Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Forumista junior
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    Predefinito La politica meridionalista

    Quale potrebbe essere la giusta politica meridionalista?

    Ce n'è solo una, oppure diverse strade possono portare a risultati, se non simili ma apprezzabili?

    La vera politica meridionalista è fondare un movimento indipendentista?

    E' allearsi con partiti già esistenti che fanno parte del "sistema politico italiano"?

    Oppure auspicare, e quindi impegnarsi, affinchè la politica tutta cambi e, cambiando, modifichi quei meccanismi che rendono l'Italia del Nord e del Sud, le sue istituzioni, la sua amministrazione pubblica, ostaggi dei giochi di potere?

    Il vero problema della politica italiana è il mercimonio di potere ad ogni livello delle istituzioni e delle amministrazioni?

    Se sì, questa situazione, può essere alla base dei diversi problemi che affliggono il Sud, oltre ai problemi identitari e di coscienza collettiva?

    Se la situazione politica italiana cambiasse radicalmente, tanto da consentire a questo paese di avere una classe dirigente davvero orientata alla corretta amministrazione, alla completa trasparenza, alla gestione oculata delle risorse e della cosa pubblica, alla lotta senza quartiere alle criminalità organizzate (e non ai Rom!!!) se in tutta Italia accadesse questo, il Sud ne trarrebbe giovamento?




    Cosa ne pensate?

  2. #2
    Forumista
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    Predefinito

    Sicuramente nessuno ha la "ricetta" giusta...e fuor di dubbio e' un'impresa titanica ma noi abbiamo il dovere ed il diritto di provarci, ci sostengono le ragioni del cuore e l'amore folle per la nostra terra, per la giustizia e la verità.

    Non credo che esista un'unica via ma tra le tante io preferisco allontanarmi quanto piu' possibile dai partiti tradizionali del belpaese e dai loro sistemi e costumi da mercato delle vacche.
    Un'altra cosa importantissima secondo me, e' imparare a dialogare e a confrontarsi e superare le contrapposizioni e i punti di vista diversi...spesso nel nostro mondo siamo bravissimi a combattere tra di noi e fare le scissioni dell'atomo invece di combattere il vero "nemico" che e' il sistema di potere (e non il popolo) economico-politico padano.

    Come sai , noi stiamo cercando una difficile aggregazione con gli altri partiti e qualcosa c'e' in vista...dopo di chè ci sarà anche un dialogo aperto, e spero costruttivo, con tutti gli altri movimenti del nostro pazzo mondo.

    A settembre secondo me ne vedremo delle belle...speramm' bbuon'

    Statt' buon'

  3. #3
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    Predefinito

    Visto che la politica elettorale che dobbiamo fare è purtroppo blindata e senza possibilità di cambiamento, non ci sono molte scelte quindi personalmente dico che chi non entra in questa ottica credo personalmente che è meglio se ne stia a casa o proseguire solo dal punto di vista divulgativo. Noi dei CDS ci stiamo giocando una carta "tattica" con l'Mpa, se riusciamo ad ottenere spazio nel loro movimento allora ci mettiamo la faccia , il cuore e tutto il resto ma questo può accadere solo se il partito del presidente della Regione Sicilia ci dia le giuste arie necessarie per muoverci e noi diamo dimostrazione di serietà e di avere un buon numero di uomini. Per il momento abbiamo alcune sacche già ben coperte, altre sono ancora magre, noi ci stiamo provando, turandoci un poco il naso ma stiamo proseguendo il dialogo con il partito di Lombardo.
    Da premettere e ripetere che noi non siamo Mpa noi siamo i Comitati, lo scopo è fare una corrente CDS all'interno del movimento di Lombardo, per potere poi piano piano occupare spazi dirigenziali. Però prima di tutto il nostro sodalizio deve avere il minimo comun denominatore del senso identitario borbonico duosiciliano ed anche quello dell’appartenenza al movimento CDS, chi non ha questa peculiarità non potrà mai far parte della nostra piccola realtà aggregativa.
    Per il resto aspettiamo e speriamo in qualcosa di meglio
    fiore

