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  1. #1
    Bananas
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    Talking Belpietro: Tremonti dal pessimismo alla cura (comico)

    Belpietro: Tremonti dal pessimismo alla cura



    Editoriale

    Lo si può detestare o amare, ma non si può negare che Giulio Tremonti sia un uomo intelligente. Perfino Eugenio Scalfari, che da anni lo ha messo nel mirino, è finito paradossalmente per esaltarne le doti. Accusandolo ogni settimana d’essere il mago della finanza creativa, il fondatore della Repubblica senza accorgersene gli ha riconosciuto un’abilità nel maneggiare i conti che nessun altro uomo di governo italiano ha o ha avuto.
    Stabilito dunque che il ministro dell’Economia possiede qualità sopra la media, sia come tecnico sia come politico, c’è una domanda che mi frulla nella testa da settimane, ossia da quando la crisi economica internazionale si è fatta più pressante: perché Tremonti dipinge lo scenario finanziario con i colori delle tenebre? Certo, i mercati non promettono nulla di buono e dall’America giungono voci preoccupate sul futuro dell’economia occidentale; e del resto le borse, che sono un termometro dello stato di salute dell’industria e della finanza, da tempo hanno la febbre altissima. Le prospettive negative sono insomma sotto gli occhi di tutti e non c’è professore di economia che sia ottimista. Ma Tremonti non è un docente della Bocconi e neppure un insegnante di Harvard. Il suo mestiere non consiste nel dispensare pareri seduto dietro una cattedra e neppure nel fornire opinioni ai giornali.
    Tremonti fa il ministro e il suo compito è governare, ossia trovare soluzioni a problemi complessi, fossimo anche davanti alla peggior crisi delle economie mondiali nella storia contemporanea. Intendo dire che se un premio Nobel può delineare tutti gli scenari che vuole, il responsabile dell’Economia ha invece il compito di indicarci la via d’uscita da questa situazione nefasta. Da Tremonti ci si aspetta dunque una visione strategica che serva a risollevarci e a far ripartire l’economia. O, quanto meno, un ragionevole ottimismo che induca il Paese ad avere fiducia, a investire, a generare consumi.
    Invece, l’uomo che ha in mano i conti dell’Italia continua a sostenere che siamo sull’orlo di un ‘29, ossia di un crac di dimensioni planetarie, simile a quello che negli Stati Uniti portò al fallimento di migliaia di imprese e alla distruzione del risparmio e della ricchezza delle famiglie e che poi aprì le porte alla grande depressione, da cui gli Usa si risollevarono dopo diversi anni. C’è chi dice che Tremonti si compiaccia a parlare di crisi perché fu lui a evocare per primo lo spettro di un autunno come quello di quasi ottant’anni fa. Allora, cioè l’anno scorso, il crac era lontano e le borse andavano ancora col capital gain in poppa. Non credo però che il ministro prefiguri un crac solo per rivendicare un primato e nemmeno per soddisfare il proprio ego. E neppure mi convincono quelli che sostengono che Tremonti stia giocando una partita tutta sua, in vista di un futuro in cui Silvio Berlusconi potrebbe occupare il Quirinale. Una partita che dovrebbe portarlo a Palazzo Chigi.
    In realtà, io penso che il ministro dell’Economia stia solo prendendo tempo. In anticipo sugli altri, ha previsto la crisi, ma oggi non è in grado di valutarne le dimensioni. E dunque preferisce aspettare, parlando di federalismo fiscale e di architettura costituzionale. Purtroppo temo che il tempo non giochi a suo favore e nemmeno dell’Italia.
    Dalla grande depressione l’America uscì con forti investimenti: noi abbiamo le casse vuote. Per trovare il denaro bisognerebbe tagliare le spese e questo vuol dire litigare con tutti. Ma un politico considerato, a ragione, intelligente non può fermarsi di fronte all’impopolarità. Faccia le scelte che deve fare, così come sono state fatte in altre nazioni europee, e l’Italia alla fine gliene renderà merito.


    http://blog.panorama.it/opinioni/200...smo-alla-cura/



    Che cime di giornalisti hanno i bananas...

    RIcorderei che l'intelligentissimo genio trecconti ha sfasciato i conti dal 2001 al 2006, tanto che fini lo caccio per qualche mese dal governo...

    Ma i banana dove vivono e mi chiedo come sia possibile scrivere certe fregnacce...

  2. #2
    "CATTOCOMUNISTA"
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikalte Visualizza Messaggio
    Lo si può detestare o amare, ma non si può negare che Giulio Tremonti sia un uomo intelligente.

  3. #3
    Bananas
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikalte Visualizza Messaggio
    Belpietro: Tremonti dal pessimismo alla cura



    Accusandolo ogni settimana d’essere il mago della finanza creativa, il fondatore della Repubblica senza accorgersene gli ha riconosciuto un’abilità nel maneggiare i conti che nessun altro uomo di governo italiano ha o ha avuto.


    Stabilito dunque che il ministro dell’Economia possiede qualità sopra la media, sia come tecnico sia come politico,

    Ma un politico considerato, a ragione, intelligente non può fermarsi di fronte all’impopolarità. Faccia le scelte che deve fare, così come sono state fatte in altre nazioni europee, e l’Italia alla fine gliene renderà merito.


    http://blog.panorama.it/opinioni/200...smo-alla-cura/

  4. #4
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    Ma il tuo avatar del PD che fine ha fatto?

