Da "LIBERO - EDIZIONE MILANO" di venerdì 1 agosto 2008

Lo studio Chi protesta vota Lega Ma poi spesso la tradisce
il Carroccio drena i consensi degli scontenti di entrambi i Poli. Il problema è fuielizzarli

ANDREA VALLE Uno zoccolo duro di elettori leghisti fedelissimi a Umberto Bossi. E una parte di elettorato fluttuante, che vota il Carroccio a seconda delle circostanze. Ma che poi è pronta a tornare di nuovo ai propri partiti di riferimento.

E` un`analisi del voto leghista un po` impietosa quella pubblicata sull`ultimo numeri dei Quaderni padani, rivista politica diretta da Gilberto Oneto (politologo leghista della prima ora, che da qualche tempo si è allontanato dal partito). Nonostante il successo del partito di Bossi alle ultime elezioni, si evidenzia come molti elettori abbiano scelto íl partito padano solo temporaneamente.

Soprattutto perché non conoscono a fondo la storia del movimento e i tanti cambi di linea politica susseguiti nel corso degli anni.

Secondo questa analisi, se in un primo tempo, fino al 1996, nel voto al Carroccio c`era una forte presenza di indipendentisti, poi questi voti si sono via via allontanati per colpa del ritorno all`alleanza con il centrodestra di Berlusconi.

Così nel 2001, secondo l`analisi apparsa sui Quaderni, molti hanno abbandonato il partito, che infatti è andato male.

«Nella Lega si è consolidato uno zoccolo durissimo di circa un milione di persone che voterebbero il partito in ogni caso. Assieme a questi il Carroccio può sempre contare su una massa di voti fluttuanti che le arrivano in virtù dell`immagine che si è costruita:

si tratta di gente che la vota perché non la conosce, come non ne conosce le magagne, la scarsa democrazia interna, la discutibile qualità umana di certi suoi esponenti», si legge nell`analisi. Parole dure che più in là ricordano anche il fallimento della Credieuronord per colpa della malagestione di alcuni esponenti del partito di Bossi.

Poi si arriva ai giorni nostri.

Con l`ottimo risultato del 2008, con cui la Lega ha raddoppiato i voti del 2006. Citando il Corriere della Sera, i quaderni padani dividono così l`elettorato leghista:

41 per cento padani, tra fedelissimi e indipendentisti, 20 per cento xenofobi, 8 per cento dalla sinistra e 31 per cento da destra.

La sintesi è che i nuovi leghisti scelgono Bossi più per la lotta contro l`immigrazione clandestina e la criminalità che per la battaglia contro il centralismo e a fa- vore del federalismo. Insomma, «il sottoproletariato urbano che sceglie il Carroccio per la sua politica " law and order" raccoglie più elettori di destra che di sinistra».

Bossi, dunque, più che prendere voti a Bertinotti li ruba a Berlusconi e e, soprattutto, a Fini.

Sempre voto di protesta, dunque, ma contro gli altri partiti e gli alleati.

Il tutto fasi che il Carroccio abbia perso un 24 per cento di voti autonomisti, circa due milioni di persone che stanno fuori dal Carroccio e nemmeno lo votano. Ma che succederà in futuro? Secondo la rivista di Oneto, il partito deluderà ancora le aspettative e quindi «i "vecchi delusi` resteranno dove sono, i "nuovi delusi" torneranno ai partiti di provenienza, mentre i fedelissimi dovranno fare sempre più appello all`inossidabilità della propria fedeltà nonostante tutto». Anche se, con il ritorno al governo, il Carroccio ha davanti una grossa occasione per avviare davvero quelle riforme e quel cambiamento che potrebbe rimettere insieme le due leghe, quella dentro e quella fuori il partito.

Altrimenti «ci si dovrà affidare alla faticosa gestazione di un nuovo soggetto che sappia compensare pregi e difetti di questi ultimi venti anni dì passione padanista».

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=31683505