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  1. #1
    fedayn
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    Question La Rivoluzione partirà dall'America?

    La verita´ sul mondo che sta dietro Barack Hussein Obama sta trapelando in questi giorni alla TV, alla radio, sui giornali, con un gran trambusto e polemiche a non finire, dato che i giornalisti e conduttori degli show piu´ seguiti, sono profondamente risentiti, specialmente quelli di Fox 4 e delle radio repubblicane, come Sean Hannity, Rush Limbough e Mark Levine che dicono che il candidato democratico alla Casa Bianca non sarebbe qualificato come futuro presidente degli Stati Uniti d´America per le sue connessioni con Geremiah Wright, pastore di Trinity United Church of Christ di Chicago che, nelle sue omelie, prese posizioni antiamericane all´indomani dell´11 settembre quando lancio´ una maledizione contro l´America, un paese colpito al cuore e in lutto, con la seguente imprecazione: " God damn America!" -Dio maledica l´America!- offendendo i sentimenti degli Americani ed aggiungendo anche invettive antisioniste: "we supported Zionism shamelessly while ignoring the Palestinians .."- abbiamo sostenuto il Sionismo senza vergogna ignorando i Palestinesi- "L'America ha ciò che si merita, dopo Hiroshima, Nagasaki e dopo aver sponsorizzato il terrorismo di Stato contro i palestinesi e i neri sudafricani ". Sono rivelazioni queste suffragate da prove audio e video. La radio nella giornata di oggi ha trasmesso, uno show dopo l´altro con programmi rivelatori che accusano Obama di aver frequentato quella chiesa per 20 anni e per aver scelto come "mentor and spiritual leader" - mentore e guida spirituale- nonche´ grande amico, il reverendo Wright, fra l´altro noto per la sua amicizia con Louis Farrakhan, l´epitome del razzismo e dell´antisemitismo, a cui sarebbe stato assegnato pure un premio di riconoscimento, da parte della rivista "Trumpeter" pubblicata e diretta dalle due stesse figlie del pastore di Chicago.
    Che Farrakhan sia un antisemita, non c´e´ ombra di dubbio, lo e´, avendo svilito l´Olocausto con insinuazioni su una presunta collaborazione tra ebrei e Hitler, inoltre ha accusato gli ebrei di odiare i neri e di aver tramato una cospirazione mediatica ai danni del paese.


    http://it.youtube.com/watch?v=FJnkda...eature=related

  2. #2
    fedayn
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    Obama Defends Columbia's Ahmadinejad Invite


    September 24, 2007 1:07 PM
    ABC News' Jonathan Greenberger Reports: Sen. Barack Obama, D-Ill., defended the right of his alma mater, Columbia University, to invite Iranian President Ahmadinejad to speak, but he also said that if were president of the university, he would not have made the same decision.
    "One of the values that we believe in is the value of academic freedom. They have the right to invite people to speak," Obama said during an on-camera press conference Monday. "It's not a choice I would have made, but we don't need to be fearful of the rantings of somebody like Ahmadinejad. All we need to do is just to know what our values and ideals are and be clear about what America stands for."
    Obama said he would have denied Ahmadinejad the opportunity to speak at Columbia because the Iranian president has "other forums" available to him in New York, including his speech at the United Nations.
    Still, Obama continued to insist that as president, he would be willing to meet one-on-one with Ahmadinejad.
    "Nothing's changed with respect to my belief that strong countries and strong presidents talk to their enemies and talk to their adversaries," he said. “Listening to the views, even of those who we violently disagree with, that sends a signal to the world that we are going to turn the page on the failed diplomacy that the Bush administration has practiced for so long."
    Obama's comments came at a press conference in New Yorkwhere he was endorsed by the New York corrections officers union.

    http://blogs.abcnews.com/politicalra...defends-c.html

  3. #3
    fedayn
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    noi musulmani yankee