  5. #5
    Bananas
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    Citazione Originariamente Scritto da Immanuel Visualizza Messaggio
    Ma il tuo avatar del PD che fine ha fatto?
    Che te frega? MA rimanere in topic no?

    Anche tu sei convinto dell'intelligenza del trecconti?

  6. #6
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    Questo è un classico ormai

    http://www.youtube.com/watch?v=KFGc-XbgBTM


  7. #7
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    dire che Belpietro fa satira è come dire che Hitler racconta barzellette

  8. #8
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    per me Treconti suona di rotto
    oggi e' stato attaccatoi anche dalla superlingua Gianni Letta
    che abbia già vinto Brunetta?
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikalte Visualizza Messaggio
    Che te frega? MA rimanere in topic no?

    Anche tu sei convinto dell'intelligenza del trecconti?
    Era la cosa più interessante del 3d per me.

  10. #10
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    Se il garbato e sobrio Gianni Letta d’uno colpo si è fatto acido e pungente, qualcosa è davvero cambiato. Siccome il suo obiettivo era il caparbio e permaloso Giulio Tremonti, autentico notabile di governo, qualcosa è cambiato, e in peggio. E poiché Letta si è fatto acido e pungente in pubblico, e davanti a Silvio Berlusconi, la scontata impressione è che il garbato Gianni intendesse divulgare il suo malumore, e non conservarlo, come sua abitudine, per gli incontri riservati.

    E’ successo tutto ieri mattina, quando i presidenti di Regione si sono riuniti con il governo (e la rappresentanza era d’eccezione: oltre a Berlusconi e Letta c’erano i ministri Maurizio Sacconi, Raffele Fitto e Altero Matteoli) per avere delucidazioni su alcune vertenze finanziarie. Nessuno, insomma, aveva notato, o dato peso, all’assenza del titolare dell’Economia.
    I governatori dovevano lamentare la mancanza di un confronto fra esecutivo ed enti locali su alcune norme della Manovra che hanno comportato ripercussioni sui bilanci regionali. Per esempio a proposito di bilanci sanitari, di denaro per le aree sottosviluppate, di fondi per la casa, e a proposito dei patti di stabilità. Tutte questioni tecniche con effetti concreti sul portafoglio dei governatori.

    Berlusconi non è stato avaro di considerazioni. Come ha sottolineato il presidente emiliano, Vasco Errani, si è dilungato parecchio su questioni internazionali e sul prestigio del nostro paese. Poi si è molto rallegrato per la soluzione (provvisoria) del caso napoletano, e ha mostrato con orgoglio agli interlocutori la campagna pubblicitaria con cui vuole sottoporre al mondo intero la nuova vita campana.



    Approdato infine alle questioni più urgenti, il premier si è detto dispiaciuto di una così scarsa collaborazione del governo, ha assicurato che, trascorsa l’estate, si porrà rimedio, che di vertici se ne faranno, eccome, e che lui stesso se ne propone come garante. «Non vi assicuro, naturalmente, che si troveranno soluzioni in grado di darvi piena soddisfazione, ma di certo ci siederemo a un tavolo», ha concluso il presidente del Consiglio, giustificando il ritardo con le numerose e gravi emergenze sin qui sopportate dal suo gabinetto.
    E’ stato allora che Gianni Letta ha inaspettatamente preso la parola. E, più o meno, parlando a scatti come gli succede quando è nervoso, si così è rivolto a Berlusconi: «Caro presidente, se mi permette vorrei ringraziarla per le parole spese e per le rassicurazioni profuse. Credo che questa occasione sia stata utile per tutti. Spiace che qualche componente dell’esecutivo, che si fa vanto di portare avanti le ragioni del federalismo, e che con il termine federalismo si riempie la bocca quasi tutti i giorni, sia mancato proprio stavolta, che governo ed enti locali si sono incontrati in spirito federalista. Anzi, presidente, la prego di rimarcare, domani in consiglio dei ministri, che il federalismo comincia proprio dal confronto con le Regioni e che, chi ci crede e lo vuole, deve comportarsi di conseguenza». Berlusconi ha reagito con un mezzo sorriso gelato.

    Impossibile dubitare che Letta si riferisse a Tremonti, sebbene non l’abbia nominato e sebbene fin lì fosse stato evocato una volta sola proprio da Berlusconi. «Poco fa Giulio mi ha intontito di cifre per convincermi a non prendere impegni sulla sanità, perché i vostri conti sarebbero sballati», aveva detto il premier. Poi il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha raccontato di una dura telefonata fra Letta e Tremonti, ampiamente smentita: «si è trattato di uno scontro virtuale, perché il ministro del Tesoro non era presente».

    Resta la brusca lamentazione di Letta. Che lui non amasse il decisionismo da tritasassi di Tremonti era un aspetto noto. Che lui ci tenesse a dirlo davanti a una platea - con la certezza che sarebbe arrivato sui giornali - è un segnale importante. Che l’abbia fatto davanti a Berlusconi, è decisivo.
    http://dagospia.excite.it/articolo_index_42595.html
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

 

 
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