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  1. #1
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Predefinito Ricomposizione Comunista

    «Con Ferrero l'unità
    Insieme alle europee»
    Angela Mauro

    Soddisfatta non può non esserlo, Manuela Palermi. «Non c'è dubbio che Ferrero sia più vicino a noi», dice l'ex senatrice del Pdci parlando del congresso di Rifondazione.

    Come si presentava Chianciano da fuori?
    Un congresso molto difficile, ma vero e appassionato in un'epoca in cui di politica vera ce n'è poca in giro. Davvero un bel vedere.

    Sarà... ma a Chianciano il clima era penoso, tra divisioni, insulti...
    Mi era più difficile capirlo dalla tv. Mi dispiace, ma è sempre così quando ci si divide.

    Appunto, il partito ora è spaccato a metà: divisione senza scissione. Voi del Pdci però potete essere contenti, giusto?
    Non c'è dubbio che Ferrero sia più vicino a noi ed è stato anche più rigoroso nell'analisi della sconfitta della Sinistra Arcobaleno. Propone un'innovazione forte, mentre Vendola mi sembra che riproponga la vecchia Sinistra Arcobaleno, lo dico con modestia e rispetto. Devo poi notare che la stampa si è accanita contro l'area che ha vinto a Chianciano. E' stata definita chiusa, settaria, ideologica, accusata di non puntare al nuovo. Ma cos'è il nuovo? Per me è una categoria del nulla. Chi è vecchio? Chi canta "Bandiera rossa" o il nuovo che non canta niente? Vedo che nell'intervista a Liberazione D'Alema assegna un 4 in politica a Ferrero e indirettamente lo assegna anche a noi. Lo fa perchè è del Pd, partito che si crogiola nella propria sconfitta.

    E' più vicina la riunificazione tra Pdci e Prc?
    Dal nostro congresso abbiamo lanciato un forte appello unitario a Rifondazione. Sta finendo la sinistra che non è una cosa indistinta, ma una cosa forte di identità e ricerca. Sono cadute le ragioni che ci hanno divisi. Ha vinto Ferrero e questo mi fa sperare in una riunificazione, con i tempi che saranno necessari e un avvicinamento graduale. Partiamo dai passi comuni: la manifestazione d'autunno sulle questioni sociali, la campagna per un referendum abrogativo della legge 30. L'unità passa per queste cose.

    Anche per il referendum contro il lodo Alfano proposto dall'Idv?
    Parlo per me: io sicuramente lo approvo e firmerò, anche se il rapporto con Di Pietro resta difficile perchè non dimentico che si oppose alla commissione d'inchiesta sul G8 di Genova. L'immunità però ci è scivolata addosso come l'acqua, la sinistra non ha fatto nulla. Il problema vero è che non l'abbiamo indetta noi la manifestazione di piazza Navona.

    Insieme con il Prc alle europee del 2009?
    Spero di sì e spero che non modifichino la legge elettorale.

    Con quale simbolo? Quello di Rifondazione come dice Grassi o un simbolo composito come dice Giannini, entrambi della maggioranza ferreriana?
    Il simbolo è l'ultima cosa e non è un problema se si creano le condizioni per andare assieme. E' stato un problema con l'Arcobaleno perchè Sinistra Democratica era contraria alla "falce e martello". Ma non abbiamo perso per via del simbolo, bensì perchè siamo stati visti come indistinguibili dal Pd.

    In che senso?
    Dal Pd ci siamo separati consensualmente sulla base di disegni politici diversi, ma quel dialogo tra Veltroni e Bertinotti...

    Vuoi dire che il dialogo per cambiare la legge elettorale, prima delle elezioni, ha danneggiato la sinistra?
    Quello è stato un periodo di "impicci". E poi abbiamo mancato nei contenuti, non ci siamo dimostrati così lontani dal Pd che scivolava a destra, siamo apparsi diversi ma compatibili.