  4. #4
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    Predefinito

    Non è facile immaginare un'Italia diversa da quella di oggi, libera dalle sproporzioni e dai paurosi contrasti che la caratterizzano da quando è nata.
    Prima il Regno d'Italia, poi la Repubblica Italiana, hanno sempre tratto legittimazione da un perenne stato di emergenza, costruito ad arte, che impediva di prendere decisioni serene a beneficio di tutti. Le stragi compiute per unificarla, la spaventosa corruzione a cavallo tra XIX e XX secolo, la dittatura, le guerre, cinquant'anni con un'unico partito che usciva regolarmente vincitore da elezioni apparentemente democratiche, e oggi i timori per la sicurezza, l'immigrazione clandestina, gli scempi ambientali: una perenne emergenza che è l'unica cosa da cui traggono legittimazione le nostre classi dirigenti.
    Se si mette in discussione questo, si mette in discussione l'esistenza stessa dell'Italia; e chi ritiene che l'Italia debba essere non ripensata da zero, ma necessiti semplicemente di alcuni correttivi e un po' di facce nuove, implicitamente dà per scontato che i mali del Sud sono da attribuire pressocché esclusivamente all'inciviltà della sua gente.
    Detto questo, cosa deve fare chi vuole impegnarsi a cambiare le cose?
    Non esiste una soluzione univoca, una formula elegante (come dicono i miei amici fisici) che faccia quadrare il tutto; e, qualunque sia la strada che ciascuno ritiene opportuno prendere, essa sarà inevitabilmente piena di ostacoli e amarezze.
    Personalmente, da quando ho sposato la causa dei CDS sono sempre più convinto che ci voglia apertura, pragmatismo e molto coraggio, sia per affrontare un sistema che non ci piace ma con cui in ogni caso dobbiamo fare i conti, sia per sopportare le critiche di chi, avendo scelto la via della purezza formale, non ce ne risparmierà.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da morca1 Visualizza Messaggio
    Quale potrebbe essere la giusta politica meridionalista?

    Ce n'è solo una, oppure diverse strade possono portare a risultati, se non simili ma apprezzabili?

    La vera politica meridionalista è fondare un movimento indipendentista?

    E' allearsi con partiti già esistenti che fanno parte del "sistema politico italiano"?

    Oppure auspicare, e quindi impegnarsi, affinchè la politica tutta cambi e, cambiando, modifichi quei meccanismi che rendono l'Italia del Nord e del Sud, le sue istituzioni, la sua amministrazione pubblica, ostaggi dei giochi di potere?

    Il vero problema della politica italiana è il mercimonio di potere ad ogni livello delle istituzioni e delle amministrazioni?

    Se sì, questa situazione, può essere alla base dei diversi problemi che affliggono il Sud, oltre ai problemi identitari e di coscienza collettiva?

    Se la situazione politica italiana cambiasse radicalmente, tanto da consentire a questo paese di avere una classe dirigente davvero orientata alla corretta amministrazione, alla completa trasparenza, alla gestione oculata delle risorse e della cosa pubblica, alla lotta senza quartiere alle criminalità organizzate (e non ai Rom!!!) se in tutta Italia accadesse questo, il Sud ne trarrebbe giovamento?




    Cosa ne pensate?
    Non credo che esista la giusta politica meridionalista, ma so che esistono diverse politiche meriodionaliste, c'è chi da delle priorità e chi ne stabilisce altre. La differenza tra la politica meridionalista e quella italiana, sta nel fatto che la prima al momento non è inserita in un sistema di compromessi e favoritismi, il quale stabilisce quali siano le priorità da adottare, mentre nel corso della sua storia la politica italiana non si è mai allontanata da questo sistema.
    Questa situazione di politica al di fuori dal sistema di comando per molti meridionalisti può sembrare un problema, ma in realtà può anche essere un punto a favore del sud. Proprio perchè non si è intrisi nel sistema Italia, si possono adottare scelte strategiche senza essere infastiditi dal "puzzo del compromesso morale". Le classi politiche meridionalisti se vorranno continuare a fare la giusta politica per il sud, non dovranno mai scendere a compromessi con i partiti di regime, poichè l'accordarsi ed il pagnottismo sono geni sui quali è basato il loro DNA.
    L'aggregazione che già c'è, credo può aiutare le politiche meriodionaliste proprio in questo, ovvero impedire che esse si accomodino nei salotti di potere di un sistema chiamato Italia.

 

 

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