Sì, ma come al solito, poi la perdono e reclamano per le vendette subìte senza processi!:confused:
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non sarebbe piu' semplice controllare i gommoni della mafia che vanno a recuperare i negrieri una volta che l'imbarcazione dei derelitti e' in vista di Pantelleria?
si tratta di controllare il quadrato contenente l'isola di lato 25-30 chilometri
Macchè guerra e guerra.
'Ste cose si fanno con eleganza.
Noi?! E chi ne sapeva niente!
In pratica, si dice, che la notte del golpe invece di procedere coi carri armati, le esecuzioni e i combattimenti, semplicemente il medico di Bourghiba certificò che era diventato matto.Citazione:
Golpe in Tunisia, Craxi replica: nessun ruolo italiano
ROMA - Bettino Craxi smentisce tutto mentre Giulio Andreotti si limita a brevi battute. Ma la notizia di una complicità italiana nell'incruento colpo di Stato che, nel novembre dell'87, portò alla destituzione di Bourghiba e all'ascesa al potere dell'attuale presidente Ben Alì, non è cosa nuova: lo stesso ammiraglio Fulvio Martini, ex capo del Sismi, prima di parlarne nella deposizione di questi giorni, lo ha scritto nel suo libro Nome in codice: Ulisse.
E il Corriere della Sera anticipò la rivelazione tre anni fa fornendo i dettagli dei malumori francesi di fronte allo «scippo» italiano di un Paese considerato saldamente nella sua sfera di influenza.
Il presidente del Consiglio di allora, Bettino Craxi - che, com'è noto, oggi risiede in Tunisia (ad Hammamet) - è categorico: «Non vi furono manovre o interferenze italiane negli avvenimenti che, nel 1987, portarono all'elezione del presidente Ben Alì. Ogni altra versione sarebbe priva di qualsiasi fondamento». In vena di battute invece il ministro degli Esteri dell'epoca Giulio Andreotti: «Francamente non ricordo nulla di simile. Preferirei non commentare». Poi però aggiunge: «L'unica cosa che ricordo è che accompagnai il presidente della Repubblica in Tunisia, proprio in quel periodo. Trovammo un Bourghiba in condizioni fatiscenti. Quindi quando seppi che era stato destituito la cosa non mi meravigliò affatto».
Secondo Martini, invece, sia Craxi che Andreotti sarebbero stati al corrente dell'operazione, compiuta in barba all'intelligence francese. L'episodio viene raccontato nel diciottesimo capitolo del suo libro di memorie: «Entrambi i politici si comportarono, a mio avviso, con grande abilità. Su loro direttive, noi del Servizio facemmo la nostra parte, la più importante proponendo una soluzione soddisfacente per tutti. E così la successione di Bourghiba avvenne con un trasferimento di poteri tranquillo e pacifico. L'unica vittima fu un capo Servizio europeo che ci rimise la poltrona perché al suo governo non piacque la nostra soluzione». L'allusione è ovviamente alla Francia che non gradì affatto di essere stata sostituita dall'Italia come partner preferenziale di Tunisi.
Ma il Corriere, in un articolo del 4 ottobre del '96, dal titolo «Roma intervenne e in una notte Parigi perse la Tunisia», era già in grado di ricostruire la vicenda. Fornendo dettagli, in particolare, sull'irritazione dei francesi che, pur avendo un loro candidato alla successione di Bourghiba, furono anticipati di ventiquattro ore dal blitz organizzato dai servizi italiani.
Con Gheddafi ci crederebbero tutti :D
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...chi dovrebbe promuovere l'ambargo? :D
hai ragione Grifo
del resto noi occidentali sappiamo essere più eleganti dei negri coi loro luridi lenzuoli attorcigliati addosso
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