    STATI UNITI
    Si oppongono alla guerra in Iraq. Si scagliano contro gli ebrei. Definiscono gli uomini dell'attuale governo "bugiardi e puttanieri" e sono dietro le rivolte civili nere di Los Angeles e altre città americane degli anni '90.
    Eppure nessuno osa affrontarli. Perché i membri della Nation of Islam formano una lobby potente. Seguita da milioni di black muslims

    di Marco D'Eramo


    Nella grancassa della "guerra al terrorismo" che assorda il pianeta dall'11 settembre 2001, risalta il silenzio che avvolge i Musulmani Neri, la Nation of Islam (NoI), quella curiosa setta che fu portata alla ribalta mondiale negli anni '60 da Malcolm X. Silenzio tanto più sorprendente se si pensa che la NoI salta sempre fuori ogni volta che si parla degli enemy combattants, cioè dei cittadini americani aderenti ad al Qaeda. José Padilla per esempio, addestrato a costruire bombe in Afghanistan, è un portoricano di Chicago: da adolescente è stato membro della gang dei Latin Disciples in cui era conosciuto come Pucho, e si è convertito all'Islam in una prigione della Florida. E come avvenne per Malcolm X, è proprio dietro le sbarre che la maggior parte dei neri americani diventa Black Muslim. Uno dei più famosi imam americani è il nero Siraj Wahhaj che ha perfino diretto una preghiera in apertura di una sessione del Parlamento Usa e che cinque anni fa è stato invitato dall'allora Segretaria di Stato, Madeleine Albright, a un pranzo a base di agnello e lenticchie per chiudere il digiuno del Ramadan. Ma Siraj Wahaj è anche un grande ammiratore dello sceicco egiziano cieco Omar Abdel Rahman, condannato per terrorismo nel 1995 (lo ha anche ricevuto nella sua moschea di Bedford-Stuyvesant, a Queen), e nei sermoni non ha mai condannato Osama bin Laden. La sua storia è analoga a quella di molti militanti: nacque a Brooklyn nel 1950 come Jeffrey Kerse, entrò nella Nation of Islam nel 1968, affascinato da Malcolm X, e seguì i corsi religiosi di Louis Farrakhan, l'attuale leader della NoI, che allora predicava nel Tempio 7C di Brooklyn. Kerse fu ribattezzato Jeffrey 12X perché era il dodicesimo Jeffrey newyorkese a convertirsi all'Islam. Nel 1978 si convertì all'ortodossia sunnita e prese il nome attuale: Siraj Wahaj (che in arabo vuol dire "luce radiosa"). Nella guerra al terrorismo l'amministrazione Bush se l'è presa con tutti, anche con i più improbabili nemici, come "la vecchia Europa" o "quei traditori di francesi", eppure non ha mai fiatato a proposito della Nation of Islam. Perché? Una prima risposta sta nel fatto che negli Usa vivono sette milioni di musulmani, di cui due milioni sono neri: se quello tra Cristianesimo e Islam è uno scontro di civiltà, come teorizzano alcuni pensatori neocon, allora negli Usa questo conflitto diventerebbe una guerra civile. Ma la vera risposta al quesito sul silenzio di Bush sta proprio nella Nation of Islam, che ha la sua sede spirituale a Chicago dove, nel profondo South Side, all'angolo tra la 79esima e South Cottage Grove Avenue, spicca, come la pubblicità di una pompa di benzina, l'insegna di una mezzaluna che circonda una stella a cinque punte, sopra la Moschea costruita nel 1934 da Elijah Muhammad, fondatore della setta. La moschea è corredata di un ristorante, di una pasticceria e di un parking. A Chicago ogni anno si tiene la convention della Nation of Islam, che - a detta degli organizzatori - raduna 12 mila fedeli ciascuno dei quali paga tra i 30 e i 50 dollari per ascoltare Louis Farrakhan. Nessuno sa quanti siano in realtà i black muslims negli Stati Uniti (loro dicono di avere 100 mila aderenti), grande è però il loro peso politico e morale. Lo dimostrano episodi come la Million Man March a Washington, il 5 agosto 1995, che fece discutere tutto il mondo. Anche se meno controversa, cinque anni dopo, il 16 ottobre 2000, la Million Family March radunò del resto una folla ugualmente imponente. Nessun politico afroamericano può essere legittimato in quanto "nero" senza l'avallo dei Black Muslims. Lo sa bene Jesse Jackson, che nel 1988 dovette assicurarsi il loro appoggio per poter ingaggiare battaglia nelle primarie presidenziali.Un sostegno che però pagò caro, procurandosi l'ostilità degli ebrei: è noto infatti il feroce antisemitismo della Nation of Islam testimoniato dal pamphlet The Secret Relationship between Blacks and Jews pubblicato nel 1991 dal "Dipartimento di ricerche storiche" della NoI. Ma il punto centrale è che la NoI è una delle forze che controllano dall'interno il sistema penitenziario, cioè una componente decisiva della società statunitense, la più carceraria della terra.Oggi negli Stati Uniti vi sono ben 2,2 milioni di prigionieri e 4,7 milioni di condannati in libertà vigilata o condizionale: in ogni momento 6,9 milioni di persone sono prese nelle maglie della giustizia Usa. E se