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diegol22
I primi colpi di tosse del Governo.
di Diegol22
Gli errori presenti nella manovra di bilancio,ed emersi nei giorni scorsi,hanno disorientato evidentemente anche alcuni settori della maggioranza.Cazzola,esponente del Pdl,intervistato dal tg4 ha parlato di "norme che potevano essere formulate in maniera più chiara" riferendosi,in particolare,ai dispostivi riguardanti precari e assegni sociali.A conclusione del suo intervento ha espressamente auspicato un emendamento del Governo volto a correggere queste imprecisioni.
L'esecutivo si è dimostrato incerto sulla strada da seguire.Mentre,fino all'altro ieri,la correzione sembrava essere esclusa ed esponenti della maggioranza (in particolare della Lega) si spingevano fino a difendere il provvedimento sui precari poi,auspice una cena fra il Presidente del Consiglio e membri del Governo,si è registrato un repentino mutamento e l'emendamento è stato effettivamente presentato.Pochi minuti fa il ministro per i rapporti con il Parlamento ha posto,a nome dell'esecutivo,la fiducia sull'intera manovra.
Inevitabili le proteste dell'opposizione.
A questo debbono aggiungersi sortite individuali,e preventivamente non concertate,da parte di esponenti del Governo.Come quella del ministro Sacconi sull'innalzamento dell'età pensionabile che ha suscitato comprensibile allarme nei sindacati.
In realtà le nubi minacciose che si addensano all'orizzonte sono molteplici.
L'Istat ha stimato l'inflazione di luglio al 4,1%.Dato molto pesante che non si raggiungeva da ben dodici anni.A giugno era stata del 3,8%.
Le indiscrezioni sul caso Alitalia hanno fatto infuriare le parti sociali.Gli esuberi sarebbero ricompresi fra le cinquemila e le settemila unità (cifra riportata oggi dal quotidiano Repubblica),il piano ricomprenderebbe,però,il ricorso agli ammortizzatori sociali ed il ripristino di rotte internazionali.Con un potenziamento dei velivoli disponibili.
Se questi punti fondamentali venissero confermati non vi sarebbero le auspicate differenze rispetto all'offerta Air France presentata in primavera.
E di questo il Presidente del Consiglio sarebbe chiamato a rispondere in Aula.
Sul piano più propriamente politico si intuisce una probabile recrudescenza dello scontro già in atto.Di Pietro ha infatti avviato le procedure per la raccolta firme propedeutica al referendum sul Lodo Alfano.Il Pd vacilla.
Difatti mentre suoi singoli esponenti hanno già aderito all'iniziativa è evidente la posizione di imbarazzo nel quale il Partito Democratico si troverebbe qualora,ed è praticamente certo,il quesito referendario venisse ammesso.
"Dopo quello che abbiamo detto in Aula è impensabile che il Pd non aderisca a questa iniziativa" chiosa Monaco,esponente prodiano del Pd."Anzi,il Pd stesso avrebbe dovuto promuovere il referendum".
Ed è evidente che la consultazione popolare avrebbe l'immediato effetto di radicalizzare i rapporti tra maggioranza e opposizione.