E' meglio l'olio
di frittura
o il biofuel?


Una piantagione di colza da trasformare in biocarburante
Monica Di Sisto
La notizia ha fatto il giro del mondo: nelle Filippine, proprio come da noi, il prezzo della benzina l'ha resa inaccessibile a buona parte dei cittadini come anche... alla polizia. E' per questo che il Dipartimento di pubblica sicurezza di Makati ha lanciato un'idea singolare: raccogliere l'olio di frittura residuato delle centinaia di fast food McDonald che coprono l'isola e di riutilizzarlo come parte del carburante diesel per le auto di pattuglia. Con una percentuale di 40% di olio e 60% di gasolio, le auto potranno risparmiare fino a 22 dollari a pieno ossia 11mila dollari all'anno per 10 auto. Un fatto che non poteva che riaccendere l'annoso scontro sulla convenienza e insostenibilità dei biocarburanti, che si riattizza a intervalli regolari.
Sono ormai molti anni che, in vista del picco petrolifero e a confronto con i limiti del pianeta, scienziati, imprese e, da ultimo, governi, studiano e litigano sui propellenti che si ricavano da tutte quelle materie biologiche che contengono amido, zucchero o grasso/olio. Oggi il biofuel cosiddetto di "prima generazione" deriva principalmente da piante come il mais, la soia, i semi di rapa, la canna da zucchero o la palma, tutti alimenti commestibili. Quello di "seconda generazione" può invece essere ricavato dai rifiuti. La Fao (www.fao.org), anche nella recente Conferenza sulla crisi alimentare, ha avvertito da tempo i governi che di questi tempi non è saggio dedicare tanta area coltivabile a far crescere vegetali e ortaggi vari, per poi farli finire nei motori delle macchine. Eppure nel 2007 già più di 10 milioni di ettari sono stati riservati alla produzione di biocarburanti, e si prevede che diventino 24 milioni entro il 2012. In Italia sono 40mila gli ettari, che coprono solo una minima parte delle 800mila tonnellate di biodiesel prodotte in Italia che per il 95% sono ottenute con le importazioni.
La federazione contadina francese (www.cpefarmers.org), il più grande sindacato di categoria europeo, ha fatto due conti e ha spiegato che per produrre una sola unità energetica con l'etanolo estratto dal mais occorre impiegare la stessa quantità di energia nel processo di estrazione, che si produce da 1,06 a 1,35 unità di energia investendo un'unità nell'estrazione etanolo dal grano, si arriva da 1,14 a 1,25 unità per ogni unità investita nella lavorazione dell'etanolo da barbabietola. Il più fruttuoso è l'estere di colza, che se ne assorbe nel processo un'unità, ne rilascia da 1,66 a 2,23. Senza aprire nemmeno il capitolo emissioni, che anche se attenuate ci sono.
La Libera Universita' di Alcatraz, a Santa Cristina di Gubbio (Pg), ha inaugurato fin dal 2000 il primo distributore di olio di colza in Italia, lanciando all'epoca il bio-pieno a sole 1.700 lire al litro (www.cacaonline.it/auto/colzalcatraz.html). L'aumento del prezzo del carburante spinge i consumatori italiani ad autorganizzarsi: comprare al discount olio di colza da utilizzare come carburante anche se ciò equivarrebbe ad un reato fiscale (http://www.bricke.net/blog/2005/03/c...biodiesel.html). Molti siti statunitensi stimolano il fai-da-te e propongono paginate di kit già testati dalla comunità virtuale per trasformare olii e grassi in casa, trasferirli, conservarli (www.hydrogencarkits.net/biodiesel-kits). La ricetta del perfetto biodiesel è un po' come quelle delle torte: 75% di oli vegetali o grasso, 22% di metanolo, 3% di soda caustica, e anche il procedimento è online (www.onlinebiodiesel.org/making_biodiesel.htm).
La Cbs, tra i canali televisivi statunitensi più popolari, propone sul suo sito di fare "all'antica": una bella mappa con i prezzi dei carburanti normali aggiornati in tempo reale (http://www.cbsnews.com/elements/2004...nu612115.shtml). La Spagna punta a ridurre la bolletta energetica con due soluzioni semplici semplici: ridurre i limiti di velocità nei centri urbani e cambiare il parco auto aumentando i veicoli elettrici, attraverso incentivi fiscali. E se decidessimo, più semplicemente, di prcheggiare l'auto per un po'?


03/08/2008

http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=390566