Quale potrebbe essere la giusta politica meridionalista?
Ce n'è solo una, oppure diverse strade possono portare a risultati, se non simili ma apprezzabili?
La vera politica meridionalista è fondare un movimento indipendentista?
E' allearsi con partiti già esistenti che fanno parte del "sistema politico italiano"?
Oppure auspicare, e quindi impegnarsi, affinchè la politica tutta cambi e, cambiando, modifichi quei meccanismi che rendono l'Italia del Nord e del Sud, le sue istituzioni, la sua amministrazione pubblica, ostaggi dei giochi di potere?
Il vero problema della politica italiana è il mercimonio di potere ad ogni livello delle istituzioni e delle amministrazioni?
Se sì, questa situazione, può essere alla base dei diversi problemi che affliggono il Sud, oltre ai problemi identitari e di coscienza collettiva?
Se la situazione politica italiana cambiasse radicalmente, tanto da consentire a questo paese di avere una classe dirigente davvero orientata alla corretta amministrazione, alla completa trasparenza, alla gestione oculata delle risorse e della cosa pubblica, alla lotta senza quartiere alle criminalità organizzate (e non ai Rom!!!) se in tutta Italia accadesse questo, il Sud ne trarrebbe giovamento?
Cosa ne pensate?




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