1 Agosto 2008A Firenze l`ennesimo rinvio alla Consulta
della Legge 40 sulla Fecondazione artificiale
SELEZIONE DEGLI EMBRIONI
ECCO GLI IRRIDUCIBILI
Continua l’assedio giudiziario alla legge 40 sulla fecondazione artificiale da parte della lobby (mai rassegnata) della provetta senza limiti. Il tribunale di Firenze ha predisposto l’ennesimo rinvio al giudizio della Corte Costituzionale, per la parte della legge che limita a tre il numero di embrioni per ogni ciclo di fecondazione. La Consulta, dal canto suo, deve ancora decidere di un quesito analogo posto a gennaio dal Tar del Lazio (quesito che ora il Tar vorrebbe addirittura modificare “in corsa”, con un’acrobazia giuridica mai vista). Le associazioni che non si rassegnano (che soprattutto non si rassegnano al fatto che la legge funzioni e funzioni bene, come testimoniano i numeri in crescita dei bambini nati, delle coppie che si rivolgono ai centri italiani e dell’aumento stesso dei centri) dicono che la normativa in vigore “calpesta i diritti di centinaia di coppie che, per cercare di avere un figlio, si rivolgono alle tecniche di fecondazione assistita”. Coppie dunque “costrette” ad andare dal giudice, “affinché siano tutelati diritti riconosciuti a tutti i cittadini italiani, ma non a chi non può avere un figlio”. Chiacchiere. Quello che la lobby di cui sopra chiede non è la possibilità di usare le tecniche di fecondazione per superare, dove è possibile, la sterilità. Questo in Italia già succede, e nulla abbiamo da invidiare al resto del mondo. Il motivo del contendere, ormai, è soprattutto la richiesta di selezione genetica degli embrioni. Non potere diventare genitori, ma scegliere “di chi” diventare genitori.
Nicoletta Tiliacos
www.piuvoce.net




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