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    Predefinito Bologna: fischiati Rotondi e Cofferati

    Bologna - Come ogni anno la strage di Bologna è stata commemorata tra commozione, polemiche e fischi, nonostante i tentativi di conciliazione.
    Alla manifestazione in rappresentanza del governo, nel piazzale della stazione di Bologna è intervenuto il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.
    "I fischi non mi spaventano - aveva detto il ministro prima di salire sul palco -. Mi spaventa semmai la disunità delle istituzioni. L’importante non è la comparsa del Governo ma l’unità delle forze democratiche che ha sempre fermato la bestia", ha aggiunto riferendosi al terrorismo.
    Puntualmente i fischi per il ministro sono arrivati. Ma Rotondi ci ha scherzato su: "Almeno mi hanno preso sul serio, non trova?".
    Rotondi ha deciso di non fare l’intervento previsto ma di parlare a braccio con considerazioni personali, volendo così difendere la propria persona ma anche le istituzione che esso rappresenta.
    "Non è che perchè uno è al Governo diventi un’istituzione: l’istituzione cammina sulle gambe delle persone. Bisogna sempre parlare con il cuore".

    Il giorno del ricordo "Evitare le polemiche, i fischi e fare in modo che oggi sia un giorno del ricordo in cui tutte le forze politiche sono unite per ricordare le vittime": così il presidente dei familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi, nel suo intervento al Palazzo del Comune di Bologna. Il sindaco Sergio Cofferati ha sottolineato l’importanza di conservare la memoria storica e giudiziaria "lontano dal tentativo troppe volte visibilmente strumentale" di mettere in discussione "ciò che è stato sancito e appurato dal faticoso ma sempre molto attento lavoro dei magistrati".

    Napolitano: "Il dovere della memoria" Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scrive alle famiglie delle vittime della strage di Bologna ed esprime "commossa solidarietà a una città coraggiosa". Ecco il testo del messaggio inviato al presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi: "Sono trascorsi ventotto anni dalla strage che il 2 agosto 1980 provocò alla stazione di Bologna la morte di ottantacinque persone e il ferimento di oltre duecento. Le immagini di quel crimine così barbaro e vile, che scosse e scuote tuttora nel profondo la coscienza degli italiani, rimangono impresse in modo indelebile nella memoria dell’intero Paese".

    Ricordo delle vittime
    "Il 9 maggio scorso - aggiunge il Capo dello Stato - in occasione del 'Giorno della Memoria' dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, ho ritenuto opportuno promuovere una pubblicazione nella quale compaiono i volti e sono descritti i percorsi di vita di tutte le vittime innocenti dei diversi episodi di matrice terroristica. Si è così voluto - innanzitutto da parte del parlamento - esprimere un segno di riconoscenza e di omaggio delle istituzioni repubblicane e della nazione tutta nei confronti di coloro che hanno pagato con la vita la violenza cieca e disumana di quegli anni".

    Il dovere della memoria "Occorre coltivare - ribadisce Napolitano - un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni. Con questi sentimenti di commossa solidarietà, rivolgo il mio cordiale e partecipe saluto alla coraggiosa città di Bologna e ai familiari delle vittime, indelebilmente segnati nel loro dolore".


    Berlusconi: "Guardia alta contro il terrorismo" "Signor sindaco, le sono vicino, come italiano e come presidente del Consiglio, nel mesto anniversario di una delle pagine più tristi e dolorose della nostra storia. La sua città, Bologna, ha pagato un duro tributo al terrorismo e l’Italia intera non dimentica e condivide il suo dolore. Voglio confermarle che il Governo tiene alta la guardia contro il riemergere di vecchie minacce e contro l’aggressività delle nuove". È quanto si legge nel messaggio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi inviato a Cofferati.

    Schifani: "Continuare lotta a oblio e terrorismo" "Il valore di una nazione è nella capacità di reagire a queste terribili vicende". Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio inviato al sindaco di Bologna. "La commemorazione rappresenta un’occasione indispensabile, perché tutti, ma le nuove generazioni in particolare, continuino la lotta contro l’oblio e contro il terrorismo".

    Fini: "Via le zone d'ombra" Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato un messaggio al sindaco di Bologna. L’auspicio di Fini è che "dopo tanti anni, si dissolvano le zone d’ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell’opinione pubblica intorno all’accertamento della verità sulla strage. Sarebbe - sostiene il presidente della Camera - un servizio prezioso reso alla democrazia del nostro Paese".

    www.ilgiornale.it del 02 08 08

    saluti

    ps:anch'io credo importante la lotta contro l'oblio, la decisa e lucida forza del "Ricordo".
    "Napolitano", in queste occasioni, mi ricorda un dirigente del PCI, in visita a Budapest, applaudire in piazza l'avanzata dei carri armati sovietici contro il popolo ungherese disarmato.

    O la vista del corpo del Benito Mussolini appeso per i piedi, splendido squarcio di civiltà catto-comunista-italiana.