i neri costituiscono il 12,7% della popolazione statunitense, sono il 43,6% dei carcerati: in ogni momento, il 18,6% dei maschi neri è sotto sorveglianza giudiziaria. Se si considerano solo i maschi neri maggiorenni, la cifra sale al 27,5%. In ogni istante, insomma, più di un maschio nero adulto su 4 è sotto sorveglianza giudiziaria. Il che vuol dire che nel corso della sua vita ha più del 50% di probabilità di finire in galera. Per questo, la Nation of Islam, con la ferrea disciplina che impone ai suoi membri detenuti, costituisce un fattore decisivo per mantenere sotto controllo i rapporti tra bianchi e neri. La sua influenza è tale da farne, nel clima patriottardo che ha tiranneggiato l'America dopo l'attacco al World Trade Center, l'unica forza politica di massa organizzata in grado di affermare pubblicamente che "la guerra al terrorismo è la continuazione di una lunga storia di aggressione occidentale contro l'Islam, risalente alle crociate". Dopo l'11 settembre 2001 non è stato facile dirsi musulmani negli Stati Uniti. Ma la NoI si è potuta opporre apertamente alle guerre contro l'Afghanistan prima e contro l'Iraq poi. E, con la consueta, sobria aggettivazione, il leader della NoI, Louis Farrakhan, ha potuto dire che erano americani i veri responsabili degli attacchi dell'11, "bugiardi, puttanieri, magnaccia e truffatori" che avevano traviato la società americana e la politica estera e si erano così meritati la punizione divina. A maggio di quest'anno, in una conferenza al circolo della stampa di Washington, Farrakhan si è spinto fino a sfottere la "viltà" dell'esercito americano che "ha dovuto ritirarsi da Falluja" di fronte ai "fratelli islamici che combattono per la propria patria". Eppure anche di fronte a queste posizioni i governanti Usa rinunciano a prendere di petto la Nation of Islam. Il peso dei Black Muslims deriva dunque dal loro essere una forza organizzata, disciplinata, con un ideologia ferrea, e dotata di proprie attività economiche. La NoI ha un quindicinale, The Final Call ("La chiamata finale", tiratura 400 mila copie), scuole per infermiere, una sua catena di ospedali, un'università (University of Islam) un corso di addestramento militare per un (non tanto) piccolo esercito di guardie del corpo (il Fruit of Islam). In questo, la Nation of Islam non si differenzia da molte altre sette religiose statunitensi che sono nello stesso tempo una fede, un business, una lobby politica, a volte una gang, e al posto di sinodi o concili, tengono conventions, come i rappresentanti di commercio o gli odontotecnici. La Nation of Islam, poi, affitta le sue forze paramilitari come vigilantes e ha formato quattro società di vigilanza, tra cui NoI Security Agency, che hanno vinto appalti per garantire la sicurezza di complessi di edilizia popolare a Pittsburgh, Filadelphia, Los Angeles, Brooklyn, Chicago, assicurandosi in pochi anni 20 milioni di dollari di fatturato, ma anche incappando in disavventure finanziarie e giudiziarie causate dall'eccessivo amore degli agenti per auto di lusso e ragazze. Mentre in nome della "guerra di razza" la Nation of Islam fa proseliti nei ghetti più miserabili e in galera, il suo leader Farrakhan abita in un quartiere residenziale integrato, viaggia circondato da gorilla e ama esibirsi in concerti di violino. A delineare il personaggio, basta un episodio: Farrakhan (al secolo Louis Wolcott) prima definì l'ebraismo la "sinagoga di Satana" e una "religione da fogna", poi, per rispondere alle accuse di antisemitismo, si esibì suonando in pubblico brani del compositore (ebreo) Mendelsohn. Su Farrakhan pesa da quasi 40anni anche il sospetto di aver ordinato nel 1965 l'uccisione di Malcolm X, e lui, lungi dallo smentire, se ne esce con affermazioni quali: "Proprio il lavoro di Malcolm fece di ognuno di noi un killer potenziale. Quando Malcolm oltrepassò questa linea, la morte era inevitabile". D'altronde, quando nel '98 uscì di prigione uno dei killer condannati per l'omicidio di Malcolm X, Muhammad Abdul Aziz (che negli anni sessanta si faceva chiamare 3X Butler), Farrakhan lo nominò capo della sicurezza della moschea di Harlem, un tempo guidata dai leader del movimento per i diritti civili, la stessa moschea frequentata negli anni Ottanta da due giovani, Richard X e Chuck, che avrebbero poi fondato il più celebre gruppo rap del pianeta, i Public Enemy. Una cosa è certa: se negli anni '60 poteva sembrare balzano che un filosofo marxista parigino (Roger Garaudy) si convertisse all'Islam, o che proletari neri delle grandi metropoli Usa trovassero redenzione e libertà nel Corano, oggi le loro vicende appaiono stranamente premonitrici. E quei bizzarri musulmani yankee della Nation of Islam appaiono come pionieri in cui si incarnava, in largo anticipo, uno dei temi nodali di questo inizio di terzo millennio.