    E ora? Sulle alleanze con il Pd?
    Con questo Pd non c'è dialogo, ma se ci fossero mutamenti interessanti, potrei esserne felice, non voglio isolarmi. Però perchè ci dipingono come quelli che vogliono rompere? E' il Pd che rompe con la sinistra quando sceglie l'Udc o Cuffaro.

    http://www.liberazione.it/pdf_sfoglia.php?move=1

  2. #2
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Intervista di Rinascita a Masella

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=...Articolo=17462

  3. #3
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Il congresso del Prc e l’unità dei comunisti
    di Fosco Giannini


    Pochi giorni prima delle elezioni d’aprile Fausto Bertinotti – attraverso una grave (sul piano politico, etico ed elettorale), personalissima e mai sufficientemente stigmatizzata scelta – asseriva che il comunismo, da lì a poco, si sarebbe ridotto al ruolo di tendenza culturale. Una foglia secca nelle pagine di un libro di storia. Debbo dire che la perentorietà idealistica di quell’asserzione mi ha spinto sin da subito ad accomunare Bertinotti al Fukuyama della “Fine della Storia”: sia nel comunismo come tendenza culturale - infatti - che nella “ratifica” della fine della storia sembrano chiaramente prevalere (più che analisi scientificamente comprovate) alcune pulsioni intellettuali personali, rappresentative, in Fukuyama, dell’illusione del capitalismo di essere eterno e “naturale”, e rappresentative, in Bertinotti, del desiderio storico della classe dominante, volto a sostituire il comunismo con la socialdemocrazia e le sue varianti, ed un pensiero ed una prassi rivoluzionaria con un pensiero ed una prassi conciliante e subordinata.
    Il VII congresso nazionale del PRC ed il suo esito rappresentano una prima e probante smentita (in Italia, poiché l’ampiezza ed il ruolo pesante ed importante dei partiti comunisti nel mondo rendevano già l’affermazione di Bertinotti illusoria e velleitaria) alla tesi del comunismo come “tendenza culturale”. La maggioranza delle compagne e dei compagni di Rifondazione, infatti, liberatesi dalla cappa del comando bertinottiano e messi di fronte all’aut aut “costituente di sinistra o autonomia comunista” hanno scelto la seconda, nonostante l’apporto, per il fronte vendoliano, di una montagna di voti ottenuti da un abnorme e “ strano” tesseramento.
    Il documento politico finale con il quale i comunisti del PRC hanno battuto l’asse Bertinotti-Vendola è, peraltro, qualitativamente significativo. In esso si rilancia Rifondazione come partito comunista autonomo; si cancella il progetto e l’orizzonte della costituente di sinistra e il ritorno di un arcobaleno mascherato; si da un giudizio severo sull’involuzione liberista del PD e si dichiara che i comunisti sono alternativi ad esso; si lancia una verifica attenta sugli Enti Locali, nella consapevolezza che lì si va perpetuando una politica – del PRC – di tipo involutivo e governista; si rilancia l’esigenza di un vasto movimento di lotta contro le guerre imperialiste e contro le basi NATO e americane in Italia, così come l’esigenza di un nuovo ciclo di lotte sociali a fianco e alla testa del movimento operaio complessivo che, a partire dalla lotta contro il governo Berlusconi, punti al necessario rovesciamento dei rapporti di forza sociali, oggi sfacciatamente favorevoli al capitale (“Dentro questa prospettiva - cita il documento politico uscito vincente - è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste e di sinistra”).
    Come dato nuovo ed importante, dunque, si pone come dirimente la questione dell’unità - attraverso le lotte e l’impegno comune - delle forze comuniste e anticapitaliste. Significativo, a questo proposito, è il passaggio relativo alle elezioni - e alla lista elettorale - per il Parlamento europeo del 2009, in cui si parla chiaramente di “ricerca di convergenze tra forze anticapitaliste, comuniste e di sinistra, sulla base di contenuti contrari al Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’Unione Europea”.
    Con l’esito del VII congresso nazionale del PRC - e l’elezione del compagno Paolo Ferrero alla segreteria nazionale - siamo ad una svolta, densa di positive possibilità per il superamento dell’ormai troppo vasta diaspora comunista italiana e la costituzione, sul campo e nelle lotte, di una forte sinistra anticapitalista volta alla trasformazione sociale.
    L’autunno che verrà potrà offrire le basi materiali di questa unità, innanzitutto tra comunisti e comuniste, ma anche dell’intera sinistra di alternativa. Dovremo riempire le piazze - dalle metropoli alle periferie - di bandiere rosse; dovremo portare alle lotte i lavoratori, i giovani, le donne, gli immigrati, i movimenti, le forze sindacali; dovremo tornare tutti insieme davanti e dentro le fabbriche, lottando contro la Legge 30, per il contratto nazionale di lavoro, per il ritorno della scala mobile, contro le leggi razziali, la definitiva distruzione del welfare e la dittatura personale di Berlusconi, volta a sottomettere anche la magistratura per salvarsi dai processi. Dovremo cominciare di nuovo a fare male ai padroni e far tremare il governo Berlusconi.
    I compagni e le compagne del PRC e del PdCI e di altre forze comuniste si cerchino, si ritrovino nelle piazze e nelle lotte: sotto l’unica bandiera ideale della falce e il martello si uniscano nel movimento reale che abolisce la divisione comunista, costruendo dal basso, attraverso il conflitto sociale unitariamente sostenuto, contro i padroni e contro le guerre imperialiste, il nuovo partito comunista, quello che esiste nella realtà concreta ed operativa ancor prima che nell’organizzazione comune; quello che nasce nella società e dentro il cuore e la coscienza dei militanti .
    I gruppi dirigenti comunisti si incontrino. Ma è innanzitutto sull’onda delle lotte comuni, della passione ritrovata e del ritrovato orizzonte di cambiamento che potrà costituirsi - sul quel campo vivo e rigenerante - l’unità dei comunisti e della sinistra anticapitalista e antiliberista.

