sul libro di Ludo Martens, che ritengo per altro molto interessante e che probabilmente leggero'.
A mio avviso in questo forum da alcuni mesi si succedono scontri delle idee che trascendono il piano dialettico e divengono lamentosi pianti di parte. Si piglia una discussione con cui non si e' affatto d'accordo, e la si analizza come un segno di decadenza, di disgregazione e di morte dell'ideale comunitarista.
A mio avviso non e' una buona strada.
Questo forum ha il grande pregio di essere aperto ad istanze anche molto diverse, e di affrontare discussioni di fondo spesso anche a prescindere dal giudizio su eventi storici particolari o situazioni politiche contingenti. Le discussioni in cui ciascuno tira fuori davvero quello che pensa in ordine ai rapporti umani e comunitari sono quelle in cui davvero e' importante insistere, confrontarsi liberi da ideologie, affezioni, sentimentalismi, rigetti o disprezzo.
Purtroppo quando poi si cade in discussioni sul contingente, storico o politico-attuale che sia, ci si scontra ferocemente a partire da posizioni preconcette.
Lo so. E' molto difficile prescindere dalle proprie convizioni applicate alla realta' storica e fattuale, poiche' vi trasponiamo istintivamente un nostro apparato di eticita' e di umanita' irrinunciabili. Anche a me piacerebbe concordare su tutto, ma non e' cosi'.
Pero' ritengo pericoloso ancorarsi a delle certezze e smettere di argomentare seriamente su temi per noi anche scontati (come il rifiuto dello stalinismo per molti, o il rigetto dell'indifferentismo etico di fronte al rapporto tra fini e mezzi applicato a casi contingenti, si veda la mia posizione nettissima su ETA, per fare un esempio pratico).
Altra cosa e' invece l'argomentazione di fondo che prescinde dal mero esempio(Stalin si Stalin no, Farc si Farc no etc etc )...Li, sull'argomentazione di fondo, non solo si puo' ma ci si deve scontrare, sperando che questo scontro aiuti la crescita di tutti (io personalmente mi sono idealmente scontrato con molti in questo forum e ne ho ricavato sempre del positivo, oltre a qualche rodimento di fegato o piccolo dispiacere relativo e passeggero). Poi se si resta in disaccordo, pazienza, ci si stringe attorno a chi condivide e si continua ad argomentare, a meno che non lo si ritenga del tutto inutile e inefficace (cosa che su questo forum non mi sembra vera).
E' difficile uscire fuori dalle proprie convizioni e guardare le cose con purezza, cercando di convergere sull-essenziale sensazione di volonta' di comunione e comunita' fra esseri umani che puo' far convergere le posizioni di chi frequenta questo forum.
D'altra parte per me le cose sono state chiare fin dall' inizio: pretendere che il forum fosse un luogo segnato da una linea politica e filosofica coerente e' del tutto inconcepibile.
Non si riesce a farlo nella realta' , figuriamoci nel virtuale.
Quello che dico allora e' di sforzarci tutti di argomentare le nostre critiche seriamente, anteponendo alla lamentela generica l'attacco anche forte e duro allo specifico tema in ballo e in discussione.
Vedrete che fara' bene a tutti, aiutera' a capire meglio le nostre convizioni profonde (oltre quelle contingenti) e lascera' spazio a tutti per dire la loro. Non siamo un partito di internet, ma una libera comunita' in potenziale aggregazione (ripeto!! potenziale!!!!).
Ci sono due cose che non possono essere fatte:
1- lanciare temi scalmanati, volgari, offensivi, non argomentati e superficiali o ossessivamente proposti
2- rispondere senza scendere nell'argomentazione con generiche lamentele.
riflettiamo.
Oltre questo tutto e' lecito e doveroso.




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