    Il dovere della MEMORIA.
    sottoscrivo!

  2. #2
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    Predefinito Ombre sulla strage di Bologna

    Ha mille volte ragione l’editorialista di Liberazione quando scrive quel che tutti sanno, e cioè che la strage di Bologna non è stata compiuta dai terroristi neri e che tutti sanno che si tratta d’altro, probabilmente, se non certamente, di una esplosione di matrice araba forse volontaria o forse involontaria (tesi di Cossiga).
    Ma tutti sanno anche che questa buffonata viene tenuta in piedi per due motivi:
    il primo è che se si ammette che la strage di Bologna non è e non è mai stata «nera», questa certificazione porterebbe vantaggio alla destra.
    Il secondo motivo è che se si ammettesse che la sentenza sulla strage è un tremendo errore giudiziario, per non dir peggio, si alimenterebbe la corrente di coloro che criticano la magistratura italiana.
    Tutto ciò, come si vede, segue la più tassativa regola comunista di tutti i tempi: e cioè che la verità «in sé» non ha alcuna importanza: ciò che ha importanza sono gli effetti delle varie (cioè false) verità che vengono di volta in volta fabbricate per sostituire la verità vera con fondali di cartone.

    Io di questa storia ne so qualcosa.
    Tutto nacque nella Commissione Mitrokhin di cui ero presidente (e che lo stesso sistema che ha creato il falso di Bologna ha schiacciato con una altra serie di fondali prefabbricati e falsi) quando cominciammo a seguire le tracce del terrorista tedesco Thomas Kram, esperto in esplosivi del terrorista Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos lo Sciacallo (all’ergastolo a Parigi), il quale Kram aveva pernottato a Bologna e poi la mattina seguente, quella della strage, era ripartito proprio dalla Stazione che dopo pochi minuti esplose.
    L’informazione fu data dall’attuale capo dei servizi segreti Di Gennaro, ma fu ignorata dalla magistratura.
    Nella Commissione Mitrokhin questa pista fu in particolare curata dai commissari Enzo Fragalà, Lorenzo Matassa ed Enzo Raisi, nonché da diversi collaboratori fra cui Giampaolo Pelizzaro che elaborarono anche una tesi secondo cui la strage fu una ritorsione per la detenzione di un rappresentante palestinese.
    Io non ho mai voluto sposare, per mancanza di prove convincenti, la tesi del «come andarono realmente le cose», ma ho sostenuto con forza l’evidenza: certamente le cose non andarono come è scritto nella sentenza.
    Ma ormai Bologna ogni 2 agosto è diventata sede di un rito pagano, nibelungico- sovietico, un’orgia di mantra religiosi e minacce quasi fisiche a chiunque osi mettere in dubbio la fabbricazione teatrale con cui è stata sostituita la verità.
    Lo stesso è accaduto per Ustica: il Dc9 non è stato abbattuto da alcun missile, il relitto ripescato è lì a dirlo, non c’è stata alcuna battaglia aerea ed è saltato per una bomba messa dietro la toilette da terroristi arabi.

    Ma sia per Ustica che per Bologna la fabbricazione è stata affidata a corpi sacerdotali che agiscono anche come milizie contro chiunque si azzardi a dubitare del falso.
    Questi corpi sacerdotali sono composti dai familiari delle vittime che, due volte colpiti, sono costretti a recitare la parte dei guardiani del falso Graal voluto, spiace dover usare questo vecchio nome sempre attuale, dai comunisti e loro derivati tossici.
    Ieri abbiamo registrato con piacere un intervento, prudente e istituzionale, del presidente della Camera Fini, il quale ha con molto garbo ricordato il diritto di dissenso dalla verità prefabbricata.
    Nel frattempo Kram, sia detto per la cronaca, dopo aver distribuito interviste supervisionate dai suoi antichi datori di lavoro (ne ricordiamo una mostruosa al Manifesto di circa un anno fa) è sparito di nuovo, così come è sparito il brigatista rosso Antonio Savasta sul cui conto la Procura di Budapest mi ha fornito le prove che era, con altri brigatisti, al soldo del Kgb lungo la catena di comando che univa costoro a Carlos, alla Stasi tedesca e al Kgb sovietico che ne aveva la supervisione.
    Un altro grande maestro di intelligence italiano, l’ammiraglio Fulvio Martini che fu messo da Craxi al comando del Sismi da cui lo sloggiò brutalmente Andreotti, ai tempi del rapimento Moro apprese dai colleghi dei servizi segreti iugoslavi che la maggior parte dei movimenti neonazisti anche italiani, vivevano all’ombra della protezione del Kgb che alimentava gli epigoni dei fascisti croati ustascia.