    http://www.ilbriganterosso.info/dblo...p?articolo=796

  4. #4
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    Giannini fino a pochi giorni dal congresso nazionale era dato per "perso", certa invece la sua entrata nel PdCI.

    l'ultimo giorno del congresso invece l'ho sentito parlare privatamente con un altro compagno mentre stavo facendo una telefonata, mi pareva entusiasta della nuova linea che se non erro ha definito "una possibilità concreta di tornare nel cuore della gente".

    quella frase mi ha rallegrato e non poco, una boccata d'aria fresca nella tensione che ho vissuto in quei giorni.

    noto con piacere, inoltre che si sia ammorbidito sulla questione della costituente, non più intesa come somma di ceti politici, come c'era il rischio diventasse inizialmente, ma come unità d' azione che risolva quelle controversie che ancora rimangono, come un qualcosa che si fa con convinzione e senza fretta.

    solo così si arriverà ad una unità che è veramente tale.

    avanti così, lunga vita alla nuova maggioranza!

  5. #5
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal Visualizza Messaggio
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    Sono felice che ci siano voci di dissenso... anzi, ti invito ad esprimere tutti i tuoi dubbi, in modo da dare a noi l'opportunità di correggerci se sbagliamo...

    però i dubbi esprimili, non gettare provocazioni al vento, che non serve a nessuno...

  7. #7
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    scusate l'intrusione...
    leggendo alcuni 3d qui e su PdCI, mi sembra di aver capito che entrambi i partiti andranno alle elezioni Europee dell'anno prossimo con il proprio simbolo e le proprie liste, o almeno, questo è ciò che dovrebbe accadere secondo i documenti approvati nei due Congressi...
    stante che, a quanto pare, la nuova legge elettorale prevederà uno sbarramento al 4% (che, un tempo, non avrebbe creato alcun tipo di problema a Rifondazione, mentre, oggi, fa decisamente un'altra impressione), non capisco perchè ci sia così tanta circospezione e diffidenza nel parlare di una lista unitaria, e in che modo una tale evenienza metterebbe in crisi gli equilibri interni a RC e al suo cpn

    grazie delle eventuali risposte

  8. #8
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Dodo88 Visualizza Messaggio
    scusate l'intrusione...
    leggendo alcuni 3d qui e su PdCI, mi sembra di aver capito che entrambi i partiti andranno alle elezioni Europee dell'anno prossimo con il proprio simbolo e le proprie liste, o almeno, questo è ciò che dovrebbe accadere secondo i documenti approvati nei due Congressi...
    stante che, a quanto pare, la nuova legge elettorale prevederà uno sbarramento al 4% (che, un tempo, non avrebbe creato alcun tipo di problema a Rifondazione, mentre, oggi, fa decisamente un'altra impressione), non capisco perchè ci sia così tanta circospezione e diffidenza nel parlare di una lista unitaria, e in che modo una tale evenienza metterebbe in crisi gli equilibri interni a RC e al suo cpn

    grazie delle eventuali risposte
    L'idea che mi sono fatto è che possa esser utilizzata strumentalmente come un'operazione di ritorno al passato, facendo leva su compagni della due d'area ferrero che - in alcune situazioni locali - hanno le cicatrici da scissione ancora addosso. Qui, all'ultimo congresso provinciale come Essere Comunisti Toscana, abbiamo proposto come su tutto il territorio toscano un odg di riavvicinamento, apertura e privilegio nei rapporti al pdci e siam stati quasi spernacchiati per alcune situazioni specificatamente personali. Quando ci son divisioni ci son strascichi che durano anni, è bene lavorare giorno per giorno un passettino alla volta..

