«La scala mobile è l’unica priorità per lavoratori e pensionati»
04 August 2008 da: pinobulini «Bisogna sempre essere ottimisti. Ho visto che a momenti di crisi si alternano momenti di espansione e sviluppo»
E’ questa la risposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, agli allarmanti dati Istat.
In Italia l’inflazione a luglio è salita al 4,1% su base annua, il dato peggiore dal giugno 1996. A volare sono soprattutto i prezzi dei generi di prima necessità, a cominciare da pane e cereali saliti del 12,1%, con un 13% per il pane ed un 25% per la pasta. E’ poi nota la crisi del settore energetico, con le grandi compagnie petrolifere che registrano maxi profitti da record e i cittadini che vedono alzarsi i prezzi dei carburanti alla pompa, con il diesel che, dopo il 31% di giugno, ora registra un aumento del 31,4% e la benzina che vola a +13,1%.
Diliberto, «di fronte ad un’inflazione galoppante il Governo è impegnato solo a salvare il premier e attaccare i giudici»
Nella stagione estiva è poi inevitabile parlare anche del “caro ombrellone”, infatti per i servizi balneari la crescita dei prezzi è arrivata all’8%, per i camping al 4% e per i pacchetti vacanza al 5%.
E’ curioso notare poi che dai primi dati “vacanzieri” si registra una sostanziale stabilità nell’affluenza verso mete e strutture di lusso, mentre registrano una forte flessione le località e gli alberghi più economici. Della serie i ricchi sempre più ricchi continuano a godersi vacanze da favola mentre i lavoratori sempre più poveri e le famiglie di quella che una volta era la middle class non riescono più a risparmiare per potersi godere le agognate ferie.
Boom dei prezzi anche per i tabacchi, infine, che salgono del 5,4%, e delle tariffe di pay tv e sms.
E allora per le famiglie italiane che prima faticavano ad arrivare all’ultima settimana del mese e ora non arrivano neanche più alla seconda l’ottimismo invocato da Berlusconi o l’ipotesi di bloccare il prezzo del pane, come si fa nei Paesi in guerra o in carestia, sembrano una beffa.
Ci vogliono misure serie che risolvano il problema dei salari e delle pensioni da fame, senza contare poi i lavoratori costretti ad un precariato a vita o alle categorie che aspettano il rinnovo dei contratti da anni. Le retribuzioni perdono sempre più il proprio potere d’acquisto e gli italiani non riescono a fronteggiare i rincari e l’inflazione galoppante.
Il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, sottolinea come ormai in Italia «la questione salariale è drammatica e l’unico strumento in grado di difendere stipendi e pensioni dall’inflazione è una nuova scala mobile. E cioè un meccanismo automatico che adegui le retribuzioni all’inflazione reale».
Su questa questione i Comunisti italiani si batteranno strenuamente, «perché – ribadisce Diliberto - questa è la priorità e non le leggi ad personam con cui Berlusconi ha bloccato il Parlamento per tre mesi o la nuova Finanziaria, che per lo stato sociale è lacrime e sangue».