    Io personalmente ho avuto per le mani, ed è agli atti, un documento originale della stessa Stasi tedesca sotto supervisione del Kgb sovietico, secondo cui la strage del cosiddetto “treno di Natale” del 1984 fu un’impresa di Carlos, insieme ad una batteria di altri attentati perpetrati quell’anno in Francia dove per l’appunto sconta l’ergastolo essendo stato perseguito dal più grande investigatore di terrorismo rosso e arabo del mondo che è il procuratore Jean Luis Bruguière, di cui sono stato ospite con la Commissione Mitrokhin nell’ottobre del 2005.
    Il fatto è che quasi tutta la storia del terrorismo e stragismo italiano merita di essere rivista e – proprio così – «revisionata» essendo il revisionismo buono, quello che poggia sui fatti, l’anima e il corpo della ricerca storica e della inchiesta giudiziaria.
    Io oggi mi rendo perfettamente conto perché abbiano dovuto cancellare con il lanciafiamme della calunnia e della fabbricazione il nome e la memoria della Commissione Mitrokhin in cui molta verità, troppa verità, da Bologna al tentato omicidio del Papa al rapimento e assassinio di Moro, stava venendo fuori, anzi è venuta fuori.

    Ma la verità in Italia è come la scoperta dell’America immaginata dal popolano romanesco del poeta Cesare Pascarella: «E più quello si dava da fare pe’ scoprirla, l’America, e più quell’altri gliela ricoprivano... ».
    In Italia, e soltanto in Italia abbiamo la venerazione del falso:
    la balla secondo cui Aldo Moro fu fatto rapire e uccidere dalla Cia è stata inventata da Mosca e Mitrokhin l’ha rivelata come «Operazione Shpora» (sperone), ma in Italia il falso funziona sempre meglio del vero e tutti lo ripetono, proprio come un mantra, e questo vale nel caso del «missile di Ustica», della strage «fascista» di Bologna o quella del treno di Natale, anche quella appioppata a non so quali «fascisti ».
    Il giornale di Sansonetti, che presto sarà rimosso dalla nuova dirigenza di Rifondazione che è fatta di bruti da cui anche Bertinotti e Vendola sono terrorizzati, coglie perfettamente nel segno quando ci spiega i motivi politici e «di sinistra» per cui è severamente vietato dire anche solo mezza verità su Bologna: la verità potrebbe rinforzare la destra e dimostrare che la nostra magistratura ha delle pecche che giustificano la necessità di formarla drasticamente. Il che vuol dire che la verità, la quale a nostro parere è la condizione prima della libertà stessa perché non esiste libertà nella menzogna, è stata e resta sequestrata da una precisa parte politica.

    Sorprende, francamente, che un uomo spesso indipendente e anticonformista come Cofferati si sia ridotto anche lui a fare il secondino della verità sequestrata.
    Da parte nostra, e io specialmentecome ex presidente dell’unica Commissione parlamentare d’inchiesta che abbia gettato un fascio di luce sulla strage di Bologna, sul mancato assassinio del Papa e sul vero retroscena dell’interrogatorio e soppressione di Moro, dobbiamo dire che è arrivato il momento di non farsi più intimidire perché la verità non appartenga né alla sinistra né alla destra, ma sia restituita come servizio pubblico della giustizia e dell’informazione onesta agli italiani che meritano di essere trattati come cittadini europei.

    Paolo Guzzanti www.ilgiornale.it 03 08 08

    saluti

  3. #3
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    Queste manifestazioni dovrebbero unire i cittadini italiani.
    E' vergognoso quello che è accaduto a Bologna.
    Davide Zerillo

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide75 Visualizza Messaggio
    E' vergognoso quello che è accaduto a Bologna.
    Dove, in Via Garibaldi, 6 - 40124 Bologna, BO?
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  5. #5
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    Non so l'indirizzo preciso.
    Davide Zerillo

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide75 Visualizza Messaggio
    Non so l'indirizzo preciso.
    è la sede del tribunale
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  7. #7
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    E che c'entra con quello che ho detto?
    Bisogna essere più chiari.
    Davide Zerillo

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide75 Visualizza Messaggio
    E che c'entra con quello che ho detto?
    Bisogna essere più chiari.
    Tu hai detto che è vergognoso quello che è accaduto a Bologna.
    E io anche.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    I fischi è poco, i bulloni erano meglio... ;-)
    Pensa un po', mi ci sarei giocato gli attributi che arrivava il rivoluzzzzionario-del-2008 a dire una scemenza del genere.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Pensa un po', mi ci sarei giocato gli attributi che arrivava il rivoluzzzzionario-del-2008 a dire una scemenza del genere.
    Sai perchè i comunisti sono scomparsi dal parlamento? Perchè hanno smesso di fare i comunisti, ci siamo imborghesiti, siamo diventati troppo buoni.
    Allora adesso si torna a giocare a fare i rivoluzionari. Lasciate stare la playstation, venite a giocare al nuovo grande gioco del millennio, dal vivo, venite gente, veniiiite...

 

 
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