Un sondaggio condotto su scala globale, due semplici domande:
la gente deve cambiare stile di vita per ridurre i gas serra?
Il costo dell’energia dovrebbe aumentare per indurre la gente a usarne meno?
Sulla base delle risposte, la Bbc ha tratteggiato i diversi approcci, in 21 Paesi, rispetto all’emergenza ambientale.
Gli italiani risultano così, con i russi, gli unici a dire “no” a un aumento dei costi energetici. Tutti gli altri sono disposti a pagare di più, soprattutto sotto forma di tasse, se il denaro venisse poi impiegato per trovare nuove risorse energetiche o migliorare l’efficienza di quelle attuali.
Il dato clamoroso è che i cinesi - secondo lo stereotipo ormai corrente i peggiori inquinatori del pianeta - sono tra i più entusiasti sostenitori di politiche drastiche per ridurre l’effetto serra. Oltre l’80% è disposto a cambiare il proprio stile di vita in senso più ecologico, stessa percentuale per quelli favorevoli a pagare più tasse. Negli altri Paesi, si arriva al massimo al 60%.
Ecco il dettaglio sul Dragone:
• Una netta maggioranza dei cinesi (86%) crede che gli individui debbano cambiare i loro comportamenti per ridurre il proprio apporto al cambiamento climatico.
• Tra i 21 Paesi, la Cina ha una delle maggioranze più schiaccianti (83%) favorevole all’aumento del prezzo dei combustibili responsabili del cambiamento climatico, come benzina e carbone.
• La maggioranza a favore di un aumento delle tasse è il più alto di tutti i Paesi interessati dalla ricerca: l’85% sostiene che le tasse devono essere utilizzate per scoraggiare l’uso di risorse inquinanti. Solo il 13% è contrario.
• L’appoggio a un aumento delle tasse sarebbe quasi unanime (97%) se l’introito aggiuntivo fosse utilizzato per migliorare l’efficienza energetica e sviluppare fonti alternative. Sarebbe del 93% se le altre tasse fossero ridotte per mantenere il peso fiscale inalterato.
A parziale difesa degli italiani, va detto che più dei due terzi (78%) sarebbero d’accordo con un aumento delle tasse se avessero la garanzia che il denaro ricavato sarebbe utilizzato per migliorare l’efficienza energetica e sviluppare fonti alternative; più di due terzi (69%) sarebbero invece favorevoli a un aumento delle imposte energetiche se compensato da una riduzione delle altre tasse.
Più diffidenti che cinici, insomma, sempre molto attenti al portafoglio.
Il sondaggio ha interessato 22.182 abitanti di UK, Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Egitto, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Kenya, Messico, Nigeria, Filippine, Russia, Corea del Sud, Spagna, Turchia, Stati Uniti. Le interviste sono avvenute di persona o telefonicamente tra il 29 Maggio e il 26 luglio 2007.
Doug Miller, direttore di Globescan - l’agenzia incaricata da Bbc di condurre il sondaggio - sostiene che i risultati dimostrano che la gente comune è più favorevole dei politici che la rappresenta a fare sacrifici per il futuro del pianeta.
Il sondaggio in dettaglio [pdf]
This entry was posted on Lunedì, Novembre 5th, 2007 at 6:05 pm and is filed under Argomenti, Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
4 Responses to “Sensibilità ambientale: cinesi su, italiani giù”
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- <LI class=alt id=comment-5401>Chen Ying » Blog Archive » Co2: gli australiani inquinano di più Says:
Novembre 16th, 2007 at 107 am […] Sensibilità ambientale: cinesi su, italiani giù […]
<LI id=comment-6266>Chen Ying » Blog Archive » Il nuovo oro nero Says:
Febbraio 7th, 2008 at 10:21 am […] Sensibilità ambientale: cinesi su, italiani giù […]
<LI class=alt id=comment-8122>Chen Ying » Blog Archive » Il nuovo ordine energetico Says:
Aprile 21st, 2008 at 4:27 pm […] Sensibilità ambientale: cinesi su, italiani giù […]- Chen Ying » Blog Archive » L’era delle macchinine Says:
Giugno 16th, 2008 at 123 am […] Sensibilità ambientale: cinesi su, italiani giù […]




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parli di te stesso?e di quando scoprirai i crimini dei tuoi amati israeliani e americani..
ma mi sento magnanimo