    Non è un problema sollevare questioni del genere, siamo contenti se ci sono interventi esterni che voglion dialogare e non sputar sentenze..

  9. #9
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Le elezioni europee saranno nella primavera prossima; oggi discutere del simbolo non è all'ordine del giorno.
    Il congresso ha stabilito che il superamento del partito in una sinistra unita (vaga e a-comunista) non è nè per l'oggi nè per il domani.

    Per il resto si tratta di lavorare alla base, nei territori, o con iniziative comuni con la sinistra che si pone in alternativa al sistema, a partire ovviamente da coloro che sono più vicini (ideologicamente, culturalmente, per scelte politiche) a noi.
    Per le elezioni si vedrà ( e il sistema elettorale non sarà una componente di cui non tener conto...).

  10. #10
    Colui che è.
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    Citazione Originariamente Scritto da Dodo88 Visualizza Messaggio
    scusate l'intrusione...
    leggendo alcuni 3d qui e su PdCI, mi sembra di aver capito che entrambi i partiti andranno alle elezioni Europee dell'anno prossimo con il proprio simbolo e le proprie liste, o almeno, questo è ciò che dovrebbe accadere secondo i documenti approvati nei due Congressi...
    stante che, a quanto pare, la nuova legge elettorale prevederà uno sbarramento al 4% (che, un tempo, non avrebbe creato alcun tipo di problema a Rifondazione, mentre, oggi, fa decisamente un'altra impressione), non capisco perchè ci sia così tanta circospezione e diffidenza nel parlare di una lista unitaria, e in che modo una tale evenienza metterebbe in crisi gli equilibri interni a RC e al suo cpn

    grazie delle eventuali risposte

    il congresso si è giocato su un punto semplice: rifondazione deve sciogliersi o rifondazione deve continuare ad esistere.

    il congresso ha detto che deve continuare ad esistere, e deve continuare ad esistere TUTTA. Indipendentemente da cosa dica la minoranza di destra interna.

    l'apertura di una costituente comunista romperebbe la fragile unità del partito ed
    in questo momento non possiamo permetterci che il 47% vada in una direzione ed il 53% in un altra.

    per questo sono in questo momento da rigettare tutte le ipotesi di costituente, non si può unire due partiti partendo da una scissione dei medesimi. per questo l'unità va fatta sul piano dell'azione concreta prima che sul piano elettorale.

    Inoltre nel PRC abbiamo vinto una battaglia ma non la guerra.
    se alle prossime elezioni andiamo male, o non ci presentiamo con il nostro simbolo, Vendola ed i suoi ripartiranno sicuramente all' attacco, se invece andiamo bene, avremo affermato che il PRC esiste ancora, affossando per sempre l' ipotesi di rifondazione diessina.
    quella sarebbe la vittoria finale.

    non possiamo sottrarci a questo scontro, ma nemmeno possiamo permetterci che la minoranza, nei luoghi dove è maggioranza ci remi contro anche durante il periodo elettorale... gli equilibri sono troppo precari per propendere verso soluzioni avventuristiche...

    in ogni caso, prima delle europee ci sarà l'autunno, e si preannunciano grandi piattaforme di lotta condivise, se quelle andassero bene, gli scenari potrebbero anche cambiare... niente è escluso...





    te lo dico però con un po' di disagio, perchè anche io, sebbene non sia della ex terza mozione (quella cioè che chiedeva la costituente comunista), spero nella riunificazione.
    ma un conto è il cuore, un conto è la testa.
    la testa dice che dobbiamo pazientare ancora un po', se vogliamo evitare di regalare ad occhetto, fava e mussi il nostro partito...

    il PRC andrà con il proprio simbolo, aperto a chi volesse confluire nelle liste (a condizione che si iscriva poi nel gruppo GUE-NGL e non in altri, come il PSE). Questo è ormai deciso.

 

 
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