    http://dweb.repubblica.it/dweb/2004/...0yan40850.html

  4. #4
    fedayn
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    Evo Morales sostiene Obama
    dall'intervista a Evo Morales pubblicata sul Venerdì di Repubblica, purtroppo non posso mettere un link dato che dell'intervista esiste solo la versione cartacea

    a un certo punto comunque Morales, parlando do Obama dice: "se negli Usa vincesse un nero, tutta l'America camminerebbe su senteri più moderni. I primi risultati dicono che la vecchia politica dei Clinton è alla fine".

  5. #5
    Crocutale
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    Obama, come tutti, cerca voti in ogni lobby immaginabile e sparge in ogni direzione promesse che non manterrà. Fosse veramente pericoloso per Sion lo avrebbero già cancellato dai media.

  6. #6
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ServoDellaGleba Visualizza Messaggio
    I classici ricchi radical-chic, fanno tanto i rivoluzionari e poi incidono per le major. Comunque se la rivoluzione musulmano-negroide che dark88 auspica dovesse aver luogo, andrei anch'io in America, ma per combatterla.

  8. #8
    fedayn
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    Citazione Originariamente Scritto da EternoOccidente Visualizza Messaggio
    I classici ricchi radical-chic, fanno tanto i rivoluzionari e poi incidono per le major. Comunque se la rivoluzione musulmano-negroide che dark88 auspica dovesse aver luogo, andrei anch'io in America, ma per combatterla.
    ah ekko! mentre l'America sionista, razzista, wasp, guerrafonaia d adesso t va bene..

    ormai state gettando la maskera...

  9. #9
    Crocutale
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    La rivoluzione mussulmano-negroide in America la auspico anche io, sarebbe la liberazione dell'Europa.

  10. #10
    History Lesson - Part II
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    ma quale rivoluzione dai ...
    questi Black Muslim non contano un emerito cazzo ... ci sono lobby molto ma MOOOOOOOOOOOLTO più potenti e con ben altri mezzi di questi dementi eccitati dall'hip hop

    son tutto piscio e vento , insomma

 

 
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